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In termini strettamente economici, la CAN si propone di far adottare politiche economiche

coordinate all’interno dei quattro stati. A questo proposito negli anni novanta nacque un

programma di lavoro avente lo scopo di porre le basi per un’armonizzazione della politica

fiscale e monetaria degli stati, così da promuovere la stabilità economica. Nel 1997, inoltre,

venne creato il Consejo de Ministros de Hacienda o Finanzas, Banco Centrales y

Responsables de la Planeación Económica. In quest’ottica, ogni terzo trimestre dell’anno, i

quattro paesi devono presentare i punti salienti della politica economica che pensano di

attuare l’anno seguente e l’organizzazione, invece, presenta una valutazione dell’effettivo

compimento degli obbiettivi prefissati l’anno precedente. Recentemente il Consejo de

Ministros de Hacienda ha redatto una lista di 19 Indicadores de Vulnerabilidad

Macroeconómica Fiscal y Esterna sui quali è necessario che ogni stato lavori e ha fissato le

mete della convergenza economica in tre obbiettivi essenziali: mantenere l’inflazione annua

bassa, conservare il deficit fiscale e il debito pubblico, rispettivamente, al di sotto del 3% e

96

50% del PIL .

La Comunidad Andina de las Naciones si propone, in più, di intensificare le relazioni dei

quattro stati membri con altri paesi, organismi internazionali ed istituzioni private. A questo

scopo è stato creato nel 2003 il Comité Andino de Titulares de Organismos de Cooperación

Internacional de la Comunidad Andina, che coordina e stimola iniziative comuni. Tra le più

importanti cooperaciónes internacionales attuate vi è quella con l’Unione Europea,

sviluppatasi nel tempo attraverso diverse tappe. Recentemenete è stata stipulata una

Estrategia Regional CAN-UE con obbiettivi da realizzarsi tra l’anno 2007 e il 2013. I settori

in cui le due entità sovranazionali si sono proposte di lavorare congiuntamente sono

l’integrazione economica regionale, la coesione economica e sociale e la lotta contro le

droghe e hanno suddiviso il loro lavoro in due fasi temporali, stanziando doversi fondi ad

entrambe. Nel 2009, dopo una valutazione a metà percorso, si è deciso di sostituire la

97

coesione economica e sociale con il settore del Cambio Climático y Medio Ambiente .

Più recentemente è stata creata l’UNASUR, Unión de Naciones Suramericanas,

organizzazione composta dalla totalità degli stati del Sud America, votata al raggiungimento

dell’integrazione regionale in materia di energia, educazione, salute, ambiente, infrastrutture,

96 Comunidad Andina, Temas, Macroeconomía, visibile

in:<http://www.comunidadandina.org/Seccion.aspx?id

=73&tipo=TE&title=macroeconomia> (31/07/2013)

97 Comunidad Andina, Cooperación Internacional, visibile in:

<http://www.comunidadandina.org/Cooperacion _catoci.aspx> (31/07/2013) 43

sicurezza e democrazia. Questa unione di stati persegue vari scopi, tra i quali l’eliminazione

delle diseguaglianza sociali ed economiche, l’inclusione sociale, la partecipazione cittadina, il

rafforzamento della democrazia e la riduzione delle asimmetrie tra gli stati; rispettando i diritti

umani e i procedimenti democratici.

Ciò che aprì alla sua nascita fu la III Reunión de Presidendes de América del Sur avvenuta l’8

dicembre del 2004 a Cuzco, in cui venne creata la Comunidad Suramericana de Naciones

dall’unione del MERCOSUR e della CAN. Nel 2007 le fu cambiato il nome in UNASUR e

nel maggio del 2008 fu approvato dagli stati membri il Tratado Costitutivo. Tra il 2008 e il

2011 vennero creati 12 consigli, rispondenti, ognuno, a una determinata tematica.

L’UNASUR, inoltre è membro osservatore dell’ONU ed è a capo di diversi progetti come la

costruzione di un’autostrada per unire il Brasile all’Oceano Pacifico, la creazione di una zona

98

di libero mercato e la creazione, in un futuro, di una moneta unica .

Nel 2011, con la messa in funzione dell’organizzazione, viene redatto un documento

contenente tutte le tematiche di maggior rilievo di cui essa stessa si dovrà occupare per poter

realizzare gli obbiettivi che ne hanno determinato la nascita. Tale documento, “UNASUR, un

Espacio de Desarollo y Cooperación por Costruir”, è stato stilato con l’aiuto della CEPAL,

Comisión Económica para América Latina y el Caribe, una delle cinque commisioni regionali

dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. I problemi relativi alla popolazione risultanti

dall’analisi compiuta sono principalmente un progressivo invecchiamento della popolazione,

una povertà dilagante legata soprattutto all’elevato tasso di inurbamento, e il sempre attuale

problema dei pueblos indígenas. Per quanto riguarda i temi sociali, i più caldi sono risultati

essere la distribuzione diseguale della ricchezza, il basso livello di coesione sociale, la

disocupazione e il lavoro informale, la salute, le spese sociali sempre maggiori e la persistente

asimmetria tra i paesi membri. Altre tematiche rilevanti da affrontare sono la ripresa dello

sviluppo economico dopo la crisi e il medioambiente, il quale è minacciato dalla perdita di

99

biodiversità, urbanizzazione accelerata e l’aumento della produzione e dei consumi .

98 Unión de Naciones Suramericanas, La organización, Historia, visibile in:

<http://www.unasursg.org/inicio/ organizacion/historia> (31/07/2013)

99 UNASUR, un Espacio de Desarollo y Cooperación por Costruir, Santiago de Chile

maggio 2011, p.7-44 visibile in:

<http://www.unasursg.org/uploads/40/c3/40c341c59b9bf9ca86694cb52796c62e/Publicaci

on-Cepal-UNASUR.pdf > (31/07/2013) 44

Il Tratado Costitutivo dell’UNASUR prevede una runione annuale dei capi di stato di ogni

100

paese membro, nonchè un incontro semestrale dei ministri delle relazioni internazionali ,

oltre a vari altri incontri, aventi temi di interesse comune ed attuale. Ad esempio, durante

l’incontro tra il presidente dell’ONU Ban Ki-moon e la presidente dell’UNASUR di allora,

Emma Mejía, organizzato per dare ufficialità alla presenza dell’UNASUR nelle Nazion Unite,

quest’ultima ha richiesto la possibilità per l’organizzazione di mediare nel conflitto

diplomatico tra Gran Bretagna e Argentina per la sovranità sulle isole Malvinas-Falkland. Tale

conflitto, infatti, e di importanza regionale, soprattutto dopo la scoperta di possibili giacimenti

101

di petrolio e gas nelle acque circostanti .

Di recente è stato creato un Consejo de Seguridad, con lo scopo di affrontare, attraverso

azioni congiunte, la criminalità organizzata a livello trasnazionale. L’idea è provenuta dal

Presidente Santos, il quale si era dimostrato inizialmente scettico sulla necessità di creare

un’organizzazione comprendente tutti gli stati sudamericani. Egli ha dichiarato come la

Colombia abbia bisogno dei suoi vicini per poter affrontare al meglio il problema criminale e

che, grazie all’UNASUR, i rapporti con essi siano migliorati. Il progetto ha preso vita

102

all’interno delle Cumbre de Cartagena il 4 maggio 2012 . Sempre in materia di sicurezza,

l’organizzazione regionale ha appoggiato, durante la riunione a Lima nel novembre 2012, il

processo di pace intrapreso tra il governo della Colombia e le FARC; ed è emerso un

ottimismo generale, secondo il quale l’ambiente di cooperazione attuale all’interno della

103

regione favorirà questo processo .

Altro tema importante su cui l’Unione delle Nazioni Sudamericane ha dovuto prendere

posizione sono state le elezioni venezuelane, realizzatesi lo scorso aprile. In seguito alla

vittoria di Nicolas Maduro, ex vicepresidente, molti hanno gridato al broglio elettorale ed è

stato richiesto il riconteggio dei voti. Tra questi, anche il Presidente colombiano ha espresso la

volontà al riconteggio durante la riuonione speciale svoltasi a Lima il 18 aprile. L’UNASUR,

100 Unión de Naciones Suramericanas, La organización, Historia, visibile in:

<http://www.unasursg.org/inicio/ organizacion/historia> (31/07/2013)

101 Claudia Sandoval Gómez, 2 aprile 2012, La ONU resibe a Unasur en calidad de

observadora, EL TIEMPO, visibile in:

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-11482501> (01/08/2013)

102 Jineth Bedoya Lima, 5 maggio 2012,Unasur: una docena de países se unen contra el

crimen trasnacional, EL TIEMPO, visibile

in:<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-11722507> (01/08/2013)

103 EL TIEMPO 30 novembre 2012,Unasur manifiesta su ‘pleno apoyo’ al proceso de paz

en Colombia, visibile in: <http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12413441>

(01/08/2013) 45

però, ha raggiunto la decisione comune di riconoscere Maduro come nuovo presidente della

104

Repubblica Bolivariana del Venezuela .

La prima riunione del Consejo Suramericano de Cultura è avvenuto nel giugno di quest’anno

a Lima. All’interno di esso è stata sottolineata la necessità di lavorare congiuntamente per

promuovere l’accessibilità alla cultura e valorizzare la creatività. A questo scopo è stato

redatto un documento in cinque punti contenenti le tematiche di primario interesse:

interculturalidad, industrias culturales y economía creativa, defensa del patrimonio cultural,

comunicación y cultura, y artes. Tale consiglio, inoltre, sta portando a termine vari progetti

come la creazione del Banco de Contenidos Audiovisuales che conterrà le informazioni su ciò

che si produce nella regione, e si impegna attivamente per garantire e difendere i diritti dei

105

pueblos indigenas .

Tecnici dell’organizzazione, infine, si sono riuniti recentemente a Caracas per stilare un

inventario delle ricchezze naturali presenti negli stati membri con lo scopo di lavorare su

strategie comuni per lo sfruttamento, maggiormente adeguato per le nazioni e per

106

l’ambiente .

L’UNASUR può essere considerata come la porta voce degli stati dell’America del Sud di

fronte alle altre nazioni e alle organizzazioni internazionali. Tale organizzazione, potrebbe, in

un futuro, raggiungere l’autorevolezza che caratterizza l’Unione Europea.

2.3 La Alianza del Pacífico

Tra tutte le organizzazioni tra stati e le alleanze economiche a cui la Colombia ha partecipato,

però, la più significativa e quella di maggiore importanza attuale è la Alianza del Pacífico.

Essa è principalmente votata all'integrazione economica e commerciale ed è composta da

quattro paesi (Cile, Colombia, Messico, Perù), tutti aventi accesso all'Oceano Pacifico, il

nuovo oggetto dell'interesse economico.

104 Redación internacional, 20 aprile 2013, “Secretos de las tres ora de la cumbre de

Unasur en Lima”, EL TIEMPO visibile in:

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12751933> (01/08/2013)

105 DINERO 25-06-2013, Unasur aprobó plan de acción 2013-2014, visibile in:

<http://www.dinero.com/actualidad/

noticias/articulo/unasur-aprobo-plan-accion-2013-2014/178488> (01/08/2013)

106 DINERO 29-05-2013, Unasur: inventarios de recursos naturales de sus países

membros, visibile in: <http://

www.dinero.com/actualidad/noticias/articulo/unasur-inventario-recursos-naturales-paises-

miembros/176696> (01/08/2013) 46

La prima Cumbre, ovvero riunione tra i Capi di Stato dei quattro paesi, in cui si parlò della

possibilità di formare un'alleanza con l'obbiettivo di “avanzar progresivamente hacia la libre

circulación de bienes, servicios, capitales y personas” avvenne a Lima il 28 aprile del 2011,

sotto la supervisione di Panama. L'atto decisivo per la realizzazione del progetto di

integrazione si verificò all'interno della IV Cumbre, svoltasi ad Antofagasta, Cile, il 6 giugno

107

del 2012, dove venne firmato l'Acuerdo Marco della alleanza .

Le quattro nazioni che hanno dato luogo a tale integrazione regionale sono abitate dal 36%

della popolazione dell'America Latina, rappresentano il 35% del PIL di quest'area e il 50% del

suo commercio. Inoltre presentano un tasso di crescita medio del 5%, maggiore a quello

mondiale, un'inflazione minore a quella regionale (in entrambi i casi con riferimento ai dati

relativi all'anno 2012), nonché una stabilità macroeconomica apprezzabile. Infine, in essi, vi

giunge il 26% degli investimenti esteri diretti, questo perché i quattro paesi occupano,

rispettivamente in ordine alfabetico, il primo, terzo, quarto e quinto posto nella classifica che

valuta la facilità di fare impresa, relativa alla regione latinoamericana. Essi presentano una

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legislazione, relativamente a questo ambito, molto favorevole .

Anche per quanto riguarda gli aspetti politici, questi quattro paesi hanno aspetti in comune, i

quali potrebbero rendere più efficace e duratura la Alianza. Questo rispetto, soprattutto, agli

altri molteplici tentativi di integrazione, conclusi senza risultati o divenuti inefficienti a causa

della difficoltà di raggiungere decisioni comuni tra nazioni con punti di vista anche molto

divergenti. Essi, infatti, hanno visioni comuni su molti punti: la totalità dei paesi sono retti da

una democrazia e valorizzano la sua stabilità, vitalità, trasparenza e la partecipazione dei

cittadini in essa. Valorizzano il libero mercato, la sua competitività e integrazione e, infine,

tutti e quattro possiedono mete di sviluppo simili e per raggiungerle si sono fissati obbiettivi

109

molto ambiziosi .

Gli obbiettivi della alleanza sono riducibili a tre: la costruzione di un'area di integrazione per

raggiungere, insieme, la libera circolazione dei beni, servizi, capitali e persone. Ottenere

maggiore crescita, sviluppo e competitività dalle economie di questi paesi, con lo scopo di

107 Alianza del Pacífico, Abecé, p.12, visibile in

<http://alianzapacifico.net/wp-content/uploads/2013/07/ABC-ALIANZA-DEL-PACIFICO-PREN

SA.pdf > (06/08/13)

108 Ibidem, p.5-6

109 Daniel Valero, 26 maggio 13, 'Solo un año, Alianza del Pacífico rindió frutos':

Sebastián Piñera, EL TIEMPO, visibile in

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12824485 > (06/08/13) 47

conseguire un maggior benessere tra la popolazione, una riduzione delle diseguaglianze

sociali ed economiche e l'inclusione sociale. L'ultimo scopo è quello di tramutare tale alleanza

in un organo politico ed economico che rappresenti con una sola voce i quattro paesi di fronte

al mondo e, soprattutto, di fronte all'Asia, il nuovo gigante economico mondiale, al quale

anche questi quattro paesi stanno cercando di avere accesso. I suoi propositi, tuttavia, sono

110

molteplici e non sono riducibili a questi soli campi .

Alla guida della Alianza vi è il Capo di Stato di uno dei paesi, a rotazione annuale e per ordine

alfabetico delle nazioni. Attualmente, infatti, ad occupare la Presidencia Pro Témpore vi è il

Presidente Santos. L'organo più importante è la Cumbre, formata dai Capi di Stato, la quale

rappresenta la più alta istanza di decisione. Al di sotto vi è il Consejo de Ministros, costituito

dai Ministri delle Relazioni Internazionali e di quelli responsabili del commercio estero; il

loro compito è quello di adattare le decisioni prese all'interno delle riunioni dei Capi di Stato

agli obbiettivi prefissati nel Acuerdo Marco. Il Grupo de Alto Nivel, composto dai

Viceministri delle Relazioni Internazionali e del Commercio Estero, invece, si occupa di

supervisionare i gruppi tecnici e di trovare nuove aree su cui lavorare e per le quali attuare

111

ulteriori politiche .

I gruppi tecnici sono cinque organi all'interno dei quali si lavora e discute su altrettanti temi. Il

gruppo Comercio e Integración si occupa degli sgravi doganali, ostacoli tecnici al commercio,

misure sanitarie necessarie e facilitazioni commerciali. Nel gruppo relativo alla tematica

Servicios y Capitales si discute in proposito di investimenti, importazioni ed esportazioni di

servizi, telecomunicazioni e si lavora per attuare l'integrazione delle borse valori. Coloro che

si occupano di Cooperación lavorano per la mobilità internazionale degli studenti, fanno

ricerche sui temi relativi al cambio climatico e si occupano delle piccole e medie imprese. Gli

obbiettivi del quarto gruppo, invece, sono la facilitazione delle migrazioni, nonché la libera

circolazione delle persone e delle attività, la creazione di programmi di studio e di lavoro per

gli studenti e il raggiungimento di una cooperazione in campo migratorio. L'ultimo gruppo,

Asuntos Istitucionales, infine, si occupa di accordare tutti gli strumenti che operano all'interno

112

dell'alleanza .

110 Alianza del Pacífico, Abecé, p.4, visibile in

<http://alianzapacifico.net/wp-content/uploads/2013/07/ABC-ALIANZA-DEL-PACIFICO-PREN

SA.pdf > (06/08/13)

111 Ibidem, p.10 48

Nonostante la giovinezza di tale alleanza, essa ha già dato alcuni risultati. I cittadini della

Colombia e del Perù possono recarsi in Messico senza dover richiedere un visto, se rientrano

nella categoria Visitantes Sin Permiso Para Realizar Actividades Remuneradas hasta 180

días, così da aprire le frontiere dei quattro stati al libero flusso dei cittadini. È stata messa in

funzione una plataforma de movilidad estudiantil y académica e sono state stanziate cento

borse di studio per l'anno 2013. È stato, inoltre, firmato un accordo di cooperazione in materia

di turismo ed è stato realizzato il Consejo Empresarial de la Alianza del Pacífico, nato per

dare suggerimenti in materia di integrazione e promuovere azioni verso terzi mercati, in

special modo verso l'Asia. Infine è stato lanciato un progetto di coordinazione tra le quattro

agenzie commerciali, una per ogni paese, aventi lo scopo di promuovere gli aspetti positivi

dell'alleanza: Proméxico, Properú, Prochile, Proexport, vi è, inoltre, il proposito di creare

113

uffici unici nelle varie parti del mondo; uno di essi è già attivo ad Istanbul .

Gli ultimi esiti sono stati comunicati nella VII Cumbre avvenuta a Cali il 22 e 23 maggio di

quest'anno. In seguito a questo incontro i presidenti delle quattro nazioni, oltre a proclamare il

passaggio di testimone dal presidente cileno a Juan Manuel Santos, hanno dato il via al

processo di adesione richiesto dalla Costa Rica, con la quale, inoltre, la Colombia ha stipulato

114

un ulteriore TLC . Il risultato più importante è rappresentato dal compromesso tra gli stati

che dichiara il 90% del commercio libero dalla tassazione doganale, e pone le basi per uno

sgravo totale graduale. È stata, poi, annunciata una collaborazione in materia doganale e tra le

Autoridades sanitarias per facilitare il commercio di prodotti farmaceutici. Inoltre è stata

annunciata la creazione di un'ambasciata comune in Ghana e il proposito di crearne in altri

paesi. In materia migratoria, il Perù ha deciso l'esonero, per i cittadini delle altre tre nazioni,

115

del visto per poter intraprendere attività lavorative all'interno del proprio territorio .

Inoltre si è parlato di esportazioni facendo, soprattutto, riferimento alle piccole e medie

imprese, le quali rappresentano il futuro dei paesi e si è sottolineata la necessità di una loro

integrazione nel mercato globalizzato. Si è discusso anche della materia turismo. A questo

112 Alianza del Pacífico, Abecé, p.9, visibile in

<http://alianzapacifico.net/wp-content/uploads/2013/07/ABC-ALIANZA-DEL-PACIFICO-PREN

SA.pdf > (06/08/13)

113 Ibidem, p.11

114 Daniel Valero, 23 maggio 13, 'La Alianza abre horizontes casi ilimitados de

integración': Santos, EL TIEMPO, visibile in

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12817568 > (06/08/13)

115 Alianza del Pacífico, 23 maggio 13, Declaración de Cali, visibile in

<http://alianzapacifico.net/documents/cali.pdf > (06/08/13) 49

proposito è stata decisa la creazione di una Visa Alianza del Pacífico, la quale consente al

turista di visitare i quattro paesi senza dover richiedere un visto per ciascuno di essi. È stato,

poi, creato un fondo per la promozione del turismo nell'area. Per quanto riguarda il tema

dell'evasione fiscale, tematica fondamentale in questa regione a causa dell'entità del lavoro

sommerso, si sta lavorando per attuare una lotta comune attraverso la condivisione delle

116

informazioni . 117

Sono, infine, iniziati i lavori per un patto commerciale con il Giappone ed è stato creato il

Fondo de la Cooperación de la unión, avente un fondo di un milione di dollari, destinati al

finanziamento di iniziative ambientali come lo sviluppo sostenibile e il contrasto al cambio

118

climatico .

Il clima che circonda la creazione di questo nuovo progetto di integrazione economica e

politica è generalmente positivo ed euforico. Ad elencarne i pregi sono soprattutto i Capi di

Stato dei paesi fondatori, i quali promettono risultati positivi per l'economia del proprio stato

e maggiore benessere per i propri cittadini, i quali, vedranno diminuire la disoccupazione e, in

qualità di consumatori, avranno maggiori possibilità di scelta grazie all'ampliazione del

mercato. Inoltre viene sottolineata la grande opportunità che può comportare la realizzazione

di trattati commerciali con i paesi asiatici, che rappresentano il futuro dell'economia e con un

mercato immenso dove esportare le molteplici materie prime di cui dispone la regione. Infine

le grandi liberalizzazioni che si stanno realizzando all'interno dell'organizzazione rendono

attraenti le nazioni che vi appartengono agli occhi degli investitori stranieri, preziosi per

l'economia di tali paesi, ma da sempre preoccupati dalla poca stabilità sociale e politica che li

caratterizza.

116 Alianza del Pacífico, 29 maggio 13, Participación del Presidente de Colombia,

Juan Manuel Santos Calderón, en la conferencia de prensa en el marco de la VII Cumbre

de la Alianza del Pacífico, visibile in <

http://alianzapacifico.net/participacion-del-presidente-de-colombia-juan-manuel-santos-ca

lderon-en-la-conferencia-de-prensa-en-el-marco-de-la-vii-cumbre-de-la-alianza-del-pacific

o/ > (08/08/13)

117 Daniel Valero, 23 maggio 13, 'La Alianza abre horizontes casi ilimitados de

integración': Santos, EL TIEMPO, visibile in

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12817568 > (06/08/13)

118 David Mayorga, 22 maggio 13, áfrica y Oriente Medio, la meta comercial, EL

ESPECTADOR, visibile in

<http://www.elespectador.com/noticias/economia/articulo-423582-africa-y-oriente-medio-

meta-comercial > (06/08/13) 50

L'enfasi è, anche, posta sulla già raggiunta grandezza commerciale del blocco: i quattro paesi,

119

infatti, uniti, rappresentano la ottava economia mondiale e, come già detto,la metà del

commercio dell'America Latina. Di conseguenza, questa alleanza ha un enorme potenziale e

può espandere ulteriormente queste cifre, diventando una potenza economica, e rendendo tale

ciascuno degli stati che vi fa parte. Comportandosi come un unico attore nei confronti di altri

paesi, inoltre, ne beneficeranno tutti i componenti in egual misura.

A garantirne la riuscita c'è il grande affiatamento presente tra i componenti: visioni del mondo

simili in termini economici e politici. Entrambi i presidenti che si sono succeduti fino ad ora,

tuttavia, rifiutano le accuse di essere una alleanza di centrodestra nata per fare da contrappeso

120121

all'organizzazione ALBA o di competere con altre alleanze come il Mercosur e l'Unasur .

ALBA, Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América, è un'organizzazione

votata, anch'essa, all'integrazione commerciale di cui fanno parte il Venezuela, Cuba, Bolivia,

Nicaragua, la Repubblica Domenicana, San Vincente y las Granadinas, Antigua y Barbuda e

122

l'Ecuador, ovvero stati aventi governi di centrosinistra e vicini alla Cuba castrista .

La grande importanza che tale blocco sta acquistando a livello mondiale è dimostrata dall'alto

numero di paesi osservatori del processo di integrazione. Attualmente sono venti: Corea del

Sud, Cina, Stati Uniti, Turchia, Costa Rica, Canada, Australia, Panama, Uruguay, Nuova

Zelanda, Francia, Portogallo, Spagna, Guatemala, Giappone, Honduras, Repubblica

Domenicana, Paraguay, El Salvador e l'Ecuador. I paesi osservatori condividono i principi e

gli obbiettivi della Alianza e possono partecipare alle riunioni presidenziali e a quelle dei

Ministri, con il diritto di esprimere la propria opinione. Nell'ambito dell'ultimo incontro

presidenziale sono state avanzate, da quest'ultimi, iniziative di cooperazione in temi come la

lotta alle organizzazioni criminali e su tematiche come quella ambientale e climatica. Il primo

ministro spagnolo, poi, ha esposto un progetto in favore della mobilità internazionali degli

123

studenti . Questi stati, inoltre, hanno il diritto di sollecitare la propria candidatura a diventare

membri a tutti gli effetti del processo di integrazione; condizione fondamentale è avere un

119 Daniel Valero, 26 maggio 13, 'Solo un año, Alianza del Pacífico rindió frutos':

Sebastián Piñera, EL TIEMPO, visibile in

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12824485 > (06/08/13)

120Ibidem

121 Daniel Valero, 23 maggio 13, 'La Alianza abre horizontes casi ilimitados de

integración': Santos, EL TIEMPO, visibile in

<http://www.eltiempo.com/archivo/documento/CMS-12817568 > (06/08/13)

122 ALBA, Qué es el ALBA- TCP?, visibile in

<http://www.alianzabolivariana.org/que_es_el_alba.php#ancla1 > (06/08/13) 51

TLC con almeno la metà dei paesi che formano l'alleanza. Sono in tale fase Panama e la Costa

Rica, per la quale è stato costituito un gruppo tecnico con il compito di discutere i termini

124

della sua annessione . A Panama manca solamente la stipulazione di un trattato

commerciale con il Messico per poter entrare in tale processo; poi la Alianza diventerà il

125

secondo utente del canale di Panama, in termini di quantità commerciali .

L'apertura economica, però, come già detto in precedenza, può avere anche molti lati negativi.

Dalla creazione di questo blocco commerciale, oltre che dalla stipulazione di TLC con quasi

tutte le nazioni del mondo, la Colombia potrebbe uscirne indebolita. La sua produzione

destinata all'esportazione, infatti, è poco competitiva e riceve poca domanda mondiale, anche

se tale produzione è stata decisa in base alla teoria dei vantaggi comparati . Ad esempio,

nonostante il nuovo tratado de libre comercio, paesi come la Corea del Sud continueranno ad

importare prodotti agricoli dalla Nuova Zelanda e dall'Australia, i quali hanno una

produttività maggiore rispetto al paese latinoamericano. La politica liberista, attuata dal paese

negli ultimi vent'anni, ha portato solamente ad abbassare la partecipazione dell'agricoltura e

dell'industria al prodotto interno, a registrare indici negativi in variabili come l'occupazione, il

lavoro informale e la variazione salariale e all'aumento delle importazioni. Con l'apertura

delle frontiere commerciali, infatti, la competitività è aumentata e la produzione interna non

ha retto la concorrenza dei prodotti importati. Ciò ha portato ad un aumento del debito

126

pubblico .

Tale blocco, poi, potrebbe non essere la causa diretta dei risultati positivi. Le tre economie

con cui la Colombia ha stipulato l’accordo commerciale, infatti, possedevano già in

precedenza dei mercati quasi totalmente aperti. Il Messico, che rappresenta l'economia

123 Alianza del Pacífico, 29 maggio 13, Participación del Presidente de Colombia, Juan

Manuel Santos Calderón, en la conferencia de prensa en el marco de la VII Cumbre de

la Alianza del Pacífico, visibile in <

http://alianzapacifico.net/participacion-del-presidente-de-colombia-juan-manuel-santos-

calderon-en-la-conferencia-de-prensa-en-el-marco-de-la-vii-cumbre-de-la-alianza-del-pa

cifico/ > (08/08/13)

124 Alianza del Pacífico, 7 luglio 13, Con la aceptación de Turquía, Corea del Sur, China y

Estados Unidos la Alianza del Pacífico suma 20 Países Observadores, visibile in

<http://alianzapacifico.net/con-la-aceptacion-de-turquia-corea-del-sur-china-y-estados-uni

dos-la-alianza-del-pacifico-suma-20-paises-observadores/ > (06/08/13)

125DINERO, 23 luglio 13, Todos quieren la Alianza del Pacífico, visibile in

<http://www.dinero.com/internacional/articulo/todos-quieren-alianza-del-pacifico/180251

> (08/08/13)

126 Eduardo Sarmiento, 16 luglio 13, La Alianza del Pacífico, RECALCA, visibile in

<http://www.recalca.org.co/la-alianza-del-pacifico/ > (07/08/13) 52

maggiore tra le quattro, oltre a ciò, importa principalmente prodotti nella quale produzione la

Colombia non è sufficientemente competitiva, come mais, latticini, soia e frutta. L’ 80% delle

sue importazioni, inoltre, provengono dagli Stati Uniti e solo lo 0,5% dalla nazione andina.

Anche per quanto riguarda il nuovo orizzonte asiatico, si possono sottolineare delle falle

all'interno dei propositi colombiani. I dati dimostrano come la Colombia possieda già un

deficit commerciale enorme con stati come la Cina, la Corea del Sud e il Giappone

(rispettivamente: 4.322 milioni di dollari, 957 milioni e 999 milioni) e che la vendita di

risorse non rinnovabili a questi non dipenda dal conseguimento di accordi commerciali ma dal

127

prezzo internazionale delle materie stesse .

Molti risultati dimostrano come questi trattati abbiano favorito le importazioni, e non le

esportazioni, come era nelle intenzioni del governo. Nel 2011, anno di stipulazione

dell'Alianza, il commercio internazionale colombiano è, si, aumentato, ma la quantità di

prodotti che la Colombia ha acquistato si è ampliata quasi del doppio rispetto alla quantità di

prodotti da essa venduti all'esterno: le esportazioni, infatti, sono aumentate del 12,9% rispetto

all'anno precedente, mentre le importazioni sono cresciute di 21 punti percentuali. La

medesima tendenza si è conservata nel 2012, anno in cui le esportazioni sono aumentate del

128

5,4% e le importazioni del 9,1 . Se si guarda ai risultati trimestrali, le esportazioni sono

129

persino diminuite di 2 punti percentuali tra i III trimestre del 2012 e quello successivo .

Inoltre, come visto nel capitolo anteriore, la crescita del PIL colombiano ha subito una lieve

frenata dal 2011 al 2012 (da 6,6% al 4%) , frenata forse causata dalla grande apertura

commerciale. Questa teoria può trovare conferma anche nel fatto che in seguito alla crisi

economica del 2009, anno in cui la Colombia aveva meno contatti con il mercato

internazionale rispetto agli altri paesi della regione, il paese subì pochi danni da essa. Infine,

nonostante il tendenziale aumento dell'occupazione, il tasso di disoccupazione rimane tra i più

alti della regione, e questo soprattutto in settori come quelli agricolo e dell'industria.

127 E. Daza Gamba, M. A. Valencia, 23 maggio 13, Alianza Pacífico es la retoma de la

propuesta estadounidense del ALCA, RECALCA, visibile in <

http://www.recalca.org.co/alianza-pacifico-es-la-retoma-de-la-propuesta-estadounidense-d

el-alca/ > (08/08/13)

128 Banco de la República, 5 agosto 13, Boletín de Indicadores Económicos, Información

recopilada y calculada por el Departamento Técnico y de Información Económica del

Banco de la República, p.4, visibile in:< http://www. banrep.gov.co/

sites/default/files/paginas/bie.pdf> (07/08/13)

129 DANE, 21 marzo 13, Boletín de Prensa n°12, Bogotá, D. C., Producto Interno Bruto,

Cuarto trimestre de 2012- Base 2005, p.1 visibile in:<http://www.dane.gov.co

/files/investigaciones/boletines/pib/bolet_PIB_IVtrim12.pdf> (07/08/13) 53

Il settore che ha subito i maggiori colpi, infatti, è il settore agricolo. La Sociedad de

Agricultores de Colombia ha manifestato la sua preoccupazione di fronte alla possibilità di

eliminare interamente i dazi doganali sulla produzione agricola. I prodotti agricoli hanno

prezzi abbastanza rigidi e, di conseguenza, trovano l'unica forma di protezione nella

tassazione. Il problema maggiore, però, è rappresentato dal deficit commerciale che la

Colombia sta accumulando con ciascun stato con il quale ha stipulato un accordo

commerciale. Nel 2012 il deficit nei confronti di Cile, Messico e Mercosur ammontava a

7.339 milioni di dollari, superiore di più di 12 punti percentuali all'anno precedente. Per

ovviare a questo problema la nazione si è vista obbligata ad aumentare i commerci con quelle

130

nazioni con le quali non ha stretto accordi commerciali .

Altre critiche sono dirette al contesto nazionale. La Alianza del Pacífico, infatti, è

un'organizzazione flessibile, aperta, in cui è facile raggiungere decisioni comuni; le nazioni

che la compongono hanno una burocrazia leggera, diversa, ad esempio, da quella del Brasile,

e un'economia in costante crescita, fattori che le rendono più appetibili agli occhi degli

investitori e di altre nazioni volenterose di stipulare trattati commerciali. La Colombia,

distratta da tutte queste possibilità di affari internazionali, si sta dimenticando degli

innumerevoli problemi che la affliggono internamente: povertà, diseguaglianza sociale,

violenza. La città di Buenaventura, dove è situato il porto sul Pacifico più importante, è anche

una delle città più violente della nazione in cui varie bande criminali si disputano il controllo

131

sul traffico di droga . Inoltre va ricordato come la Colombia sia uno dei pochi paesi al

mondo a presentare ancora una guerra interna irrisolta, la quale condiziona ogni ambito della

vita nazionale, compreso quello economico. Il dialogo con le FARC intrapreso dal Presidente

Santos sta facendo passi da gigante, ma la stabilità interna non è ancora stata raggiunta.

Va ricordato, inoltre, come era già stato detto in precedenza, che la Colombia manca di

strutture efficienti. Le vie stradali, i ponti, i porti destinati al commercio internazionale molte

volte non sono strumenti adeguati. Le industrie nazionali non riescono a produrre le quantità

che producono quelle straniere, e molte volte non raggiungono nemmeno gli standard di

qualità. Non si possono sfruttare i benefici della concorrenza, in quanto le aziende colombiane

130 RECALCA, 21 maggio 13, Autopartistas piden medir efectos de los TLC firmados,

visibile in

<http://www.recalca.org.co/autopartistas-piden-medir-efectos-de-los-tlc-firmados/ >

(08/08/13)

131 Arlene B. Tickner, 21 maggio 13, Alianza sin el Pacífico, EL ESPECTADOR, visibile in

<http://www.elespectador.com/opinion/alianza-sin-el-pacifico-columna-423366 >

(08/08/13) 54

non possiedono gli strumenti adeguati a competere. La Colombia vorrebbe volare nel mercato

internazionale, ma, in apparenza, non possiede ancora le ali per farlo.

Contestazioni vengono, anche, fatte al significato della alleanza stessa. Essa, invero, può

essere vista come l'atto di rivalutazione della proposta statunitense per la creazione

dell'ALCA, Area del Libre Comercio del las Américas, progetto rifiutato nell'anno 2005. Tutte

le nazioni che compongono l'alleanza hanno firmato un TLC con gli Stati Uniti, così da

rendere quest'ultimo stato uno dei maggiori beneficiari. Secondo alcuni, l'Alianza del

132

Pacífico, potrebbe, addirittura, finire con l'essere manovrata da Washington.

132 E. Daza Gamba, M. A. Valencia, 23 maggio 13, Alianza Pacífico es la retoma de la

propuesta estadounidense del ALCA, RECALCA, visibile in <

http://www.recalca.org.co/alianza-pacifico-es-la-retoma-de-la-propuesta-estadounidense-d

el-alca/ > (08/08/13) 55

3. GLI INVESTIMENTI ESTERI E LA FACILITÀ NEL FARE IMPRESA

3.1 Perché investire in Colombia?

Con quali ragioni molti imprenditori decidono di avviare un’attività in Colombia? O perché

molto multinazionali decidono di attuare parte del processo produttivo in questa nazione? A

tali domande risponde l’agenzia Proexport, la quale, oltre a lavorare fianco a fianco con le

imprese esportatrici, svolge seminari e coordina le agende degli investitori stranieri.

Innanzitutto, come visto in precedenza, l’economia colombiana è inserita nel mercato

mondiale grazie alla stipulazione di vari tratados de libre comercio. Questo aspetto è rilevante

per un eventuale investitore, in quanto può consentirgli di commerciare liberamente con 181

paesi. A permettere il commercio internazionale, per di più, vi è la particolare posizione

geografica della Colombia: essa, infatti, è l’unica nazione dell’America Latina ad avere

accesso, sia all’oceano Atlantico, il quale connette il paese all’Europa, sia all’oceano Pacifico,

che da accesso al “nuovo” mondo asiatico. Altro vantaggio geografico è rappresentato dalla

collocazione della nazione nel centro di cinque zone orarie; la Colombia può soddisfare i

bisogni delle principali capitali del continente senza l’implicazione di ulteriori costi e

problematiche dati dalle differenze orarie. Inoltre, la nazione andina è considerata un socio

affidabile. La Colombia, infatti, è stata dichiarata come il secondo paese, nella regione, con la

minor percezione di rischio per gli affari; percezione misurata in base al comportamento del

Credit Default Swarps (strumento per la copertura del rischio, il quale misura la sicurezza con

133

quale verrà rimborsata un’obbligazione comprata) . Il debito estero, inoltre, si è contratto,

passando dal 40,2% del PIL nazionale nel 2003 al 21,3% nel 2012 e il commercio mondiale è

134

di molto cresciuto nell’ultimo decennio, raggiungendo la cifra di 112.095 milioni di dollari .

Le precedenti caratteristiche rendono il paese un ambiente attraente per le imprese. A queste

va unito il raddoppio del PIL procapite nell’ultimo decennio e la presenza di una popolazione

giovane numerosa, la quale garantisce un’economia dinamica. È stato stimato, infatti, che la

Colombia sarà una delle economie che cresceranno maggiormente nei prossimi cinque anni;

le stime le danno la sesta posizione, piazzandola dopo paesi come Cina, India e Vietnam, ma

prima di Messico e Brasile. Tale dinamicità sarà dovuta anche ai numerosi TLC firmati dal

133 Proexport, Portal Oficial de Inversión de Colombia, Por qué invertir en Colombia?,

visibile in < http://www.inviertaencolombia.com.co/por-que-colombia.html> (20/08/13)

134 Proexport, Colombia un aliado estratégico para empresarios internacionales, p.26-35,

visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/images/Presentacion_Colombia_Julio_2013.pdf>

(21/08/13) 56

paese e dall’aumento dell’investimento straniero diretto. I consumi della popolazione, oltre a

ciò, sono raddoppiati dal 2007, crescita che non si arresterà nei prossimi anni e che potrebbe

135

portare all’aumento della classe media .

Secondo Doing Business (progetto che analizza dal 2003 varie economie attraverso la

misurazione oggettiva delle norme che regolano l’attività impresariale e la loro messa in

pratica; oltre ad analizzare ambiti nazionali, si interessa anche di economie subnazionali e

relative a singole città. La relazione redatta quest’anno include 185 paesi analizzati attraverso

136

undici gruppi di indicatori. ), inoltre, la Colombia è, rispetto alla regione latino America, il

paese che ha eseguito più riforme in campo economico e il terzo paese più attrattivo in cui

fare affari.

Bogotà, infatti, negli ultimi anni, ha migliorato il proprio contesto normativo impresariale

riducendo la complessità della regolamentazione aziendale e, di conseguenza, i costi e le

tempistiche, e rafforzando le istituzioni giuridiche. Attuando riforme strutturali ed

istituzionali, fortemente volute dal Governo nell’ottica di promozione di una

regolamentazione businessfriendly, la Colombia ha aumentato il proprio grado di

competitività. Nella classifica di Doing Business, la quale valuta la facilità con cui si può

avviare un’attività in un determinato paese, il paese andino è passato dalla settantanovesima

posizione del 2006 alla posizione 45 dell’ultima relazione (redatta con dati relativi al 2012).

Dal 2006, infatti, sono aumentate le nuove attività aperte annualmente, passando da 33.752 a

57.768 nel 2011. Indicatori del miglioramento che sta avvenendo in Colombia sono, inoltre,

altri due indici che hanno subito modifiche positive nell’ultimo decennio: il Rule of Law

Index, il quale misura quanto le imprese rispettino e nutrano fiducia nella regolazione

aziendale, e il Regulatory Quality Index, misurante la percezione dell’abilita del governo nel

formulare ed implementare politiche e norme promuoventi lo sviluppo del settore privato.

Le prime riforme attuate dal governo furono votate alla razionalizzazione delle normative e

alla riduzione dei costi per le imprese, soprattutto per quanto riguarda l’avvio di una nuova

impresa e il pagamento tributario. A partire dal 2008, però, l’attenzione governativa si è

spostata sul rafforzamento delle istituzioni giuridiche, così da interessare maggiormente

135 Proexport, Colombia un aliado estratégico para empresarios internacionales, p.17-23,

visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/images/Presentacion_Colombia_Julio_2013.pdf>

(21/08/13)

136 Doing Business, Acerca de Doing Business, visibile in <

http://espanol.doingbusiness.org/about-us> (20/08/13) 57

problematiche come il sistema per dichiarare la bancarotta e la tutela degli investitori. A poco

a poco si sta costituendo un sistema avente istituzioni giuridiche forti e un processo normativo

semplificato, poco costoso in tutti i sensi.

Avviare una nuova impresa, infatti, attualmente richiede 14 giorni (molti meno rispetto ai 60

di alcuni anni fa) e il 28% di costi in meno. Le procedure da eseguire, inoltre, si sono

dimezzate a 9. Dal 2003 sono stati introdotti in varie zone del paese degli sportelli unici in cui

si può registrare direttamente la propria attività alla Cámara de Comercio. Nel 2005 è stata

approvata la ley Antitrámites, la quale ha eliminato 80 processi burocratici e ha disposto

l’impossibilità da parte del governo di introdurne di nuovi. Inoltre, di recente, è stata

introdotta la possibilità di inviare elettronicamente parte della documentazione richiesta.

Nell’anno 2010, infine, è stato nominato un nuovo fornitore di salute pubblica e privata,

Nueva EPS, la quale consente la registrazione ai servizi sanitari per i datori di lavoro e i

137

dipendenti in una sola settimana, grazie a una procedura on-line .

Anche il sistema tributario ha subito delle migliorie. Lo studio ha dimostrato come, rispetto al

2004, pagare le tasse in Colombia sia diventato effettivamente più semplice: il numero di

pagamenti da effettuare è sceso da 69 a 9 annui e, di conseguenza, è anche diminuito il tempo

necessario per pagarle. Il peso dell’aliquota fiscale, inoltre, è passato dal 82,1% al 74,8%. La

semplificazione è stata messa in pratica da due riforme. Nel 2002 è stato introdotto un sistema

elettronico per il pagamento dei tributi, così da ridurre l’evasione fiscale, mentre sette anni più

tardi sono state diminuite le aliquote fiscali sull’utile delle imprese in modo da ridurre il

pagamento delle imposte a una sola operazione on-line. La tassa di avviamento associata alla

licenza commerciale, inoltre, non è più necessaria, e le nuove imprese sono esentate dal

138

pagamento anticipato delle imposte, per i primi anni .

Il campo in cui il governo colombiano ha attuato maggiori migliorie, però, è in quello delle

tutele per gli investitori. Doing Business, infatti, piazza la Colombia al sesto posto nel suo

139

ultimo rapporto . Dal 2005 sono state implementate tre riforme. La prima è rappresentata

dall’introduzione della legge 964, la quale incentiva la formazione di strutture di governo

aziendali più pragmatiche e funzionali, richiede maggiore trasparenza ed informazione

137 Doing Business 2013, Smarter Regulations for Small and Medium-Size Enterprises,

p.26-27 visibile in <http://www.doingbusiness.org/~/media/GIAWB/Doing

%20Business/Documents/Annual-Reports/English/DB13-full-report.pdf> (21/08/13)

138 Ibidem, p.27-28

139 Ibidem, p.157 58

all’interno dell’impresa e impone un trattamento equo per gli azionisti di minoranza. Nel 2007

è stato modificata la regolamentazione in proposito ai titoli di minoranza, prescrivendo

l’obbligo per le società quotate in borsa di riferire le informazioni necessarie agli investitori.

Nel 2010, infine, sono state apportate modifiche al diritto societario, nella parte in cui si tratta

il regime di responsabilità degli amministratori di società coinvolte in operazioni con altre

parti; i quali procedimenti hanno comportato danni per la società stessa. Con la modifica il

direttore viene considerato direttamente responsabile e gli viene imposto l’obbligo di pagarne

i danni. Grazie a questi mutamenti legislativi, la Colombia ha migliorato la propria posizione

in indicatori come il Director Liability Index, misurante la responsabilità attribuita al dirigente

in caso di operazioni abusive, e il Dislosure Index, il quale misura l’approvazione e il grado di

divulgazione delle informazioni durante operazioni economiche condivise.

Per quanto riguarda l’insolvenza, il tempo necessario per completare una procedura di

liquidazione, negli ultimi sei anni, è passato da 3 anni a 1,3, e il tasso di recupero dei creditori

è salito da 56 centesimi ogni dollaro ai 76 centesimi attuali. Il miglioramento dell’efficienza

del sistema fallimentare ha avuto inizio nel 1995, quando una legge ha permesso ai debitori e

ai creditori di risolvere le controversie di fronte alla Superintendencia de Sociedades, così da

alleviare l’onere per la magistratura. Nell’anno 2007, inoltre, il governo ha introdotto due

nuove procedure: la procedura di riorganizzazione delle imprese insolventi e la procedura di

liquidazione obbligatoria; oltre a una nuova legge fallimentare, la quale ha imposto limiti di

tempo minori necessari per gli accordi di negoziazione in una eventuale ristrutturazione

dell’impresa. Due anni dopo, infine, è stata maggiormente regolata la professione del curatore

140

fallimentare e sono state introdotte alcune procedure on-line .

La Colombia, inoltre, è stata la prima nazione dell’America Latina a privatizzare il processo

di concessione dei permessi di costruzione. Nella città di Bogotà, ad esempio, vengono

nominati curatori urbani, aventi il compito di rilasciare le concessioni edilizie. Essi sono

architetti ed ingegneri con esperienza scelti attraverso un sistema meritocratico basato su

esami e colloqui orali. Attraverso questa modifica, e attraverso la possibilità di inviare e

ricevere on-line le certificazioni necessarie senza alcun costo, le tempistiche necessarie per

questa operazione sono divenute più brevi.

140 Doing Business 2013, Smarter Regulations for Small and Medium-Size Enterprises,

p.28-29, visibile in <http://www.doingbusiness.org/~/media/GIAWB/Doing

%20Business/Documents/Annual-Reports/English/DB13-full-report.pdf> (21/08/13) 59

Anche per le esportazioni è stato introdotto un sistema elettronico, il quale dà la possibilità di

pagare i dazi via internet e permette la condivisione simultanea delle informazioni tra le varie

dogane, così da ridurre le tempistiche dovute alla comunicazione. Nel 2008, inoltre, sono state

apportate modifiche alla Ventanilla Unica de Comercio Exterior, grazie alle quali ora tale

piattaforma si può connettere a più di dodici agenzie governative coinvolte nelle operazioni di

141

import/export . La VUCE è una piattaforma informatica che consente l’acquisizione di

permessi, autorizzazioni e liberatorie richieste dalle varie entità statali per la realizzazione di

142

operazioni commerciali con paesi esteri .

Le riforme a livello nazionale sono, però, necessarie ma non sufficienti. Per creare una solida

base economica nazionale il governo ha dovuto anche intervenire a livello locale. Nel 2008 il

Departamento Nacional de Planeación condusse uno studio sulle procedure normative in

campo economico messe in atto nelle varie regioni, così da migliorare la competitività

regionale attraverso l’imitazione delle buone pratiche emerse. Dalla prima relazione

sub-nazionale condotta da Doing Business, effettuata nel 2003, tutte le dodici città prese in

esame sono migliorate in, almeno, un indice. La città di Neiva, ad esempio, è quella che ha

ottenuto i maggiori progressi nell’ambito della facilità di fare impresa. In questa città è nato

un comitato anti-burocrazia, composto da parte delle autorità locali, avente lo scopo di ridurre

l’onere normativo che pesa sul settore privato; nonché uno sportello unico per la registrazione

delle nuove imprese, che ha permesso di eliminare undici procedure e di ridurre il tempo

necessario per creare una nuova attività da 32 giorni a 8. Anche nella città di Medellín è

migliorato il contesto normativo: le procedure per avviare un’attività sono diminuite di tre, gli

sportelli unici sono stati potenziati ed è stata eliminata la certificazione necessaria per

143

l’utilizzo del suolo .

Tale quadro legale spiega in parte la grande attrazione subita dagli investitori stranieri, da

parte di questo paese. Il forte interesse è, per altro, spiegato dalle specificità delle zone

franche. Le zonas francas sono particolari parti del territorio in cui le aziende possono godere

di benefici tributari. Esse sono disponibili per tutti i tipi di investitori e, in Colombia,

141 Ibidem, p.29

142Ventanilla Unica de Comercio Exterior, Qué es la VUCE?, visibile in <

http://www.vuce.gov.co /index!.php?id_menu=2> (21/08/13)

143 Doing Business 2013, Smarter Regulations for Small and Medium-Size Enterprises, p.

29-30, visibile in <http://www.doingbusiness.org/~/media/GIAWB/Doing

%20Business/Documents/Annual-Reports/English/DB13-full-report.pdf> (21/08/13) 60

144

ammontano a otto milioni di metri quadrati di suolo . Le imprese installate in queste zone

sono soggette a una detrazione fiscale sul reddito del 15% e non devono pagare tasse doganali

di nessun tipo. Le materie prime, i prodotti semilavorati e i prodotti finiti che vengono

comprati da esse nel territorio nazionale sono esenti dall’IVA; esenzione applicata, anche, ai

prodotti venduti da questi utenti industriali nel mercato estero. Tali imprenditori, inoltre,

anche se installati in zone franche, beneficiano degli accordi commerciali redatti dallo stato

nazionale e hanno la possibilità di processare parte della propria produzione fuori dalle zone

franche, per un periodo di tempo massimo di nove mesi. Le zone franche, infine, danno la

possibilità alle aziende di vendere la totalità del loro prodotto sul territorio nazionale,

145

ricevendo, comunque, il pagamento di tasse doganali come da paesi terzi .

Le zone franche in Colombia possono essere di due tipi: Zonas Francas Permanentes o Zonas

Francas Permanentes Especiales. Le ZFP sono aree in cui sono installate molteplici aziende,

le quali godono del trattamento tributario speciale precedentemente descritto. Per essere

dichiarate tali, le ZPF, devono rispettare alcuni requisiti. Innanzitutto deve avvenire la

costituzione di una nuova persona giuridica, la quale dovrà accreditare un patrimonio liquido

minimo. Trascorsi i primi cinque anni dalla dichiarazione, la zona franca dovrà contare su

almeno cinque utenti industriali, i quali devono aver realizzato un nuovo investimento pari o

superiore ai 15 milioni di dollari. Tale area, inoltre, dovrà avere un’estensione di almeno 20

ettari. Attualmente sono state costituite otto zone franche permanenti, nelle regioni di

146

Cartagena, Barranquílla, Medellín, Cúcuta, Eje, Cali, Bogotà e Bucacamanga .

L’attributo di Zonas Francas Permanentes Especiales, invece, viene dato a una nuova persona

giuridica, la quale voglia sviluppare un nuovo progetto di investimento avente un alto impatto

economico e sociale per la nazione. Le attività necessarie a tale impresa, inoltre, dovranno

essere realizzate esclusivamente nell’area indicata e essa dovrà costituirsi come una nuova

persona giuridica. In seguito all’istallazione, la ZFPE dovrà compiere determinati standard per

144 Proexport, Colombia un aliado estratégico para empresarios internacionales, p.49-50,

visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/images/Presentacion_Colombia_Julio_2013.pdf>

(21/08/13)

145 Proexport, Portal Oficial de Inversión de Colombia, Zonas Francas y otros incentivos

en Colombia, visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/zonas-francas-y-otros-incentivos.html> (21/08/13)

146 Proexport, Portal Oficial de Inversión de Colombia, Zonas Francas Permanentes en

Colombia, visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/zonas-francas-y-otros-incentivos/zonas-francas-per

manentes.html> (21/08/13) 61

quanto riguarda l’investimento e la generazione di nuovo impiego; nonché realizzare ed

ottenere l’approvazione di un piano di sviluppo generale dell’impresa considerato fattibile a

livello economico, tecnico, finanziario e di mercato. L’azienda, infine, dovrà racchiudere

147

totalmente l’area considerata zona franca .

Altra caratteristica positiva della Colombia è il grande aumento, di anno in anno, della

disponibilità di risorse umane. Le università colombiane, infatti, formano oltre 200 mila

laureati l’anno, 30.000 dei quali in ambiti tecnico, amministrativo ed ingegneristico. La

Colombia, quindi, dispone di un alto numero di manodopera qualificata, la quale, inoltre,

riceve incentivi lavorali sottoforma di detrazioni fiscali sul reddito. I nuovi impiegati minori

di 28 anni, ad esempio, possono beneficiare di tale detrazione per i primi due anni lavorativi,

così come le nuove impiegate donne, maggiori di 40 anni, le quali sono state disoccupate per

un periodo di almeno un anno. I nuovi impiegati disabili, oppure desplazados o appena

148

reintegrati possono beneficiarne per tre anni .

Il governo colombiano, infine, è impegnato con l’innovazione e lo sviluppo. Infatti, gli

imprenditori che lavorano nel campo dell’innovazione hanno diritto a riduzioni tributarie,

nonché all’esenzione dall’IVA su strumenti e macchinari importati. Coloro, invece, che

decidono di investire nel campo desarrollo científico y tecnológico potranno godere di una

149

deduzione fiscale pari al 175% della somma che hanno investito, sul loro utile . Per quanto

riguarda lo sviluppo, Bogotà ha inaugurato da qualche anno il Plan Nacional de Desarrollo

2010-2014, avente lo scopo di creare crescita continua in alcuni settori strategici ed

aumentarne la competitività. Questo piano è stato fortemente voluto dal presidente Santos e

segna la sua intera politica nazionale. Esso è anche chiamato Prosperidad para todos, e ha,

effettivamente, l’ottimistico obiettivo di creare un futuro più prospero per la nazione e,

soprattutto, per i cittadini. Tale politica punta su cinque settori strategici: minería,

agroindustria, infraestructura, innovación e vivienda. Alcune delle mete da raggiungere sono

147 Proexport, Portal Oficial de Inversión de Colombia, Zonas Francas Permanentes

Especiales en Colombia, visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/zonas-francas-y-otros-incentivos/zonas-francas-per

manentes-especiales.html> (21/08/13)

148 Proexport, Colombia un aliado estratégico para empresarios internacionales, p.47,

visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/images/Presentacion_Colombia_Julio_2013.pdf>

(21/08/13)

149 Ibidem, p.48-51 62

aumentare l’estrazione di petrolio e carbone, accrescere il numero di abitazioni popolari

150

costruite e investire il 10% dei proventi dei diritti d’autore nel settore dell’innovazione .

L’interesse degli imprenditori stranieri è dimostrato anche dai fatti. L’incidenza degli

investimenti stranieri diretti sul PIL è raddoppiata negli ultimi dieci anni (dal 13,7% del 2000

al 27,2% del 2012) ed è il terzo paese della regione ad attrarre più investitori. Attualmente

l’ammontare investito è di 15.612 milioni di dollari, confronto a una media annuale di 2.504

milioni negli anni tra il 1994 e il 2002. I paesi maggiormente interessati ad investire sono Stati

Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Cile.

Chiaramente, ciò che maggiormente influisce su questi dati non è l’apertura di una singola e

piccola impresa avviata da un privato, ma la delocalizzazione di una quota della produzione

da parte di una multinazionale. Molte hanno deciso di compiere questo processo in questa

parte del mondo. La Techint, azienda argentina, produce tubazioni in acciaio per il petrolio ed

il gas, nella città di Cartagena. General Motors e Renault producono e assemblano veicoli per

151

il mercato locale . La Unilever (Gran Bretagna) produce in Colombia alcuni detergenti di

alta tecnologia. Tale azienda è inserita nel mercato colombiano da molti anni e genera una

produzione con un valore di 345 milioni di euro e progetta la realizzazione di un investimento

di ulteriori 30 milioni nel Valle del Cauca per coprire l’intera domanda proveniente dal Centro

America e da Colombia, Ecuador e Venezuela. La multinazionale, inoltre, è compromessa con

152

l’innovazione e la sostenibilità della propria produzione .

3.2 Quali settori in quali regioni

La Colombia è suddivisa in diverse regioni, ognuna avente caratteristiche (climatiche,

territoriali, di comunicazione, di collegamento) e, di conseguenza, possibilità di sviluppo

economico, diverse. Ogni regione, però, può essere fruttifera per un potenziale investitore;

così come ognuno dei tre settori dell’economia. All’interno di questi tre settori, gli ambiti di

investimento più redditizi sono molteplici, e l’investimento in essi garantisce l’appoggio di

Proexport e del Ministerio de Comercio, Industria y Turismo.

150 Ibidem, p.42-44

151 Ibidem, p.8-37

152 Dinero, 29/08/12, Unilever tiene los ojos puestos en Colombia, visibile in

<http://www.dinero.com/negocios/articulo/unilever-tiene-ojos-puestos-colombia/158322>

(23/08/13) 63

La Colombia può essere suddivisa, a livello di caratteristiche economiche, in cinque regioni:

Caribe, Andina/Central, Pacífica, Orinoquía e Amazonía. La regione caraibica è

caratterizzata dalla presenza di uno sviluppato settore turistico, di industrie petrolchimiche e

un rilevante settore delle costruzioni. Inoltre, rappresenta il punto d’accesso all’Atlantico, da

dove partono i commerci verso l’Europa e gli Stati Uniti. Nella regione centrale sono

installate imprese che realizzano manifatture con alto valore aggregato e, il settore agricolo

specializzato, oltre al terziario, sono molto sviluppati. Questo zona svolge il compito di centro

di distribuzione per il mercato interno. La Región Pacifica è all’avanguardia nel settore delle

biotecnologie. Sono sviluppate, inoltre, le industrie manifatturiere e l’agricoltura intensiva.

Essa rappresenta la piattaforma esportatrice sul Pacifico. La Región Orinoquía presenta un

settore agricolo florido, soprattutto per quanto riguarda l’ambito boschivo. Inoltre qui viene

prodotto biocombustibile. La regione Amazzonica, infine, è nota per l’ecoturismo; il quale

153

necessita un impegno continuo del governo nella conservazione ambientale .

Nel 2012 la Colombia ha ospitato un milione e 946 mila turisti, provenienti soprattutto dagli

Stati Uniti, Venezuela, Ecuador e Argentina. Quantità di molto maggiore rispetto a quella di

un decennio prima; il turismo in Colombia, infatti, è cresciuto mediamente del 10% ogni

anno, registrando una crescita maggiore rispetto alla media mondiale. Gli investimenti esteri

diretti in questo settore sono aumentati del 200% negli ultimi quattro anni, ed esso è arrivato a

rappresentare il 19,5% della IED (inversion estranjera directa), senza considerare il petrolio e

il settore minerario. Le infrastrutture alberghiere, inoltre, sono in costante aumento;

ampliazione che, si stima, si registrerà anche in futuro. Per chi investe nel settore

Infraestructura de Hotelería y Turismo sono previste allettanti esenzioni fiscali. Coloro che

investono nella costruzione e nella ristrutturazione di strutture alberghiere hanno diritto ad

essere esonerati dal pagamento delle tasse per trent’anni; coloro, invece, che investono in

ecoturismo godono dell’esenzione fiscale per vent’anni. L’ecoturismo, infatti, è tra gli ambiti

con più possibilità di investimento, grazie alla grande biodiversità presente sul suolo

154

nazionale; così come il turismo legato al benessere .

153 Proexport, Colombia un aliado estratégico para empresarios internacionales, p.52,

visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co/images/Presentacion_Colombia_Julio_2013.pdf>

(21/08/13)

154 Proexport, Infraestructura hotelera y turistíca, visibile in <

http://www.inviertaencolombia.com.co

/images/Adjuntos/Sector_Infraestructura_Hotelera_2013.pdf> (23/08/13) 64

Il prodotto interno relativo al settore materiales de costrucción e raddoppiato negli ultimi

nove anni e, oggi, rappresenta il 7% del PIL nazionale. Gli investimenti sono cresciuti di 78

punti percentuali nell’ultimo anno, e gli investimenti stranieri del 30% negli ultimi sei anni.

Tale settore è, così, diventato una delle attività che da maggior impulso al sector

manifacturas, avendo aumentato le proprie esportazioni del 16%. La Colombia, inoltre,

dispone di un alto numero di personale qualificato nel settore: 131.000 professionisti e tecnici,

155

nonché ventotto programmi di formazione specializzata .

L’attività che, attualmente, ha più possibilità di sviluppo è, forse, la produzione di

biocombustibili. La Colombia è considerata dalla FAO il ventiduesimo paese al mondo con

più terre a disposizione per uso agricolo, terre utilizzabili senza colpire le aree boschive. Di

queste terre a disposizione, 7,4 milioni di ettari sono utilizzabili per la coltivazione di canna

da zucchero e palma da olio, i quali potrebbero rendere la nazione andina uno dei primi

produttori mondiali, superando India e Malesia. Ad oggi, le aree coltivate a questi prodotti

sono poche, ma la loro efficienza produttiva ed energetica è alta. L’alto rendimento è dato

dalle caratteristiche delle piante e dalle condizioni climatiche e topografiche della nazione. il

suolo colombiano, infatti, può produrre 9.000 litri di etanolo per ettaro e 19,36 tonnellate per

ettaro di palme da olio, superando tutte le altre nazioni latinoamericane. La Colombia, inoltre,

ha una disponibilità di risorse idriche tra le più alte al mondo, nonché una posizione

privilegiata per i commerci internazionali, avendo accesso a due oceani ed essendo nelle

vicinanze del canale di Panama.

Il governo colombiano, per incentivare gli investimenti in questo campo, ha messo in atto

delle agevolazioni fiscali. Le nuove piantagioni a rendimento tardivo, come ad esempio quella

della palma, sono esenti dalle imposte sul reddito per dieci anni dall’inizio della produzione.

Il processo industriale, inoltre, può essere svolto all’interno di zonas francas, così da poter

usufruire di ulteriori privilegi. Al momento la canna da zucchero (necessaria per la produzione

dell’etanolo) è coltivata principalmente nel Valle del Cauca, ma anche la zona atlantica e le

pianure orientali potranno in un futuro fornire tre milioni di ettari di terreno utili a questa

produzione. Le distillerie presenti sul suolo nazionale sono sei, e hanno una capacità

produttiva di 1.275.000 di litri giornalieri. Inoltre, solo il 7% della canna da zucchero coltivata

in Colombia è utilizzata per produrre etanolo. Il biodiesel (derivato dall’olio di palma),

invece, è prodotto nella zona atlantica, nella regione di Santander, nel llanos orientales e nel

155 Proexport, Inversión en el sector materiales de costrucción en Colombia, visibile in

<http://www.inviertaencolombia.com.co/sectores/manufacturas/materiales-de-construccio

n.html> (27/08/13) 65

sud ovest del paese. Qui sono presenti sette raffinerie aventi una capacità produttiva di

1.779.920 litri diari. Ad oggi non vi è ancora la possibilità di esportare tali produzioni, poiché

156

esse coprono appena la domanda nazionale .

Tuttavia, anche per quanto riguarda questo settore, non mancano alcuni lati negativi. Secondo

uno studio condotto dall’Unione Europea, il biocombustibile prodotto attraverso la

lavorazione dell’olio di palma, della soia e della colza libererebbero più gas effetto serra

rispetto ai classici combustibili fossili come il petrolio. Da tale studio, inoltre, emerge il

problema della deforestazione causata dall’aumento della necessità di terre coltivabili. Tale

problematica, però, stando alle fonti ufficiali fornite dal governo, sembra non ripercuotersi sul

caso colombiano. Nonostante queste premesse, la politica adottata da Unione Europea e Stati

157

Uniti, in materia di combustibili, incentiva l’uso di biocombustibili “sostenibili” . Nello

specifico caso colombiano, infine, sono stati registrati casi di espulsione di contadini dalle

158

proprie terre con lo scopo di installare coltivazioni di palma .

Anche nel settore forestale vi sono molte possibilità di investimento. La Colombia ha a

disposizione 17 milioni di ettari, dislocati in varie altitudini, per la riforestazione; terre

disponibili senza la necessità di invadere boschi naturali o aree destinate all’agricoltura.

Attualmente solo il 2.06% di questi terreni viene sfruttato. Grazie al particolare clima

tropicale, che consente un rendimento alto e con tempistiche brevi grazie alla fotosintesi

prodotta tutto l’anno, sono molte le specie con alte possibilità produttive. Tra queste, le più

produttive sono le conifere, diversi tipi di eucalipto, piante di acacia e faggio, destinati

principalmente all’industria della carta, all’edilizia, alle segherie e all’utilizzo del legname

come carbone vegetale. Inoltre la produzione attuale di legno, pasta di legno e carbone fossile

non soddisfa l’intera domanda nazionale sempre in crescita. Essa viene soddisfatta soprattutto

dalle importazioni che, infatti, hanno subito un forte aumento dal 2006. Le esportazioni,

invece, sono in diminuzione dal 2009. Delle undici aziende che producono carta e cartone sul

suolo nazionale, solo una produce anche la materia prima; le altre la acquistano dall’estero,

già parzialmente lavorata. L’aumento della domanda di legname è dovuto anche alla maggiore

156 Proexport, Sector de biocombustibles en Colombia, visibile in

<http://www.inviertaencolombia.com.co /images/Perfil_Biocombustibles.pdf> (27/08/13)

157 Greenpeace, Se acerca el fin de los biocombustibles que destruyen los bosques y

selva, visibile in <

http://www.greenpeace.org/colombia/es/Noticias/Se-acerca-el-fin-de-los-biocombustibles-

que-destruyen-los-bosques-y-selvas/> (10/09/13)

158 Inspiraction, El problema del Aceite de Palma en Colombia, Indonesia o Malasia,

visibile in < http://www.inspiraction.org/justicia-economica/aceite-de-palma> (10/09/13)

66

richiesta di materiali da costruzione, causata dalla crescita del settore delle costruzioni. In

forma di materiale da costruzione è, anche, il formato in cui maggiormente il legname viene

esportato.

Colui che investe in questo settore può usufruire di alcune agevolazioni fiscali. Gli

imprenditori nel settore forestale, i quali sfruttano una nuova zona boschiva, sono esenti dalla

tassazione sul reddito e possono costituire una zona franca uniempresarial de bienes, a

condizione di investire in essa una certa somma e di creare almeno 150 posti di lavoro diretti.

Essi, inoltre, possono usufruire del Plan Vallejo, il quale consente all’impresa di acquistare

beni e macchinari all’estero senza essere soggetta a tasse doganali o al pagamento dell’IVA.

Consente anche l’acquisto di materie prime, a condizione che, successivamente, venga

159

esportata il 60% della produzione da esse derivata .

Proexport fornisce aiuto gratuitamente all’investitore straniero in tale campo, così come negli

altri. L’agenzia informa l’investitore della legislazione presente in Colombia, funge da

intermediario con il settore pubblico e privato, aiuta nell’organizzazione dell’agenda

dell’imprenditore interessato all’investire in Colombia e formula valutazioni e possibili

miglioramenti applicabili all’attività.

L’aiuto di alcune agenzie come Proexport e una legislazione favorevole, però, non fanno del

contesto colombiano un ambiente pienamente favorevole allo sviluppo e alla stabilizzazione

di nuove imprese.

Global Entrepreneurship Monitor è un progetto avente l’obiettivo di esaminare il ruolo

dell’imprenditoria di ogni nazione. Esso analizza ogni anno le attività necessarie ad avviare

una nuova impresa all’interno delle nazioni facenti parte del progetto. Da alcuni anni, la

GEM, nella sua relazione conclusiva, suddivide i paesi in tre grandi gruppi in base al PIL pro

capite e a seconda della fonte fondamentale del dinamismo dell’economia. La Colombia, così

come tutte le nazioni latinoamericane che partecipano al progetto, possiede una base

industriale di sviluppo intermedio e ha l’efficienza come motore del proprio sviluppo

economico. I paesi facenti parte di questo gruppo hanno un livello di TEA intermedio, che va

dal 4% al 26%. Il TEA misura le nuove attività imprenditoriali in ogni nazione, ovvero la

159 Proexport, Sector forestal en Colombia, visibile in

<http://www.inviertaencolombia.com.co /Adjuntos/Perfil_Forestal_2012.pdf> (27/08/13) 67

percentuale di persone che rientrano nelle categorie di nuovi imprenditori e imprenditori

160

nascenti .

Nell’anno appena trascorso, il 20,11% della popolazione colombiana era impegnata nella

realizzazione di qualche tipo di compito o attività con lo scopo di iniziare una nuova attività

impresariale. Di essi, il 13,58% si possono definire imprenditori nascenti, in quanto hanno

intrapreso realmente delle azioni per iniziare una nuova attività, e vi hanno investito tempo e

denaro. Il 6,86%, invece, sono diventati nuovi imprenditori, ovvero hanno pagato i salari ai

loro dipendenti per almeno tre mesi. La percentuale di imprenditori stabili, ovvero coloro che

hanno portato avanti la loro attività per almeno tre anni e mezzo, infine, è ancora più piccola:

6,72%. Il dato più sconcertante, però, è rappresentato dal numero di cittadini che dimostrano

l’intenzione e giudicano di avere le possibilità di iniziare una attività imprenditoriale durante

l’anno: 56,91% della popolazione, uno dei tassi di intenzione più alti al mondo. Il divario tra

intenzione e la vera imprenditorialità è impressionate, e ha la tendenza ad aumentare. Infatti

nel 2010 era minore la parte della popolazione che dimostrava l’intenzione di voler iniziare

un’attività, ma il 50% in più dei cittadini colombiani vi riuscivano. Le politiche di

sostenibilità dell’imprenditoria sono, evidentemente, poco favorevoli al mantenimento di

un’azienda e portano un alto tasso di mortalità tra le imprese. Dei cittadini colombiani, infatti,

solo il 30% dichiara di conoscere un imprenditore personalmente; il 10% in meno rispetto a

due anni fa. Tale dato è di fondamentale importanza, poiché chi è inserito in reti

imprenditoriali vede aumentata di molto la propria possibilità di riuscita imprenditoriale. A

fronte di questo dato, però, quasi il 90% della popolazione intervistata crede che empezar un

161

negocio es una buena elección de carrera .

Altra causa della bassa riuscita dell’imprenditorialità potrebbe essere vista nell’alto numero di

imprenditori per necessità. L’imprenditore per necessità decide di dedicarsi all’imprenditoria

con lo scopo di ottenere un’entrata economica per se stesso e per la propria famiglia. È

dimostrato come l’impresa nata per bisogno personale registra livelli di attività, vendita e

creazione di impiego minori rispetto all’impresa nata per opportunità. L’imprenditore per

opportunità sceglie la via imprenditoriale perché potrebbe significare un livello maggiore di

entrata economica e, perciò, una maggiore ricchezza personale. Questa tipologia di

160 Global Entrepreneurship Monitor, Colombia 2012, p.7-21, visibile in

<http://www.gemconsortium.org /docs/download/2820> (28/08/13)

161 Ibidem, p.22-30 68

imprenditorialità è tipica dei giovani tra i 25 e i 35 anni ed è accompagnata da un alto livello

162

di ambizione e, di conseguenza, fornisce un apporto maggiore all’economia del paese .

Ciò che maggiormente influisce sulla riuscita di un’impresa, però, è il contesto istituzionale. A

questo scopo GEM analizza, ogni anno, le condizioni dell’ambiente di ogni paese, attraverso

lo studio di nove variabili. Il primo fattore è rappresentato dai finanziamenti, provenienti dal

sistema finanziario o sottoforma di sussidi statali, forniti all’imprenditoria. Il secondo luogo

vengono analizzate le politiche del governo, per segnalare quando e dove favoriscono o

frenano lo sviluppo di attività imprenditoriali. La variabile “programmi governativi per

l’imprenditorialità” studia le imposte e i regolamenti statali decisi dallo stato e valuta quando

sono neutrali in base alla grandezza dell’impresa o, viceversa, quando favoriscono la crescita

delle attività nate da poco. Viene valutato, inoltre, in che grado, nel sistema educativo

nazionale, viene fornita allo studente una formazione sull’ambito della costruzione di nuove

imprese e come la ricerca e lo sviluppo entrino a far parte dell’attività imprenditoriale. La

GEM, oltre a ciò, studia le infrastrutture legali e quelle fisiche, ovvero l’esistenza di

istituzioni che si occupano di fornire servizi di diverso tipo per supportare la realizzazione

delle imprese e la facilità con cui le imprese stesse riescono ad accedere a infrastrutture come

le telecomunicazioni, servizi pubblici o spazi fisici. Infine, misura l’apertura dei mercati, in

base alla possibilità di entrarci per nuove aziende concorrenti, e le norme sociali e culturali

163

presenti nella nazione, le quali possono stimolare o frenare l’iniziativa individuale .

La Colombia ha ottenuto punteggi positivi in alcuni di questi campi. Ad esempio la

preparazione universitaria fornita nell’ambito della creazione e gestione di una nuova impresa

è considerata di buon livello rispetto, sia agli altri paesi della regione, sia ad altri paesi inclusi

nella ricerca. Questo dato, tuttavia, presenta un lato negativo, poiché in Colombia, molte fasce

della popolazione, hanno ancora difficoltà ad accedere ad una educazione di buon livello. Di

conseguenza molti giovani, diventando imprenditori per necessità, intraprendono un’attività

imprenditoriale di bassa qualità. Per quanto riguarda i programmi governativi, alcuni possono

essere considerati positivi, altri come freno alla creazione di nuove attività. Il governo

colombiano, infatti, appoggia lo sviluppo di nuove imprese e aiuta le donne volenterose di

inserirsi in tale campo. L’impegno, però, risulta minore nella protezione del copyright e

nell’aiuto agli immigrati. Tuttavia, l’appoggio alla crescita è basso se confrontato con

162 Global Entrepreneurship Monitor, Colombia 2012, p.33-37, visibile in

<http://www.gemconsortium.org /docs/download/2820> (28/08/13)

163 Ibidem, p.53-54 69

l’assistenza fornita da paesi come gli Stati Uniti. Come già osservato nelle pagine precedenti,

in Colombia sono state implementate molte politiche con lo scopo di favorire

l’imprenditorialità. Il fare impresa è considerata una priorità nell’agenda governativa,

l’imprenditore ha numerosi programmi e servizi a sua disposizione, le pratiche burocratiche

da svolgere per iniziare una nuova impresa sono poche e rapide, e la legislazione tributaria è,

in molti campi, incentivante. Le norme sociali e culturali possono essere considerate

favorevoli, se confrontate con quelle presenti negli altri paesi dell’America Latina. Non lo

sono se messe in relazione con quelle di stati come Stati Uniti e Israele, dove la popolazione è

maggiormente propensa ad assumersi rischi, rispetto alla popolazione latinoamericana. Anche

per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, la Colombia eccelle

all’interno della propria regione, ma registra mancanze rispetto ad altri paesi, soprattutto

nell’utilizzo di nuove tecnologie nell’imprenditorialità, da parte di vecchie o nuove aziende.

Molti sono i campi in cui la Colombia registra carenze. Per quanto riguarda l’accesso da parte

delle nuove imprese a servizi per la facilitazione delle operazioni necessarie, la Colombia

ottiene votazioni basse per la qualità, per la quantità e per la pertinenza di tali servizi. I nuovi

imprenditori hanno difficoltà ad ottenere buoni servizi bancari e a conseguire consulenze

fiscali, contabili e legali affidabili. Anche l’appoggio finanziario è basso, se si escludono le

sovvenzioni statali. Le imprese fanno fatica ad ottenere venture capital dalle banche, ovvero

l’apporto di capitale di rischio necessario a sovvenzionare l’avvio o la crescita di un’attività.

L’innovazione e l’importanza data ad essa, in tale nazione, ma come in molte altre, è bassa.

Ad essa non viene attribuito valore, né da parte dell’impresa, né da parte dei consumatori

stessi dei prodotti. Le possibilità per le imprese di entrare in nuovi mercati è bassa, anche se la

concorrenza è rispettata e anche le imprese piccole hanno possibilità di concorrere con quelle

grandi all’interno degli stessi mercati. Inoltre, secondo gli esperti intervistati per la

realizzazione di questa ricerca, per i colombiani non vi sono molte e buone opportunità per

iniziare una nuova impresa e per la maggior parte di essi non è facile sfruttare le opportunità

per crearle. Nonostante ciò, però, si è registrato come le buone opportunità siano aumentate

nel corso degli ultimi cinque anni. Infine, il valore sociale attribuito alla figura

dell’imprenditore, ovvero in che misura si considera la via imprenditoriale come una via da

164

scegliere per accumulare fortuna, è basso, così come in tutta l’America Latina .

164 Global Entrepreneurship Monitor, Colombia 2012, p.55-67, visibile in

<http://www.gemconsortium.org /docs/download/2820> (28/08/13) 70

4. CONCLUSIONI

Il mio lavoro mi ha portata a mettere in luce la realtà di un paese dinamico, di un governo

impegnato costantemente nell’economia per raggiungere la creazione di un mercato il più

libero possibile e delle condizioni migliori per la creazione di un’attività. Allo stesso tempo

ho visto delinearsi una nazione con, ancora, moltissime problematiche interne.

Allo stesso modo degli altri paesi Latino Americani, la Colombia sembra essere transitata alla

post-modernità avendo saltato alcuni passaggi. L’America Latina è, infatti, considerata un

“occidente altro”, dove convivono situazioni in cui la modernità non è ancora stata raggiunta e

contesti in cui essa e stata di gran lunga superata.

In Colombia la guerra civile iniziata nel 1948 non è ancora del tutto finita. A causa di tale

mancata pacificazione interna, si può affermare che, nella pratica, lo stato non detiene

interamente il monopolio della forza. L’attuale dialogo con le FARC in atto all’Havana già da

quasi un anno è l’ultimo di una lunga serie e, oramai, la popolazione non crede più nella

possibilità del raggiungimento di un accordo. Le differenze sociali sono ancora marcatissime,

soprattutto se si guarda alle diverse aree territoriali e ai diversi gruppi etnici. Il tasso di

povertà (con riferimento all’anno 2012) è del 32,7% e la povertà estrema supera di poco i 10

punti percentuali. Se però si prendono in considerazione solamente le aree rurali i tassi

crescono al 46,8% e al 22,8%. Ciò significa che nel 2012 più della metà della popolazione

165

delle campagne colombiane ha vissuto con meno di 133.522 pesos al mese , ovvero con

meno di 55 euro, circa. Tale dato, chiaramente, non è confrontabile con i dati europei, ma è

comunque significativo se lo si mette in relazione a un PIL procapite di 6.990 dollari.

Come già osservato in precedenza, il lavoro informale è molto diffuso, soprattutto tra la

popolazione giovane. I mezzi per controllarlo sono pochi ed inefficienti. Le politiche di

Welfare sono presenti, ma il sistema è inadeguato alle grosse problematiche sociali che

affliggono il paese.

Il governo, si mostra, attualmente più interessato a migliorare la qualità della vita dei cittadini

come consumatori, aprendo il mercato così da poter offrire loro il prodotto migliore al miglior

prezzo. L’individuo, però, non è solamente un consumatore di prodotti: anche se il mercato gli

offre più possibilità di scelta, ciò non vuol dire che altre condizioni gliele consentano tutte, se

165 DANE, 18 aprile 2013, Boletín de prensa, pobreza monetaria y multidimensional en

Colombia 2012, p.1-5 visibile in

<http://www.dane.gov.co/files/investigaciones/condiciones

_vida/pobreza/boletin_pobreza_ 2012xx.pdf> (11/06/13) 71

non addirittura nessuna. Il governo sembra essersi dimenticato degli innumerevoli problemi

interni per potersi concentrare sull’inserimento della Colombia nel mercato globale, così da

potersi definire come una nazione “al passo con i tempi”. Nel tentativo di costruzione di una

buona immagine internazionale, si è dovuto inevitabilmente aggirare alcuni degli ostacoli più

alti. Questa corsa disperata della Colombia verso un posto sulla scena mondiale potrebbe non

essere positiva per la sua situazione nazionale.

Il modello economico che si sta formando sembra, in alcuni punti, simile a quello messicano.

In primo luogo, come per il Messico, il primo partner commerciale della Colombia è da

sempre Washington; partnership che potrà solo aumentare nei prossimi anni data la

stipulazione del Tratado de Libre Comercio. Questo potrebbe portare ad un radicamento

ulteriore del modello esportatore colombiano ed a una dipendenza del mercato della nazione

latina da quello statunitense, così come è successo, appunto, al Messico. In questo scenario,

una crisi all’interno del mercato statunitense porterebbe gravi conseguenze al molto più

debole ed arretrato mercato colombiano. Cosa che non è successa nel 2009, quando la crisi

globale non colpì così duramente la, quasi, isolata economia andina.

Altre similitudini si possono riscontrare tra il sistema di maquilladoras messicano e le zonas

francas permanentes e zonas francas permanentes especiales. Le maquilladoras sono delle

fabbriche, la maggior parte delle quali ubicate vicino alla frontiera con gli Stati Uniti, che

sottostanno a un regime particolare di esenzione fiscale. In esse, per lo più, si assemblano e

trasformano componenti importati, con lo scopo di riesportarli, soprattutto nel vicino paese

del nord. La maggior parte di tali fabbriche sono in mano a imprenditori stranieri, i quali

decidono di realizzare questo tipo di lavoro in Messico dato il basso costo della manodopera.

Nei dieci anni successivi all’istallazione di questo tipo di azienda, il 90% del loro prodotto

veniva riesportato e le esportazioni nazionali sono aumentate del 60%.

Allo stesso modo, le ZFP e le ZFPE sono aree in cui le aziende installate godono di un

trattamento tributario speciale e sono le aree che maggiormente attraggono gli investimenti

stranieri. Ad approfittare di tale regime tributario sono spesso le molte multinazionali che

decidono di de localizzare parte della loro produzione in un paese in cui i salari sono più

bassi. Anche queste aree, perciò, rischiano di diventare zone votate alla sola esportazione.

Inoltre, come segnalato nel capitolo precedente, molte imprese sono legate al Plan Vallejo, il

quale consente loro di acquistare beni macchinari all’estero senza il pagamento di dazi a

condizione che, successivamente, l’azienda esporti il 60% della produzione ottenuta da questi

beni. 72

Infine, come risulta evidente da ciò detto in precedenza, i beneficiari maggiori di questo

avvicinamento al modello messicano sono le multinazionali. Le imprese colombiane, come

dimostrato dalla stipulazione dei vari trattati e dalle alleanze internazionali, non sono ancora

in grado di competere sul mercato globale, sia in termini di quantità, sia in termini di qualità.

Ciò che la Colombia non fa è incentivare e sostenere tale imprenditoria locale. L’alto numero

di cittadini che durante l’anno dimostrano la volontà di iniziare una nuova attività dimostra

l’interesse che i colombiani hanno di diventare imprenditori, ma la piccola percentuale di

coloro che vi riescono fa pensare a una mancanza. La legislazione vigente, tanto attraente agli

occhi di imprenditori stranieri e multinazionali, infatti, non lo è altrettanto per un colombiano

con un capitale scarso e, magari, un livello di istruzione altrettanto basso. Il problema

principale, probabilmente, è rappresentato dalla difficoltà per i nuovi imprenditori di accedere

a venture capital delle banche. Tale ostacolo fa si che, quasi nella totalità dei casi, ad avere

successo siano gli imprenditori che possiedono un capitale abbastanza consistente da poter

coprire il rischio proveniente dall’apertura di una nuova attività.

Il settore che subisce maggiormente questa tendenza del governo a sostenere i grandi

imprenditori, però, è il settore con la maggior disoccupazione e una inflazione quasi nulla: il

settore agricolo. Sono, infatti, i lavoratori di questo settore ad alimentare quella massa rurale

che vive sotto la soglia di povertà. Gli agricoltori, da poco, si sono uniti per manifestare il

proprio malcontento. Il 19 agosto è iniziato a Bogotá un grande paro agrario a cui stanno

prendendo parte, secondo alcune stime, 200.000 lavoratori. Essi chiedono che venga fissato

un prezzo minimo per alcuni prodotti agricoli, garanzie per l’accesso alla proprietà delle terre

166

da parte dei produttori più piccoli e una nuova politica favorevole al settore .

La situazione difficile che vivono questi piccoli e medi produttori deriva principalmente dalla

loro vicinanza alle roccaforti della guerriglia. Essi, infatti, oltre ad essere facile preda per le

FARC o per i paramilitari, vengono accusati, da parte del governo, di collaborazione con

quest’ultimi. Il TLC con gli Stati Uniti, infine, non ha migliorato la situazione, aumentando la

167

concorrenza e, di conseguenza, diminuendi i prezzi di prodotti come latte, patate e riso .

166 El Espectador, 21 agosto 2013, Protestas Campesinas dificultan el acesso a Bogotá,

visibile in

<http://www.elespectador.com/noticias/nacional/protestas-campesinas-dificultan-el-acces

o-bogota-articulo-441566> (13/09/13)

167 Salómon Kalmanovitz, 23 agosto 2013, El paro agrario, Elespctador.com, visibile in

<http://www.elespectador.com/opinion/el-paro-agrario-columna-442407> (13/09/13) 73

Le nuove politiche agrarie dovrebbero controllare più da vicino le coltivazioni agricole

tramite istituzioni che informino ed aiutino il produttore a rispettare gli standard internazionali

di qualità e sanitari così da poter competere realmente con le altre nazioni. Arrivati a questo

punto i Tratados de Libre Comercio avranno un reale impatto positivo per il paese e,

soprattutto, per i cittadini e non solo sugli indicatori economici. 74

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze sociali
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pryanka.boerio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'America Latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bellingeri Marco.

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