Malte ............................................................................................................................................................... 10
Calce ................................................................................................................................................................ 11
Cemento .......................................................................................................................................................... 12
Gessi ................................................................................................................................................................ 12
Collanti ............................................................................................................................................................ 12
Calcestruzzo .................................................................................................................................................... 13
Calcestruzzo armato ....................................................................................................................................... 14
MURI ................................................................................................................................................................ 14
LE STRUTTURE DI ELEVAZIONE VERTICALI DISCONTINUE ............................................................................... 16
LEGNO .............................................................................................................................................................. 17
Legno lamellare ............................................................................................................................................... 19
METALLI ........................................................................................................................................................... 19
Ferro ................................................................................................................................................................ 20
Ghisa ................................................................................................................................................................ 20
Acciaio ............................................................................................................................................................. 20
COPERTURE DEGLI AMBIENTI (STRUTTURE DI ORIZZONTAMENTO) ............................................................... 22
I SOLAI .............................................................................................................................................................. 22
LE SCALE ........................................................................................................................................................... 26
CHIUSURE ........................................................................................................................................................ 27
VETRO .............................................................................................................................................................. 29
FINESTRE .......................................................................................................................................................... 30
I RIVESTIMENTI ESTERNI DEGLI EDIFICI E GLI STRATI DI FINITURA ................................................................. 32
I rivestimenti a intonaco ................................................................................................................................. 32
I rivestimenti lapidei ....................................................................................................................................... 32
I rivestimenti in cotto e ceramici .................................................................................................................... 33
I rivestimenti in legno ..................................................................................................................................... 33
I rivestimenti in metallo acciaio (lamiere, lastre) e metalli non ferrosi ....................................................... 33
34
COPERTURE INCLINATE ...................................................................................................................................
COERTURE PIANE ............................................................................................................................................. 36
FACCIATE CONTINUE E VETRO STRUTTURALE ................................................................................................ 39
LE VOLTE .......................................................................................................................................................... 43
LE FONDAZIONI ................................................................................................................................................ 44
2
AZIONI E CARICHI
Stabilità strutture data da:
Peso
Azioni esterne
Materiali (resistenza ai carichi)
Forma della struttura
CARICHI a cui è soggetta una struttura: (i carichi sono indicati da un vettore che indica intensità e verso)
Carichi permanenti: peso proprio struttura
PESO PROPRIO (kg) = VOLUME (kg) x DENSITA’ (kg/m3; volume/peso) = V x D
Carichi accidentali: possono esserci oppure no
Carichi mobili: persone, animali, veicoli, ecc.
o Agenti naturali: neve, vento ecc.
o
Carichi accidentali esterni: dipendono da fattori esterni (condizioni meteo)
AZIONI
Modo in cui si esercitano
Dirette
concentrate,
o distribuite
o - uniformemente
- non uniformemente
Indotte (deformazioni, variazioni nel tempo)
Variazioni di intensità nel tempo
Permanenti (pesi propri, pressione terreno, pressione acque, ecc.). Sono costanti nel tempo
Accidentali (carichi mobili, spinta del vento, neve). Variano nel tempo.
Eccezionali (collisioni, esplosioni, terremoti, incendi, ecc.)
Risposta strutturale
Statica (non produce accelerazioni)
Dinamica (produce accelerazioni)
DEFORMAZIONE DEI CORPI
Ogni corpo si deforma:
Allungamento
Accorciamento
Comportamento elastico: materiale che dopo essere stato sottoposto a un carico torna alla sua forma
iniziale (non subisce cambiamenti).
Materiali non elastici = fragili, essi non hanno fase plastica e la rottura avviene con fessure.
Comportamento plastico: materiale che dopo essere sottoposto a un carico mantiene la deformazione
(non torna alla forma iniziale).
PRINCIPI DELLA COSTRUZIONE
Ogni costruzione deve garantire:
Resistenza = capacità dei materiali di sopportare le sollecitazioni
Equilibrio = capacità della struttura di restare stabile sotto l’azione dei carichi. 3
Crollo della struttura → distanza fra gli interassi.
La resistenza strutturale e la condizione di equilibrio di una costruzione dipendono dalla capacità dei
materiali, elementi e strutture a rispondere ad azioni esterne ed interne.
I° legge dinamica: Un corpo è immobile fino a che non gli si applica una forza.
II° legge: Un corpo è immobile se la risultante delle forze applicate è uguale a zero.
Condizioni di equilibrio:
Alla traslazione
Verticale: cedimento terreno
Orizzontale: si ha movimento delle forze non sono uguali
Alla rotazione: M = F · b
Le sollecitazioni: è una forza o sistema di forze agenti sulle strutture. Stabilità quando ∑F e ∑M = 0.
Interne: tensioni nel materiale (equilibrio struttura)
Semplici
- Compressione: deformazione in accorciamento
- Trazione: deformazione in allungamento
- Taglio: scorrere le particelle una rispetto al altra.
Composte
- Flessione: compressione + trazione. Porta all’incurvamento
Trave appoggiata: valori massimi in mezzeria e appoggi hanno tensione nulla
- Torsione: ruotare le sezioni e produce deformazioni di taglio
Esterne
Vincoli strutturali
Appoggio: traslazione orizzontale e rotazione
Carello: traslazione orizzontale
Cerniera: rotazione
Carrello + cerniera: rotazione e traslazione orizzontale
Incastro: no gradi di libertà
SISTEMA EDILIZIO
Sistema ambientale: unità ambientali + elementi spaziali
Spazio elementare: distanze minime o i moduli standard
Unità ambientale: singole stanze
Unità abitativa: è l’insieme delle unità ambientali
Organismo abitativo: insieme di unità abitative (condominio)
Sistema tecnologico: unità tecnologiche + elementi tecnici. Le classi tecnologiche sono:
Strutture in elevazione o portanti: sostengono e trasmettono i carichi al terreno
- Verticali
Lineari: pilastri, colonna
Piane: muri
- Orizzontali
Lineari: travi orizzontali
Piane: solaio 4
- Spaziali
Piani: archi e trave reticolare
Tridimensionali: volte, cupole
Chiusure: separano gli spazi interni dall’esterno
Partizioni interne: dividono gli spazi interni di un edificio
Partizioni esterne: articolano gli spazi esterni
STRUTTURE DI ELEVAZIONE
Continue
i carichi trasmessi a terra in maniera continua lungo tutta la linea del muro
materiali idonei per costruire strutture di elevazione continue: rocce, argille (cotte al sole o in
forni (laterizi)), legno e calcestruzzo di cemento
Discontinue: i carichi sostenuti dai pilastri che scaricano il peso in maniera discontinua
PRINCIPI COSTRUTTIVI ELEMENTARI LINEARI
Pilastri e colonne
Portano carichi compressivi verticali.
Problematiche: instabilità (buckling), snellezza, pressoflessione.
Trilite
Formato da architrave (lavora a flessione e taglio) che poggia sui piedritti.
Se si aumenta la distanza tra i piedritti (luce) → instabilità struttura.
Struttura che lavora per massa
Telaio
Giunzione di architrave e piedritti attraverso i nodi (trasmettono forse e momenti flettenti)
Piedritti: assorbono le sollecitazioni di compressione e flessione dell’architrave
Struttura → deve resistere a compressione, flessione e taglio
Capriata
Struttura portante discontinua a forma triangolare
Principio statico: indeformabilità della struttura triangolare con nodi rigidi
Monaco: sostiene la catena
Catena o tirante: lavora a trazione
Puntoni: lavorano a compressione eccentrica
Trave
Sostiene il peso in modo perpendicolare alla direzione del carico
Carico concentrato → flessione
Maggiore è la luce → sezione più grande
Trave reticolare: insieme di aste complanari vincolate per far sì che l’elemento sia resistente.
Permette di avere luci più grandi. Fatta da elementi leggeri. 5
ELEMENTI STRUTTURALI CURVI
Arco
Copre luci maggiori rispetto al trilite
Struttura che lavora per forma
Chiave di volta: serve per dare stabilità all’arco
I conci sono sottoposti a compressione
I giunti: orientati verso il centro di curvatura e spingono lateralmente sui piedritti
Stabilità dell’arco → Regola del terzo medio: risultante delle spinte orizzontali dento il terzo medio
Stabilita piedritto → regola del terzo medio. Se non succede metto la catena oppure uso un
contrafforte oppure rialzo il sesto dell’arco.
Si costruisce con l’uso della centina
Volte
Derivano dall'estensione dell’arco.
Necessitano di sistemi di contrasto alle spinte.
ELEMENTI STRUTTURALI PIANI
Verticali: MURO E SETTO
Muro: costruito con materiali più antichi e dal grande spessore
Funzione: sostenere gli elementi strutturali orizzontali (travi) dei solai e delle coperture
Regole: filari il più orizzontali possibili con pochi spazi, sfalsamento dei giunti tra i blocchi, si
può usare o no materiale legante
Setto: costruito con materiali contemporanei e dallo spessore e dalla lunghezza minori
Ruolo delle murature:
- ruolo portante, strutturale
- ruolo di divisorio interno (tra ambienti)
- ruolo di tamponamento
Orizzontali: SOLAIO
RIGIDITÀ FLESSIONALE
È data da: → modulo di elasticità × momento d’inerzia della sezione
INTRODUZIONE AI MATERIALI – COMPORTAMENTO MECCANICO
Proprietà fondamentali
Rigidità: Capacità di opporsi a deformazioni elastiche. Acciaio > calcestruzzo > legno.
Fragilità: Rottura improvvisa senza deformazioni plastiche. Tipici: vetro, ceramici, pietra.
Plasticità: Deformazioni permanenti senza rottura. Tipico: acciaio.
Densità: Influenza i carichi permanenti.
Isotropia: Proprietà identiche in tutte le direzioni. Acciaio → quasi isotropo.
Anisotropia. Proprietà variabili a seconda della direzione. Legno → fortemente anisotropo. 6
MATERIALI E CARATTERISTICHE STRUTTURALI
PIETRA
Proprietà
materiale fragile
non elastico
non resistente alla flessione
resite alla compressione
non è adatta per realizzare elementi strutturati soggetti a trazione e a flessione 7
Per strutture portanti continue o discontinue
In blocchi per la realizzazione di strutture di elevazione continue (piane): Muri (verticali) e
volte
In blocchi per la realizzazione di strutture di elevazione discontinue (lineari)
- Strutture verticali lineari pilastri, colonne
- Strutture arcuate lineari archi e piattabanda
In blocchi per la realizzazione di strutture tridimensionali cupole
A secco o con uso di materiale legante (malte)
Caratteristiche prestazionali, dipendono da:
- Struttura cristallina e formazione della pietra (caratteristiche intrinseche)
- Agenti esterni (sollecitazioni e agenti ambientali e modalità di reazione)
Buona resistenza a compressione – poca resistenza a trazione
Non è adatta per realizzare elementi strutturati soggetti a trazione e a flessione
Attitudine a essere lavorate
Durezza: attitudine a resistere ad azioni meccaniche. dipende dalla compattezza e dalla
coesione. Usa la scala di Mohs. Classificazione in base alla loro segabilità:
- Pietre tenere: segabili con seghe dentate (tufi, calcari, travertini)
- Pietre semidure: segabili con lame lisce e sabbie silicee
- Pietre dure: segabili con lame lisce e sabbie quarzose o smeriglio
- Pietre durissime: segabili con polveri diamantifere industriali
Divisibilità: quanto essa può essere divisa in piani
Anisotropia: direzione degli sforzi stratificazione dei banchi
Comportamento in caso di impiego in edilizia
Resistenza a compressione
Durevolezza: attitudine a durare nel tempo. Fattori che influiscono: intrinseci (minerale da
cui proviene la pietra), estrinseci (agenti atmosferici) e gelività (materiali di essere soggetti
a disgregazione per la presenza di tensioni indotte dal congelamento dell’acqua assorbita).
Aderenza con le malte: azione che avviene tra diversi materiali per effetto delle loro forze
molecolari. Fattori che influiscono: fisici (porosità e asperità) o chimici (le parti minerali
influiscono nella presa e indurimento)
Resistenza all’usura: resistenza opposta dal materiale al consumo delle pareti superficiali
MATERIALI CERAMICI: Usati per realizzare strutture di elevazione verticali continue
Argilla
Tipologie: terra cruda o terra cotta
Provenienza: sedimenti di grana fine che derivano dalla alterazione fisico-chimica di feldspati
operata dagli agenti atmosferici
Costituzione: silice + alluminia + acqua + ferro, sodio, potassio e calcio + impurità
Impieghi:
- Adobe: formata in stampi e cotta al sole
- Pisè: posta on casseforme e pressata
- Cotto: è un prodotto ceramico. Formato in stampi e cotta in fornace
Plasticità: capacità di avere facile lavorabilità con aggiunta di acqua.
Argilla grassa: prevale la parte attiva (particelle finissime). Se troppo grassa in cottura si ritira. Si
usano prodotti smagrati: additivi organici o minerali (sabbia, polvere di carbone)
Argilla magra: prevale la parte inerte (minerali cristallini). Se troppo magra: non si lavora bene e
non resiste a alte temperature 8
Cottura: fondamentale per stabilizzare il materiale a contatto con l’acqua.
Colore: influenzato da: composizione argilla, tempo di cottura, temperatura di cottura, percentuale
di ossigeno.
Classificazione in base alla porosità: a pasta porosa o a spasta compatta
Caratteristiche: proprietà coesive, buona plasmabilità, plasticità, forte adesività, poco durevole
(erosione).
Processo di lavorazione:
1. Estrazione: controllare provenienza materiale
2. Preparazione argilla: fare un impasto uniforme
3. Produzione: 1) formatura a caldo o a freddo – 2) taglio – 3) essiccatoio
4. Essicazione: stabilizza il prodotto e conferisce la resistenza meccanica
5. Cottura
I. Cottura
II. Ciclo termico
III. Imballo
6. Consegna
Mattoni
Classificazione in base alla cottura:
Albasi
Mezzani
Ferrioli
Impeghi: dipendono dal tipo di prodotti. Usati per le murature portanti e per i divisori
Per strutture verticali lineari e piane (pilastri colonne, muri)
Per strutture arcuate lineari, superficiali e tridimensionali (archi, volte e cupole)
Per pareti verticali senza ruolo portante (divisori, tamponamenti)
Per elementi di alleggerimenti per solai
Per rivestimenti (pavimentazioni, coperture, intonaci di rivestimento esterno e interno)
Densità: rapporto tra la massa di un corpo e il volume che occupa
Tipologia di prodotti: dipendono dal processo di cottura e di lavorazione.
Laterizi per murature: pieni, forati o forati cellulari
Laterizi per strutture orizzontali: forati (tavelle, tavelloni, pignatte)
Laterizi per coperture: pieni (tegole, tegole marsigliesi ecc)
Misure: 12 x 25 x 5,5
Caratteristiche prestazionali:
Buona resistenza a compressione
Scarsa resistenza a trazione
Buona resistenza al fuoco
Fragilità: materiali per pavimenti. Si misura per abrasione.
Imbibizione: capacità di un materiale immerso in un liquido di assorbirlo e trattenerlo
Assorbimento: quanto un materiale riesce a farsi penetrare per capillarità
(alto=igroscopico)
Aderenza alle malte: buona per i materiali porosi
Anti sdrucciolevolezza: limitare cadute
Impermeabilità: capacità a non lasciarsi attraversare dall’acqua
Coibenza termo-acustica: offrire una buona resistenza al passaggio di calore e del suono.
Pulibilità: capacità di mantenere l’aspetto originale con solo la normale pulizia.
Resistenza ala fuoco: l’attitudine a conservare per un certo periodo di tempo: 9
- Stabilità (R) Resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco
- Tenuta (E) Resistenza al passaggio della fiamma
- Isolamento (I) Resistenza alla trasmissione del calore
I mattoni refrattari possono resistere senza fondersi né rammollirsi fino a 2000°C
I LEGANTI E LE MALTE
Leganti
Malte
Composizione: legante (calce, gesso) + materiali rocciosi a grana fine (sabbia) + acqua
Classificazione:
1. Secondo il diametro dei granuli di sabbia:
- Con sabbia fine → malte per intonaci lisci
- Con sabbia media → malte per murature e intonaci grezzi
- Con sabbia grossa → malte per murature e intonaci robusti
2. Secondo il tipo di legante:
- Malte di calce aerea: calce + acqua + aggregati fini
- Malte di calce idraulica: calce idraulica + acqua + aggregati
- Malte cementizie: cemento + acqua + aggregati
- Malta bastarda: più leganti + acqua + aggregati
- Malte di gesso: gesso + acqua + aggregati 10
Malta di allettamento: Servono per legare i corsi e le pietre.
Malte da intonaco: se usate per rifinire all’esterno un muro e proteggerlo dagli agenti atmosferici
Impieghi malta:
Costruire i muri (malta di allettamento, tra un filare – corso – e l’altro, tra un pezzo e l’altro)
Costruire pilastri
Costruire archi, volte e cupole
Posare un rivestimento verticale o orizzontale (es. lastre di pietra, imbottitura di malta)
Rifinire la superficie dei muri con uno strato resistente alle intemperie (malta da intonaco)
Impieghi malte idrauliche:
Per confezionare malte per locali umidi o in strutture murarie sotto il piano di campagna;
Per rallentare la presa delle malte cementizie usate nelle murature
Per gli intonaci
Calce
Legante usato nel passato, materiale naturale
Deriva dal carbonato di calcio puro
Ciclo di produzione calce aerea:
1. Inizia dalle rocce calcaree
2. Cottura (Calcinazione): Le rocce vengono cotte in forni a temperature elevate (800-900°C).
3. Ottengo l'ossido di calcio (calce viva)
4. Spegnimento (Idratazione): La calce viva viene fatta reagire con l'acqua → produce calce
spenta o idrossido di calcio
- Con molta acqua → il grassello di calce, una pasta morbida
- Con poca acqua → calce idrata in polvere
5. Stagionatura per 2 o 36 mesi: importante per evitare i grumi di calce (calciroli)
6. Presa e Indurimento (Carbonatazione): Quando la calce spenta viene utilizzata come malta
o intonaco, si indurisce lentamente a contatto con l'aria. L'idrossido di calcio reagisce con
l'anidride carbonica presente nell'atmosfera, riformando carbonato di calcio e rilasciando
acqua.
7. Si torna alla sua forma chimica originale
Calci idrauliche: carbonato di calcio + silice + alluminia + ossidi di ferro = Marne
1. Cottura
- 800°C → Calce aerea magra
- 900℃ → Reazioni tra componenti argillosi e calcare. Più protrae la cottura più
aumenta l’idraulicità
- 1000°C → Solidificazione e inerzia all'acqua
2. Polverizzazione
3. Aggiunta di acqua → presa
Impieghi: confezionare malte da usare in luoghi umidi, per rallentare la presa delle mate
cementizie o per intonaci
Pozzolana: usata dai romani per idraulicizzare la calce (dare più resistenza). È un materiale
inorganico, composto da argilla + altri minerali ed è di origine vulcanica. 11
Cemento
Composto da: carbonato di calcio (78%) + marne e argille (22%)
Dopo presa e indurimento ha resistenza meccanica buona. Buona resistenza a compressione.
Lavorazione:
1. Macinazione
2. Stagionatura
3. Cottura
4. Ottengo
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