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LEZIONE 1

Prima si aggiunge materiale, poi si toglie, infine si smussa o si raccorda.

Chiudere product 1 (assieme – si vedrà in L2).

Aprire File -> New -> Scelgo cosa fare tra le varie opzioni (scelgo Part in questo caso).

Do il nome senza toccare niente e clicco OK.

Comandi linea di comando destra: Da notare che questi comandi funzionano

• Indicatore esattamente come i comandi, con lo

• Sketch stesso nome, presenti in SolidWorks,

• PAD – Estrusione. Inventor, SolidEdge.

• POCKET – Taglio.

• SHAFT – Rivoluzione.

Avvio la modalità sketch. Cambia il menu di destra. Se lo sketch è BIANCO non è completamente

vincolato. Inserisco la quota col comando CONSTRAINT. Per cambiare quota doppio click sul valore

inserito. Lo sketch diventerà quindi VERDE (completamente vincolato).

Schiacciando su EXIT WORKBENCH esco dalla modalità sketch. Si rientra sullo sketch cliccando col

tasto destro, cliccando su SKETCH1.OBJECT -> EDIT.

Trascinare il corpo 3D: tasto centrale mouse.

Zoom: CTRL + tasto centrale mouse.

Rotazione: tasto centrale mouse + tasto destro mouse.

Schiacciando sul SdR in basso a destra stiamo cambiando punto di riferimento del software: il 3D

diventa grigio e non posso più lavorarci: serve quando lavoro milioni di parti per scorrere velocemente i

pezzi. Per “ripristinare” tutto uso questo comando nella linea di controllo in basso che permette di

centrare il 3D. Successivamente clicco nuovamente sul SdR in basso a destra.

Le lettere verdi indicano vincoli (H orizzontale, O

coincidenza).

Sopra al comando che mette le quotature, c’è il comando che gestisce i vincoli: selezionati gli

elementi dello sketch di nostro interesse, possiamo schiacciare tale tasto e inserire i vincoli

desiderati.

Per fare il “rombo” centrale, si fanno due cerchi, li si vincola a simmetria con l’asse verticale, si cambia

raggio di uno dei due e si imposta la distanza. Successivamente si

fanno delle linee che congiungono il cerchio centrale e i cerchi

laterali. Si seleziona la retta e una circonferenza, si impone la

tangenza e successivamente lo si ripete sempre con la stessa retta

ma con l’altra circonferenza. Lo si ripete poi per le altre tre linee.

Per cancellare le parti in eccesso cliccare sul comando

TRIM e selezionare l’icona della gomma.

I fori si fanno con la funzione HOLE e non la funzione POCKET.

Comando HOLE:

• EXTENSION: foro cieco, passante etc. -> Posso definire il diametro, l’estensione e la posizione

del foro cliccando POSITIONING SKETCH. A questo punto seleziono l’origine del foro, una

circonferenza o arco di circonferenza e li rendo concentrici.

• TYPE: tipo di foro

• THREAD DEFINITION: per inserire filettatura. SUPPORT DEPTH permette di filettare

interamente il foro. METRIC THICK PITCH (fori filettati a passo grosso). METRIC THIN PITCH

(fori filettati a passo fine).

In basso a destra, sopra al logo CATIA ci sono due freccette in trasparenza: cliccando su di esse si

aprono delle icone che nello shell di destra non ci sono. Tra questi c’è MIRROR (funziona esattamente

come quelli visti in MRT). Per ripristinare lo shell iniziale VIEW -> TOOLBARS -> CUSTOMIZE ->

RESTORE POSITION.

Il comando PATTERN è accanto a MIRROR e funziona esattamente come MRT.

La prima icona è RACCORDO la seconda SMUSSO

ATTENZIONE: fare il raccordo di raggio 6

utilizzando il comando RACCORDO non è

giusto! Infatti, nella messa in tavola si

vedrà aggiunta di materiale perché R=6 è

maggiore del raggio del rombo in quel

punto. Quindi cliccare su RACCORDO,

definire il raggio e cliccare su MORE per

definire EDGE ELEMENTS ovvero gli

elementi di bordo oltre il quale il raccordo

non è definito.

Per le nervature cliccare sulla freccia di questa icona e nella tendina che si apre cliccare

STIFFENER.

Per fare le teste delle viti o i bulloni, creare un esagono tridimensionale e successivamente creare una

geometria triangolare come in figura con angolo in alto a sx di valore 30 gradi. Tagliare con il

comando GROOVE (crea taglio a 360 gradi).

MESSA IN TAVOLA

Si noti che le scale ammesse sono 1:1, 1:2, 1:5 e 1:10 e viceversa.

NEW-> DRAWING. Si aprirà un menù a tendina in cui bisogna selezionare foglio A3 ISO.

Successivamente FILE -> PAGE SETUP -> carico il template di intestazione e lo modifico cliccando su

EDIT -> SHEET BACKGROUND.

EDIT -> WORKING VIEWS e poi icona FRONT VIEW nella barra di destra. Successivamente WINDOW ->

seleziono la parte e poi la faccia che desidero sia la front view. Modifico poi le proprietà della vista

facendo clic destro dal menu di sinistra, VIEW e tolgo FILLETS e aggiungo THREAD per riportare le

filettature ed elimino il PREFIX e aggiungo DISPLAY VIEW FRAMES. Si noti che FILLETS sono gli spigoli

tangenti: non vanno tolti a priori, si parla del 90% dei prodotti meccanici, ma comunque nel corso li

toglieremo tutti.

Per i fare i tagli seleziono OFFSET SECTION VIEW (posizionato subito dopo FRONT VIEW) e creo la linea

di taglio. Per uscire dalla creazione della linea di taglio, doppio clic sinistro.

Modifico le proprietà dei tagli dalla barra di sinistra, clic destro, PROPERTIES e vado a

selezionare DISPLAY VIEW FRAMES.

Per inserire linee d’asse, uso questo piccolo menu a tendina: cliccando sulla freccia della prima icona

si può cambiare il tipo di asse in funzione di ciò che si desidera (asse assoluto, relativo o per fori).

Dalle linee d’asse appena create, posso mettermi su un punto di esse e trascinandolo posso

estendere la linea d’asse fin dove voglio, ad esempio per evidenziare che due o più fori sono

concentrici.

Per inserire le quotature cliccare sull’icona DIMENSIONS (riportata qui a sinistra). La quotatura

funziona esattamente come su SOLIDWORKS.

Se si vuole riportare una quotatura particolare che dallo SHEET non viene vista, andare sulla parte di

cui si vuole fare la messa in tavola, creare uno schizzo di riferimento e tenerlo in evidenza con tasto

destro sulla voce SKETCH del menu di sx e cliccando su HIDE/SHOW. Tornare sullo SHEET ->

PROPERTIES -> 3D WIREFRAME per visualizzare quello schizzo. Successivamente si può inserire la

quotatura, come lato o come diametro a seconda di ciò che serve, per poi nascondere la linea

utilizzata per inserire la quota.

Per modificare la notazione di una quota: tasto dx -> PROPERTIES -> DIMENSION TEXTS. In

quel menu si può anche modificare lo spessore della linea o il colore etc.

Dal menu DIMENSIONS, cliccando sulla freccia si apre una tendina: per definire le dimensioni dello

smusso uso la prima icona di queste riportate a dx. La seconda serve invece per definire i fori filettati.

L’icona con la R, qui non riportata, serve per definire i raggi di cerchi e raccordi.

Salvare con estensione CATDrawing e con estensione PDF.

Da notare che se la quota esce di colore diverso non è un problema.

LEZIONE 2

Se realizzo file in formato neutrale tengo solo la geometria, tutte le

altre informazioni e le feature vengono perse. Questi file servono

per passare parti e modelli da un software all’altro. Quindi se

vogliamo aggiungere ad esempio la filettatura, possiamo farlo così

da farlo uscire poi nella messa in tavola.

Per fare l’assieme si stabilisce la sequenza dell’assemblaggio: si

importa la prima parte e si fissa a terra. L’assieme si chiama

PRODUCT. L’albero a sinistra è l’albero delle PARTI e non delle

FEATURE. Qui a destra è riportato l’ambiente per il disegno

meccanico.

Il quarto comando è IMPORTA PARTE.

Per vedere i GDL del corpo, ANALIZE -> CONSTRAINTS.

Per fissare a terra corpo, uso il menu CONSTRAINTS e seleziono

l’ancora. Importata una nuova parte, se mi dà errore e non mi fa

importare, PROPERTIES della parte precedente e vado a cambiare la PART NUMBER.

Serve per spostare e separare le parti.

Per mettere parallelismo e simili usare icona prima dell’ancora. Dopo il pillar abbiamo messo

parallelismo alle teste dei dati con il piano laterale della base così da impedirne la rotazione e

lasciare l’assieme a 0 GDL.

Quando si trovano parti standard non bisogna crearle e non bisogna fare la messa in tavola: si mette

solo nella lista delle parti. Si trovano nelle librerie standard del programma CAD.

Nel menu in basso il catalogo è CATALOG BROWSER: si apre menu con le varie voci: BOLTS (viti

portanti), KEYS (chiavette), NUTS (dadi), FINS (perni), SCREWS (viti autofilettanti), WASHERS (rosette).

Vari tipi di dadi etc: se non è specificato si usa quella standard.

I cuscinetti non sono riportati nel catalogo di Catia: bisogna andare sul sito di SKF e scaricare il file

Catia del cuscinetto.

LEZIONE 3

Si può aggiungere una parte all’assieme tramite il comando PART (terza icona di quelle riportate a

destra). Si apre questa finestra: noi clicchiamo no.

Per creare la molla bisogna utilizzare la funzione elica che sta nell’ambiente START -> MECHANICAL

DESIGN -> WIREFRAME AND SURFACE DESIGN. Si apre un nuovo menu, clicco su SPLINE e clicco su

HELIX.

Dato che il passo è da parametrizzare come offset/9, io devo definire il passo come formula con

HEIGHT, tasto destro, EDIT FORMULA, seleziono l’offset in questo caso, selezionandolo dal menu di

sinistra. All’offset devo sommare una quantità, 100 mm ad esempio, così da poter tagliare poi la

molla. Importante specificare i mm, altrimenti da errore. Stessa cosa per il passo.

Per creare il punto di partenza della molla, tasto destro su STARTING POINT e clicco su CREATE A

POINT e do le coordinate.

La sezione nel LOFT e nello SWEEP devo disegnarla in modo tale che sia perpendicolare al percorso

nel punto in cui la sto disegnando. Quindi prendiamo il piano che sta perpendicolare all’elica in un

punto specifico (quello creato). Il piano si crea dall’icona di destra.

Per estrudere la molla quindi clicco su RIB (che vuol dire nervatura). Il comando chiede un

profilo (il cerchio) e un percorso (la molla).

Come tagliare la molla? 3 possibili

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pcarbone2003 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di progettazione meccanica a e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Colombo Giorgio.
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