PECULIARITÀ DELLA CELLULA
VEGETALE
La cellula vegetale è di tipo eucariotico (nucleo ben definito) le cui tipologie
principali sono: Cellule parenchimatiche: sono le cellule più abbondanti nel fusto
di una pianta in fase di accrescimento. Le cellule parenchimatiche dotate di
parete cellulare sottile, formata unicamente da parete primaria e lamella
mediana. Generalmente hanno forma poliedrica a 14 facce e sono provviste di
un grande vacuolo centrale. Da un punto di vista metabolico sono molto attive e
possono assumere funzioni di fotosintesi, funzioni di riserva (accumulo di lipidi o
amido) oppure di conduzione. Alcune cellule parenchimatiche mantengono la
capacità di dividersi e possono dare origine a tessuti meristematici per riparare
una lesione.
Cellule collenchimatiche: sono cellule allungate che svolgono prevalentemente
una funzione di supporto, ma, nel mentre, svolgono anche funzioni metaboliche
come la fotosintesi, sono provviste della sola parete
primaria emicellulosa, cellulosa e pectina, capacità di sostegno meccanico
molto limitate ma la loro elasticità le rende ottime per sostenere le piante
erbacee e gli organi in sviluppo.
Cellule sclerenchimatiche: sono le cellule di sostegno
propriamente dette, sono provviste della parete primaria
e di una parete secondaria sottostante alla prima,
formata prevalentemente da lignina che rende le
suddette cellule
estremamente dure,
inoltre sono rese
impermeabili dalla
presenza
di cutina e/o suberina.
Il tessuto sclerenchimatico ha anche funzioni
di protezione dai predatori e funzioni di conduzione formando lo xilema.
Esistono due tipi di cellule sclerenchimatiche: le fibre, organizzate in fasci che
forniscono sostegno rigido alle piante legnose; e le sclereidi che formano il
guscio delle noci o il rivestimento dei semi. Nella polpa di alcuni frutti come ad
esempio nelle pere si trovano gruppi isolati di sclereidi dette cellule petrose che
ne conferiscono la caratteristica consistenza granulosa.
parete cellulare
La si forma per mezzo di diverse fasi:
Cellula meristematica entra in mitosi (interfase), si forma banda preprofasica
che è importante perché andrà a delineare il
punto in cui si formerà la parete di nuova
sintesi.
In telofase e citodieresi si forma la piastra
cellulare in formazione, che poi matura fino a
ché nella nuova interfase avremo una nuova
parete cellulare.
FUNZIONI: • protegge il protoplasma da agenti
fisici e biologici • conferisce alla cellula una
determinata forma • funzione meccanica, assicura
solidità • adesione tra cellule attigue •
controbilancia la pressione osmotica del succo
cellulare e del vacuolo e • riconoscimento delle cellule • contribuisce al trasporto
dell'acqua e di piccole molecole.
La parete cellulare è costituita dall’esterno vero l’interno da: • Lamella mediana:
cementa due cellule attigue ed è composta prevalentemente da pectina e acqua. •
Parete primaria: presente in cellule con metabolismo attivo, in grado di dividersi •
Parete secondaria: presente in cellule differenziate che hanno cessato di dividersi.
Le piante terrestri hanno tutte lo stesso tipo di parete cellulare CELLULOSO-
PECTICA formata cioè da CELLULOSA e PECTINE (funzione di protezione, regolano la
porosità della parete) che danno origine a due da due componenti: • FIBRE,
costituite da cellulosa • MATRICE, costituita da acqua, polisaccaridi (pectine,
emicellulosa), fenilpropani e proteine.
L’espansione della parete nelle cellule in accrescimento richiede la rottura e la
riformazione dei legami che tengono insieme l’impalcatura di cellulosa ed
emicellulosa. Importanti in questo processo sono: • espansine, proteine che
facilitano la rottura dei legami idrogeno fra cellulosa ed emicellulosa, •
xiloglucano-transacetilasi (XET), particolari enzimi che catalizzano la rottura e
riformazione dei ponti di emicellulosa tra le microfibrille di cellulosa. La parete
secondaria viene depositata all’interno della parete primaria, dopo che la cellula
ha cessato di dividersi e accrescersi, è formata da tre strati, in ciascuno strato le
microfibrille di cellulosa sono orientate parallelamente tra loro. Più strati di
macrofibrille di cellulosa si dispongono con orientamento differente. È ben
sviluppata nelle cellule che svolgono funzione di sostegno (fibre
sclerenchimatiche) e di trasporto dell’acqua (vasi). La componente fibrillare è
prevalente (60% di cellulosa) ed è immersa in una scarsa matrice di pectina ed
emicellulosa. Le proteine sia strutturali sia enzimatiche sono assenti. La prima
modificazione della parete di cui parliamo è la lignificazione: Deposizione di
lignina (polimeri di composti fenolici) tra le microfibrille di cellulosa, con
eliminazione di H20, • La lignina conferisce rigidità e resistenza alla
compressione alla parete cellulare rendendola impermeabile. • È presente nella
parete cellulare secondaria delle piante terrestri • Esempi di cellule lignificate:
vasi dello xilema e lo sclerenchima MODIFICAZIONI DELLA PARETE La lignina è
un polimero complesso di natura fenolica, prodotto enzimaticamente nella
parete stessa da precursori secreti dalla cellula. La sostituzione dell’acqua con
la lignina stabilizza enormemente i ponti idrogeno che tengono insieme
l’impalcatura cellulosa-emicellulosa. Un’altra modificazione è la deposizione di
suberina (suberificazione) dove si formano delle lamelle che si appongono
internamente alla parete in senso centripeto. La suberificazione si ha nelle
cellule di vari tessuti (sughero, esoderma, endodermide). Biosintesi della
cellulosa: sintetizzata a partire da grandi complessi proteici inclusi nella
rosette,
membrana plasmatica detti ognuna di queste è caratterizzata da sei
subunità a loro volta costituite da sei molecole ciascuna di cellulosa sintasi, si
trova diffusa in tutta la membrana ed ha il suo sito catalitico sul versante
citoplasmatico. Glucosidi di steroli danno inizio alla polimerizzazione: una
saccarosio
molecola di saccarosio viene scissa in glucosio e fruttosio dalla
sintasi, associata alla cellulosa sintasi, il glucosio viene attivato in UDP-glucosio
e viene donato, tramite idrolisi, al polimero in accrescimento. L’enzima possiede
due siti catalitici consecutivi che permettono l’assemblaggio di due molecole di
glucosio per volta. A dirigere la disposizione delle fibrille sono i microtubuli:
inibendo la loro polimerizzazione le fibre di cellulosa vengono disposte in
maniera casuale e disordinata, la direzionalità delle microfibrille di cellulosa
determina la capacità di accrescimento della cellula vegetale. COMPONENTI
DELLA CELLULA VEGETALE:
CLOROPLASTI: organelli cellulari che si trovano
negli organi fotosintetici delle piante, poiché
all'interno di questi organuli si svolge il
processo della fotosintesi clorofilliana:
l'energia luminosa viene catturata dai
pigmenti di clorofilla (e non solo) e viene
convertita in energia chimica (ATP e NADPH). Hanno forma ovoidale e sono
formati da membrane tilacoidi (stomatici e granali) formati da lipidi e proteine,
envelope e stroma.
I cloroplasti sono un particolare tipo di plastidi, organuli cellulari responsabili
di attività connesse al metabolismo della cellula, vengono generati dai
protoplastidi e si possono trasformare gli uno nell’altro.
I cromoplasti sono un altro tipo di
plastidi coinvolti nella pigmentazione di
fiori e frutti e con funzione vessillare.
Gli amiloplasti hanno la funzione di
accumulare amido, si trovano negli
organi di riserva.
Gli ezioplasti si generano dalle angiosperme in assenza
Vacuolizzazione
di luce, presenta protilacoidi, corpi prolamellari e
Vacuolizzazione
Cr globulare e centrale
protoclorofilla (in presenza di luce si trasforma in clorofillide e poi a e b).
lamellare
diffusa Un altro organulo da prendere in considerazione è il
vacuolo, esso ha diverse funzioni: sostegno
meccanico, accumulo di metaboliti al fine di
sostenere la crescita, digestiva, omeostatica, difesa,
sequestro composti tossici, distensione,
pigmentazione e produzione grandi cellule a basso
dispendio di energia. TESSUTI
VEGETALI
Tessuti meristematici o embrionali: formati da cellule indifferenziate che con la
loro capacità di divisione portano ad
una crescita indefinita dell'individuo in
lunghezza (meristemi primari) e/o
tessuti
spessore (meristemi secondari). I
meristematici primari sono formati da
cellule piccole che mantengono le
caratteristiche “embrionali”, tra queste la
più importante è la capacità di dividersi.
Ogni cellula meristematica deriva da
tessuti
un'altra cellula meristematica. I
meristematici secondari derivano da
cellule adulte e già differenziate che, in un secondo tempo, riacquistano la
capacità di dividersi persa con la specializzazione. Il
primo tessuto preso in esame è quello
parenchimatico, un tessuto di riempimento, di cui
esistono diversi tipi:
Parenchima clorofilliano o clorenchima: tessuto formato da cellule ricche
di cloroplasti, deputato alla fotosintesi. Esso è presente in tutti gli organi verdi, e
nei fusti erbacei. L'organizzazione spaziale delle cellule nel parenchima
clorofilliano della foglia spesso risponde all'esigenza di ottimizzare la cattura
della luce. Nelle foglie di tipo bifacciale, il parenchima clorofilliano è suddiviso in
un parenchima superiore, detto a palizzata (con cellule allungate disposte in
modo ordinato), e in un parenchima lacunoso inferiore (con cellule di forma
varia con spazi intercellulari molto evidenti). Parenchima di riserva: tessuto
specializzato nella funzione di riserva. In molti casi, la
riserva è costituita da amido, accumulato negli
amiloplasti, si ha anche un accumulo di proteine e lipidi,
rispettivamente nei proteoplasti e elaioplasti. In altri
casi,