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Appunti degli studenti per corsi ed esami del Prof. Degli Espositi Fabio

Riassunto per l'esame di Storia dell'Europa contemporanea e del prof Degli Espositi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Italiane al lavoro, Curli, dell'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore. Scarica il file in PDF!
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Riassunto per l'esame di Storia dell'Europa contemporanea e del prof Degli Espositi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Il popolo di Hitler, Gellately, dell'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore. Scarica il file in PDF!
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Appunti estensivi ed esaustivi costruiti sotto forma di risposta alle domande che troverete in esame. Le risposte sono sulla parte di lezioni tenute dal Prof. Degli Esposti. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof.
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Riassunto per l'esame di Storia dell'Europa contemporanea, basato sul corso e sullo studio autonomo del libro consigliato da Prof. Degli Espositi Fabio: La guerra fredda 1945-1991, Joseph Smith. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in PDF!
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La Guerra Fredda costituisce uno dei paradigmi interpretativi fondamentali della storia internazionale del secondo Novecento, in quanto ha modellato in profondità gli equilibri politici, militari e ideologici del sistema mondiale dalla fine della Seconda guerra mondiale fino alla dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991. Essa non si configurò come un conflitto armato diretto tra le due superpotenze emerse dal secondo dopoguerra, gli Stati Uniti e l’URSS, bensì come una contrapposizione strutturale e permanente, alimentata dall’incompatibilità tra due modelli opposti di organizzazione politica, economica e sociale: da un lato il capitalismo liberaldemocratico occidentale, dall’altro il comunismo sovietico. All’interno di questo confronto bipolare, il fattore nucleare assunse un rilievo decisivo, fino a divenire il fulcro stesso della stabilità internazionale. L’introduzione dell’arma atomica e il successivo sviluppo di arsenali sempre più sofisticati trasformarono infatti la natura della guerra, rendendo la possibilità di uno scontro totale potenzialmente coincidente con la distruzione reciproca dei contendenti. In tale prospettiva, la deterrenza si impose come principio cardine delle relazioni strategiche tra i due blocchi, fondandosi sulla capacità di minacciare una rappresaglia devastante e, quindi, di impedire l’impiego effettivo della forza nucleare. La dimensione europea della Guerra Fredda si rivelò particolarmente significativa, poiché fu in Europa che la divisione del mondo in blocchi contrapposti trovò la sua espressione più evidente, dalla cortina di ferro alla questione tedesca, dalla crisi di Berlino alla costruzione di sistemi di alleanza rigidamente antagonisti, quali la NATO e il Patto di Varsavia. In questo quadro, il continente europeo non fu soltanto uno spazio geografico di separazione ideologica, ma anche il principale teatro di pianificazione militare, di schieramento di armamenti e di definizione delle strategie di contenimento e di risposta. In tale contesto, il caso italiano assume un rilievo storiografico e politico di particolare interesse. Per la propria collocazione geopolitica nel Mediterraneo e per il suo inserimento nel sistema di difesa euro-atlantico, l’Italia fu coinvolta in modo diretto nelle dinamiche strategiche della Guerra Fredda, fino a divenire uno dei principali luoghi di installazione di armi nucleari statunitensi in Europa occidentale. La Repubblica italiana partecipò attivamente alla struttura politico-militare dell’Alleanza Atlantica, cercando al contempo di non ridursi al ruolo di semplice territorio passivo di schieramento, ma di acquisire una propria rilevanza all’interno dei processi decisionali relativi alla sicurezza collettiva. Il presente lavoro si propone pertanto di analizzare la Guerra Fredda non solo come confronto ideologico tra due superpotenze, ma come sistema complesso di equilibri militari, strategie di deterrenza e dispositivi politico-istituzionali fondati sulla centralità dell’arma nucleare. Particolare attenzione sarà riservata all’evoluzione delle dottrine strategiche occidentali e sovietiche, nonché al ruolo svolto dall’Italia nell’ambito della NATO, al fine di mostrare come la dimensione nazionale si intrecci profondamente con quella internazionale. In questa prospettiva, lo studio delle strategie nucleari e della loro applicazione concreta consente di cogliere non soltanto la logica del confronto Est-Ovest, ma anche le modalità attraverso cui la minaccia atomica ha inciso sulle scelte politiche, militari e diplomatiche dell’Europa e dell’Italia nel secondo dopoguerra.
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