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Set Domande

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Set Domande: ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Lezione 001

01. Quali sono gli elementi che determinano l’importanza delle organizzazioni?

Sono la creatività, la crescita diretta e la capacità di delega; il coordinamento e la collaborazione; l’essere entità sociali, guidate da obiettivi; la struttura e il

coordinamento; l’interazione con l’ambiente esterno. la capacità di studiare sistemi di ricompensa, incentivi e di

Sono la struttura organizzativa; la gestione strategica; la capacità di adottare politiche in linea con essa;

motivare i collaboratori.

Sono il mettere insieme risorse per raggiungere gli obiettivi e i risultati desiderati; la produzione efficiente e competitiva di beni e servizi; l’essere facilitatori

dell’innovazione; la produzione e distribuzione efficace di beni e servizi; l’utilizzo di moderne tecnologie; l’adattamento all’ambiente in evoluzione e la capacità di

influenzarlo; la creazione di valore per i portatori d’interesse; la conciliazione delle sfide di motivazione, di etica e di management della diversità con le esigenza di maggiore

coordinamento delle risorse umane.

Sono il mettere insieme risorse per raggiungere gli obiettivi, il produrre beni e servizi in maniera efficiente ed efficace, il facilitare l’innovazione, utilizzare moderne

tecnologie, adattarsi all’ambiente, generare profitto per gli azionisti; strutturarsi.

02. Quali sono le caratteristiche delle organizzazioni?

Le organizzazioni nascono per raggiungere obiettivi il cui valore può essere espresso con misure monetarie e non (ad esempio la quota di mercato, il tasso di sviluppo, il

potere, la visibilità del brand, la reputation sociale, la soddisfazione delle persone, la serenità dei collaboratori, la riduzione della sofferenza sociale, una vittoria sportiva e

così via).

Le organizzazioni sono un insieme di risorse che interagiscono per raggiungere un fine, organizzate in base a specifiche regole per realizzare o mantenere lo scopo per

cui sono state create.

Le organizzazioni si possono definire come entità sociali guidate da obiettivi, progettate come sistemi di attività deliberatamente strutturati e coordinati che interagiscono

con l’ambiente esterno.

Le organizzazioni sono risorse strutturate, dirette per raggiungere un fine in base a regole che consentano di realizzare o mantenere il vantaggio competitivo per cui sono

nate.

03. In base a cosa si possono classificare le organizzazioni

Profit o non profit

Dimensioni e obiettivi

Struttura e scopi

Nessuna delle tre è ccompleta e/o corretta

04. Che cosa caratterizza le organizzazioni non profit?

05. Che cosa cartterizza l'organizzazione d'impresa?

Se l`obiettivo e`di tipo non economico si parla di organizzazione no- profit, il cui scopo

non e`lucroso ma etico, sociale, umanitario. La dimensione economica e`uno strumento e non la finalita`

per raggiungere lo scopo primario.

Se l`obiettivo e`di tipo economico si parla di organizzazione d`impresa, che opera con il vincolo dell`efficienza.

Utilizzo ottimale delle risorse. © 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:43 - 4/58

Set Domande: ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Lezione 002

01. Cosa sono teoria, progettazione e cambiamento organizzativi?

Sono tre concetti in relazione tra loro: la teoria è alla base di progettazione e cambiamento, che a loro volta s’influenzano, consentono di affrontare le contingenze e

ottenere vantaggio competitivo.

La teoria organizzativa è lo studio di come le organizzazioni influenzano l’ambiente in cui operano; la progettazione organizzativa è il processo di selezione e gestione

della struttura e della cultura; il cambiamento è il processo con cui le organizzazioni passano dallo stato corrente ad uno stato futuro che accresca la propria efficacia.

Nessuna delle risposte è completa e/o corretta

La teoria organizzativa è lo studio di come le organizzazioni funzionano, influenzano e sono influenzate dall’ambiente in cui operano; la progettazione organizzativa è il

processo attraverso cui i manager selezionano e gestiscono i vari aspetti della struttura e della cultura; il cambiamento organizzativo è il processo con cui le organizzazioni

ridisegnano le proprie culture per passare dallo stato corrente a uno futuro, desiderato per accrescere la propria efficacia.

02. Come può essere la strategia?

Può essere di breve, medio o lungo termine

Può essere locale, nazionale, internazionale e globale

Può essere di base, che riguarda l'intera organizzazione, o di una singola area d'affari (business unit)

Può essere intra-organizzativa, organizzative e inter-organizzativa

03. Cos'è una struttura organizzativa?

La struttura organizzativa è il processo con cui le organizzazioni ridisegnano le proprie culture per passare dallo stato corrente ad uno stato futuro desiderato, in modo da

accrescere la propria efficacia.

La struttura organizzativa è il sistema formale di compiti e relazioni di autorità che controllano il modo in cui le persone coordinano le proprie azioni ed utilizzano le

risorse per conseguire gli obiettivi dell’organizzazione

La struttura organizzativa è l’insieme di valori e norme condivisi che controllano le interazioni dei membri dell’organizzazione tra di loro e con i fornitori, i clienti ed altri

soggetti esterni all’organizzazione.

La struttura organizzativa è il processo attraverso cui i manager selezionano e gestiscono vari aspetti della struttura e della cultura, in modo che l’organizzazione possa

controllare le attività necessarie per il raggiungimento dei suoi obiettivi.

04. Che riflessioni si possono fare sul caso FedEx e Ups?

Sono aziende che competono testa a testa nel business delle consegne espresso negli Stati Uniti e su scala globale; la concorrenza sui prezzi ha inciso negativamente sui

profitti ma l'efficienza e la flessibilità dei sistemi di recapito della UPS potrebbe farne il leader di mercato globale entro il prossimo decennio.

Sono aziende che competono testa a testa nel business delle consegne espresso negli Stati Uniti; l'efficacia e l'efficienza delle due organizzazioni sono diverse perchè

hanno puntato su diverse forme di vantaggio competitivo.

Sono aziende che competono testa a testa nel business delle consegne espresso negli Stati Uniti; la concorrenza globale ha inciso negativamente sui profitti e ora servono

una maggior efficienza nei sistemi di recapito per recuperare, entro il prossimo decennio, i margini perduti

Nessun’azienda statunitense nè globale era in grado di eguagliare l'efficienza della FedEx, dovuta alla qualità superiore dei suoi sistemi informativi che consentivano una

rilevazione costante dei pacchi durante il transito. Vari concorrenti uscirono dal business tranne UPS che avviò un servizio di consegne per via aerea in 24 ore e acquisì

Kinko’s e U.S. Airborne Express; secondo gli analisti, sarà il leader del mercato nel prossimo decennio.

05. Cosa intendiamo per efficacia?

L’efficacia organizzativa è l’approccio tecnico, un metodo che da la possibilità di valutare l’efficienza con cui un’organizzazione può convertire un determinato

quantitativo di risorse e competenze in prodotti finiti e servizi.

L’efficacia organizzativa è un metodo che consente di valutare le modalità con cui un’organizzazione può utilizzare le proprie risorse per realizzare prodotti e/o servizi.

L’efficacia organizzativa è la capacità di un’organizzazione di soddisfare obiettivi ed interessi, per natura contrapposti, degli stakeholder e si può misurare con tre diversi

approcci, basati sulle risorse esterne (Controllo), sui sistemi interni (Innovazione) e sulla tecnica (Efficienza). sfide del mercato, di soddisfare

L’efficacia organizzativa è un metodo che permette di valutare l’efficacia con cui un’organizzazione è capace di reagire prontamente alle

obiettivi ed interessi degli stakeholder, misurabili con tre diversi approcci, basati sui sistemi interni.

06. Quali sono gli approcci secondo cui è misurabile l'efficacia organizzativa.

Controllo, innovazione, efficienza.

Efficacia, efficienza, economicità

Nessuna delle tre è ccompleta e/o corretta

Innovazione, efficacia, controllo. © 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:44 - 5/58

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SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

07. Quali sono le teorie classiche?

Nessuna delle tre precedenti è completa

Teoria dell'Organizzazione scientifica del lavoro, Teoria delle relazioni umane, teoria della direzione amministrativa

Teoria dell'Organizzazione del lavoro di Taylor, Teoria della direzione di Fayol e teoria della burocratizzazione (Weber)

Teoria dell'Organizzazione scientifica del lavoro, teoria della direzione amministrativa, teoria della burocrazia

08. Come si possono schematizzare le relazioni tra teoria, struttura, cultura, progettazione e cambiamento organizzativi?

© 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:44 - 6/58

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SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Lezione 003

01. Quali sono gli autori delle relazioni umane presentati nel corso?

Mayo, McGregor e Fayol

Weber, Taylor e Fayol

Mayo, Maslow, Herzberg e McGregor

Weber, Taylor e Mayo.

02. Quali sono i quattro principi dell'Organizzazione Scientifica del Lavoro (OSL)?

Divisione del lavoro, coordinamento, mansionari e catena di montaggio.

Scomposizione del lavoro, incremento massimo delle competenze dei lavoratori, coordinamento e attribuzione di responsabilità.

Studio scientifico dei metodi lavorativi; selezione, addestramento e formazione; collaborazione tra direzione e lavoratori; divisione rigida delle responsabilità.

Standardizzazione, produzione in catena di montaggio, non considerazione della persona, rigidità

03. In che cosa consiste il superamento delle teorie classiche?

04. Come si sviluppa l'applicazione dele teorie di Taylor con Ford?

05. Come può essere fatta una valutazione di sintesi delle idee di Taylor?

06. Quali sono i vantaggi e quali i limiti della burocrazia?

07. Quali critiche possiamo fare alla teoria dell'Organizzazione scientifica del lavoro?

08. Qual è il contributo di Fayol e quali le critiche principali che gli si possono fare?

3 consiste nel considerare nell`organizzazione del lavoro il cosiddetto fattore umano, ovvero considerare anche

i rapporti sociali che si formano sul lavoro. Estese il campo dell`organizzazione scientifica del lavoro ad altri tipi

di organizzazioni (uffici amministrativi)

4 Ford combina i principi tayloristici di organizzazione del lavoro per massimizzare la produttivita`del lavoro

- Automazione standirzazzione dei processi prodotti per massimizzare le economie di scala.

- Autosufficienza dalla lavorazione delle materie prime alla vendita.

- Controllo totale creando la catena di montaggio.

5 Taylor propone un nuovo sistema di gestione e direzione che viene da lui chiamato task management, ossia

sistema di organizzazioe basato sull`attribuzione di compiti prefissati e ben definiti. La macchina e`modello

dell`organizzazione e la modalita`piu`efficiente per svolgere un operazione e`quella meccanica.

6-7 la superiorità tecnica:

la definizione rigida di diritti e doveri e la gerarchia permettono una

maggiore rapidità di risposta;

il ricorso a regole scritte e rigide assicura precisione, uniformità, univocità,

prevedibilità;

il coordinamento è agevolato dal ricorso alle regole;

la divisione del lavoro consente lo sfruttamento di economie di

specializzazione e crescita specialistica.

7 Disfunzioni della burocrazia:

-la rigidità di comportamento, la cosiddetta “incapacità addestrata”;

-La riduzione della ricerca di nuove soluzioni;

-Si perde di vista l’obiettivo originario.

8 Il suo merito sta nell`aver esteso il campo di applicazione dalle fabbriche ad altri tipi di organizzazioni come gli

uffici amministrativi. Sono trascurati i problemi psicologici del comportamento organizzativo, l`influenza

dell`ambiente e della tecnologia in organizzazione. © 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:45 - 7/58

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SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Lezione 004

01. Che significato si dà alla parola "dirigere" nelle teorie di Fayol?

Dirigere significa programmare, organizzare, comandare, coordinare, controllare

Dirigere significa osservare i principi della divisione del lavoro, dell'unità di comando, del numero dei livelli, dell'ampiezza del controllo e line/staff

Dirigere significa rispettare i principi di essere universali e diffusi, una sorta di estensione dell'OSL

Nessuna delle tre è completa e/o corretta

02. In cosa consiste la Teoria della direzione amministrativa di Fayol?

La Teoria della direzione amministrativa (T.D.A.) sostituisce all’impostazione dell’organizzazione scientifica del lavoro delle ricette prefabbricate ritenute

universalmente valide ed ha il merito di averne esteso il campo di applicazione a vari tipi di organizzazioni.

La Teoria della direzione amministrativa afferma che lo stabilimento con macchine e operai non sia sufficiente e che il cuore della modernità sia la catena di montaggio

con gli uffici amministrativi e non la bottega artigiana.

La Teoria della direzione amministrativa afferma che alla funzione di direzione sono attribuibili compiti precisi, di cui da descrizione prefabbricata e ritenuta

universalmente valida, ossia programmare, pianificare, organizzare, dirigere, coordinare e controllare.

La Teoria della direzione amministrativa (T.D.A.) afferma che nell’impresa non c’è solo la “fabbrica”, ma anche gli uffici, la direzione, gli impiegati per cui esistono

regole d’efficienza diverse da quelle della produttività dell’operaio

03. Che considerazioni possiamo fare sugli incentivi motivazionali secondo Maslow?

La scala gerarchica dei bisogni modifica la logica motivazionale: nei primi gradini contano gl’incentivi economici, nei successivi gli stimoli psicologici e le gratificazioni

morali che hanno effetto solo per chi ha raggiunto uno standard di vita e una retribuzione soddisfacenti.

La scala gerarchica dei bisogni fornisce un riferimento per orientare le soluzioni del problema motivazionale, perché la retribuzione migliora il rendimento dei dipendenti

e rende più agevole la funzione di conduzione del personale rappresentando uno degli elementi più importanti del rapporto di lavoro.

Il tipo di incentivi motivazionali varia in rapporto alla posizione raggiunta nella scala gerarchica dei bisogni: nei primi gradini contano di più gli incentivi economici, nei

successivi assumono maggior importanza gli stimoli psicologici e le gratificazioni morali. Per chi ha raggiunto un soddisfacente standard di vita, le motivazioni che hanno

più effetto sono di tipo morale.

La scala gerarchica dei bisogni nasce dal concetto di motivazione, definita come un insieme di forze, impulsi che a livello individuale determinano l’inizio, l’intensità, la

persistenza e la direzione delle attività che l’individuo compie.

04. Cosa trova corretto riguardo alle teorie motivazionali?

Le teorie motivazionali sono quelle che nascono dal concetto di motivazione (definita come un insieme di forze, impulsi che a livello individuale determinano l’inizio,

l’intensità, la persistenza e la direzione delle attività che l’individuo compie) e sono sviluppate da Mayo e dal suo gruppo.

Le teorie motivazionali nascono dalla teoria delle relazioni umane sviluppata da Mayo e dal suo gruppo e sono quella di Maslow (Gerarchia dei bisogni), Herzberg

(Modello dei fattori duali), e McGregor (Teoria X e Teoria Y).

Nessuna delle precedenti è completa e/o corretta

Le teorie motivazionali nascono dalla teoria delle relazioni umane di Mayo e dal suo gruppo e sono quella di Maslow (Piramide dei bisogni), di Herzberg (Teoria X e Y

degli Stili di direzione autoritario e partecipativo) e di McGregor (Fattori igienici e motivazionali).

05. Cosa intendiamo per "approccio universalistico"?

È l’approccio che si oppone alle teorie classiche portando informazioni riguardanti l’ambiente all’organizzazione e viceversa per supportarla nel processo di

trasformazione degli input in output

È l’approccio delle teorie classiche che forniscono la soluzione universale (la migliore e unica), valida per tutte le aziende del mondo, indipendentemente dalle loro

caratteristiche

È l’approccio che si oppone ai classici portando a scegliere la configurazione organizzativa più adatta e coerente alla situazione ambientale in cui l’organizzazione è

inserita.

È l’approccio delle teorie classiche, che apporta informazioni riguardanti l’ambiente all’organizzazione e viceversa, supportandola nel processo “input, trasformazione e

output”.

06. Quali sono i principi per esercitare la funzione direzionale?

Sono i principi di programmazione, organizzazione, comando, coordinamento, controllo

Sono i principi della divisione del lavoro, dell'unità di comando, scalare, del numero dei livelli, dell'ampiezza del controllo e line/staff

Sono i principi di universalità e diffusione, oltre a quelli dell'OSL

Tutte e tre le risposte sono corrette © 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:45 - 8/58

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SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

07. Perchè la teoria della direzione amministrativa si può considerare una filiazione dell'OSL?

08. Che cosa dice il principio scalare della TDA?

la sua teoria si può considerare una “filiazione” dell’OSL (qualcuno dice

“degenerazione”) che ha il merito di aver esteso il campo di applicazione

dalle fabbriche ad altri tipi di organizzazioni (agli uffici amministrativi).

Fayol era convinto che le capacità direttive si potessero acquisire ed

insegnare

Principio scalare: esiste una catena di comando precisa, senza “vuoti”

di potere; le comunicazioni devono rispettare rigorosamente la via

gerarchica. © 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:45 - 9/58

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SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Lezione 005

01. Quali sono le disfunzioni della burocrazia?

Tutte e tre le risposte sono corrette.

Non migliora l'efficienza perchè le regole sono precise ma talvolta contrastanti e inconciliabili

Definizione rigida di diritti e doveri, ricorso eccessivo a regole scritte, ricerca esasperata di economie di specializzazione.

Rigidità di comportamento, riduzione della ricerca di nuove soluzioni, interiorizzazione delle norme, priorità di rendere difendibile il proprio agire.

02. Da che cosa è caratterizzata la burocrazia?

Divisione del lavoro, unità di comando, numero dei livelli, ampiezza del controllo e line/staff

Divisione del lavoro, gerarchia, regole generali, impersonalità delle relazioni, lavoro come profesisone e carriera.

Programmazione, organizzazione, comando, coordinamento, controllo

Divisione del lavoro, coordinamento, mansionari e competenze.

03. Faccia almeno un esempio di burocratizzazione (può prendere spunto dai casi proposti nel corso)

04. Quali sono le principali teorie motivazionali?

05. Che cos'è il potere carismatico secondo Weber?

06. Che cos'è il potere tradizionale secondo Weber?

3 Quando la disfunzione della burocrazia diventa patologica, si

trasforma in burocratizzazione, quasi sempre deleteria per le

organizzazioni. esempio : Video delle 12 fatiche di asterix vediamo che non c`e`una vera e propria organizzazione

infatti si ha grande difficolta`nel trovare lùfficio n 2.

4 Autorealizzazione, stima, appartenenza, sicurezza, fisiologia.

5 Il sociologo Max Weber defini`l`autorita`carismatica come fondata sulla devozione all`eccezionale santita`,

eroismo o carattere esemplare di una singola persona, e dei modelli normativi o ordini rivelati o impartiti da tale

soggetto.

6 IL potere e`la possibilita`che un individuo, agendo nell`ambito di una relazione sociale, faccia valere la propria

volonta`anche di fronte a un opposizione. © 2016 Università Telematica eCampus - Data Stampa 18/01/2017 09:12:46 - 10/58

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SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Docente: Bonomi Sabrina

Lezione 006

01. Qual era lo scopo degli esperimenti di Mayo?

Aumentare la produttività incidendo sui lavoratori

Analizzare il rendimento degli operai

Migliorare l'efficienza e le relazioni tra le persone

Analizzare la relazione tra le condizioni di lavoro e l'incidenza della fatica e della noia sui lavoratori

02. Secondo Mayo, in che misura il lavoratore rispondealla direzione?

Il lavoratore risponde alla Direzione nella misura in cui essa ne rispetta i bisogni sociali.

Il lavoratore risponde alla direzione in proporzione inversa a quanto è fondamentalmente motivato da bisogni di natura sociale

Il lavoratore risponde alla direzione nella misura in cui è influenzato dalla forza sociale del suo gruppo

Il lavoratore risponde alla direzione nella misura in cui gli sono offerti incentivi e controlli della Direzione stessa.

03. Che cosa dice la teoria di gruppo formulata da Mayo?

04. Riesce a fare un rapido confronto tra le teorie motivazionali?

05. Dove dev'essere ricercata la motivazione dei lavoratori secondo Mayo?

06. Esistono possibili combinazioni tra i fattori igienici e quelli motivanti?

3 Il lavoratore e`piu`influenzato dalla forza sociale del suo gruppo che da incentivi e controlli della direzione. Il

lavoratore risponde alla direzione nella misura in cui essa ne rispetta i bisogni sociali.

4 le teorie motivazionali sono :

la gerarchia dei bisogni di maslow

la teoria a due fattori di herzberg

la teoria x e teoria y di mc gregor

5 La sua teoria si basa sui bisogni umani e sulla sua realizzazione. Afferma che l`impulso a soddisfare i bisogni è il

fattore più importante nella motivazione.

6 esistono 4 combinazioni: fattori igienici alti e fattori motivanti alti, la miglio condizione.

Fattori igienici alti e motivanti bassi, nessuno si lamenta ma c`&eg

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Bonomi Sabrina.
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