Set Domande
LINGUISTICA ITALIANA
SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE (DM 1648/23)
Docente: Miccoli Paolo
Set Domande: LINGUISTICA ITALIANA
SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE (DM 1648/23)
Docente: Miccoli Paolo
Lezione 002
01. Come viene definito l’insieme delle lingue e delle varietà linguistiche usate da un individuo o da una comunità?
Atlante linguistico
Corpus linguistico
Repertorio linguistico
Dizionario sociolinguistico
02. Quale asse di variazione riguarda le differenze linguistiche legate al contesto comunicativo e ai registri?
Variazione diacronica
Variazione diafasica
Variazione diamesica
Variazione diatopica
03. Che cosa si intende per varietà di lingua e in che senso il repertorio linguistico può essere descritto come un continuum?
04. Descrivi la diffusione dell’italiano dentro e fuori dall’Italia e spiega quali fattori influenzano il numero effettivo di italofoni.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 003
01. Quale evento favorì la diffusione dell’italiano tra ampie masse dialettofone nel Novecento?
La Prima guerra mondiale
Il concilio di Trento
La pubblicazione del Vocabolario degli Accademici della Crusca
La caduta dell’Impero romano d’Occidente
02. Quale varietà linguistica rappresenta la base dell’italiano moderno?
Il veneziano del Cinquecento
Il toscano contemporaneo
Il fiorentino trecentesco
Il latino classico
03. Secondo le stime storiche, quante persone parlavano italiano al momento dell’Unità d’Italia (1861)?
Appena lo 0,5% della popolazione
Circa il 2,5-9,5% della popolazione
Oltre il 50% della popolazione
Circa il 25% della popolazione
04. Quale autore sostenne l’adozione del fiorentino trecentesco come lingua letteraria nel dibattito della Questione della lingua?
Pietro Bembo
Niccolò Machiavelli
Gian Giorgio Trissino
Baldesar Castiglione
05. Come si è sviluppata l’affermazione del fiorentino trecentesco come lingua letteraria nel dibattito della Questione della lingua?
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 004
01. Quale fenomeno linguistico caratterizza l’italiano regionale secondo Pellegrini?
L’uso esclusivo di dialettismi nella comunicazione scritta.
L’italiano parlato dagli ex dialettofoni che incorpora tratti fonetici, lessicali e morfosintattici dei dialetti locali.
La lingua standard codificata dalla Treccani.
La lingua dei testi letterari del Rinascimento.
02. Nel Cinquecento, quale significato assunse in Italia il termine “dialetto”?
Varietà subordinate rispetto al modello fiorentino trecentesco, percepite come inferiori dal punto di vista letterario.
Sinonimo di italiano standard, usato in ambito colto.
Qualsiasi lingua straniera parlata sul territorio italiano.
Varietà linguistiche di pari dignità utilizzate in tutti i generi letterari.
03. Quale affermazione descrive correttamente l’origine dei dialetti italiani?
I dialetti derivano direttamente dal latino e non dall’italiano basato sul modello toscano
I dialetti derivano esclusivamente dal fiorentino letterario del XIV secolo.
I dialetti nascono dall’influenza francese e spagnola sul territorio italiano.
I dialetti sono varietà dell’italiano standard sviluppate nel Novecento.
04. Cosa descrive il concetto di diglossia in ambito sociolinguistico?
L’adozione di lingue straniere nelle scuole italiane.
L’uso esclusivo del dialetto in contesti familiari.
La convivenza di due varietà linguistiche geneticamente affini ma socialmente differenziate, con prestigio diverso.
La sostituzione completa dei dialetti con l’italiano standard.
05. Definisci il concetto di italiano regionale e illustra le principali caratteristiche linguistiche che lo distinguono dall’italiano standard.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 005
01. Quale affermazione descrive correttamente i dialetti italiani settentrionali?
Coincidono con i dialetti toscani
Comprendono solo le varietà lombarde
Comprendono il gruppo gallo-italico e il gruppo veneto
Sono strutturalmente identici ai dialetti centro-meridionali
02. Quale tratto accomuna i dialetti italiani settentrionali?
La totale assenza di fenomeni di sonorizzazione
La perdita dell’opposizione fonologica tra consonanti doppie e scempie
L’uso del possessivo enclitico
La conservazione rigorosa delle geminate
03. Qual è un tratto caratteristico dei dialetti centro-meridionali?
L’uso generalizzato delle vocali anteriori arrotondate /y/ e /ø/
La caduta sistematica delle vocali finali
La conservazione dell’opposizione tra geminate e scempie
L’assenza totale di metafonesi
04. Che cosa si intende per “dialetto dislocato”?
Un dialetto derivato artificialmente dall’italiano standard
Un dialetto usato solo come lingua scritta
Una varietà dialettale presente fuori dall’area originaria a causa di migrazioni o espansioni storiche
Una varietà dialettale parlata esclusivamente nelle isole italiane
05. Descrivi le principali caratteristiche dei dialetti settentrionali italiani, soffermandoti sulle loro differenze interne e sui tratti distintivi rispetto ai dialetti
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 006
01. Quale tra le seguenti affermazioni riflette correttamente l’idea di variabilità linguistica secondo la sociolinguistica?
Le varianti linguistiche sono sempre casuali e prive di legami con il contesto sociale.
La lingua standard rappresenta l’unica forma corretta e tutte le altre sono errori.
La lingua non è un sistema monolitico, ma presenta una varietà di usi legati a diversi fattori sociali.
Le differenze linguistiche non possono essere oggetto di studio scientifico.
02. Che cosa si intende in sociolinguistica per “varietà di lingua”?
Una forma linguistica completamente separata dal resto del sistema.
Un insieme di tratti linguistici che si associa sistematicamente a un determinato profilo sociale o situazionale.
Un insieme di regole grammaticali rigide e immutabili.
Un modo individuale e idiosincratico di parlare di ogni singola persona.
03. Quale variabile sociale è considerata centrale negli studi sociolinguistici?
Lo strato o gruppo sociale.
La nazionalità dei parlanti come unica dimensione rilevante.
La professione come unico indicatore della variazione.
Il genere, in quanto unico determinante del comportamento linguistico.
04. Che cosa si intende per “continuum sociolinguistico”?
Una classificazione che distingue solo lingua standard e lingua popolare, senza varietà intermedie.
Una serie di varietà linguistiche che sfumano progressivamente l’una nell’altra senza confini netti.
L’insieme delle lingue parlate in più continenti.
Un sistema rigido in cui le varietà linguistiche sono gerarchicamente separate e non si influenzano.
05. Illustra il concetto di continuum sociolinguistico e spiega in che modo le diverse varietà si distribuiscono tra i poli del prestigio linguistico.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 007
01. L’italiano giovanile è caratterizzato da:
Errori ortografici sistematici
Mancanza di influssi dialettali
Una varietà sia diastratica sia diafasica
Una varietà esclusivamente colta
02. Quale varietà diastratica dell’italiano è definita principalmente per assenza di tratti substandard?
Italiano giovanile
Italiano colto
Italiano neostandard
Italiano popolare
03. Quale fenomeno è tipico della grafia dell’italiano popolare?
Omissione della ‹h› (anno visto, ance per anche)
Separazione sempre accurata delle parole
Punteggiatura regolare
Uso corretto dei digrammi e trigrammi
04. Qual è la posizione sociale dei dialetti nel repertorio linguistico italiano?
Gradino più basso della gerarchia sociolinguistica
Parità con l’italiano standard
Considerata lingua nazionale
Superiore all’italiano popolare
05. Spiega la differenza principale tra italiano colto e italiano popolare, considerando il profilo socioculturale dei parlanti e le caratteristiche linguistiche di
ciascuna varietà.
06. Quali sono le principali caratteristiche dell’italiano giovanile e come si distinguono dagli altri registri della lingua?
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 008
01. Qual è il tratto distintivo principale della variazione diamesica?
Il rapporto tra parlante e interlocutore
La differenza tra lingua parlata e lingua scritta
Il livello di istruzione dei parlanti
La presenza di tecnicismi settoriali
02. Che cosa definisce principalmente il registro linguistico?
La presenza di tecnicismi settoriali
L’età dei parlanti
Il grado di formalità della situazione comunicativa e il rapporto tra interlocutori
L’area geografica in cui avviene la comunicazione
03. Che cosa caratterizza maggiormente la variazione di sottocodice?
La presenza di tecnicismi legati all’ambito tematico o specialistico
La scelta degli allocutivi
La rapidità dell’eloquio
Il grado di formalità dell'interazione
04. Qual è la principale differenza tra variazione diastratica e variazione diafasica?
La variazione diastratica riguarda il canale, mentre la diafasica riguarda il mezzo
La variazione diafasica è sempre associata a dialetti regionali
La variazione diafasica è legata alla classe sociale, mentre la diastratica al registro
La variazione diastratica è legata stabilmente al parlante, mentre la diafasica dipende dalla situazione comunicativa
05. Che cosa sono i tecnicismi e quali principali modalità di formazione caratterizzano i tecnicismi dei sottocodici specialistici?
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 009
01. Secondo Sabatini e Berruto, quale concetto si avvicina maggiormente all’italiano dell’uso medio?
Italiano aulico
Dialetto italianizzato
Italiano regionale colto
Italiano neo-standard
02. Quale varietà linguistica, secondo Sabatini, è largamente diffusa nella comunicazione quotidiana e nei contesti di media formalità?
Italiano dell’uso medio
Italiano regionale delle classi popolari
Italiano standard
Dialetto locale
03. Secondo Sabatini, l’italiano dell’uso medio si distingue dallo standard principalmente per:
L’adozione di forme dialettali locali
La ricettività dei tratti generali del parlato
L’assenza di tratti panitaliani
L’uso esclusivo nella comunicazione scritta formale
04. Quale fenomeno linguistico si può considerare sostanzialmente completato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 del Novecento?
Il processo di unificazione linguistica in Italia
L’emergere dell’italiano tecnologico secondo Pasolini
La diffusione dei dialetti locali
La codifica dell’italiano regionale
05. Descrivi brevemente il concetto di italiano dell’uso medio proposto da Francesco Sabatini e le sue principali caratteristiche.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 010
01. Quante vocali toniche presenta l’italiano standard?
Sette
Sei
Cinque
Otto
02. Qual è la funzione principale dell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)?
Rendere più semplice la scrittura italiana
Eliminare ambiguità tra grafema e fono
Rappresentare le lettere dell’alfabeto latino
Segnalare sillabe accentate
03. Quale modo di articolazione implica il completo blocco del flusso d’aria seguito dal rilascio?
Fricative
Nasali
Occlusive
Affricate
04. Come vengono definiti i foni prodotti con vibrazione delle corde vocali?
Foni sonori
Vocali
Foni sordi
Consonanti
05. Spiega cosa si intende per luogo e modo di articolazione delle consonanti in italiano standard, fornendo almeno due esempi per ciascun concetto.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 011
01. Quale tratto soprasegmentale distingue le parole àncora e ancòra?
L’accento tonico
La posizione della coda sillabica
La lunghezza della vocale
Il fonema iniziale
02. Qual è il nucleo della sillaba in italiano?
La consonante finale
La vocale
La semivocale
La consonante iniziale
03. Cosa sono gli allofoni?
Varianti fonetiche di uno stesso fonema che non distinguono significato
Foni inventati non presenti nella lingua
Fonemi distintivi di una lingua
Segni grafemici privi di fonologia
04. Qual è la differenza fondamentale tra fono e fonema?
Il fonema e il fono sono sinonimi
Il fono è la realizzazione concreta del suono, il fonema è l’unità astratta che distingue significati
Il fonema è un suono reale, il fono è mentale
Il fono ha valore fonologico, il fonema solo fonetico
05. Spiega la differenza tra fono e fonema e fornisci un esempio dall’italiano.
06. Che cosa sono gli allofoni e in che modo il fonema /n/ in italiano ne fornisce un esempio?
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Lezione 012
01. Quale tratto distintivo permette di distinguere le vocali /i/ e /u/ in italiano?
Arrotondamento
Intensità
Frequenza
Lunghezza
02. Qual è il concetto introdotto da Jakobson, Halle e Fant per descrivere i fonemi come combinazioni di proprietà articolatorie e acustiche?
Tratti distintivi
Fonotassi
Allofoni
Sillabe toniche
03. Quale fenomeno fonologico consiste nel fatto che un segmento fonico assume i tratti di un segmento adiacente?
Metatesi
Assimilazione
Epentesi
Dissimillazione
04. Quale tipo di inserzione riguarda l’aggiunta di un segmento all’interno di una parola per facilitare la pronuncia?
Prostesi
Epentesi
Epitesi
Apocope
05. Spiega il concetto di tratti distintivi e il ruolo che essi svolgono nella descrizione dei fonemi in italiano.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 013
01. Perché l’allomorfo lo si utilizza davanti a consonanti geminate iniziali come /ʦ/ e /ʃ/?
Per motivi puramente storici, senza effetto fonologico.
Per enfatizzare il significato della parola successiva.
Perché il è vietato davanti a tutte le consonanti.
Per permettere una risillabificazione che rispetti i vincoli dell’attacco sillabico italiano.
02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la distribuzione degli allomorfi dell’articolo definito maschile singolare in italiano?
L’ si usa davanti a consonante geminata, il davanti a vocale.
Il si usa davanti ad attacchi consonantici regolari, lo davanti ad attacchi irregolari, l’ davanti a vocale iniziale.
Il e lo sono intercambiabili in tutti i contesti.
Lo si usa davanti a tutte le consonanti, il davanti a vocale iniziale.
03. Qual è la funzione principale del raddoppiamento fonosintattico regolare in italiano?
Geminare consonanti in qualsiasi posizione della parola.
Segnalare l’accento tonico delle parole piane.
Eliminare vocali finali atone.
Riequilibrare la leggerezza della sillaba tonica finale delle parole tronche rendendola pesante.
04. Qual è il ruolo dell’epitesi vocale nelle varietà toscane e centro-meridionali?
Segnalare vocali lunghe in parole sdrucciole.
Trasformare parole tronche in sillabe pesanti per rispettare la regolarità prosodica.
Sostituire consonanti iniziali irregolari con vocali.
Indicare un pluralizzante morfologico.
05. Descrivi il funzionamento del raddoppiamento fonosintattico regolare in italiano e spiega la sua funzione prosodica.
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Docente: Miccoli Paolo
Lezione 014
01. Perché scriviamo un’altra con l’apostrofo ma un altro senza?
Perché altro è una parola tronca e altra no
Perché un’ deriva
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