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DOMANDE APERTE DEL PANIERE

LEZIONE 002

LINGUA SCRITTA VS ORALE

5. Illustrate le principali caratteristiche che oppongono la lingua orale alla

lingua scritta. ha pieno senso nell’oralità con lo scambio immediato

La lingua, qualunque essa sia,

di emozioni e contenuti. Nessuna lingua è esistita solo come lingua scritta, anche per

lingue morte come il latino e il greco per le quali l’aspetto orale è inattingibile. E’

solo nel parlato che la lingua può essere analizzata compiutamente:

-nelle sue caratteristiche articolatorie e fonetiche

segmentali (tono della voce, velocità o lentezza dell’atto

-nei tratti sovra

linguistico…)

tratti paralinguistici o prossemica (gesti del corpo…).

-nei

La scrittura cerca di riprodurre in parte queste caratteristiche con alcuni elementi detti

paragrafematici (accenti …); quindi nella registrazione scritta di un atto linguistico

orale alcuni elementi costitutivi del messaggio vanno perduti completamente (tratti

paralinguistici e sovrasegmentali). La lingua orale è principalmente sincronica cioè

l’atto linguistico scritto, pur prodotto sincronicamente , si vede

basata sul tempo;

dilatato nel tempo, quindi è principalmente diacronico.

LEZIONE 3

ASSI DI VARIAZIONE

09. Elenca ed illustra gli assi di variazione della lingua.

(l’italiano antico, quello del 1500…)

1- Diacronica temporale (dialetto toscano, siciliano…)

2- Diatopica spaziale o geografica (la lingua dei giovani…)

3- Diastratica sociale dei diversi gruppi sociali

o situazionale (linguaggio burocratico…)

4- Diafasica di funzione

5- Diamesica condizionata dal mezzo o canale attraverso cui avviene la

comunicazione, è trasversale a tutte le altre variabili.

Dalla 2 alla 5 sono variazioni sincroniche percepibili in un dato stadio temporale

della lingua e possono coesistere all’interno del repertorio di una comunità nello

stesso momento e si differenziano dalla dimensione diacronica.

LEZIONE 4

FIORENTINO 300 CONTINUAZIONE DIRETTA ITA FIO

10. Perché si dice che l’italiano e’ la continuazione diretta del fiorentino del

trecento.

La base dell’italiano moderno è nel fiorentino del trecento che si diffuse grazie alle

opere di Dante Alighieri, Petrarca e Boccaccio. Già nel 300 lo scripta del fiorentino si

usa in molte aree d’Italia ma è nel 500 che prende il sopravvento sui vari volgari e

anche sul latino in tutti gli ambiti per lo più nelle espressioni scritte; nel parlato

invece la diffusione del fiorentino interessò soltanto le classi colte.

LEZIONE 5

AREE DIALETTALI

12. Quali sono le maggiori principali aree dialettali italiane? e quali sono i loro

tratti distintivi peculiari?

Si possono individuare tre aree dialettali all’interno delle quali si riscontrano ulteriori

differenziazioni: –

1- dialetti italiani settentrionali comprendenti al loro interno i dialetti gallo

italici e il gruppo veneto: in questi dialetti sono state eliminate le consonanti

lunghe, le consonanti occlusive intervocaliche diventano deboli , la doppia

serie di pronomi soggetto detta reduplicazione, la presenza di vocali anteriori

–a

arrotondate e la caduta generale delle vocali finali diverse da (per i dialetti

gallo-italici); le caratteristiche sono l’esito –aio –arium

2- i dialetti toscani: dal latino è del

l’innalzamento di /e/ atona protonica; la

solo toscano (es. pecorarium tosc.>pecoraio);

–iamo

desinenza innovativa per tutte le coniugazioni; il fenomeno della anafonesi (I e

U latine che si erano evolute in E e O le ha ricondotte a I e U es. famiglia e fungo

invece di fameglia e fongo;

3- i dialetti centro-meridionali comprendenti al loro interno tre aree: Marche,

Umbria e Lazio. I tratti innovativi dal punto di vista fonetico sono: le assimilazioni

consonantiche progressive (es. monno per mondo); la metafonesi cioè il fenomeno

toniche medie o basse subisce un’alterazione per

per cui il timbro delle vocali

l’influsso delle vocali finali, la sonorizzazione delle consonanti occlusive sorde; il

possessivo enclitico cioè posposto e privo d’accento con i nomi di parentela. L’area

meridionale comprendente il dialetto del Lazio meridionale, e Marche meridionali:

Le caratteristiche sono l’indebolimento delle vocali atone, specialmente a fine di

parola; l’oggetto o accusativo preposizionale (l’uso della preposizione A prima di un

meridionale estrema

complemento oggetto riferito a persona). L’area della Penisola

Salentina, Calabria centro-meridionale e Sicilia.

LEZIONE 6

METAFONESI

06. Illustra il fenomeno della metafonesi e rammenta quali sono le aree dialettali

italiane che conoscono questo fenomeno.

La metafonesi è il fenomeno per cui il timbro delle vocali palatali medie o basse

subisce un’alterazione. Le aree dialettali che subiscono la metafonesi sono tanto nel

Nord quanto nel Centro-Sud sebbene con caratteri differenti. Essa prevede un

innalzamento delle vocali toniche medio-alte ossia E e O che diventano

rispettivamente I e U. La differenza tra dialetti settentrionali e centro-meridionali

l’innalzamento è la

consiste nel fatto che la vocale finale che condiziona I nel Nord

mentre nel centro-Sud sia la I che la U. Nel napoletano la metafonesi riguarda oltre

alle vocali medio-alte /e/ e /o/ anche quelle medio-basse /ɛ/ e /ɔ/.

LEZIONE 7

INDEBOLIMENTO

fenomeno dell’indebolimento puo’ assumere differenti modalità

04. Il concrete:

sapresti collocarne qualche esempio nella real dialettale italiana?

Il termine indebolimento indica una serie di fenomeni fonetici e fonologici che hanno

come effetto la riduzione del grado di forza articolatoria di un suono. I fenomeni di

indebolimento coinvolgono sia le vocali che le consonanti. Molti fenomeni di

indebolimento consonantico rientrano nel novero dei processi di lenizione. La

fenomenologia dei processi di indebolimento è ben rappresentata, in diacronia come

con riguardo all’italiano, nei dialetti settentrionali fino

pure in sincronia,

all’isoglossa La amicūm

Spezia-Rimini: > spagn. amigo, fr. ami, ma it. Amico.

I dialetti italiani offrono un copioso inventario di processi di indebolimento

Nell’Italia meridionale,

consonantico. le occlusive sorde intervocaliche sono oggetto

di un diffuso processo di indebolimento (noto come lenizione meridionale) che

la a t e na].

determina la sonorizzazione parziale del suono: per es., la catena

Tale fenomeno è in realtà più esteso di quanto documentato, ad esempio la lenizione,

sembrerebbe non risparmiare neppure le fricative o le affricate sorde.

La variante lenita ha una struttura acustica intermedia tra sorda e sonora.

L’opposizione di sonorità non comporta necessariamente opposizione di tensione

consonantica: è plausibile ritenere che anche in queste varietà il tratto decisivo sia

quello di tensione, mentre la sonorità assume un ruolo concomitante, ma secondario .

Un altro fenomeno di indebolimento, tratto di pronuncia peculiare del territorio

toscano, interessa le occlusive intervocaliche sorde e sonore (➔ gorgia toscana;

è a βeθe].

➔ toscani, dialetti), per cui abete

LEZIONE 8

DIGLOSSIA” E “BILINGUISMO”.

i significati di “diglossia” e “bilinguismo”.

03. Caratterizza

Il termine diglossia designa la coesistenza nella società di due varietà diverse tra loro

in cui la comunità attribuisce un differente grado di prestigio sociale. Tali varietà

sono ben distinte funzionalmente: la varietà alta viene impiegata per tutti gli scopi

scritti e orali formali; la varietà bassa viene usata nello scambio orale quotidiano. La

diglossia è caratteristica per es. del mondo arabo dove la varietà alta è l’arabo

classico e quella bassa dal dialetto che si parla nei diversi territori.

Con bilinguismo si intende la presenza di più di una lingua presso un singolo (b.

individuale) o una comunità (b. sociale). A livello di società si può prendere come es.

l’Alto Adige in cui l’italiano e

i suoi abitanti interagendo tra loro usano regolarmente

il tedesco. –

PROSPETTIVA SOCIOLINGUISTICA STANDARD SUB-

ITA POP

04. Illustra, in prospettiva sociolinguistica,i concetti di standard,substandard, e

italiano popolare.

Ogni lingua al suo interno varia cioè presenta delle differenziazioni e si articola in

tante varietà:

- Italiano standard - lingua colta, italiano letterario, codificata parlata dallo

strato alto.

- Italiano sub standard è tipico dei parlanti appartenenti agli strati più bassi

della popolazione e si colloca al di sotto della variante standard

- Italiano popolare che riporta dei tratti correlabili ad una posizione

socialmente bassa del parlante.

LEZIONE 9

VARIETÀ DI UNA LINGUA

cosa si intende per “varieta’” di una lingua e “continuum”?

04. Che è l’insieme dei tratti linguistici di un sistema linguistico che

La varietà di una lingua

co-occorre con un certo insieme di tratti sociali o situazionali dei parlanti. Ogni

parlante usa più di una varietà di lingua in diverse situazioni comunicative.

All’interno di una comunità linguistica si nota in genere la presenza di due varietà:

quella più alta dotata di prestigio e quella più bassa meno prestigiosa; tra queste due

varietà esiste una gamma di varietà intermedie che sfumano l’una nell’altra in un

continuum pluridimensionale perché spesso interessa più assi di variazione.

LEZIONE 10

VARIAZIONE DI REGISTRO

03. Descrivi e attribuisci al pertinente asse di variazione la variazione di registro.

La variazione di registro riguarda la variazione diafasica che interessa la situazione

comunicativa, la funzione del messaggio e il contesto (es. registro basso e informale,

quello alto e formale…) e riguarda quindi il rapporto tra parlante ed interlocutore.

ITALIANO GIOVANILE

l’italiano giovanile

04. Caratterizza

Il linguaggio dei giovani è stato classificato come una varietà diafasica, un registro

utilizzato dai ragazzi in situazioni comunicative informali e per lo più orali su cui si

innestano influenze dialettali, della pubblicità, tecnicismi e gergo...e come una varietà

cioè connessa al fattore demografico dell’età dei parlanti.

anche di tipo diastratico

LEZIONE 12

ITALIANO USO MEDIO

si intende per italiano dell’uso medio? e che cosa lo caratterizza dal

03. Cosa

punto di vista prettamente linguistico?

“ l’italiano dell’uso medio”

Nel celebre saggio Francesco Sabatini ipotizzò che in

tutta l’Italia si fosse diffusa una varietà d’italiano in parte diversa dallo standard,

definita italiano dell’uso medio, che era usata per lo più nella comunicazione orale

ma poteva essere usata anche nello scritto. L’italiano dell’uso medio è individuato da

una serie di tratti fonologici, morfologici, sintattici e lessicali diffusi su tutto il

territorio italiano, è usato da persone di ogni ceto e di ogni livello di istruzione e

quello scritto. L’italiano dell’uso medio viene

interessa sia il discorso orale che

quindi a configurarsi come una varietà della lingua nazionale che si distingue dallo

standard e anche dalle varietà regionali.

LEZIONE 15

SUONI VOCALICI

23. Secondo quali parametri si definiscono i suoni vocalici?

I suoni vocalici si classificano in base a:

(1) posizione delle labbra (abbiamo quindi vocali arrotondate o non)

(2) posizione della lingua sull’asse verticale. Abbiamo così vocali anteriori o palatali

(ɛ, e, i), centrali (a) e posteriori o velari (ɔ, o, u)

sull’asse orizzontale.

(3) posizione della lingua (possiamo avere delle vocali medie

ɔ,

(ɛ, e, o) quando la lingua si trova in posizione di riposo; alte, se la lingua si sposta

verso l’alto (i, u), basse, se la lingua si sposta verso il basso).

Si distinguono anche due posizioni intermedie: vocali medio-alte (e, o) e medio-basse

ɔ).

(ɛ,

LEZIONE 15

SUONI CONSONANTICI

24. Secondo quali parametri di definiscono i suoni consonantici?

Per definire esattamente un suono consonantico occorre indicare

tutti e tre i dati:

1) il modo di articolazione : il grado di avvicinamento delle pareti degli organi

articolatori e si hanno dunque suoni occlusivi, fricativi e affricati

articolazione (Il punto in cui si crea l’ostruzione, detta diaframma) e

2) il luogo di

sono bilabiale, labiodentale, alveolare prepalatale, palatale e velare

3) sordità/sonorità.

LEZIONE 17

FONETICA-FONOLOGIA FONEMA FONO

Illustrate la differenza fra fonetica e fonologia (fonematica), fra fono e

fonema, allegando qualche esemplificazione

φωνή

La fonetica (dal greco (phōnḗ), "suono" o "voce") è quella disciplina

della linguistica che studia gli aspetti fisici dei foni delle lingue, ossia le

modalità con cui i suoni di una lingua vengono articolati; la fonematica

individua quali suoni della lingua hanno capacità distintiva.

Si chiama fono ogni suono prodotto dagli organi fonatori e adoperato nel

linguaggio, I foni prodotti con un’ostruzione parziale o totale dell’aria nel

percorso della glottide verso l’esterno sono detti consonanti; viceversa i

foni prodotti in modo tale che l’aria fluisca liberamente all’esterno sono

detti vocali.

I fonemi sono elementi DOTATI DI CARATTERE DISTINTIVO,

capaci cioè di distinguere almeno due parole di significato diverso. E’ una

rappresentazione astratta, mentale, del fono.

LEZIONE 18

ASSIMILAZIONE DISSIMILAZIONE

14. Definite i fenomeni opposti della assimilazione e della dissimilazione

portandone esempi dall'italiano

L'assimilazione è un fenomeno che si verifica quando un

segmento fonologico modifica il segmento precedente (assimilazione regressiva o

anticipatoria) o il segmento successivo (assimilazione progressiva o

perseverativa). L'assimilazione può essere parziale se il cambiamento è solo parziale,

totale se il cambiamento è totale

Un esempio di assimilazione totale regressiva può essere in italiano la tipica

assimilazione della nasale che si ha nell'unione di un morfema come in a una radice

che inizia per sonorante:

 in + raggiungibile > irraggiungibile

 in + logico > illogico

 in + mobile > immobile

con voi

La dissimilazione è un fenomeno meno diffuso nelle lingue del

mondo. E’ un processo in cui i tratti di un suono vengono

differenziati da quelli del segmento adiacente.

→ → →

chirurgo chilurgo arbitro albitro purtroppo pultroppo

, , .

LEZIONE 18

RADDOPPIAMENTO FONOSINTATTICO

15. Cosa è il raddoppiamento fonosintattico? E quali le condizioni in cui si

realizza nell'italiano?

Il raddoppiamento fonosintattico (o sintattico), è un fenomeno di fonologia frasale,

che si verifica nell’italiano standard a base toscana e in molte varietà centro-

meridionali di italiano

E’ il raddoppiamento subìto nella pronuncia dalla consonante iniziale di una parola

legata alla precedente: an djaˑmo a a sa]

 <andiamo a casa> detto ˌfra(l)le ri ɡe]

 <detto fra le righe> sɔ e ɔˑsa fa re mo]

 <non so che cosa faremo> [on

Si tratta di un fenomeno non solo legato alla pronuncia ma, come suggerisce il nome,

di un fenomeno di sintassi. Infatti, la catena del parlato normalmente non prevede

pause tra le parole: la pronuncia delle parole può quindi essere influenzata dalla loro

posizione nella frase.

LEZIONE 20

DERIVAZIONE E COMPOSIZIONE

04. Individua la differenza fra derivazione e composizione delle parole e illustra

brevemente le due categorie

La derivazione è un processo morfologico che consiste nella formazione

di una parola nuova tramite l’aggiunta di un affisso a un morfema lessicale

o a una parola autonoma (base).

Se l’affisso si aggiunge a sinistra si parla di prefissazione ES. pre vedere

+

→ ; se l’affisso si aggiunge a destra, si parla di suffissazione Es

prevedere → ; se l’affisso

dolce mente dolcemente

+ si aggiunge nel mezzo della

rup- m rump

radice o tra radice e suffisso, si parla di infissazione lat. +

La composizione è il processo che crea parole nuove a partire da due

parole autonome → →

capo squadra caposquadra alto piano altopiano

preesistenti: i) , ; ii) ,

Sia la derivazione sia la composizione sono procedimenti che permettono

di formare parole nuove combinando insieme due o più morfemi.

DERIVAZIONE COMPOSIZIONE E FLESSIONE

05. Definite e illustrate le tre categorie della derivazione, composizione e

flessione

come domanda 4 AGGIUNGERE

La flessione è un processo diverso dalla derivazione e dalla composizione

perché non crea parole nuove, ma ‘aggiunge’ alla parola di base

informazioni relative alle categorie flessive, che in italiano sono: genere e

numero per i nomi; numero, persona, tempo, modo e aspetto per i verbi:

bello bella

1) genere: → →

bello belli amo amiamo

2) numero: ; ;

ama amo

3) persona: →

ama amò

4) tempo: →

ama amando

5) modo: →

amai amava.

6) aspetto:

PREFISSO AFFISSO E SUFFISSO

06. Distingui il valore di prefisso, affisso e suffisso e descrivi per ciascuno di essi

la funzionalità nella morfologia dell'italiano

– –

Gli affissi sono morfemi legati e grammaticali che si aggiungono a una

radice o a un tema lessi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Bertolini Lucia.
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