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degli Studi

Università di Torino

FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA

Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini

e Radioterapia

Scintigrafia cerebrale recettoriale

123

con DaTSCAN™ ( I FP-CIT,

Ioflupane) per sospetta sindrome

extrapiramidale 1

Indice

1. Introduzione 3

2. Percorso del paziente 3

3. Radiofarmaco e Camera Calda 4

4. Esecuzione esame 5

5. Elaborazioni immagini 7

6. Conclusione 8

7. Bibliografia 9

8. Allegati 10 2

1- Introduzione

Il presente elaborato ha lo scopo di descrivere il percorso diagnostico di un paziente

nell’ambito Medico Nucleare

collaborante e tutte le procedure che il tecnico di radiologia

medica deve adottare nei suoi confronti per portare a compimento la prestazione, dalla

chiamata alla dimissione.

Il caso considerato è un esame eseguito per sospetta sindrome extrapiramidale con

123

(

DaTSCAN™ I FP-CIT, Ioflupane) utile a differenziare il tremore essenziale dalle

Sindromi Parkinsoniane o la demenza a corpi di Lewy dal Morbo di Alzheimer.

Le diverse considerazioni sono frutto delle conoscenze acquisite durante il tirocinio svolto

Ospedaliera “San

presso la Medicina Nucleare dell’Azienda Giovanni Battista, Molinette-

Città della Salute e della Scienza”.

2- Percorso del paziente segreteria dell’Unità

Nel giorno prefissato per la prestazione il paziente giunge nella

Operativa di Medicina Nucleare, dove viene accettato e gli viene consegnato un numero

che, per la legge sulla privacy, è indispensabile al riconoscimento dello stesso nel suo

percorso. Il paziente viene quindi invitato ad attendere nella camera fredda, ovvero la sala

d’attesa per pazienti ai quali non è ancora stata fatta l’iniezione.

Da questo momento è inoltre inserito in una work list che, grazie ad un ordine

all’esecuzione dell’indagine

programmato, lo porterà Medico Nucleare richiesta.

Il Paziente verrà poi chiamato dal Medico Nucleare di turno, il quale, previa valutazione di

dell’esame richiesto ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs n°187 del 26 Maggio 2000

congruità un’attenta e meticolosa anamnesi

(principio di giustificazione), effettuerà relativa alla

malattia in atto e degli eventi fisiologici e patologici più significativi antecedenti alla

l’esame. Il paziente sarà

malattia stessa, nonché sui farmaci che potrebbero interferire con

procedura dell’esame.

infine messo al corrente dei rischi e di tutta la

Una volta fatto firmare il consenso informato, il Medico procederà con un preventivo

minimizzare l’assorbimento di Iodio radioattivo da

trattamento bloccante della tiroide per

parte della tiroide stessa (per esempio mediante somministrazione di Potassio Ioduro 1-4

3

ore prima dell’iniezione e nuovamente 12-24 ore dopo l’iniezione di Datscan) utile per

motivi radioprotezionistici.

Fatto passare il tempo necessario, il medico, in sala somministrazione, procede con

l’iniezione del Datscan preparato dal Tecnico di Radiologia in Camera calda.

3- Radiofarmaco e Camera Calda

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(

DaTSCAN™ I FP-CIT, Ioflupane) è un composto a base alcolica che contiene una

dopamina radioligando trasportatore e viene utilizzato per valutare la captazione pre-

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sinaptica striatale nei gangli della base del cervello. Poiché I FP-CIT è un radiofarmaco

recettoriale, è necessario porre attenzione a eventuali interazioni con altri farmaci coinvolti

nel sistema dopaminergico. Il Medico provvederà a far sospendere tali farmaci per un lasso

di tempo sufficiente a permettere il completo washout dal tessuto cerebrale. per l’uso

Il radiofarmaco arriva nel reparto di Medicina Nucleare in flaconcini già pronti

123

dove ogni ml di soluzione contiene tipicamente Ioflupane ( I) 74 MBq alla data e ora di

riferimento indicata sull’etichetta L’iniezione

(fig.1). avviene per via endovenosa quindi il

tecnico dovrà, mediante siringa, prelevare volume e dose adeguati.

Il Radiofarmaco appena arrivato viene inserito in una cella di manipolazione schermata

che servirà a protezione dell’operatore, il quale dopo aver indossato guanti piombati,

disinfettato il cappuccio del flaconcino e messo un foglio di carta assorbente sul piano di

lavoro, per evitare spargimenti di sostanza radioattiva, procederà al prelievo del volume

1

una siringa identificata da un’etichetta che

adeguato con riporta i dati del paziente.

La siringa successivamente viene inserita in un calibratore di attività a pozzetto (fig.2)

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settato sullo I per verificare che la dose prelevata sia, in questo caso, compresa tra i

111Mbq e 185Mbq. Fatta questa procedura viene inserita in un cilindro piombato (fig.3) e

la si fa passare, mediante contenitore schermato (fig. 4), al medico che sta in una stanza

l’irradiazione

adiacente minimizzando così durante la manipolazione e il trasporto da una

stanza all’altra. La camera calda in questione è priva di adeguato passa preparati a muro

in un’altra stanza.

poiché per lavori di ristrutturazione è stata spostata provvisoriamente 4

Il medico, dopo aver prelevato la siringa e iniettato il paziente, lo inviterà ad attendere in

sala d’attesa per pazienti iniettati (sala d’attesa dalle 3 alle 6 ore per l’esecuzione

calda)

dell’esame stesso. Questo per far sì che il radiofarmaco si distribuisca uniformemente nella

zona d’interesse.

Una volta terminata la procedura, il tecnico procede allo smaltimento del foglio di carta

assorbente e del flaconcino che conteneva la sostanza radioattiva in appositi contenitori

piombati (fig.5) per permettere il decadimento spontaneo del radiofarmaco residuo e

poterlo smaltire successivamente in sicurezza.

L’operatore controlla inoltre di non essere rimasto contaminato mediante misuratore mani

all’uscita dalla

e piedi Camera Calda, il quale indica le zone del corpo che potrebbero aver

subito una contaminazione. Se ciò avviene, il tecnico deve provvedere a cambiare

immediatamente indumenti lasciandoli decadere in un contenitore dedicato e ripetere la

misura. Qualora la contaminazione fosse ancora presente, si dovrebbe procedere a lavare

poiché l’acqua calda

con acqua fredda e sostanze apposite le parti del corpo interessate,

dilata i pori e potrebbe far assorbire il radiofarmaco.

4- Esecuzione esame l’ora di

Il tecnico di radiologia ricevuta la cartella clinica troverà indicate

l’ora di esecuzione dell’esame.

somministrazione e A questo punto preparerà la gamma-

camera con un collimatore di tipo Fan Beam (fig. 6) e, se questo non è disponibile, uno ad

all’inserimento di un

alta risoluzione, poggiatesta sul lettino porta-paziente e alla posa di

un telino monouso (fig. 7).

In questo caso si è usato un collimatore Fan Beam, il quale viste le complessità

dell’anatomia del cervello e le ridotte dimensioni delle diverse strutture che lo

compongono, garantisce un miglior rapporto tra sensibilità e risoluzione spaziale.

A questo punto, per garantirne la riservatezza, si chiama per numero il paziente ed entrati

nella sala, si procede con l’identificazione e il controllo delle condizioni fisiche per il

posizionamento. 5

per ridurre l’ansia,

Al paziente viene spiegata con chiarezza la procedura, metterlo a suo

evitare movimenti durante l’esame.

agio e renderlo più collaborante, in modo da

Nel caso studiato il paziente si è presentato agitato e per questo si è provveduto a

tranquillizzarlo prima della procedura.

Mentre si fanno posare eventuali oggetti metallici a livello del cranio, per evitare errori di

procede con l’inserimento

captazione, si nella workstation dei dati del paziente e con la

si trova impostato all’interno dei

selezione del protocollo clinico operativo che software

gestionali. In questo caso è stata utilizzata una gamma-camera a doppia testata posizionata

ad H e calibrata su un fotopicco di 159 Kev ed una finestra energetica +/- 10%. Le due

un’acquisizione SPECT

testate eseguiranno step-and-shoot con campionamento angolare

su un’orbita

di circa 3° (120 proiezioni) circolare di 360° con il minore raggio possibile

(ideale < 16 cm).

La matrice di acquisizione è di 128×128 e la dimensione dei pixels, con queste

impostazioni, risulterà di 1,8 mm . Dimensione corretta per la successiva rielaborazione.

dev’essere

Il paziente posizionato supino sul tavolo del tomografo con le braccia lungo il

corpo e la testa inserita in un comodo poggiatesta, utilizzando una fascia sulla fronte come

mezzo di contenzione. La testa dev’essere posta in leggera flessione, in modo tale da far

coincidere la linea orbito-meatale con la verticale, e da porre il piano sagittale mediano

perpendicolare al piano sensibile.

La posizione dovrà risultare la più naturale possibile per evitare movimenti involontari

durante l’acquisizione, che in questo caso durerà circa 30 minuti.

Le strutture che interessano per questo esame sono posizionate sul piano coronale a livello

temporale e per questo il paziente può essere spostato ad escludere le spalle in modo

d’avere un minore raggio di rotazione possibile.

Sebbene per questioni iconografiche è consigliabile che le immagini comprendano il

cervello in toto, qualora la conformazione anatomica della colonna cervicale del paziente

non lo consenta (per esempio un caso di collo taurino) può essere ulteriormente esclusa la

l’indagine.

zona del cervelletto senza per questo inficiare

Nel caso trattato il paziente era incapace di estendere il collo, per rigidità della colonna

cervicale, e per questo non era in grado di appoggiarsi adeguatamente al poggiatesta. Sono

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Andre1

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia (CUNEO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andre1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina nucleare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cemenasco Andrea Francesco.

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