Sapienza - Università di Roma
Facoltà di Lettere e Filosofia
Lettura di una tavoletta I.G.M.
Docente referente:
Prof.ssa Monica De Filpo
A/A 2020/2021
Sapienza - Università di Roma
Facoltà di Lettere e Filosofia
Lettura di una tavoletta I.G.M.
Docente referente:
Prof.ssa Monica De Filpo
A/A 2020/2021
Prima parte – La Cornice
Serie M 891 Datum European Datum 1950 (ED50)Foglio Frascati 150 III NE Ellissoide Internazionale di Hayford orientato a Roma Monte MarioEdizione 4a (aggiornamento 1949) Scala 1:25.000Proiezione Conforme UniversaleTrasversa di Mercatore
Seconda parte – Il Quadro
2.1 Il paesaggio naturale
Il distretto tuscolano è tendenzialmente collinare, presentando un graduale andamento altimetrico crescente che procede verso il settore sud-orientale. Infatti, è possibile riscontrare la presenza di numerosi rilievi, che variano dal colle di Gregna (localizzato nel margine NO con 88 m.s.l.m.) fino alla località Madonna del Tufo (il punto quotato più elevato con 675 m.s.l.m.), sita nel vertice SE della tavoletta. Le colline, dolcemente ondulate, scendono alla pianura con morbidi declivi, ospitando copiose fonti sorgive come la sorgente dell’acqua Algidiosa. L’Agro Romano delimita la regione collinare, ad ovest. La “partitura” morfologica del territorio è scandita da piccoli corsi d’acqua, a carattere torrentizio, denominati fossi o marrane che irrorano il suolo altrimenti deficitario di una rilevante rete idrografica. L’insieme delle acque superficiali, percorrendo un complesso sistema di circolazione, affluisce nel bacino idrografico del Tevere. La principale riserva idrica è rappresentata dal lago vulcanico di Albano, posto in una conca craterica dalle coste ripide e boscose. Il bacino lacustre si presenta privo di un emissario naturale. Le valli sono strette depressioni, talvolta di sospetta origine craterica (si può fare riferimento la valle Marciana), che incidono radialmente le pendici dei Colli Albani. Non si ravvisa la presenza della linea di costa. La vegetazione spontanea risulta inferiore rispetto all’estensione della superficie coltivata. Le specie arboree dominanti risultano essere quelle della quercia e del castagno, in un ambiente privo di notevoli riserve forestali. La stessa toponomastica indica la presenza autoctona di queste due generi botanici: si pensi ai toponimi di Selva Rustica-La Querce, non tanto distante dalla località Bivio. La presenza di castagni si intensifica dai 500 metri di quota. Inoltre, è doveroso sottolineare la rara presenza di grotte (come quella denominata Centroni, situata ai margini dell’Agro Romano) e di varie cave, che si localizzano nelle zone propinque ai principali agglomerati urbani.
-
Relazione Lettura Numerica (Progetto)
-
Approfondimento lettura
-
Appunti Lettura e analisi del bilancio
-
Dal boom alla contestazione alcune possibili chiavi di lettura