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Università di Roma La Sapienza

Facoltà di Lettere e Filosofia

Istituto geografico

Relazione della conferenza "Le Vie della Seta"

9 aprile 2021
Roma
A cura di P. Sergi (n° matr. 1891456)
A/A 2020/2021

Introduzione

Nel panorama delle iniziative previste per la Notte europea della Geografia, si è tenuta, presso i locali dell’Istituto Geografico, la conferenza dal tema “Le vie della seta”. Durante questa attività, si è cercato di rendere un’interpretazione del complesso sistema di rappresentazioni che ha coinvolto e continuerà a interessare le vie della seta.

Contenuto del convegno

Dopo una breve riflessione metodologica di I. Bevilacqua, attorno alla questione dei limiti della rappresentazione cartografica, si è aperto l’incontro con l’intervento del dott. F. Fatigati che ha tracciato un efficace excursus storico sul ruolo connettivo delle vie della seta. Nella seconda parte, la dott.ssa E. Esposito Martino ha condotto un’analisi critica del progetto O.R.B., presentandone le principali direttrici e criticità.

Illusione ottica e rappresentazione cartografica I. Bevilacqua

Parlando di come realizzare una rappresentazione geografica in forma artistica, non si può non partire dalla problematica di tradurre la superficie terrestre in piano, poiché l’applicazione della proiezione porta a differenziazioni evidenti dalla realtà. Sorge così l’esigenza di comprendere come deformare la superficie terrestre in una rappresentazione afilattica a fini didattici. L’illusione ottica è la soluzione artistica scelta da Bevilacqua.

Breve evocazione delle antiche vie della seta Dott. F. Fatigati

L’antica via della seta si è costruita in molti secoli attraverso una triangolazione tra l’occidente, l’India e la Cina, animando un fertile crocevia di uomini. La prima denominazione delle vie della seta si deve a F. Von Richthofen (1833-1905). È impossibile raccontare tutti i percorsi, ove si sono incontrati innumerevoli popoli, lingue e religioni. Immaginando di puntare un compasso nel centro dell’Asia, troviamo enormi entità culturali ed altri imperi con varie magnitudo come l’impero mongolo e la Grecia antica. Un altro elemento da tenere in considerazione è il tempo che si svolgeva in dimensioni diverse da quelle moderne. Infatti, solo dopo un viaggio di oltre otto mesi si poteva giungere in Oriente, alternando numerosi vettori di trasporto, atti a veicolare anche il germe pandemico della peste nera. Inoltre, l’Oriente era la terra dei miti, dove si collocavano enti leggendari.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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