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Facoltà di Ingegneria civile e industriale

Corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura

Corso di Composizione Architettonica III con laboratorio progettuale

“L’architettura High-Tech”

Anno Accademico 2019/2020

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Sommario

  • Introduzione .................................................................................................................................................. 3
  • Storia ............................................................................................................................................................... 3
  • L’edificio High-Tech ....................................................................................................................................... 4
  • Diffusione ....................................................................................................................................................... 5
  • World Trade Center di San Marino .............................................................................................. 6
  • Padiglione B al Salone Nautico di Genova ................................................................................. 6
  • Nuovo Museo della Scienza di Trento ......................................................................................... 7
  • Centro Civico di Scandicci ............................................................................................................... 8
  • Biosfera di Genova ........................................................................................................................... 8
  • Grattacielo San Paolo a Torino .................................................................................................... 9
  • Chiesa del Giubileo a Roma ............................................................................................................. 9
  • Facoltà di Giurisprudenza a Torino ........................................................................................... 10
  • Ponte della Costituzione a Venezia ............................................................................................ 10
  • I tre ponti di Reggio Emilia ............................................................................................................ 10
  • Immagini esplicative ........................................................................................................................................ 12

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Introduzione

L’High-Tech rappresenta un movimento architettonico nato negli anni Settanta e sviluppatosi tra le L’espressione High tech, “alta tecnologia”, altre correnti moderniste. Letteralmente esprime la necessità di tale stile di manifestare la tecnica e nei applicata all’edificio, soprattutto nella forma materiali.

L’architettura High-Tech non fa parte di un periodo cronologicamente definito, ma è piuttosto una tendenza che emerge tanto da essere recepita anche nella letteratura e nella manualistica internazionale.

Il suo nome deriva dal libro di Joan Kron e Suzanne Slesin “High-Tech: the industrial style and source book for the home” pubblicato nel 1978. In questo periodo le città contemporanee (1) sentivano il bisogno di un rinnovo significativo.

Il libro, illustrato con centinaia di foto, mostrava come designer e architetti si appropriassero di oggetti classici trovati nei cataloghi industriali (scaffalature per biblioteche, vetri chimici, lampade per fabbriche ecc..) mettendoli in uso in contesti residenziali.

I nuovi edifici, a giudizio degli autori, dovevano avere un aspetto innovativo, capace di sorprendere vista l’osservatore, ed al contempo essere costruiti con materiali più resistenti ed a basso a prima impatto ambientale.

Come conseguenza della popolarità del libro, lo stile di decorazione divenne e accelerò l’ingresso del termine nel linguaggio noto come High-Tech corrente.

Kron e Slesin spiegarono il termine High-Tech come quello usato nei circoli architettonici per descrivere l’atteggiamento ribelle dello stile, volto a creare edifici con aspetto crudamente tecnologico.

L’architettura High-Tech si fece spazio nel precedente periodo dell’Architettura moderna, i cui temi in base alle ultime tendenze. Lo scopo principale dell’High-Tech vennero rielaborati e sviluppati è proprio quello di creare qualcosa di nuovo ed evidenziare le complessità tecniche della costruzione, in modo tale da portare l’osservatore a chiedersi quale innovazione tecnologica è stata applicata per consentire all’edificio di conservare determinate caratteristiche.

Storia

L’architettura High-Tech rappresenta una risposta alla crescente disillusione nei confronti dell’architettura moderna. In particolare, la realizzazione dei piani di sviluppo urbanistico dell’architetto Le Corbusier, ha dato vita a città particolarmente regolari e standardizzate.

In aggiunta, l’entusiasmo per l’edilizia economica, ha portato all’uso di materiali di qualità estremamente bassa, con il conseguente degrado delle costruzioni.

Da questi presupposti gli architetti iniziano a creare una nuova estetica “ribelle” e innovativa in contrasto con la monotonia dell’architettura moderna.

Il precursore dell’architettura High-Tech fu Richard Buckminster Fuller. Questi, pur non essendo un architetto, è stato il primo a trattare i vari aspetti di dell’innovazione stilistica e formale.

Fuller studiò approfonditamente le tecnologie moderne, cercando di scoprire nuove soluzioni e nuovi materiali da applicare ai suoi progetti in modo da renderli un unicum.

Lo stile High-Tech acquista una propria riconoscibilità come corrente architettonica negli anni Settanta e conosce il suo apice nel decennio successivo.

L’innovazione scientifica e le nuove tecnologie degli anni Settanta ebbero un grande impatto sulla società dell’epoca.

Gli strumenti tecnologici divennero sempre più comuni alla vista delle persone grazie all’uso sempre più frequente delle scale mobili, dei grandi aggetti e delle strutture a vista. Queste costruzioni High-Tech furono ogni giorno più visibili.

Le prime importanti costruzioni si affermarono in un primo momento in Gran Bretagna, ad opera di un gruppo di architetti: Nicholas Grimshaw, Michael Hopkins, ma soprattutto Norman Foster e Richard Rogers.

Questi ultimi, fondarono uno studio di architettura (Team 4) insieme alle rispettive mogli. I componenti del gruppo furono grandi seguaci di Fuller e dell’High-Tech, tanto che seguivano le innovazioni tecnologiche per poi introdurle nelle loro opere.

Dopo questa iniziale collaborazione all’interno del Team 4, Foster e Rogers aprirono i rispettivi studi professionali e proseguirono le proprie ricerche nell’ambito dell’architettura High-Tech realizzando diversi edifici in questo stile.

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L’edificio che maggiormente racchiude i canoni dell’High-Tech è il Centre Pompidou a Parigi, (2) progettato da Renzo Piano e Richard Rogers.

“Quando fu completato nel 1977, l’immagine dell’High-Tech venne improvvisamente messa a fuoco, venne a conoscenza del grande pubblico e diventò uno stile influente a livello internazionale” (Colin Davies 1988).

Tutto ciò che è tecnologico viene messo in mostra. Con questo edificio i due architetti inseriscono nel tessuto storico del quartiere parigino Beaubourg, un oggetto “coraggioso, discorde e stimolante”.

Si può notare come l’interesse architettonico muta: “l’Ottocento ha idealizzato l’ardimento strutturale. Adesso, gli impianti tecnologici prevalgono, come conviene ad una civiltà laica che respinge i miti e privilegia il comfort del quotidiano” (Bruno Zevi 1996).

Negli anni Ottanta l’architettura High-Tech mette le radici nell’immaginario collettivo soprattutto grazie ai lavori di Norman Foster, Rogers e Piano.

Tuttavia, divenne difficile distinguere gli stili Postmoderni dell’architettura High-Tech. Molti suoi temi e idee furono assorbiti nel linguaggio delle altre correnti e la distinzione finì per cessare.

Nella storia dell’architettura questa corrente venne anche considerata “post moderna” per il suo sostanziale eclettismo. Come spiega il critico d’arte Federico Ferrari: “il citazionismo estetizzante ci permette di definire l’High-Tech un fenomeno pienamente postmoderno. (…) sarebbe tuttavia più corretto adottare la definizione di Charles Jencks, che parla piuttosto di eclettismo radicale. In questo senso High-Tech costituisce solo una delle tante possibili varianti”.

L’edificio High-Tech

Gli edifici High-Tech rivelano la loro struttura sia all’esterno che all’interno, ma con un’enfasi visiva posta sull’acciaio e/o sulla struttura scheletrica del calcestruzzo piuttosto che sui muri esterni

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/14 Composizione architettonica e urbana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fla.r di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura e composizione architettonica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Lenci Ruggero.
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