Simulatore di giunto: analisi tecnica
Progetto 6
Niccolò Cristiani IN33000571
Meccanica Applicata Alla Macchine 2 1
Introduzione 3
1. Componenti simulatore di giunto 3
2. Impostazione analisi FEM 4
3. Analisi 1 5
3.1. Studio dei carichi sulla struttura 5
3.2. Studio dei vincoli e contatti 5
3.3. Creazione della mesh 6
3.4. Interpretazione risultati 7
4. Analisi 2 9
4.1. Studio dei carichi sulla struttura 9
4.2. Studio dei vincoli e contatti 9
4.3. Creazione della mesh 9
4.4. Interpretazione risultati 10
5. Analisi Vite 12
6. Sunto dei risultati 13
2
Introduzione
Nell’esecuzione del progetto 6 è stato analizzato un simulatore di giunto, nonché uno strumento
fondamentale dell’industria automotive: esso permette di tenere sotto controllo le prestazione
degli strumenti di serraggio, nonché avvitatori a stacco di coppia e/o controllati in angolo, di tipo
elettrico e pneumatico.
Con tale sistema è possibile:
1. tarare preventivamente gli avvitatori al loro utilizzo;
2. replicare, nel modo più fedele possibile, i giunti presenti sicamente nei prodotti;
3. testare/veri care le condizioni degli avvitatori, in modo da tenere sotto controllo le loro
prestazioni nel tempo.
Di seguito è riportata una breve spiegazione dei componenti facenti parte dell’assieme.
1. Componenti simulatore di giunto
Con riferimento allo schema base sotto riportato, è possibile passare alla rassegna dei vari
componenti dell’assieme.
• Nut: è il dado serrato durante le prove con l’avvitatore. E’ soggetto a molti cicli di carico,
necessita una cura attenta.
• Disc Spring Washers: sono le molle a tazza usate per replicare i giunti presenti nella produzione
dei prodotti. Modulando gli stack in termini di orientazione e numero di molle è possibile variare
la rigidezza complessiva del giunto. Nell’analisi verrà fatto riferimento alla con gurazione
semplice come riportata in schema, ossia 9 molle per stack con orientamento opposto.
• Guide Bolt: posizionata con interferenza alla base, è la guida su cui sono impilati gli stack. Sulla
sommità presenta la lettatura su cui si impegnerà il dado.
• Base Plate: è la base su cui è ssata la guida. Essa verrà in ne resa solidale al tavolo di prova
tramite 4 giunti bullonati di tipo M8.
• Thrust Plate: uniforma il precarico sul dado sulle molle a tazza sottostanti.
• Shroud: è lo schermo protettivo, di piccolo spessore, reso solidale alla base con i medesimi
bulloni.
Tutto il sistema meccanico, con l’ausilio di opportuni trasduttori di coppia contatti striscianti,
rende la coppia erogata dall’avvitatore su interfaccia gra ca di un tablet all’utente.
3
fi fi fi fi
fi fi fi
2. Impostazione analisi FEM
Lo studio dell’assieme è stato eseguito tramite il Software di calcolo Nastran. Dato l’alto numero
di componenti e le conseguenti risorse computazionali occupate, sono state eseguite due diverse
analisi statiche-lineari: nella prima sono presenti guide bolt, molle e thrust plate; nella seconda
sono presenti la base plate e il tavolo. In un’analisi secondaria di tipo statica, successivamente,
tratteremo le viti di collegamento base-tavolo: idealizzeremo le viti con elementi solidi. Di fatto
sarà illustrata una sola vite supponendo una ripartizione dei carichi equa tra le quattro viti: su ogni
vite agirà 1/4 di momento torcente.
Lo scopo delle analisi è:
1. studiare come le molle si deformano sotto l’azione del carico, in modo da capire quale sia tra
esse la più stressata e dunque da sostituire nel tempo.
2. capire se ci sono pericoli nell’utilizzo: è molto importante che la base plate rimanga solidale al
tavolo di prova durante il serraggio. Applicando coppie assai alte (anche 160 Nm!) vi è il
rischio che questa si stacchi dal tavolo, portando un rischio alto per l’utilizzatore.
3. eventuale rottura dei fori nel tavolo.
Con gli scopi posti, è evidente che risulta interessante studiare i componenti
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