DIRITTO APERTE
Lezione 002
La norma giuridica
Una norma è una proposizione volta a stabilire un comportamento condiviso, per regolare il comportamento
dei singoli appartenenti al gruppo e, conseguentemente, assicurarne la sopravvivenza e perseguirne i fini.
Le norme possono essere
1. dispositive, integrano o sostituiscono una norma ritenuta incompleta o insufficiente
2. di conflitto, per risolvere controversie
Le caratteristiche principali di una norma giuridica sono:
1. la generalità (si riferisce a diversi soggetti),
2. l'astrattezza (si riferisce a ipotesi astratte),
3. la novità (ogni norma regola un comportamento diverso),
4. l'imperatività (prevede la sanzione),
5. la bilateralità (riconosce un diritto a un soggetto e un dovere a un altro),
6. l'esteriorità (l’oggetto della norma è l’azione esterna del soggetto),
7. la coattività (la norma deve essere rispettata obbligatoriamente e la sua inosservanza viene punita
con una sanzione)
8. la relatività (varia nel tempo e nello spazio).
Lezione 003
La cittadinanza (acquisto, perdita, rinuncia)
La cittadinanza è il rapporto giuridico che determina l'appartenenza di un individuo allo Stato. L'acquisizione
avviene:
1. per nascita (nato da madre\padre italiani, nato in territorio italiano da genitori ignoti o apolidi, figlio
di ignoti trovato sul territorio italiano senza altra cittadinanza).
2. per estensione (cioè per trasmissione da un membro della famiglia ad un altro es. genitore – figlio
adottato o no, ma anche per matrimonio),
3. per beneficio di legge (straniero o apolide con padre, madre o ascendente di secondo grado cittadino
per nascita; per servizio militare per lo Stato italiano; straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto
legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età)
4. naturalizzazione (straniero con padre o madre o uno degli ascendenti per linea retta di secondo
grado cittadini per nascita; nato in territorio italiano e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da
almeno 3 anni; straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede nel territorio da
almeno 5 anni)
La perdita della cittadinanza avviene invece se
1. il cittadino italiano, durante lo stato di guerra contro un altro Stato, abbia accettato o mantenuto un
impiego o carica pubblica
2. il cittadino italiano abbia svolto il servizio militare per uno Stato esterno e non ottempera
all’intimidazione del Governo italiano di abbandonare l’impiego
Infine la rinuncia avviene nel caso di
1. individuo risiede o stabilisce la residenza all'estero
2. figlio maggiorenne di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana – già in possesso di altra
cittadinanza - che intende rinunciare a quella italiana
Lezione 004
Forme di governo
La forma di governo è il modello di organizzazione dello Stato, fa riferimento ai rapporti e alla ripartizione di
competenze di Parlamento, Governo, Capo di Stato
Le forma di governo sono:
1. Monarchia costituzionale (Re con potere esecutivo e di indirizzo politico e Parlamento, eletto, con
potere legislativo);
2. Forma di governo parlamentare (il Governo, nominato dal Capo dello Stato, ha potere esecutivo e
di indirizzo politico. Se perde la fiducia del Parlamento, il Governo viene dimesso);
3. Forma di governo presidenziale (il Presidente, eletto dal popolo, è sia Capo di Stato che di Governo.
Il potere legislativo è invece accordato all'Assemblea. Presedente e Assemblea sono eletti dal
popolo);
4. Forma di governo semi presidenziale (il Presidente della Repubblica è nominato dal popolo e nomina
il Governo. Il Primo Ministro rappresenta la maggioranza parlamentare);
5. Forma di governo direttoriale (Parlamento e Direttorio).
Lezione 006
Referendum abrogativo
Il referendum è il tipico strumento di democrazia diretta con il quale il corpo elettorale è chiamato ad una
consultazione produttiva di effetti giuridici conseguenti alla diretta espressione della volontà popolare.
Può essere richiesto anche da un singolo ma deve essere portatore di interessi generali.
I referendum si distinguono in base alla finalità in: deliberativi, legislativi e abrogativi.
Il referendum abrogativo, normato dall’articolo 75 della Costituzione, prevede che venga rivolto al corpo
elettorale un quesito per l’abrogazione di una norma di legge esistente. Si può distinguere in:
1. PROPOSITIVO: per proporre una nuova legge
2. CONSULTIVI: per fare dare un parere su una determinata questione politica
3. CONFERMATIVI: per richiedere il consenso popolare perché una legge possa entrare in vigore.
Il quesito referendario deve presentare 3 caratteristiche specifiche:
1. Omogeneo
2. Coerente
3. Intellegibile
Ci sono dei controlli che vengono fatti a tal proposito:
1. Legittimità: fatto dall’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione
2. Ammissibilità: la Corte Costituzionale verifica il rispetto dei limiti
Il referendum abrogativo è approvato soltanto se almeno il 50% +1 degli aventi diritto al voto partecipa alla
votazione del referendum e se tra gli elettori votanti viene raggiunta la maggioranza dei voti espressi
validamente sulla richiesta di abrogazione contenuta nel testo del referendum.
Criteri di interpretazione – antinomie
L’antinomia è la situazione in cui 2 norme hanno una incompatibilità non superabile con l’interpretazione,
ponendo conseguenze diverse ed incompatibili per cui l’applicazione di una esclude l’altra.
Per risolverle si usano i seguenti criteri:
1. CRONOLOGICO: si deve preferire la più recente
2. GERARCHICO: si deve preferire quella gerarchicamente superiore
3. SPECIALITÀ: si deve preferire quella speciale
4. COMPETENZA: si deve preferire quella che proviene dalla fonte munita di competenza
Gli atti aventi forza di legge
Nel diritto, un atto avete forza di legge è un atto normativo, emanato dal governo, al quale l'ordinamento
giuridico attribuisce la stessa forza di legge ordinaria.
La nostra Costituzione contempla 2 atti normativi aventi forza di legge ordinaria:
1. i decreti legislativi (emanati dal Governo su delega del Parlamento. Ha oggetto della delega, principi
e direttive ben definiti)
2. decreti legge (adottato dal Governo di propria iniziativa, in casi straordinari a carattere di urgenza,
con materia disciplinare molto complessa e procedimenti molto lunghi. Sono provvisori e se non
convertiti in legge entro 60 giorni perdono di efficacia)
Gerarchia delle fonti
Le fonti del diritto sono tutti gli atti o fatti che producono o innovano il diritto nell’ordinamento giuridico.
Abbiamo fonti di rango superiore (Costituzione) e fonti di rango inferiore (fonti comunitarie). Queste ultime
non possono contenere disposizioni che contrastino con le norme di livello superiore, né modificarle o
abrogarle.
Fondi produzione/cognizione
Le fonti del diritto sono tutti gli atti o fatti che producono o innovano il diritto nell’ordinamento giuridico. Si
distinguono in:
1. FONTI DI PRODUZIONE: Introducono vere e proprie norme giuridiche nell’ordinamento
Si distinguono in:
I. Fonti atto: la norma è contenuta in atto (fonti scritte)
II. Fonti fatto: la norma è determinata da fatti sociali o naturali considerati idonei a
produrre diritto (fonti non scritte)
2. FONTI DI COGNIZIONE: Fonti che non producono diritto ma favoriscono la conoscenza delle norme
tra i consociati
I. Fonti ufficiali: Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea
II. Fonti private
Lezione 009
Principi fondamentali della costituzione italiana
La Costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948.
I primi 12 articoli rappresentano dei principi supremi non modificabili: i criteri guida e i parametri che
vincolano gli operatori del diritto.
Questi articoli riguardano la struttura e i caratteri della Repubblica, l’inviolabilità dei Diritti, le uguaglianze, il
diritto al lavoro, la tutela delle minoranze linguistiche, la libertà religiosa, lo sviluppo della cultura, la tutela
ambientale e del patrimonio storico ed artistico, il ripudio della guerra come strumento di offesa e infine la
struttura della bandiera italiana.
Lezione 010
Rapporti civili (principali mezzi di diffusione)
La Costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948.
L’articolo 21 della Costituzione salvaguarda il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la
parola, lo scritto e altri mezzi di diffusione. Fra questi mezzi abbiamo:
1. La stampa: riproduzione tipografica destinata alla pubblicazione
2. Lo spettacolo (cinematografico e teatrale)
3. La radiotelevisione
A questi oggi si aggiunge internet.
Rapporti civili (artt. 13 – 18)
La Costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948.
Nella fattispecie degli articoli dal 13 al 18 della Costituzione si regolamentano i diritti e i doveri dei cittadini,
nella fattispecie delle situazioni giuridiche soggettive attive o di vantaggio (diritti e libertà), ma anche quelle
passive (doveri costituzionali).
Nella precisione sono regolamentate:
1. L’inammissibilità di forme di detenzione, ispezione o perquisizione personale e altra restrizione della
libertà personale se non per atto motivato dall’Autorità giudiziaria
2. La segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, se non per atto motivato
dall’Autorità giudiziaria
3. La libertà di circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo
limitazioni per motivi di sanità o di sicurezza
4. Diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi
5. Associazionismo (forma sociale a base volontaria)
Lezione 12
Rapporti etico sociali (artt. 29-34)
La Costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948.
Nella fattispecie degli articoli dal 29 al 34 si regolamentano i diritti e i doveri dei cittadini. In particolare, si
nota come la Costituzione garantisce i diritti di carattere sociale (che spettano all’individuo in quanto
appartenente alla comunità sociale):
1. La famiglia: società fondata sul matrimonio. I coniugi sono eguali a livello morale e giuridico, con
limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
2. I figli, sia che siano frutto di matrimonio che no, hanno il diritto di essere educati e istruiti. Se vi è
l’incapacità dei genitori, la legge provvede a supportarli
3. L’istruzione: Obbligo scolastico con scuola aperta a tutti e gratuita per almeno 8 anni. Gli alunni
devono avere un trattamento scolastico equipollente. Vi è un esame di Stato per l’ammissione ai vari
ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e l’abilitazione all’esercizio professionale. Poi
possibilità di continuare e per i più meritevoli borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze
attribuite per concorso
4. La salute: diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, garantendo cure gratuite
per gli indigenti.
Lezione 13
Rapporti economici (artt. 35-47)
La Costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948.
Nella fattispecie degli articoli dal 29 al 34 si regolamentano i rapporti economici, dando rilievo al lavoro in
tutte le sue forme (lavoro femminile, retribuzione, infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione
involontaria). Inoltre, salvaguardano gli inabili al lavoro con il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
Vi è una tutela per il lavoro minorile e stabilisce il limite minimo d’età per il lavoro salariato.
Infine, si regolamentano l’iniziativa economica privata e la proprietà pubblica e privata.
Lezione 14
Elettorato attivo e passivo
La Costituzione entra in vigore il 1 gennaio 1948.
Nell’articolo 48 sancisce il dovere civico del voto e, si stabilisce nel particolare, che sono elettori tutti i cittadini
italiani, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto e non può essere limitato se non per incapacità civile o per
effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale.
Si può distinguere:
1. Elettorato attivo: capacità dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti (dai 18 anni di età)
2. Elettorato passivo: capacità dei cittadini di essere eletti
1. Per la Camera dei Deputati: coloro dai 25 anni di età
2. Per il Senato della Repubblica: tutti coloro dai 40 anni di età
Lezione 18
Il parlamento in seduta comune
Si parla di parlamento in seduta comune quando la Camera dei Deputati e la Camera dei Senatori si riuniscono
congiuntamente.
Esso è presieduto dal Presidente della Camera per:
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