Estratto del documento

GEOGRAFIA DOMANDE APERTE

04. Che cos’è una regione geografica?

Una regione geografica è un’area della superficie terrestre caratterizzata da elementi omogenei che la

distinguono dalle zone circostanti. Questi elementi possono essere naturali (come clima, rilievo, idrografia,

vegetazione), umani (popolazione, economia, cultura) oppure una combinazione di entrambi.

In geografia il concetto di regione non è quindi “dato”, ma costruito in base ai criteri scelti dallo studioso.

Esistono infatti diversi tipi di regioni:

• Regioni fisiche, definite da fattori naturali (ad esempio la Pianura Padana).

• Regioni storiche o culturali, basate su tradizioni, lingue o identità (ad esempio la Toscana storica).

• Regioni funzionali, organizzate intorno a un centro economico o amministrativo (come le aree

metropolitane).

La regione geografica è dunque uno strumento interpretativo che permette di analizzare un territorio in

modo coerente e comparabile.

05. Quali sono i tre principali obiettivi della geografia?

La geografia, intesa come scienza che studia le relazioni tra società e spazio, persegue tre obiettivi

fondamentali:

1. Descrivere i fenomeni presenti sulla Terra

La geografia analizza e rappresenta le caratteristiche fisiche e umane del pianeta, osservando come

sono distribuiti gli ambienti, le popolazioni, le attività economiche e le infrastrutture.

2. Interpretare le relazioni tra gli elementi del territorio

L’obiettivo non è solo descrittivo: la geografia studia le interazioni tra natura e società,

individuando processi, dinamiche, cause ed effetti. Ad esempio, analizza come il clima condizioni

l’agricoltura o come le attività umane modifichino gli ecosistemi.

3. Prevedere e orientare le trasformazioni future dello spazio

Attraverso modelli e analisi territoriali, la geografia contribuisce a prevedere scenari futuri e a

supportare decisioni politiche, economiche e ambientali. Questo obiettivo è fondamentale per la

gestione sostenibile del territorio e per la pianificazione urbana e regionale.

07. Che cosa studia la new cultural geography nata negli anni Ottanta?

La new cultural geography, sviluppatasi negli anni Ottanta, rappresenta una svolta teorica nella geografia

culturale tradizionale. Essa studia la cultura non più come un insieme statico di tradizioni o pratiche, ma

come un processo dinamico, continuamente negoziato e costruito attraverso relazioni di potere, identità e

rappresentazioni simboliche.

Questa corrente introduce approcci provenienti dalle scienze sociali contemporanee (post-strutturalismo,

studi di genere, studi post-coloniali) e analizza come lo spazio sia prodotto, significato e interpretato. I temi

centrali includono:

• la costruzione culturale dei paesaggi;

• le identità (di genere, etniche, sociali) e la loro relazione con lo spazio;

• il ruolo del potere nei processi culturali;

• le rappresentazioni dello spazio nei media, nell’arte e nel discorso pubblico.

08. Perché Carl Sauer ebbe un’importanza fondamentale per la geografia culturale?

Carl Sauer (1889–1975) è considerato il fondatore della geografia culturale moderna. La sua importanza

deriva da alcuni contributi fondamentali:

1. Definizione chiara del concetto di “paesaggio culturale”

Sauer affermò che il paesaggio non è solo un prodotto naturale, ma il risultato dell’interazione

storica tra l’uomo e l’ambiente. Introdusse così una prospettiva che valorizza l’azione umana nella

costruzione del territorio.

2. Rifiuto del determinismo ambientale

In un periodo in cui era diffusa l’idea che l’ambiente determinasse rigidamente la cultura, Sauer

sostenne che le società modellano attivamente lo spazio, aprendo la strada a interpretazioni più

complesse e meno riduttive.

3. Metodo storico e qualitativo

Propose uno studio della geografia basato sull’osservazione diretta, sulla ricostruzione storica e

sull’analisi dei processi culturali, anticipando approcci che saranno centrali decenni dopo.

09. Che cosa studia la geografia culturale?

La geografia culturale studia il rapporto tra cultura e spazio, analizzando come i gruppi umani plasmino

l’ambiente e, allo stesso tempo, come gli spazi influenzino le pratiche, i valori e le identità culturali.

I suoi principali oggetti di studio includono:

• paesaggi culturali: le trasformazioni del territorio prodotte dalle attività umane;

• pratiche culturali e sociali: rituali, tradizioni, forme artistiche, linguaggi;

• identità e spazio: come etnia, genere, religione o classe si manifestano e si costruiscono nei luoghi;

• rappresentazioni dello spazio: mappe, discorsi politici, narrazioni mediatiche;

• processi di globalizzazione e le dinamiche di diffusione culturale.

05. Che cos’è la latitudine?

La latitudine è la distanza angolare di un punto della superficie terrestre dall’Equatore, misurata lungo il

meridiano che passa per quel punto.

È espressa in gradi (°), può variare da 0° a 90° e può essere:

• latitudine Nord (N) per i luoghi situati nell’emisfero boreale;

• latitudine Sud (S) per quelli situati nell’emisfero australe.

La latitudine rappresenta quindi una misura fondamentale per determinare la posizione di un luogo e per

comprendere molte caratteristiche geografiche, come il clima e la durata del giorno.

06. Che cos’è la longitudine?

La longitudine è la distanza angolare di un punto della Terra rispetto al meridiano di riferimento di

Greenwich, misurata lungo il parallelo che contiene quel punto.

È espressa in gradi (°) e può variare da 0° a 180° sia verso Est (E) sia verso Ovest (W).

La longitudine permette di stabilire quanto un luogo sia spostato verso oriente o occidente rispetto a

Greenwich e, insieme alla latitudine, consente di individuare con precisione la posizione geografica di

qualsiasi punto sulla superficie terrestre.

04. Che cos’è la scala di riduzione?

La scala di riduzione è il rapporto matematico che indica di quanto un territorio reale è stato ridotto per

poter essere rappresentato su una carta geografica.

Si esprime generalmente in forma numerica, ad esempio 1:100.000, dove:

• 1 rappresenta l’unità sulla carta,

• 100.000 rappresenta le stesse unità nella realtà.

Ciò significa che 1 cm sulla carta corrisponde a 100.000 cm nella realtà (ossia 1 km).

La scala permette quindi di capire il livello di dettaglio e l’estensione dell’area rappresentata:

• grande scala (es. 1:10.000): molto dettaglio, area piccola;

• piccola scala (es. 1:1.000.000): poco dettaglio, area vasta.

05. Che cosa sono le carte geografiche?

Le carte geografiche sono rappresentazioni grafiche e ridotte della superficie terrestre o di una sua

porzione, realizzate secondo precisi criteri scientifici.

Esse traducono lo spazio tridimensionale della Terra in una superficie bidimensionale mediante:

• una proiezione cartografica;

• una scala;

• simboli, colori e convenzioni contenuti nella leggenda.

Le carte geografiche possono essere molto diverse tra loro a seconda dell’obiettivo: fisiche, politiche,

tematiche, topografiche, climatiche, economiche, storiche.

Il loro scopo principale è interpretare e comunicare informazioni territoriali in modo chiaro, comparabile e

scientificamente fondato.

06. Che cos’è un Atlante?

Un Atlante è una raccolta sistematica e organizzata di carte geografiche, accompagnate spesso da testi

esplicativi, grafici e tabelle.

Può essere:

• generale, quando contiene carte fisiche e politiche dell’intero pianeta;

• tematico, quando è dedicato a un argomento specifico (es. atlante climatico, demografico, storico);

• regionale, quando analizza approfonditamente un’area geografica.

08. Che cos’è il Telerilevamento?

Il telerilevamento (o remote sensing) è l’insieme delle tecniche che permettono di acquisire informazioni

sulla superficie terrestre senza entrare in contatto diretto con essa.

Questi dati vengono raccolti tramite sensori montati su satelliti, aerei, droni o altri dispositivi che

registrano l’energia elettromagnetica riflessa o emessa dagli oggetti presenti sulla Terra.

Il telerilevamento permette di osservare, misurare e monitorare numerosi fenomeni naturali e antropici,

come:

• cambiamenti del territorio (deforestazione, urbanizzazione);

• caratteristiche fisiche del suolo e della vegetazione;

• andamento climatico e atmosferico;

• variazioni delle acque superficiali;

• eventi estremi (alluvioni, incendi, eruzioni).

Le immagini ottenute vengono poi analizzate tramite processi di interpretazione visiva o analisi digitali,

utili nella pianificazione territoriale, nella gestione ambientale e nella protezione civile.

06. Quale concezione del rapporto uomo-ambiente si sviluppò in Germania nel XIX secolo?

In Germania, nel XIX secolo, si sviluppò la concezione determinista del rapporto uomo-ambiente.

Secondo questa prospettiva, l’ambiente naturale — in particolare il clima, il rilievo e le risorse disponibili

— determina in modo decisivo le caratteristiche fisiche, culturali, economiche e persino psicologiche delle

società umane.

I principali esponenti furono Friedrich Ratzel e la scuola geopolitica tedesca, che vedevano nello spazio

geografico un fattore condizionante dello sviluppo umano.

Di conseguenza, i comportamenti, il progresso e la struttura sociale delle popolazioni venivano interpretati

come il risultato diretto delle loro condizioni ambientali.

07. Quale concezione del rapporto uomo-ambiente si sviluppò in Francia nella prima metà del XX secolo?

In Francia, nella prima metà del XX secolo, si affermò una concezione possibilista del rapporto uomo-

ambiente, elaborata da Paul Vidal de la Blache.

Questa visione rifiutava il determinismo ambientale e sosteneva che:

• l’ambiente offre possibilità, cioè un ventaglio di risorse e condizioni;

• l’uomo, grazie alla sua cultura, alla tecnica e alle scelte collettive, seleziona tra queste possibilità e

modella il proprio spazio di vita.

Il possibilismo, quindi, attribuisce un ruolo centrale alla libertà di azione umana e alla capacità delle società

di adattarsi e trasformare l’ambiente.

Questa concezione ha influenzato profondamente la geografia regionale francese e la geografia culturale

del Novecento.

04. Che cosa sostiene Paul Alliès relativamente all’origine del territorio?

Secondo Paul Alliès, il territorio non è un dato naturale, ma una costruzione politica e sociale.

Alliès sostiene che il territorio nasce quando un potere — individuale o collettivo — esercita un controllo su

uno spazio, attribuendogli significato, regole e limiti.

In questa prospettiva:

• il territorio è il risultato di una appropriazione dello spazio;

• è prodotto attraverso relazioni di potere, istituzioni e pratiche sociali;

• si definisce grazie a confini, norme e rappresentazioni condivise.

L’origine del territorio, dunque, non è geografica o fisica, ma politica: esso esiste perché una comunità gli

attribuisce un valore, lo organizza e lo riconosce come proprio.

05. Che cosa si intende con l’espressione “smemorizzazione in bello”?

L’espressione “smemorizzazione in bello” si riferisce al processo di cancellazione volontaria o attutimento

della memoria legata alla conflittualità di un luogo dopo una guerra o un evento traumatico.

Questo accade quando, dopo un conflitto:

• si rimuovono tracce materiali (rovine, monumenti, simboli);

• si modificano spazi urbani e toponimi;

• si costruisce una nuova narrazione collettiva finalizzata a “dimenticare” il passato violento.

Lo scopo è “normalizzare” lo spazio, attenuare la memoria del dolore e favorire una riconciliazione

sociale, riproponendo il territorio come spazio pacificato e nuovamente vivibile.

06. Che cosa sono il territorio e la territorializzazione?

Il territorio è uno spazio appropriato, organizzato e significato da una collettività attraverso pratiche

politiche, sociali, economiche e simboliche.

Non coincide semplicemente con lo spazio fisico, ma comprende:

• confini;

• norme e istituzioni;

• identità e rappresentazioni culturali;

• relazioni di potere.

La territorializzazione, invece, è il processo attraverso cui uno spazio viene trasformato in territorio.

Include quindi:

• l’atto di appropriazione (anche simbolica);

• la definizione dei confini;

• la costruzione di infrastrutture, regole e identità;

• la produzione di significati e narrazioni legate al luogo.

07. Perché il toponimo è un importante fattore di territorializzazione?

Il toponimo — cioè il nome attribuito a un luogo — rappresenta un potente strumento di

territorializzazione perché:

1. Attribuisce identità allo spazio

Dare un nome significa riconoscere un luogo come significativo, distinguendolo dagli altri.

2. Stabilisce un legame tra comunità e territorio

I nomi dei luoghi riflettono storie, tradizioni, eventi, lingue e culture, contribuendo alla memoria

collettiva.

3. Formalizza il possesso e l’appropriazione simbolica

Nominare un luogo è un atto di potere: indica chi ha l’autorità di definire e organizzare lo spazio.

4. Influenza la percezione e la rappresentazione del territorio

Il toponimo orienta le pratiche sociali, i discorsi politici e la cartografia.

Per questi motivi, la toponomastica è uno dei mezzi principali attraverso cui una comunità istituisce e

consolida il proprio territorio.

05. Che cos’è il paesaggio secondo la Convenzione Europea del Paesaggio?

Secondo la Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, 2000), il paesaggio è definito come:

“una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva

dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.”

Questa definizione introduce alcuni aspetti fondamentali:

• il paesaggio non è solo un insieme di elementi naturali, ma un prodotto dell’interazione tra natura

e società;

• è un concetto legato alla percezione, cioè a come le persone vivono e interpretano quello spazio;

• include tutti i tipi di paesaggi: eccezionali, quotidiani e degradati.

La Convenzione riconosce quindi il paesaggio come un bene comune, centrale per la qualità della vita e

degno di tutela, valorizzazione e gestione.

06. Perché il paesaggio non è solo panorama?

Il paesaggio non è solo panorama perché non si limita alla mera visione estetica o alla “bella vista”.

Le ragioni principali sono:

1. Il paesaggio è un sistema complesso

Include componenti naturali (relievo, clima, vegetazione), componenti antropiche (insediamenti,

infrastrutture, campi coltivati) e le relazioni che li legano.

2. È un prodotto storico e culturale

ogni paesaggio racconta l’evoluzione di una comunità, delle sue pratiche economiche, dei suoi

valori e delle sue tecniche di uso del territorio.

3. È legato alla percezione e all’esperienza

Il paesaggio non esiste senza l’osservatore: è un fenomeno culturale, interpretato attraverso la

sensibilità, la memoria e l’identità di chi lo percepisce.

4. Comprende dimensioni funzionali e sociali

Non è solo uno scenario, ma uno spazio vissuto, abitato, utilizzato e regolato.

Per questi motivi, il paesaggio non può essere ridotto a un semplice panorama, ma va considerato

come un’interazione complessa tra ambiente, storia, cultura e percezione umana.

04. Come cambia la scala spaziale nell’apprendimento dell’infante?

Nell’infanzia, la percezione e la comprensione dello spazio avvengono gradualmente e in relazione

all’esperienza corporea:

• Nei primi anni, il bambino esplora lo spazio vicino, immediatamente accessibile ai suoi sensi e

movimenti (es. stanza, cortile).

• Con lo sviluppo motorio e cognitivo, l’infante amplia progressivamente la scala spaziale,

comprendendo aree più ampie come il quartiere o la città.

• L’apprendimento spaziale è quindi progressivo e funzionale, partendo dal corpo come riferimento

e integrando via via concetti astratti di distanza, orientamento e relazioni tra luoghi.

05. Che cos’è lo spazio?

In geografia e nelle scienze sociali, lo spazio è un concetto astratto e relazionale che indica qualsiasi

porzione della superficie terrestre in cui si verificano interazioni tra elementi naturali, sociali, culturali ed

economici.

Caratteristiche principali:

• È una dimensione fisica, misurabile e organizzabile (coordinate, estensione, confini).

• È una dimensione sociale e culturale, perché il suo significato dipende dall’uso, dalla percezione e

dalle regole stabilite dall’uomo.

• È una piattaforma di interazioni, cioè lo spazio esiste in quanto luogo di relazioni tra persone,

comunità e ambiente.

06. In quale modo cambiano l’interpretazione e l’uso dello spazio tra adolescenza ed età adulta?

Tra adolescenza e età adulta cambiano sia la percezione sia le funzioni attribuite allo spazio:

• Adolescenza:

• Lo spazio è percepito in relazione all’autonomia emergente, spesso limitata dal controllo

familiare o istituzionale.

• L’uso dello spazio è esplorativo e sociale, finalizzato a costruire identità e relazioni tra pari

(luoghi di incontro, scuola, ambienti urbani vicini).

• Età adulta:

• Lo spazio è interpretato in maniera più strume

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 30
Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 1 Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 30.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paniere Geografia - Risposte aperte - aggiornato (2026) Pag. 26
1 su 30
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Di Napoli Matteo Francesco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community