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Aperte Antropologia prof PIOMBO MATTIA (paniere 12/11/20)

1.

2. Descrivere l'antropologia come disciplina che ha l'uomo come oggetto di

studio e i campi di interesse

L’antropologia è una disciplina accademica olistica, comparativa. Essa descrive in modo ampio ed esaustivo l’essere

umano come “fenomeno biologico” e tratta le sue caratteristiche fisiche, psicologiche e comportamentali e la loro

evoluzione nel tempo dal passato al presente.

Essa non si limita allo studio dei fossili, ma crea ricerche scientifiche sul campo. Inoltre, nello studio fa comparazioni le

cui deduzioni e riflessioni permettono di comprendere le differenze e le somiglianze fra diversi popoli, etnie, classi,

secolo, gli antropologi osservarono grandi differenze nell’aspetto fisico

nazioni, epoche e zone. Ad esempio, nel XIX

l’antropologia viene definita come scienza sociale e sono state identificate tre grandi

delle diverse popolazioni. Per questo

branche:

1. antropologia culturale che a sua volta si divide in etnologia, archeologia;

2. antropologia biologica, ovvero antropologia fisica.

3. Descrivere i punti essenziali dell'antropologia fisica e in che modo degenera

in razzismo

L’antropologia è una disciplina accademica olistica, comparativa. Essa descrive in modo ampio ed esaustivo l’essere

umano come “fenomeno biologico” e tratta le sue caratteristiche fisiche, psicologiche e comportamentali e la loro

evoluzione nel tempo dal passato al presente.

Essa non si limita allo studio dei fossili, ma crea ricerche scientifiche sul campo, misurabili e riproducibili. Inoltre, nello

studio fa comparazioni le cui deduzioni e riflessioni permettono di comprendere le differenze e le somiglianze fra diversi

popoli, etnie, classi, nazioni, epoche e zone. Ad esempio, nel XIX secolo, gli antropologi osservarono grandi differenze

nell’aspetto fisico delle diverse popolazioni.

In particolare l’antropologia fisica studia le caratteristiche fisiche della specie umana, e si divide in:

1. osteologia (che permette di riconoscere qualitativamente le ossa di uno scheletro umano)

antropometria (che studia le variazioni dimensionali dell’individuo in rapporto alla sua origine etnica, al sesso,

2. all’età, allo stato fisico, alla condizione socioeconomica, allo studio di nutrizione e alla sua attività fisica).

Elaborando i dati ottenuti tramite l’antropometria nel XIX secolo alcuni antropologi svilupparono il concetto di razza

Ordinarono la popolazione del mondo in base alle dimensioni del cervello, giustificano così la superiorità biologica di

una razza (esempio europei con altre). Per quanto forte apparisse in quell'epoca la tendenza a classificare tipologicamente

le forme della diversità umana, permaneva tuttavia la convinzione che gli uomini discendessero da una singola specie e

non solo in osservanza del dettato biblico ma data anche l’esistenza di ibridi interrazziali

questo 1

4. Differenziare l'antropologia culturale dalla biologica

L’antropologia cultuale tratta l’essere umano, nei suoi aspetti psicologico, sociale ed economico, introdotto in un contesto

specifico (particolare attenzione ai fenomeni culturali attuali). La cultura è l’insieme dei comportamenti,

socio-culturale

adattamenti fisici e biologici che permettono all’essere umano di adattarsi al mondo in cui vive e trasformarlo per le

proprie esigenze, evolversi nel tempo rielaborando e trasmettendo da una generazione all’altra mettendo a disposizione

nuove risorse per raggiungere uno scopo. Viene riconosciuta come scienza sociale e la cultura è il contesto su cui si fonda.

Inoltre, può essere distinta in:

1. etnologia (studio delle culture umane, delle loro forme e dei loro processi di trasformazione)

2. archeologia (studio del passato degli uomini attraverso lo studio dei resti materiali)

L’antropologia biologica studia l’uomo, inteso come fenomeno biologico naturale. Si occupa del vivente e dei suoi resti

fossili cercando di scoprire le caratteristiche morfologiche, fisiologiche, psicologiche e comportamentali che lo

come disciplina di sintesi di ciò che si conosce sull’uomo con le sue

distinguono dagli altri organismi. Essa si propone

modifiche somatiche, morfologiche, fisiologiche, psicologiche e comportamentali. L’antropologia biologica comprende

vari settori di specializzazione tra cui:

1. antropometria (studio, ricostruzione e comparazione dei crani di ominidi e uomini fossili)

5. Descrivere perché nel pensiero greco si riconoscono i germi della nascita

del pensiero antropologico

I primi approcci all’antropologia risalgono ai filosofi greci nel VI secolo A.C., che osservando l’uomo e la sua diversità

n cercano le origini su basi naturali. In particolare i filosofi della natura appartenenti alla scuola ionica che furono:

1. Erodoto: che fece osservazioni sulla differenza dei costumi, tradizioni, religioni tra i popoli con cui era venuto

in contatto. Permise così di cercare un filo logico nella successione degli eventi traducendoli in un rapporto causa-effetto.

Secondo lui la divinità interviene secondo il suo volere (“invidia degli dei”)

2. Ippocrate: padre della medicina nella Grecia antica, con lui la malattia non è più causata da interventi divini, ma

una conseguenza delle circostanze umane. Credeva nell’ereditarietà dei caratteri acquisiti ed al principio dell’uso e del

disuso. Fu il primo a studiare l’anatomia umana e la patologia mediante dissezione dei cadaveri. La sua opera

antropologica è un trattato sui climi dove classifica le regioni geografiche e le loro particolari caratteristiche climiche e

l’influenza che questo comporta nell’essere umano

3. Platone: per lui la conoscenza era la soluzione per ogni problema di giustizia, chi compie il male lo fa per

ignoranza.

4. Aristotele aveva ordinato tutti gli organismi lungo una scala della natura le sue idee si unirono con il pensiero

ma non a caso, ogni forma di vita e creata all’inizio da una volontà divina.

cristiano dove tutto in natura muta 2

6. Descrivere la scala naturale di Aristotele

7. Descrivere in che modo Aristotele ha influenzato il pensiero evoluzionista e

quale corrente di pensiero si fonda sul suo pensiero filosofico

8. Descrivere i punti cardine del pensiero fissista

9. + Descrivere i punti cardine del pensiero fissista e come si colloca nel

periodo storico “scala della natura” secondo

Il filosofo naturalista greco Aristotele ordinò tutti gli esseri viventi in una scala gerarchica, la

uno schema definito già dalla creazione: in basso si trovavano gli organismi più semplici (forme inanimate), nel mezzo

le piante e nel gradino più alto l’uomo. Fece dunque una classificazione di tutti gli esseri viventi basata sulla loro

complessità.

Le idee di Aristotele confluirono in seguito nel pensiero cristiano e fino all’illuminismo, il pensiero scientifico rimase

fermo nella teoria della immutabilità delle specie (fissimo) create all’inizio da una mente divina (creazionismo). Infine

influenzò una delle principali teorie evoluzionistiche: il fissismo. Secondo questa teoria le specie non si modificano nel

corso del tempo: Dio ha creato l’universo in modo definitivo e statico e gli organismi viventi sono immutabili e non

suscettibili a evolvere attraverso le generazioni (senza avanzare alcuna ipotesi sulla loro origine).

Il fissismo fu una corrente di pensiero supportata dalla chiesa, dato che interpretava letteralmente il libro della genesi, con

l’idea di un’unica creazione originaria di tutte le specie viventi. Questa teoria venne appoggiata da molti biologi fino al

tardo ‘800, cominciò a vacillare con Lamarck. Linneo, influenzato dalla scala naturae di Aristotele creò il suo metodo di

classificazione degli organismi viventi (1730) diventando il massimo esponente del fissismo.

10. Descrivere il sistema di classificazione tassonomica pensata da

Linneo e i raggruppamenti da lui identificati nel suo sistema di

classificazione degli esseri Viventi

Linneo si propose di trovare un modo sempre pratico per catalogare gli esseri viventi in sistemi definiti taxa annidati uno

nell’altro specie-genere-ordine-classe-regno. Egli voleva fornire un orientamento nel disordine della natura. Linneo

identificò quattro livelli di ripartizione secondo un sistema di gerarchia inclusiva dal momento che ogni livello comprende

quelli sottostanti. Questo sistema poteva essere usato sia per il regno minerale, vegetale, e animale con le dovute

differenze. Infatti, mentre il regno animale era semplice da contenere poche classi ben definite, per il regno vegetale era

necessario individuare decine di classi con ordini. 3

11. Descrivere il concetto di specie secondo il pensiero fissista di Linneo

e in che modo rappresenta la base del suo sistema tassonomico oltre che del

suo pensiero Evoluzionista

Per Linneo la specie era un insieme omogeneo e reale che rappresentava un tipo di organismo vivente creato da Dio con

un atto di libera volontà. Ogni specie era fissa, immutabile e non poteva essere incrociata. Tale definizione permetteva di

catalogare le varie specie per caratteristiche simili e osservabili. I raggruppamenti di specie simili li definì generi. In tal

modo tentava di porre ordine al caos che si aveva in natura. Le specie classificate da Linneo corrispondevano quasi sempre

a quelle individuate sulla base del concetto di specie biologica poiché i membri di molti gruppi classificati come specie

morfologica si assomigliavano perché condividevano gran parte alleli responsabili della loro struttura corporea. Con

esperimenti sull’impollinazione ipotizzò che potevano esserci casi in cui nuove specie nascevano con l’ibridazione

all’interno di un genere. Questo andamento evolutivo era in contrasto con l’idea diffusa della fissità della specie. Linneo

si convinse che dalle specie originali create da Dio potessero nascere nuove specie e nuovi generi.

12. In che cosa consiste la nomenclatura binomiale e la classificazione

tassonomica pensata da Linneo

Linneo riprese la nomenclatura binomiale da Buffon, per semplificare il lavoro di classificazione delle specie usò la

nomenclatura binomiale, per la quale ogni specie vivente aveva un cognome e un nome universale. Ciascun essere vivente

viene individuato da due termini latini, il primo dei quali inizia con lettera maiuscola ed è il nome del genere, mentre il

secondo è scritto in minuscolo ed è un aggettivo descrittivo o geografico, corrispondente alla specie. Questo sistema di

denominazione viene detto “nomenclatura binomiale” ed è stato creato nel 1758 da Linneo, considerato il padre della

tassonomia moderna. Ogni specie vivente con questo metodo aveva un nome e un cognome universale, in modo che tutti

potessero chiamarlo allo stesso modo. Fu attraverso la classificazione tassonomica che Linneo trovò un modo semplice

per catalogare gli esseri viventi in insiemi definiti taxa, annidati l’uno nell’altro:

1. Specie

2. Genere

3. Ordine

4. Classe

5. Regno

Specie e genere sono opera della natura. Per specie si intende un gruppo di organismi simili, in grado di incrociarsi tra

loro e di produrre prole fertile. Due o più specie che possiedono caratteristiche comuni vengono raggruppate in uno stesso

gruppo di organismi che prende il nome di genere. La classificazione comprende altre categorie oltre al genere,

progressivamente superiori per dimensioni e numero di organismi compresi.

Gli altri sono definiti fittizi (immaginari). Le varietà invece erano opera dei coltivatori. Questo sistema di gerarchia

inclusiva poteva essere utilizzato per tutti e tre i regni: minerale, vegetale e animale. 4

13. In che modo Linneo descrisse la specie Homo e il concetto di specie e

in che modo cercò di spiegare la nascita di nuove specie

Secondo Linneo gli uomini e le scimmie appartenevano ai generi Homo (che venne però incluso nello stesso ordine dei

Primati insieme alle scimmie).

+ vedi sopra

14. Descrive le linee essenziali del pensiero di Linneo e la sua visione

evoluzionista

Carlo Linneo, medico e naturalista svedese nato all’inizio del 1700 è considerato un esponente della scuola fissista, il cui

fulcro era la fissità della specie. Linneo credeva alla fissità del mondo disegnato da Dio che aveva creato le specie originali

ma ammise in seguito la possibilità della nascita di specie nuove per ibridazione. Per Linneo uomini e scimmie facevano

parte di un unico ordine: quello dei Primati. Motivo per il quale venne accusato di eresia.

Un’altra idea evolutiva fu quella a proposito dei fossili, che per Linneo rappresentavano delle pietrificazioni che

consentivano di “guardare indietro”, contrariamente al pensiero di molti naturalisti contemporanei per i quali le estinzioni

non erano ipotizzabili. Attraverso esperimenti sull’impollinazione Linneo ipotizzò che potevano esserci casi in cui nuove

specie nascevano attraverso l’ibridazione all’interno di un genere. Partendo da questi indizi alcuni studiosi hanno avanzato

l’ipotesi che Linneo avesse in mente un qualche andamento evolutivo.

15. Descriver quali erano le cause che secondo Buffon portarono alla

nascita di nuove specie

Buffon ipotizzò che tutti gli organismi erano apparsi in virtù di una forza, di una motrice interna. Le specie subivano dei

cambiamenti a causa delle condizioni esterne tramite un processo di decadimento negativo, una degenerazione. Questi

mutamenti potevano portare a cambiamenti nella specie e alla formazione di nuove specie.

16. In che modo Buffon riesce a ampliare il concetto del tempo passato e

quale esperimento utilizzò

Considerando la legge gravitazionale di Newton, Buffon pensò ad un impatto tra il sole e una cometa, che avrebbe

prodotto detriti, i pianeti La terra primordiale era un globo incandescente che col tempo si era raffreddato. Per calcolare i

tempi necessari, Buffon, decise di compiere degli esperimenti: preparò del materiale metallico e non metallico, di

dimensioni crescenti che riscaldò fino al punto di fusione e ne misurò i tempi di raffreddamento. Fatte le dovute

proporzioni calcolò l’età della Terra 75000 anni (per la chiesa aveva 6000 anni). 5

17. Descrivere in che modo la teoria degenerazionista di Buffon tenta di

spiegare l'evoluzione degli esseri viventi

18. Descrivere cosa si intende con il termine di degenerazionismo e quali

sono i principi su cui si basa tale teoria formulata da Buffon

Buffon ipotizzò che la Terra si fosse staccata dal sole, si trattava di un pianeta incandescente il cui raffreddamento provocò

le migrazioni degli animali verso ambienti più caldi. Durante queste migrazioni le forme di vita soggette a nuove

condizioni climatiche subivano dei mutamenti. I mutamenti potevano portare a cambiamenti nelle specie e alla formazione

fu quella della “degenerazione”, termine inteso come

di altre, nuovamente create. La teoria su cui si concentrò Buffon

modificazione e distanziamento delle specie originarie, che sarebbero state 25 e da queste se ne erano degenerate 187.

Con degenerazionismo intendeva la modificazione e il distanziamento dalle specie originarie.

Egli pensava che le specie destinate alla degenerazione fossero solo le specie inferiori, mentre le specie nobili, tra cui

l’uomo, non erano interessate a tale processo. Le cause della degenerazione erano il clima, l’alimentazione e il

comportamento: le specie inferiori si accoppiano più velocemente con una prole maggiore, motivo per cui subiscono

.

maggiormente il processo di degenerazione

19. Descrivere i principi generali del pensiero di Cuvier e del

catastrofismo

20. +In che modo un evento catastrofico porta, secondo Cuvier, alla

nascita di nuove specie e da cosa dipende il processo di estinzione

21. +Descrive i principi generali della teoria evoluzionista di Cuvier

22. + Descrivere la teoria catastrofista formulata da Cuvier e in che modo

cerca di spiegare l'evoluzione della specie

Il pensiero di Cuvier non si fonda solamente sull’ipotesi di una evoluzione della specie a seguito di catastrofi, ma anche

sulla spiegazione di come si estinguono le specie.

La teoria catastrofista presentata da Cuvier agli inizi del 1800 cerca di spiegare il dogma della creazione e l’evoluzione

degli esseri viventi attraverso violenti sconvolgimenti della crosta terrestre. Dopo questi sconvolgimenti che si

verificherebbero ad intervalli, le forme viventi distrutte del tutto o quasi sarebbero state sostituite da altre nuovamente

create. Tutto questo secondo un piano che porta alla comparsa dell’uomo sulla Terra.

Cuvier formulò la teoria delle catastrofi per spiegare anche l’estinzione delle specie: ipotizzò una serie di catastrofi,

l’ultima di queste era il diluvio universale, a seguito delle quali le specie estinte venivano sostituite da nuove specie (che

non hanno nessun legame con quelle precedenti). Il ripopolamento avveniva tramite migrazioni dalle zone che erano state

risparmiate.

Egli in tal modo partì dall’osservazione che fosse possibile notare che gli strati più recenti non presentavano alcuna traccia

popolazione fossile esistente in quelli sottostanti. La paleontologia dei vertebrati è uno dei punti base del

dell’intera 6

pensiero di Cuvier, è fondata sullo studio delle testimonianze fossili che gli permisero di costruire la forma di molti

Sulla base di queste idee egli elaborò un’ipotesi che è alla base della teoria catastrofica, ovvero che la terra

animali estinti.

era stata sottoposta ad una serie di gravi catastrofi che avevano causato l’estinzione di numerosi organismi viventi.

23. In che modo la teoria di Hutton è destinata a dare un grande impulso

alle ipotesi evoluzioniste

24. Indicare i caratteri generali della teoria evoluzionistica formulata da

Hutton

Già nel ‘700 molti geologi cominciarono a interrogarsi sulla durata della storia della Terra e sulle cause dei cambiamenti

che il nostro pianeta ha subito nel tempo.

Hutton compì un passo importante per la geologia con l’uniformismo

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Michela Simoncini.
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