1. Il candidato illustri il ruolo della fase di ripresa saldi all’interno del complessivo di
contabilità analitica.
2. Il candidato illustri le principali di erenze tra i metodi più comuni di individuazione
degli scarichi di magazzino, quali sono e come funzionano.
3. Il candidato illustri il confronto tra le varie modalità di svolgimento della contabilità
analitica.
4. Il candidato illustri la classificazione dei costi variabili e fissi oppure dei costi diretti e
indiretti oppure dei costi speciali e comuni.
5. Il candidato illustri le modalità di imputazione dei costi indiretti agli oggetti di
riferimento.
6. Il candidato illustri le modalità dell’imputazione dei costi indiretti ai centri di costo.
7. Il candidato illustri il concetto di costo.
8. Il candidato illustri le configurazioni di costo.
9. Il candidato Illustri la chiusura o la determinazione del risultato di contabilità analitica
e come esso si va a riconciliare con la contabilità generale.
1. Il candidato illustri il ruolo della fase di ripresa saldi all’interno del complessivo di
contabilità analitica.
La fase di ripresa saldi rappresenta l’esportazione dei valori relativi ai costi e ricavi di esercizio
ma anche dei costi relativi all’esercizio precedente (rimanenze e risconti) dalla contabilità
generale alla contabilità analitica. Non si tratta di una ripresa dei saldi.
La fase di ripresa saldi, così come viene descritta dalla dottrina e così come veniva e ettuata
fino a qualche decennio fa, risulta profondamente modificata dalla introduzione dei sistemi
informativi integrati. Oggi giorno, risulta infatti del tutto anacronistico andare a ricercare nelle
aziende un momento i cui i valori della co.ge. vengono riportati massivamente nella co.an.
Ogni rilevazione avverrà in co.an. con l’inserimento della operazione nel sistema informativo;
con la registrazione della operazione da parte dell’utente verranno contemporaneamente
alimentati tutti i sistemi contabili (co.ge., co.an. e contabilità di magazzino. Il tutto in tempo
reale, contemporaneamente con l’inserimento della operazione da parte dell’operatore.
Ovviamente alcuni valori verranno ripresi in un'unica soluzione, all’inizio dell’esercizio, come
è il caso delle rimanenze e degli ammortamenti. Ma altri valori verranno ripresi di volta in
volta. Se la co.an. è implementata all’interno di un sistema informativo integrato, tutte le
rilevazioni avverranno in modo automatico. Lo strumento contabile che consente il
collegamento con la co.ge., nell’ambito del piano dei conti di co.an. sono i c/riferimento. I
c/riferimento sono l’espediente contabile che consente di collegare i due sistemi. Per questo
motivo vengono movimentati in maniera antitetica rispetto agli omologhi conti di co.ge. e
vengono chiamati conti a specchi. È importante comprendere che sono solo una
contropartita per consentire l’autonomia del sistema di partita doppia della co.an., che deve
essere autobilanciata. Si chiamano tipicamente col nome del loro omologo conto riferimento
di co.ge. seguito dalla dicitura c/rif. .
2. Il candidato illustri le principali di erenze tra i metodi più comuni di individuazione
degli scarichi di magazzino, quali sono e come funzionano.
E’ fisiologico che in magazzino convivano beni della stessa specie ma appartenenti a lotti
(partite) di erenti, e quindi aventi volumi e prezzi di erenti. Per questo motivo è fondamentale
individuare delle metodologie che consentano di valorizzare gli scarichi, i consumi, di
magazzino e conseguentemente le rimanenze di magazzino.
Ove non sia possibile utilizzare il metodo del costo specifico (è possibile, ad esempio, per una
concessionaria che vende auto che essendo ovviamente targate sono perfettamente
individuabili), o dove non sia economicamente conveniente, possiamo fare ricorso al LIFO, al
FIFO e al CMP.
Il Lifo (last in first out), si basa sull’assunto che gli scarichi del magazzino siano valorizzati al
prezzo del lotto di più recente ingresso. Questo ha due conseguenze:
- I consumi di materie prime e altri materiali sono valorizzati al costo di acquisto più
recente e gli scarichi di pf e altri output al costo di produzione più recente.
- Le rimanenze sono valorizzate al costo di acquisto, produzione più remoto.
Questo ha tre e etti; ai ricavi di vendita dei pf che consideriamo al prezzo corrente, verranno
contrapposti costi delle materie prime utilizzati per produrli più recenti. Quindi in caso di
dinamiche inflattive, il Lifo viene considerato un correttore parziale della inflazione, in quanto
riduce parzialmente gli e etti distorsivi di questo fenomeno sul reddito. Per contro ci possono
essere distorsioni nella valorizzazione delle rimanenze, valorizzate al prezzo più remoto. Se
valorizzo le rimanenze a prezzi più remoti in caso di inflazione, sospendo al futuro meno costi
e di conseguenza avrò meno reddito. Per questo si parla della cosiddetta riserva Lifo. Infine
nel Lifo è necessario tenere separati figurativamente i lotti di beni della stessa specie
appartenenti a partite di erenti. Questo perché uno stesso scarico di magazzino può essere
valorizzato a prezzi di erenti. Per gli e etti prudenziali sul reddito, il Lifo ha trovato larga
di usione.
Il Fifo (first in first out), si basa sull’assunto che gli scarichi del magazzino siano valorizzati al
prezzo del lotto di più remoto ingresso. Questo ha due conseguenze:
- I consumi di materie prime e altri materiali sono valorizzati al costo di acquisto più
remoto e gli scarichi di pf e altri output al costo di produzione più remoto.
- Le rimanenze sono valorizzate al costo di acquisto, produzione più recente.
Questo ha tre conseguenze; ai ricavi di vendita, che consideriamo al valore corrente, verranno
contrapposti costi per materi prime con prezzi remoti. In caso di periodi di inflazione questo
avrà un e etto decisamente migliorativo sul reddito. Le rimanenze per contro saranno
valorizzate a un valore più recente nel tempo. Anche il Fifo richiede di tenere separati
figurativamente i lotti di beni della stessa specie appartenenti a partite di erenti.
Infine, abbiamo il metodo del CMP, utilizzato nelle realtà di frequente movimentazione, dove
abbiamo modesti e ricorrenti approvvigionamenti. Questo metodo prevede che ad ogni nuovo
ingresso a magazzino venga ricalcolato il costo medio ponderato, che verrà utilizzato per
valorizzare gli scarichi fino al successivo ingresso di materiale il magazzino. In caso di
oscillazioni dei prezzi (inflattive e deflattive), il CMP consente di calmare gli e etti di queste
oscillazioni sul reddito e sulle rimanenze. Infatti, il CMP non sarà un correttore della inflazione
ai livelli del Lifo, ma nemmeno avrà l’e etto di migliorare il reddito come può fare il Fifo. E per
quanto riguarda le rimanenze non saranno valutate ai prezzi più recenti come il Fifo ma
nemmeno sottovalutate come con il Lifo. Infine, con il CMP non è necessario tenere separati
figurativamente i beni della stessa specie ma appartenenti a lotti di erenti, in quanto uno
stesso scarico del magazzino verrà valorizzato tutto allo stesso valore.
3. Il candidato illustri il confronto tra le varie modalità di svolgimento della contabilità
analitica.
Possiamo avere varie modalità di svolgimento della co.an.
Innanzitutto, dobbiamo distinguere fra sistemi unici (co.ge e co.an. sono gestite nello stesso
sistema) e sistemi duplici (co.ge. e co.an. sono gestite in due sistemi separati).
I sistemi unici sono tipici delle realtà anglosassoni, dove il bilancio è redatto secondo il
sistema patrimoniale, e in Italia sono poco di usi, al limite nei gruppi molto grandi che usano
principi contabili internazionali. I sistemi duplici sono tipici delle realtà europee dove il
bilancio è redatto con il sistema del reddito. Il sistema duplice va poi distinto in sistema
duplice misto e sistema duplice contabile. Il sistema duplice misto prevede che la co.an. sia
tenuta in forma libera, tipicamente con fogli di calcolo excel, ed
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Domande aperte svolte Microeconomia
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