Voltmetri numerici
Il convertitore A/D rappresenta il blocco principale del voltmetro digitale, che riceve in ingresso una tensione incognita V e la adatta al decodificatore. Successivamente troviamo un display per la visualizzazione.
Classificazioni dei convertitori A/D
Prima classificazione
- Schema differenziale: Una tensione incognita analogica viene confrontata con un'altra tensione analogica nota generata da un convertitore D/A. Un'unità logica effettua il confronto, generando un codice sequenziale che viene inviato al D/A, tendendo ad incrementare Vr. Il confronto termina quando Vx < Vr di 0,5 LSB. È importante che il valore Vx sia costante per tutto il processo.
- Schema conversione tensione/tempo: La tensione incognita viene convertita in un intervallo di tempo ΔT. Questo ΔT viene trasformato in codice tramite il numero di impulsi N che ricadono dentro l'intervallo di tempo. Il numero di impulsi N è legato alla tensione incognita Vx tramite la relazione: N = k1 × Vx × ΔT × k2.
Seconda classificazione
- Convertitori di tipo spot: Sono degli schemi di conversione diretta della forma d'onda, quindi molto veloci e utilizzati nei sistemi DAQ (schede di acquisizione dati) ma anche molto sensibili al rumore. Infatti, se ci fosse la presenza di uno spike (picco) e il campionamento avviene esattamente in quel punto, si avrebbe un campionamento corretto formalmente, ma distante dalla forma d'onda generale.
- Convertitori di tipo integrale: Questi schemi prevedono il campionamento della forma d'onda in un intervallo [t1, t2]. Essendo molto resistente al rumore è utilizzato per voltmetri ad alta precisione, però è anche più lento dato che si deve attendere la conversione dell'intero intervallo.
Dispositivi Sample and Hold
È importante che la tensione target rimanga costante durante tutto il processo di conversione. La variazione massima permessa può essere ±0,5 LSB affinché non crei problemi. Nel caso in cui il controllo S-H è a livello logico alto, lo switch MOS sarà chiuso quindi si andrà a caricare il condensatore con la tensione Vx. Quando la carica raggiunge un certo valore, il comando S-H si porta a livello basso, così il MOS si apre non caricando più il condensatore, che quindi mantiene la tensione ai suoi capi. Questa tensione VC si presenterà esattamente all'uscita del secondo comparatore, VOUT. Durante la fase di Sample (S-H = 1) VOUT segue VX, mentre durante la fase di Hold (S-H = 0) VOUT mantiene il valore dell'input (+) e quindi la tensione VC ai capi del condensatore.
Incertezza
- Amplificatore: Non ideale, guadagno non infinito e presenza di offset.
- Larghezza di banda: Limitata dall’OpAmp e dal MOS.
- Jitter: È il ritardo che si ha quando si switcha tra le fasi Sample e Hold. Importante per risalire al segnale.
- Droop effect: Durante la fase di Hold non si riesce a mantenere costante la VOUT a causa del condensatore che si scarica per la resistenza interna del MOS, comunque è trascurabile se inferiore a 0,5 LSB.
- Pedestal: Effetto dovuto alle capacità parassita tra drain e gate del MOS, che fanno cadere la VOUT. Anche in questo caso trascurabile se minore di 0,5 LSB.
Voltmetro a rampa
È un convertitore SPOT a conversione V/T. VX è il valore costante da misurare e da convertire ad un ben preciso ed unico istante. Si ha una rampa decrescente dove t0 è il primo istante d'interesse. L'istante t* è quello dove VM = VX, quindi la rampa assume lo stesso valore di VX, mentre l'istante tf è quello in cui la rampa raggiunge il valore nullo. Considerando il triangolo e il triangolo destro più piccolo si ha la relazione di conversione:
\( V_{X} = V_{M} \frac{t* - t_{0}}{t_{f} - t_{0}} \)
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