Il valore economico: una panoramica
Il valore economico è un valore che rappresenta una summa di diverse componenti e fattori che influenzano l’azienda e i suoi sistemi di governo. È eterogeneo e può nascere per diverse necessità:
Contesti di scambio e valutazione
- Contesto di scambio: è un valore che trova rappresentazione nell'incontro fra domanda e offerta. Ovviamente entrambe le parti costruiscono un “loro” valore economico che sembra il più possibile rappresentativo della realtà che si vuole rappresentare.
- Contesto di un processo di valutazione: situazione in cui il valore economico viene determinato dall'insieme dei fenomeni che vengono a verificarsi in un determinato contesto.
Il valore economico è un metodo tramite cui l’impresa può ordinare i fenomeni economici, misurandoli e integrandoli. Si rendono commensurabili i processi e quindi ci si può porre nell’ipotesi di analizzarli. Il valore economico è legato a molti altri valori, quali i valori etici, morali, sociali, ambientali e viene direttamente influenzato da questi, rendendo spesso difficile il legame fra questi valori e il valore economico in senso stretto. Questi diversi valori non sono ascritti, o assoluti, ma ovviamente dipendono direttamente dal complesso sociale in cui l’impresa viene a collocarsi.
Il concetto di giusto valore economico
Nel momento in cui si definisce un valore economico, lo si può definire “un giusto valore economico”, ma questa caratteristica di giustizia non è innata, ma deriva dall’accettazione iniziale della premessa di giustizia, che ovviamente è opinabile e dipende dal complesso sociale in cui ci si colloca. Quindi possiamo dire che il valore economico non viene individuato, o misurato, ma bensì costruito, e lo si costruisce seguendo un processo che varia di volta in volta in base alle necessità che si devono soddisfare.
Performazione del valore economico
Introduciamo quindi il concetto di performazione, cioè l’effetto che la costruzione del valore economico ha sulla realtà che rappresenta. La costruzione di questo valore genera di per sé delle conseguenze, degli effetti, e lo scopo non è quello di individuare un valore economico che sia preciso o corretto, ma bensì che massimizzi la positività degli effetti che esso produce. A riguardo facciamo due semplici esempi:
- Le società di rating costruiscono un valore economico, rappresentativo della solvenza o meno di stati o imprese. Questo valore economico da solo genera dei forti effetti nel mercato (corsa alle banche se i dati rilasciati dal rating sono negativi).
- La determinazione dei costi standard (costi obiettivo), i quali sono valutazioni ipotetiche, porta a modifiche nel comportamento del personale, in termini di efficacia ed efficienza.
Possiamo quindi dire in conclusione che il valore economico dev'essere rappresentativo della realtà che va a misurare, e performativo nei confronti dei destinatari che lo ricevono.
Relazione con il sistema di governo
Definito il valore economico, dobbiamo tenere presente che esso dipende non solo dal complesso sociale in cui si colloca l’impresa, ma anche dal sistema di governo che questa utilizza. Possiamo definire come sistema di governo l’insieme di meccanismi, strumenti, processi, persone, idee, concetti, valori… con cui si gestiscono le dinamiche aziendali. Il sistema di governo è una rete multiforme che pesca i suoi componenti dappertutto e si concretizza in molte forme tecniche che dipendono dall’insieme delle relazioni. Non è una realtà isolabile, ma vive relazionandosi con il valore economico e con il complesso sociale in cui si colloca.
I sistemi di governo sono legati ai valori economici, ma non si può definire che uno influenzi in modo deterministico l’altro, anzi, si influenzano vicendevolmente, ed entrambi traggono il loro orientamento dal complesso sociale in cui l’impresa è collocata. Un’impresa infatti non ha confini certi, è una concretizzazione di relazioni che esistono tra soggetti e oggetti, tra soggetti e oggetti. L’impresa è in contatto con tutte le parti dell’ambiente, ma che per correttezza dovremo definire “tutto”, in quanto l’azienda non esiste se non consideriamo tutto ciò che non è azienda.
Definizione del valore economico
Esistono tanti complessi sociali e l’impresa è in contatto con tutti questi, che possiamo definire come un insieme di reti tra oggetti e soggetti, che creano contesti da cui le imprese ricavano la loro identità in rapporto con il resto, con ciò che non è impresa.
Possiamo definire il valore economico in due modi:
- Quantificazione dell’essenza economica di un fenomeno.
- Articolazione di complessi sociali che danno vita a particolari significati di “valori” (valore per un particolare attore e in relazione a scopi specifici).
- Dalla rappresentazione al valore economico: c’è un’essenza economica, che viene rappresentata tramite il valore economico.
- Dalla costruzione alla performazione del valore economico: la concretezza del valore economico genera effetti secondo gli scopi per cui viene costruito. A volte la costruzione non genera effetti certi, ma possono essere diversi da quelli che ci si aspettava. L’importante rimane il fatto che la costruzione di tali valori non sia neutra, ma generi degli effetti. Per questo motivo un valore economico non può essere giusto o sbagliato, ma semplicemente coerente o meno col complesso sociale in cui viene a collocarsi, e rimane molto variabile il confine tra la coerenza o meno di un determinato valore col contesto.
Profili del valore economico
- Espressione quantitativo-monetaria di un bene di scambio: è il prezzo di un bene, il quale congela il valore economico a quel valore, e si genera nell’accordo fra due parti: una che vuole vendere e l’altra che vuole acquistare.
- Espressione della desiderabilità del bene: è l’idea del valore d’uso, il quale spiega l’interesse a scambiare, ma non è il valore di scambio, visto in precedenza, il quale si determina sul mercato. Il valore d’uso si intende come ciò che si ritiene possa essere ottenuto dal bene stesso. È il valore d’uso che determina il valore di scambio, e modificandosi il primo si ottiene una modifica anche del secondo. In particolare inoltre il valore d’uso è soggettivo, dipende da chi lo percepisce, al contrario del valore di scambio, che lo si osserva nel mercato.
- Attualizzazione dei risultati futuri generati dall’impiego di un capitale: implica la conoscenza dei risultati futuri, i quali sono incerti, e contengono forti componenti di rischio. Si ottengono perciò dei valori stimati, ipotetici, che tengono in considerazione le aspettative soggettive di chi prevede l’andamento futuro degli eventi. Bisogna tener anche conto delle situazioni di incertezza radicale, dove non sono nemmeno possibili delle aspettative essendo l’incertezza troppo elevata. L’attualizzazione diventa quindi una realtà ipotetica, della quale si ricerca il consenso, si ricerca la credibilità delle aspettative generatesi.
- Valore economico come “fair value” con forme congetturali: l’idea di valutazione si trova all’interno di ipotesi congetturali, le quali servono come guida per costruire un modello da seguire. (Esempio degli ammortamenti)
- Determinazione di un risarcimento (valori morali o estetici): il valore di un risarcimento deriva da un accordo, da un lungo processo di costruzione e valutazione, poiché le caratteristiche del complesso sociale sono molto varie, e non è semplice determinare un valore economico per qualcosa di evanescente e impalpabile.
- Valore economico in un’azienda o in un complesso etico-politico
- Le forme di rappresentazione del valore economico: il valore economico ha una grande varietà di forme, sia quantitative che qualitative, sia livellari che puntuali. Sono forme queste che qualificano il valore d’uso in senso stretto. Pensiamo infatti ai risultati delle ricerche delle società di rating, o alle classifiche della bontà di un vino. Sono entrambi valori economici.
- Il valore come misura e la valutazione come processo
- Il fenomeno del “valore economico” e il suo rilievo: il valore economico spesso si presta a essere manipolato, e queste manipolazioni hanno effetti dirompenti sul contesto. Infatti il valore economico è risultato di un processo di costruzione, non di un algoritmo; diventa quindi importante durante il processo di valutazione capire quali siano le forze che entrano in gioco. Il valore economico non si astrae dal contesto in cui si colloca, ma piuttosto ne viene influenzato, portando una forte incertezza nella fase di costruzione, poiché diventa incerto valutare la qualità degli oggetti/fattori che si prendono in considerazione. Queste qualità non possono essere semplicemente sommate fra di loro, generando un valore inequivocabile, ma bisogna determinare per ciascuna un metro di misura adatto, essendo esse difficili da commensurare.
- Interrelazione fra valore economico, valori morali ed estetici: non essendo astratto dal contesto il valore economico non è separato dai valori morali ed etici presenti nel contesto, e questi valori spingono od ostacolano il formarsi del valore economico. Va tenuto presente che molto spesso sono proprio questi valori a generare un valore economico, basti pensare alla piattaforma Linux, dove sono gli utenti stessi (spinti da passione e interessi) a creare i software e quindi il valore economico. L’integrazione di questi valori dà vita a valori funzionali e valori simbolici.
- Cosa significa che un bene fornisce valore per un soggetto?: significa semplicemente che vi è un’unione tra valore d’uso e valore di scambio, dove il secondo dipende direttamente dal primo. Il valore d’uso è il termine che spiega perché è importante acquisire un certo bene, è una parte fondamentale nella costruzione del valore di scambio. Bisogna inoltre distinguere il valore individualistico da quello relazionale, infatti alcuni beni generano un valore aggiunto se messi in relazione ad altri fattori. Ad esempio: acquisto un abito firmato perché mi vedo bene vestito così (valore individuale), quando esco però vengo apprezzato dagli altri per il mio vestito (valore relazionale). Si ricerca l’approvazione che riesce ad unire i due valori, individuale e relazionale. Una seconda distinzione si può fare tra valore funzionale e valore simbolico. Il primo è ovviamente legato alla funzionalità del bene, tornando all’esempio di prima mi vesto per coprirmi, il secondo invece è legato a qualcosa di intangibile, come può essere lo status che ottengo vestendomi in un certo modo.
- Come un soggetto inquadra il valore economico?: distinzione dei beni che vengono trattati in mercati standard e in mercati status, e quindi sovrapposizione tra valore d’uso e valore di scambio. Analizziamo i due mercati:
- Mercato standard: in questo tipo di mercati gli strumenti di calcolo tendono a ridurre il valore d’uso nei confronti di quello di scambio. Con l’arbitraggio infatti si riduce la possibilità di fare utile. Sono ad esempio i mercati dei metalli, o le commodities. In questi mercati operano sistemi che limano le fluttuazioni tra valore d’uso e valore di scambio, questo è possibile in quanto vi sono scarse incertezze sulle caratteristiche qualitative dei beni.
- Mercato di status: sono mercati che riguardano beni con qualità incommensurabili. Si entra nel campo delle singolarità, nasce il concetto di concorrenza monopolistica. I meccanismi di valutazione sono certo più complessi, e si introducono gli strumenti con cui dare giudizi a queste singolarità, che diventano i cavalli di battaglia delle imprese. Gli strumenti di valutazione in questi mercati sono diversi: network personali, ciceroni, confluenze (localizzazioni, cioè dove si colloca il proprio business), ranking, denominazioni (riducono l’incertezza su alcune qualità)…
Rapporto tra cognizione e azione
Tre livelli per il modo in cui si usano gli strumenti:
- Un soggetto per decidere fra le alternative raccoglie informazioni per ridurre l’incertezza nella scelta. In questa situazione non sono presenti i giudizi personali che gli individui formulano sulla base delle informazioni raccolte. In questo caso la costruzione del valore economico produce un risultato quantitativo (es. risultati contabili e finanziari). Questo però tende a essere un approccio estremamente semplificativo. Infatti in questo caso soggetti e strumenti sono ben distinti fra loro.
- Prende in considerazione anche il problema d’interazione. Non basta raccogliere le informazioni, le quali possono essere disturbate da altri rumori. Il valore dell’informazione non dipende solo dall’informazione stessa, ma anche dal destinatario. Infatti spesso non vengono raccolte informazioni sufficienti o non quelle corrette. Inoltre il valore dipende anche da come s’interagisce con l’informazione. L’interazione è fondamentale trovandosi in un contesto d’incertezza, infatti le informazioni che vengono raccolte devono essere stabilizzate prima di essere utilizzate dal soggetto. I soggetti in questo caso interagiscono con altri soggetti e oggetti, ma per quanto s’interagisca mantengono le proprie caratteristiche.
- Caso in cui ho un insieme di strumenti di informazioni che i soggetti usano in maniera diversa. Caso in cui vi è una forte eterogeneità di soggetti e loro interazione con gli strumenti. Esempio è il rating, che al suo interno ha un’elaborazione di giudizi. Noi riceviamo un’informazione dal rating, che è un giudizio, ed esprimiamo su di essa un nostro giudizio. Si generano giudizi sui giudizi altrui. In questa situazione il soggetto si pone a rete accogliendo gli impulsi che vengono dati dai dispositivi articolati, in particolare si crea una rete di dispositivi articolati per quantificare il valore economico. Va tenuto presente che nel tempo questi dispositivi non rimangono inalterati, ma si modificano. In secondo luogo bisogna tener presente che l’incertezza qualitativa non è semplice da risolvere, e lo si fa creando reti tra soggetti e informazioni, anche se l’incertezza radicale non può essere del tutto risolta. Un esempio di queste reti potrebbe essere, che se devo acquistare un quadro, prima inizio a raccogliere informazioni da galleristi e tenutari d’aste, che mi daranno delle informazioni tecniche, ma chiedo un parere anche ad amici e colleghi per costruire correttamente un valore economico. Infine bisogna tener presente che il giudizio che noi esprimiamo spesso viene modificato dal giudizio di altri, ad esempio, se beviamo un vino che non ci piace, ma che è giudicato un ottimo vino dalle guide enogastronomiche, siamo portati a modificare il nostro giudizio, e dire che il vino è buono. Queste tre modalità incidono molto su come un soggetto inquadra il valore economico. Il problema informativo sfuma portando la costruzione del valore economico a dipendere dai giudizi. Abbiamo detto che nella terza situazione vi è una forte interazione fra soggetti e oggetti. Ma non è semplicemente così, si viene a creare un’unione, un’integrazione, una combinazione fra soggetti umani e soggetti non umani. Si dà vita al concetto di S-OGGETTO, cioè un tutt’uno dove non è più possibile discernere la componente umana da quella non umana. Un esempio di questa situazione è un uomo con pacemaker.
Questo schema porta in dettaglio alcuni punti analitici, in particolare che il valore economico è legato all’esistenza di beni e servizi, e l’impresa può modificare il valore economico agendo sui quattro fattori evidenziati lungo la retta dei costi. In particolare:
- Può aumentare il prezzo di vendita senza superare il valore d’uso del cliente, o in secondo luogo può spingere in alto il valore d’uso percepito del cliente, per cui è palese come sia la funzione di marketing di un’impresa a svolgere questi movimenti dei valori d’uso e di scambio.
- Può ridurre i costi di produzione o i costi opportunità, quindi in questo caso si cerca di ridurre il valore di scambio agendo sul costo dei fattori produttivi. Questo è il campo d’intervento tecnologico, difatti sono proprio le tecnologie a permettere la riduzione del costo dei fattori produttivi.
Ma questo schema in dettaglio si trova al centro di tanti piccoli problemi:
- Costruzione delle qualità del prodotto
- Gestione del valore dal lato dei costi
- La gestione del valore nell’incertezza
- L’evoluzione dei sistemi per la produzione del valore
- Il valore nel caso di risarcimenti
- Il valore del brand
Differenti contesti per l’azione e le tipologie d’intervento
Certezza delle relazioni ricavate dalla storia o da altre regole obiettive codificate:
Descrizione della condotta ottima e rispetto delle linee d’azione definite:
- Problem solving con ottimizzazione della relazione rischio-rendimento
- Identificazione di relazioni rischio-rendimento “visionarie”, vale a dire basate sulle caratteristiche locali del decision maker
- Costruzione e ricostruzione dell’unknown con il quale l’agency aziendale si confronta
Da questa tabella emergono 4 forme tipiche di contesto che sono fra loro integrate. Produrre valore per il cliente e mantenerlo all’interno dell’impresa avviene nei 4 contesti che ora andremo ad analizzare nel dettaglio. In ciascuno si modifica la gestione del valore economico, e si utilizzano strumenti appropriati per ogni circostanza.
- È il contesto vicino alla certezza, che si può risolvere con la semplice raccolta di informazioni.
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Valore economico sociale
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La produzione culturale del valore economico
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Valore assoluto e maggioranti
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Disequazioni con valore assoluto