Estratto del documento

1 Al nido l’osservazione ha la funzione di:

rimodellamento delle ipotesi di lavoro con i bambini.

2 All’osservazione di un video possono partecipare:

sia gli esperti-ricercatori, sia i soggetti coinvolti

nell’azione videoregistrata.

3 Con l’osservazione strutturata si favorisce:

la raccolta di dati sulla base di categorie ben definite.

4 Con l’osservazione a basso livello di strutturazione si vogliono

cogliere:

atteggiamenti, comportamenti e percezioni.

5 Con l’uso di una check list e:

si ricavano dati anche sul tempo inn cui si presenta un

comportamento.

6 Con la riflessione sulle psicotecnologie De Kerchkove intende:

porre l’attenzione sull’interazione tra corpo, mente e

tecnologie e le reciproche influenze.

7 Fra le distorsioni frequenti che l’intervistato presenta durante

l’intervista vi sono:

la chiusura e l’aggressività.

8 Fra le distorsioni frequenti che l’intervistatore può presentare

durante l’intervista vi sono:

il pregiudizio contagioso e l’indulgenza.

9 Gli immigrati digitali, secondo Prenski:

sono coloro che utilizzano prevalentemente un approccio

alfabetico.

10 Guardare si differenzia dall’osservare perche:

si presehnta come attività spontanea.

1 I corridoi al nido:

possono essere utilizzati anche come spazio didattico e per

fornire indicazioni ai bambini.

2 I dispositivi tecnologici, in ambito professionale, richiedono:

una maggiore capacità di rappresentazione mentale e

modellizzazione dei processi.

3 I dispositivi touchscreen presentano una maggiore facilità d’uso

perche:

riprendono schemi gestuali parzialmente già conosciuti.

4 I materiali presenti nella sezione del nido debbono essere:

rispondenti all’intenzionalità dell’educatore e agli interessi

dei bambini.

5 Il bisogno di scoprire la realtà si attiva quando il bambino:

ha sviluppato un senso di sicurezza che gli consente di

andare oltre.

6 Il criterio principale al quale si deve ispirare la progettazione di un

dispositivo e:

l’autoprogettazione identitaria all’interno di una comunità

che attiva nel soggetto.

7 Il criterio di validità:

assicura che ciò che viene osservato risponda al focus

dell’osservazione.

8 Il dispositivo, nell’accezione di Foucault ha prevalentemente:

una funzione di controllo.

9 Il dispositivo pedagogico, nel pensiero di Massa, assume una

funzione:

di orientamento, guida, supporto e facilitazione.

10 Il dispositivo consente di:

porre in atto un sistema che può favorire lo sviluppo di un

soggetto.

1 Il Diario aiuta a:

elaborare i propri vissuti.

2 Il Diario rientra tra gli strumenti osservativi:

a basso livello di strutturazione.

3 Il Diario di bordo può essere usato:

per documentare l’intervento educativo da parte di uno o

più educatori.

4 Il Diario di bordo e:

considerato uno strumento che non può fornire oggettività

nell’osservazione.

5 Il Diario di bordo può variare a seconda:

dell’obiettivo osservativo e della frequenza di osservazione.

6 Il Diario di bordo e organizzabile:

secondo domande guida.

7 Il gioco di esercizio nei bambini consiste:

nella scoperta e ripetizione degli schemi di azione.

8 Il materiale montessoriano definito “Gli incastri solidi”

consentono di:

accrescere l’abilità fine, la percezione visiva, la conoscenza

delle dimensioni.

9 Il metodo montessoriano e definito anche:

pedagogia scientifica

10 Il Reggio Approach e un progetto educativo:

soprattutto volto a sviluppare competenze di cittadinanza

responsabile di una comunità.

1 Il saper osservare e una competenza dell’educatore perche:

aiuta ad assumere una postura di distanziamento e analisi.

2 Il tre-test e funzionale a:

comprendere se il questionario fornisce un quadro sul tema

individuato.

3 Il tempo va curato nell’osservazione mettendo:

durata, frequenza e sequenza.

4 Il teorico del modello Reggio Approach e:

Loris Malaguzzi

5 In ambito educativo e opportuno:

osservare solo nei momenti di apprendimentio informale.

6 In filosofia il concetto di dispositivo e riferito a:

l’insieme degli elementi fra loro interconnessi che

permettono di esercitare forme di controllo sugli individui.

7 In un’intervista semistrutturata:

si possono cogliere anche stati emotivi

8 In un’intervista:

ci possono essere anche più di due soggetti.

9 In una buona osservazione non debbono mai mancare i dati

relativi:

al contesto.

10 L’attività osservativa deve:

essere sempre inserita in un’ipotesi di percorso.

1 L’adulto, nella progettazione al nido, e:

mediatore di relazioni costruttive fra gli elementi del

contesto nel quale è immerso.

2 L’ambiente, al nido, viene definito la massima espressione di

democrazia perche:

è disponibile a tutti per sviluppare conoscenza.

3 L’ambiente al nido deve supportare soprattutto:

i bisogni del bambino: la sicurezza e l’esplorazione.

4 L’approccio dei “100 linguaggi” del Reggio Approach mostra

similitudini con:

la ricerca condotta da Gardner sulle intelligenze multiple.

5 L’apprendimento nel modello del Reggio Approach può essere

definito:

individuale, collettivo, autonomo, partecipativo, emotivo.

6 L’attualità del metodo montessoriano e ravvisabile soprattutto:

nello sviluppo della competenza autoregolativa, di

autoeducazione.

7 L’autoconfronto semplice e così definito perche:

richiede solo la presenza del soggetto videregistrato

insieme al ricercatore.

8 L’intervista quantitativa si realizza:

mediante un questionario strutturato proposto

dall’intervistatore.

9 L’intervista libera prevede che:

vi sia una domanda di avvio per lasciare spazio

all’espressione dell’intervistato.

10 L’indagine sull’ambiente sviluppa le prime competenze:

nell’analizzare e categorizzare per polarità e nell’operare

discriminazioni.

1 L’insegnante/educatore nel Reggio Approach e soprattutto capace

di: accompagnare, con flessibilità e competenza, lo sviluppo

dei bambini.

2 L’ingresso, al nido, e uno spazio:

che va accuratamente progettato per favorire il distacco

dal genitore.

3 L’organizzazione delle domande in un’intervista semistrutturata:

val dal generale al particolare.

4 L’osservazione e sempre:

e comunque influenzata da aspetti soggettivi.

5 L’osservazione delle variabili in modo sistematico e possibile

specialmente:

nelle situazioni sperimentali in laboratorio.

6 L’osservatore e partecipante quando:

prende parte alla situazione che osserva.

7 L’osservatore competente:

non tralascia di osservare anche l’ovvio.

8 L’osservazione ha anche un effetto di cambiamento perche:

può modificare le precedenti ipotesi.

9 L’osservazione strutturata ha l’obiettivo di:

ridurre la discrezionalità dell’osservatore nel rilevare il

dato.

10 L’osservazione da video permette di:

rilevare contemporaneamente il comportamento di più

soggetti.

1 L’osservazione da video consente:

la realizzazione di livelli di analisi differenti.

2 L’osservazione da un video può essere fatta:

in tempi diversi, da persone diverse.

3 L’osservazione descrittiva appartiene alla tipologia:

di osservazione a basso livello di strutturazione.

4 L’osservazione di tipo descrittivo può essere fatta:

a posteriori e in contemporanea.

5 L’osservazione e un processo che può essere svolto:

da più operatori, in base ad accordi sulle modalità e

oggetto di osservazione.

6 L’osservazione “carta e matita” può risultare:

faticosa perché richiede molta attenzione.

7 L’uso della videoregistrazione:

annulla di fatto gli errori derivanti da una trascrizione

scritta effettuata da un ricercatore.

8 La capacità di assumere dati, anche inconsapevolmente, dal

proprio ambiente, viene definita da M. Montessori:

mente assorbente

9 La check list può essere applicata:

in ambiente naturale e su tracce video.

10 La decisione circa lo strumento osservativo da utilizzare dipende:

dal focus dell’osservazione.

1 La definizione di “embrione spirituale” in Montessori significa:

un vivente che abbisogna di un ambiente stimolante e

accogliente per crescere.

2 La discrezionalità dell’osservatore e:

maggiore nell’osservazione a basso livello di strutturazione

3 La documentazione e fondamentale nel Reggio Approach perche:

costituisce la base sulla quale attivare la riflessione

sull’apprendimento dei bambini.

4 La documentazione quotidiana della vita al nido dovrebbe essere

posizionata:

nell’ingresso per consentire subito ai genitori di conoscere

la vita quotidiana del nido.

5 La durata dell’osservazione:

dipende dal focus dell’osservazione.

6 La finalità dell’intervista qualitativa e di tipo:

conoscitivo.

7 La finalità principale del modello montessoriano e:

l’autoeducazione.

8 La formazione degli insegnanti/educatori nel Reggio Approach si

sviluppa prevalentemente:

all’interno delle comunità di autoapprendimento alle quali

partecipano insegnanti/educatori e pedagogisti.

9 La metodologia osservativa degli etologi prevede che il

comportamento del soggetto venga studiato:

nel suo ambiente naturale.

10 La modalità di lavoro considerata come multitasking viene

assegnata da Prenski:

ai nativi digitali.

1 La narrazione e presente anche nei giochi dei bambini con età

inferiore ai tre anni:

è vero sempre, sia quando verbalizzano o mimano con il

corpo.

2 La partecipazione costituisce uno dei valori fondanti il modello del

Reggio Approach e coinvolge:

la scuola e la comunità nella quale è inserita.

3 La prima fase per costruire un questionario riguarda:

la precisazione dello scopo.

4 La prima “Casa dei bambini” e stata fondata da:

Maria Montessori

5 La progettazione educativa al nido si deve ispirare ai criteri di:

continuità, flessibilità e partecipazione.

6 La pedagogia dell’ascolto permea il modello Reggio Approach al

fine di:

consentire una reale valorizzazione delle differenze.

7 La raccolta dei dati con un’osservazione a basso livello di

strutturazione e prevalentemente:

narrativa, descrittiva.

8 La relazione tra uso delle tecnologie e apprendimento:

non è ancora chiaramente compresa.

9 La riflessività e funzionale a:

ripensare la propria identità professionale.

10 La riflessione e un processo volto:

a ripensare l’agire.

1 La ricerca sull’ambiente attuata al nido attiva:

l’osservazione e la sperimentazione.

2 La scelta delle categorie, in alcuni casi, può essere determinata:

da un quadro teorico di riferimento.

3 La scelta delle situazioni informative:

spetta all’osservatore.

4 La suddivisione degli spazi al nido ha la funzione di:

organizzare il tempo e le tipologie di attività.

5 La tecnica dei brevi episodi si usa per:

rilevare diverse occasioni in cui il soggetto manifesta un

particolare comportamento.

6 La videoanalisi trova oggi un’ampia applicazione:

nel mondo dello sport e della formazione.

7 Le domande lunghe servono a:

far riflettere su aspetti complessi.

8 Le domande con risposta non univoca creano:

dubbi su come fornire la risposta.

9 Le domande a risposta aperta sono più impegnative:

dal punto di vista dell’analisi dei dati.

10 Le domande, in un’intervista semistrutturata:

possono variare a seconda di quello che si vuole rilevare.

1 Le tre C suggerite per una buona educazione alle tecnologie

nell’infanzia sono:

consapevolezza, critica, creatività.

2 Lo spazio della sezione al nido deve comunicare:

familiarità, accoglienza, fornire riconoscimento.

3 Montessori assegna un’importanza fondamentale, nell’azione

dell’educatore:

all’osservazione

4 Negli Orientamenti del 1991 si profilava un rischio rispetto all’uso

delle tecnologie, ovvero:

il possibile isolamento del bambino.

5 Nel determinare la temporalità con la quale si effettua

l’osservazione occorre:

determinare il suo rapporto con l’obiettivo e la categoria.

6 Nel Diario solitamente sono presenti:

scritture relative alle emozioni.

7 Nel Diario di bordo e possibile:

inserire anche elementi teorici a spiegazione delle pratiche.

8 Nel metodo montessoriano si utilizzano:

materiali strutturati secondo le direttive della Montessori e

anche materiali non strutturati.

9 Nel modello reggiano i materiali sono prevalentemente:

non strutturati in quanto debbono stimolare il pensiero

complesso nei bambini.

10 Nell’osservazione descrittiva e compito dell’osservatore:

restituire fedelmente ciò che osserva

1 Nell’osservazione in itinere e opportuno:

raccogliere dati di tipo qualitativo e quantitativo.

2 Nella costruzione del questionario e opportuno:

definire un ordine e una strutturazione delle domande.

3 Non sempre e utile:

avere conoscenze strutturate pregresse su ciò che si

osserva.

4 Operare nella direzione dello sviluppo di un pensiero critico, fin

dalla prima infanzia, significa supportare:

l’emergere di domande.

5 Per analisi plurale si intende:

l’analisi svolta da più esperti in rapporto ad una

situazione.

6 Per avere un’idea su che cosa indagare tramite un questionario e

opportuno:

effettuare uno studio esplorativo preliminare.

7 Per criterio di rilevanza nell’osservazione si intende:

quel tipo di osservazione che aiuta a scoprire come il

soggetto risponde alle opportunità educative.

8 Per favorire il senso di sicurezza e opportuno:

predisporre uno psazio per accogliere i suoi oggetti.

9 Quando il bambino riesce, attraverso il gioco, a porsi da un punto

di vista diverso dal proprio:

sta sviluppando un pensiero decentrato.

10 Quando la categoria e ampia occorre:

costruire una descrizione degli indicatori che possono

meglio rappresentare il significato della categoria.

1 Quando M. Montessori fa riferimento al “periodo sensitivo”

intende:

quel periodo in cuiil bambino è particolarmente facilitata

nel cambiamento.

2 Quando si osservano fenomeni collegati ai comportamenti umani:

si può attivare un processo scientifico di metodo.

3 Quando si usa una griglia di osservazione e importante:

aver ben compreso e condiviso il significato delle

categorie.

4 Quando si somministra un questionario autocompilato e

importante che:

colui che lo compila abbia chiaro lo scopo e significati.

5 Secondo Perrenoud:

i dispositivi didattici sono sempre diversi a seconda del

compito, degli alunni.

6 Solitamente le fasi dell’osservazione sono:

iniziale, in itinere, per la valutazione.

7 Solitamente la sezione al nido e organizzata:

in angoli di interesse e attività

8 Tra i dati necessari in un protocollo osservativo vi devono essere:

la data, il luogo, l’osservatore

9 Tisseron ha effettuato uno studio particolare:

sulla modalità e temporalità per proporre l’uso degli

schermi.

10 Un’informazione che deve sempre essere data all’intervistato

riguarda:

lo scopo dell’intervista e l’uso che verrà fatto delle

informazioni.

1 Un aspetto da curare particolarmente nella costruzione della

griglia e:

la definizione dell’ampiezza delle categorie.

2 Un aspetto importante da registrare nell’osservazione descrittiva e

narrativa e:

la sequenza degli eventi.

3 Un buon osservatore:

ha sempre chiaro l’obiettivo della propria attività

conoscitiva.

4 Un buon osservatore tiene sempre conto:

della possibile reattività dei soggetti osservati.

5 Un buon osservatore sa stabilire:

la relazione fra strumentio, obiettivo e oggetto di

osservazione.

6 Un criterio importante da rispettare nella formulazione delle

domande e:

la semplicità del linguaggio.

7 Un etogramma e:

una lista di comportamenti direttamente osservabili.

8 Un errore frequente nella costruzione delle griglie e:

associare delle scale di valutazione inadeguate alla

categoria.

9 Un grande vantaggio offerto dalla videoregistrazione e quello di:

raccogliere una grande quantità di informazioni e dettagli.

10 Un problema connesso alla realizzazione dei video a fini

formativi o di ricerca e:

la difficoltà dei soggetti a comportarsi normalmente

quando sono videoregistrati.

1 Un ruolo fondamentale dell’adulto che opera con le tecnologie

con il bambino da 3 a 36 mesi e:

quello di accompagnare l’esperienza sollecitando lo

sviluppo del linguaggio.

2 Un soggetto trae beneficio formativo da un dispositivo quando:

interpreta le strutture e i vincoli esistenti per maturare

personali interpretazioni e decisioni.

3 Una buona strategia per progettare un dispositivo e data da:

porsi nell’ottica di coloro che dovranno viverlo per

ipotizzare i possibili comportamenti.

4 Una caratteristica importante dei dispositivi tecnologici e:

la crescente complessità a fronte di una maggiore

invisibilità dei processi.

5 Una caratteristica dell’osservazione strutturata e data:

da un sistema pianificato di raccolta e classificazione delle

informazioni.

6 Una check list e:

un elenco di comportamenti preselezionati.

7 Una difficoltà nell’uso di alcune griglie si riscontra quando:

sono associate a scale di valutazione.

8 Una regola fondamentale per l’osservazione descrittiva e:

non esprimere mai giudizi.

9 Una serie di errori nella registrazione dei dati qualitativi

provengono:

dalle aspettative dell’osservatore.

10 Uno dei grandi vantaggi forniti dal questionario e:

la rapidità con cui si possono raccogliere i dati in gran

numero.

1 A fronte della percezione di una minac

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica, progettazione e valutazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Bonazza Vincenzo.
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