Nell'epoca delle crociate
Il Cristianesimo ebbe seguito nell'ambito circoscritto della Chiesa ortodossa bizantina, cui guardavano i popoli dell'Europa orientale, e della Chiesa romana, cui aderiva il resto d'Europa; la lotta contro il nemico islamico contraddiceva la missione della evangelizzazione ‘universale’.
Il concetto di Medioevo e i suoi confini temporali
Sono stati elaborati dagli umanisti del Rinascimento.
La radice lessicale della parola greca "istoria"
E' presente anche nel verbo "orao" che significa "vedere".
In alcune periodizzazioni, la storia medievale
È circoscritta tra il 476 (deposizione di Romolo Augustolo, considerato ultimo imperatore dell'Impero Romano d'Occidente) e il 1492 (data della scoperta dell'America da parte di Colombo).
Il concetto di Medioevo
Nasce con l'Umanesimo (XIV-XV secolo) nel momento in cui intellettuali e artisti ebbero piena consapevolezza di vivere in un'epoca nuova di grandi trasformazioni culturali, morali ed estetiche.
La connotazione del Medioevo
Come l'età degli eroi, formulata da Giovan Battista Vico nell'opera “Scienza nuova” è stata ripresa, nell'opera “La società feudale” di Marc Bloch.
In Italia la funzione della Chiesa medievale
Di conservazione e trasmissione della civiltà romana è stata evidenziata, tra altri, da Manzoni, Troya e Capponi.
XIII secolo, con riguardo particolare
Alla contrapposizione tra proprietari terrieri e popolani, a Firenze, è stata oggetto di studio degli storici fiorentini che si sono ispirati al Materialismo storico di Salvemini.
La corrente storiografica delle Annales
Trae il nome dalla rivista “Annales d'histoire économique et sociale” fondata, nel 1929, da due professori universitari francesi, Marc Bloch e Lucien Febvre.
Durante il Medioevo, il potere dell'Impero e quello della Chiesa
Si collocano all'interno del peculiare modello sociale, politico e della produzione di quell'epoca, come imprescindibili elementi, e però antagonisti sotto alcuni aspetti e in determinate fasi storiche.
La popolazione persiana, appartenente al ceppo indoeuropeo
In origine era formata da cavalieri-pastori nomadi che rapidamente si abituarono alla vita sedentaria e crearono un grande impero: ad Occidente comprendeva anche le valli del Tigri e dell'Eufrate; ad Oriente una zona più arida e montuosa.
La Persia fu conquistata da Alessandro Magno
Nell'anno 331 a.C., e verso il III secolo a.C. dai Parti. Fu in lotta con l'impero romano per il dominio della Siria, dell'Armenia e della Mesopotamia; la contesa divenne più aspra con l'ascesa al trono nel 224 d.C. della dinastia dei Sasanidi.
La popolazione indiana
Appartiene al ceppo linguistico indoeuropeo. In origine era un popolo di pastori e allevatori che progressivamente si vennero trasformando in contadini di una grande civiltà agricola.
Il Vallo Adriano, opera difensiva romana, fatta costruire
Dall'imperatore Adriano, fra il 122 e il 127 in Britannia, ebbe funzione analoga a quella della Grande Muraglia cinese. Separava due sistemi di vita e due diversi rapporti tra uomo e ambiente: da un lato il mondo delle foreste e delle grandi valli fluviali dell'Europa centrale e settentrionale, dall'altro il mondo abitato da popolazioni con sistemi sociali e culturali complessi.
La città romana aveva una struttura urbanistica
Non dissimile da quella ellenica. Il centro, la urbs, aveva funzioni amministrative, politiche e commerciali; la civitas era il territorio di insediamento abitativo; il suburbio era una zona intermedia tra il nucleo cittadino e la campagna; vi si trovavano gli impianti artigianali, gli anfiteatri, le necropoli e le ville lussuose.
Nella base sociale del Cristianesimo latino
Il Cristianesimo si affermò con molti decenni di ritardo. Inizialmente si diffuse tra le comunità giudaiche, successivamente (sotto il dominio di Costantino) ebbe seguito crescente tra i cittadini romani divenendo con l'Editto di Milano del 313 religione ufficiale dell'Impero.
Nella base sociale del Cristianesimo latino
Erano ampiamente presenti i ceti dirigenti romani che apprezzavano l'organizzazione gerarchica del clero (formata da presbiteri, vescovi e diaconi). Da ciò il connubio tra autorità religiosa cristiana e autorità politica romana e un mutamento rispetto all'assetto sociale della Chiesa primitiva.
L'organizzazione ecclesiale cristiana prese a modello quella amministrativa romana
Furono create le diocesi (coincidevano con i territori dei municipi romani) con a capo il vescovo; tra i vescovi di una stessa provincia assunse rilievo quello della città più grande e nacquero le chiese metropolite, gli arcivescovadi e i patriarcati.
Il primo concilio ecumenico
Fu convocato dall'Imperatore Costantino nel 325 a Nicea. L'Arianesimo venne condannato anche per gli argomenti sostenuti da alcuni vescovi contro le tesi del prete Ario di Alessandria ma principalmente per volere dell'imperatore che temeva la rottura dell'unità dottrinale nella Chiesa.
L'ingerenza di Costantino, a Nicea, nelle questioni dottrinali della Chiesa
Costituì un precedente nell'assegnare agli imperatori un ruolo nella difesa dell'ortodossia, e segnò l'inizio del processo di elaborazione della “ortodossia” dottrinale valida per la Chiesa universale; è in questo processo che le dottrine non approvate sono formalmente qualificate come eresie.
Contatti stabili tra i Romani e le tribù germaniche
Iniziarono con la conquista della Gallia da parte di Cesare. Nel De bello gallico, scritto nel 51 a.C., ne diede una descrizione accurata evidenziandone gli usi e costumi e le virtù guerresche.
Originariamente, l'economia delle tribù germaniche
Era basata su caccia e allevamento. L'agricoltura aveva un ruolo marginale applicando pratiche primitive di coltivazione come quella del debbio che consisteva nel ripulire il suolo con il fuoco, metodo che rendeva presto improduttivo il terreno e costringeva le tribù a continui spostamenti.
Le tribù germaniche erano organizzate
In clan organizzati gerarchicamente con il potere apicale affidato ai duces, capi militari appartenenti a stirpi ritenute detentrici di poteri magico-sacrali. Non esisteva l'istituto della proprietà privata.
Per rafforzare l'esercito romano, si reclutavano
Intere legioni di Germani, Franchi, Alamanni e Burgundi che divennero un elemento essenziale per l'impero romano, da utilizzare nelle operazioni difensive dei territori periferici; alcuni dei loro capi ricoprivano importanti funzioni di vertice.
In Tracia, l'attuale Romania
I Visigoti praticavano razzie nelle città per procurarsi viveri. Fu così che iniziò una guerra che si concluse nel 378 con la clamorosa sconfitta romana ad Adrianopoli dove morì l'imperatore Valente.
Alla morte dell'Imperatore Teodosio
L'impero venne diviso tra i suoi giovani figli Onorio e Arcadio. A Onorio, posto sotto la guida del generale vandalo Stilicone, spettò la parte occidentale con capitale Milano mentre ad Arcadio, posto sotto la guida del goto Rufino, fu assegnata la parte orientale con capitale Costantinopoli.
I Visigoti
Di Alarico arrivarono, il 24 agosto 410, a Roma e la saccheggiarono per tre giorni; l'evento ebbe profondi effetti psicologici sulla popolazione e anche Sant'Agostino vi vide un segno divino.
L'istituto della hospitalitas
Comportava l'obbligo, per i proprietari terrieri romani, di cedere ai popoli riconosciuti come foederati dei latini un terzo dei loro possedimenti; in qualche caso e in qualche zona i due terzi dei possedimenti, com'è in Italia all'epoca dell'invasione degli Ostrogoti di Teodorico.
Nel 489, l'imperatore d'Oriente Zenone, preoccupato per i progetti espansionistici di Odoacre
Invia in Italia il re Teodorico, il quale era stato educato alla corte bizantina, e l'intero popolo ostrogoto. Il Re instaura rapporti pacifici sia con i Romani che con la Chiesa, e la coesistenza tra le due comunità che volle avessero distinti ordinamenti giuridici e credenza religiosa.
Clodoveo, iniziatore della dinastia dei Merovingi
Diede unità politica ai numerosi villaggi dei Franchi lungo il Reno e ne ampliò i possedimenti territoriali in Gallia, togliendoli ai Romani, in Aquitania, togliendoli ai Visigoti, in Provenza e oltre il Reno. Con la Chiesa di Roma e con il patriziato romano tenne rapporti di collaborazione.
La nuova capitale dell'Impero Romano d'Oriente
Fu stabilita sul Bosforo. L'11 maggio 330, l'imperatore Costantino la denominò Costantinopoli.
Progressivamente, Costantinopoli fu dotata
- Del senato;
- Dell'annona per la distribuzione del grano alla popolazione;
- Dei giochi circensi;
- Di un ippodromo collegato al palazzo imperiale.
L'Imperatore Anastasio I (491-518)
Affrontò le rivolte del popolo suddito degli Isauri ordinandone la deportazione in massa.
Con l'Editto dei Tre capitoli
Giustiniano concedette libertà dottrinale ai Monofisiti, la cui dottrina era condivisa dalla moglie, l'Imperatrice Teodora; ciò compromise i rapporti dell'Imperatore con il papa Vigilio.
L'intromissione di Giustiniano nello scontro dottrinale
Tra i Monofisiti e i Nestoriani ebbe un epilogo drammatico che sancì un vero scisma tra la Chiesa orientale e quella occidentale: il Papa che si era rifiutato di ratificare l'editto dei Tre capitoli fu rapito e tradotto (546) a Costantinopoli dove fu costretto a piegarsi alle decisioni dell'imperatore.
Giustiniano combatte nella penisola iberica occupata dai Visigoti
Lo fa agevolmente inserendosi nello scontro tra il re filo-cattolico Atanagildo e il re filo-ariano Agila. Con la conquista da parte dell'Impero di Costantinopoli della parte costiera sud della Spagna, il Mediterraneo torna, per il momento e fino alla conquista araba, libero ai commerci internazionali.
Il bilancio del governo di Giustiniano presenta luci e ombre
Tra le prime c'è l'eccellente elaborazione del Corpus iuris civilis (529-534). In negativo c'è che il territorio imperiale venne assumendo fisionomia soltanto greco-orientale contenendosi in Medio Oriente, Nord Africa e Balcani (qui Giustiniano dovette fronteggiare Slavi, Avari e Persiani).
Le popolazioni slave penetrarono nei Balcani, nel corso del VI secolo
Provenendo dai Carpazi (tra l'odierna Polonia, Boemia e Ucraina). Non appartenevano a una comunità originaria avendo formato una loro civiltà assimilando altri popoli. La loro identità politica, linguistica e culturale si frazionò, poi, tra Slavi meridionali, occidentali e orientali.
L'evangelizzazione degli slavi
Fu operata da Cirillo e Metodio, missionari bizantini conoscitori della lingua slava che favorirono la creazione di una lingua slava, liturgica e poi anche letteraria. Si creò una spaccatura tra gli Slavi che aderirono al Cristianesimo di Bisanzio (Slavia ortodossa) e quelli che invece aderirono al Cristianesimo di Roma (Slavia romana).
Dopo la morte di Giustiniano
L'Impero Romano d'Oriente fu riorganizzato dall'imperatore Maurizio (582-602). Lasciò alle province occidentali (Italia e Africa) di organizzare la propria difesa affidandola a un governatore militare, l'esarca, con compiti anche amministrativi.
Nel 535, Giustiniano avviò la riconquista dell'Italia
Inviando un esercito guidato dal generale Belisario che respinse oltre il Po i Goti; anni dopo, il generale Narsete sconfisse nuovamente Totila e anche il successore Teia; i superstiti Goti resistettero fino al 555 stabilendosi sull'Appennino ma i Bizantini ebbero il controllo sull'Italia.
In Italia, Giustiniano
Organizzò un apparato amministrativo efficiente mantenendo parte delle disposizioni emanate durante il regno di Teodorico. L'Italia fu divisa in distretti affidati per il settore amministrativo a un iudex e per quello militare a un dux. Dispose che i beni delle chiese ariane passassero alle cattoliche.
I Longobardi
Erano un popolo originario della Scandinavia. Invasero l'Italia nel 568, attraverso l'Isonzo, guidati da Alboino.
Originariamente, i Longobardi
Avevano un ordinamento di tipo tribale. Il re, eletto dall'aristocrazia, assumeva il potere militare nei momenti di necessità; l'esercito era costituito da gruppi di guerrieri che sottostavano alle fare, famiglie con antenato comune; guidate dai duchi, si spostavano sul territorio in piena autonomia.
Le zone di stanziamento dei Longobardi, in Italia
Furono prevalentemente quelle settentrionali e al Sud non si spinsero oltre Benevento (occupata nel 571). La maggior parte della popolazione longobarda si stanziò nelle zone padane di Piemonte, Friuli e Trentino, e nella Toscana.
Dopo l'invasione longobarda, in Italia
Bizantini riuscirono a mantenere buona parte della Romagna, la Pentapoli; una striscia di terra che collegava Perugia, Ravenna, la Pentapoli e Roma, le isole (Sicilia, Sardegna e Corsica), il litorale veneto, l'Istria, la Puglia centromeridionale e parte della Calabria.
Gregorio I, detto Magno (590-604)
Papa di personalità forte e decisa, divenne la guida universale per i vescovi occidentali. Formato alla spiritualità e ai rigidi usi monastici, si proclamò servus servorum Dei, appellativo che ancora oggi è attribuito ai papi. Col suo prestigio e potere salvò ripetutamente Roma dai duchi longobardi.
La conversione dei Longobardi dall'Arianesimo
Si ebbe nel 603, quando fu officiato, alla presenza di papa Gregorio I, il battesimo di Adaloaldo, erede al trono longobardo. Il rito era stato fortemente voluto dalla regina Teodolinda, credente cattolica, ma non fu seguito dalla conversione in massa dei longobardi.
Una forte iniziativa militare fu quella di Liutprando che
Liutprando, terre (tra queste, il castello di Sutri) già dei Bizantini che, nel 728, consegnò alla Chiesa romana dando inizio al potere temporale dei papi.
I Franchi
Entrano nelle dinamiche politiche della penisola italiana per volontà del papato timoroso dei progetti espansionistici di re Desiderio. Usbergo dei pontefici furono, dapprima Pipino il Breve (754-756) che fu il primo a fregiarsi del titolo di Patricius Romanorum, e poi Carlo Magno.
Prima della nascita di Maometto, la penisola arabica
Era un vasto territorio tra l'Africa e l'Asia, era desertico nella parte centro-settentrionale, abitato dai beduini, nomadi dediti al commercio e alle razzie, e dai fellahin, contadini stanziali. Nella zona meridionale, favorita dalle piogge monsoniche, vivevano gruppi di livello socio-culturale più alto.
La Mecca, già nel V secolo aveva rilevanza
Per l'abbondanza delle sorgenti idriche, i traffici e la vitalità politica della tribù dei Quraish. I quraishiti costruirono un santuario dedicato al culto politeistico, detto Kaaba per la sua forma a cubo; in definitiva, la città in cui nacque Maometto era un centro oligarchico di tipo mercantile.
Dopo la fuga a Medina, 622, Maometto
Istituì La Mecca come punto di orientamento della preghiera; sottolineò il carattere esclusivistico della fede islamica, unica vera fede in Allah; istituì il digiuno nel mese di ramadan (=notte del destino) in ricordo della rivelazione notturna ricevuta da Dio.
I pilastri della religione musulmana sono nel Corano
- Il primo è professione di fede (shahada);
- Il secondo è la preghiera;
- Il terzo è il ramadan;
- Il quarto è il pellegrinaggio alla Mecca;
- Il quinto è l'elemosina legale;
- Il sesto, osservato da alcuni gruppi di musulmani, è la guerra santa.
La presa del potere da parte di Maometto
Dalla Mecca; inutilmente i Quraishiti tentarono di opporsi e preferirono permettere a Maometto un pellegrinaggio alla Kaaba e nel 630 convertirsi al suo verbo, seguiti da quasi tutte le tribù beduine.
Il califfato elettivo, iniziò alla morte di
Maometto (632). Primo “sostituto” (khalifa, califfo) fu Abu Bakr, suocero di Maometto e membro influente dei Quraishiti. Il suo governo e quello degli immediati successori fu contrassegnato da lotte di successione che culminarono con l'assassinio (661) del Califfo Alì, durante le lotte tra i suoi sostenitori, detti sunniti, e la maggior parte dei musulmani, detti sciiti.
Nei decenni successivi alla morte di Maometto
L'espansione islamica si indirizzò contro l'impero persiano (conquistato in circa 20 anni) e contro Bisanzio cui tolsero parte dei territori in Africa e Siria. Non conquistarono Costantinopoli e anzi ebbero distrutta (677) la flotta. Nel Mediterraneo, occuparono le isole di Cipro, Creta e Rodi.
La dominazione araba in Spagna
Iniziò nel 711 con lo sbarco del condottiero Tariq ibn Ziyad (da cui ha nome Gibilterra, il Monte di Tariq). La parte centro meridionale dell'attuale Spagna e il Portogallo costituirono il territorio di al-Andalus. L'Emirato di Cordova era tra i più potenti nel mondo arabo. Verso nord, nel 997 l'espansione raggiunse Santiago di Compostela ma fu fermato in Gallia (732, a Poitier).
In Sicilia
Gli arabi dominarono per quasi tre secoli. Gli Aghlabiti iniziarono la conquista nel 827, da Mazara, sconfiggendo a Corleone i Bizantini. Palermo cadde nell'anno 831; oltre dieci anni dopo capitolò Messina; Siracusa resistette fino all'anno 878 e più a lungo Taormina (presa nel 962).
La Sicilia, durante la dinastia dei Kalbiti
Che ne fecero un emirato indipendente.
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