Estratto del documento

1 I primi segni archetipi che si rintracciano nelle grotte di Altamira o di Lascaux:

Dimostrano che l’Uomo, sin dai primordi, utilizza il Disegno per

comunicare

2 Il Disegno abitua lo spirito:

A vedere e a percepire i legami che esistono tra le cose

3 “La mano deve seguire la mente” diceva Leonardo, poiché è nella mente:

Che si forma non solo l’immagine ma il Progetto del Disegno che si

vuole rappresentare

4 La visione è:

È condizione e garanzia del sapere, dunque metafora della

conoscenza

5 Le tecnologie:

Non vanno di pari passo alle intuizioni dell’uomo

6 La pratica decostruttiva:

Si poggia tra visibile e invisibile

7 Decostruire significa:

Discretizzare la realtà visibile

8 Le infinite ragioni chesecondo Leonardo, sono nella natura, sono oggi:

Le multi dimensioni costituenti gli oggetti

9 In una visione Leibnitziana della rappresentazione:

Si disegna la forma nella sua estensione e intenzione

contemporaneamente

10 Il Disegno secondo Nietzche:

È una forza plastica in grado di recuperare parti perdute e risanare

parti spezzate

1 Il termine Disegno deriva dal latino:

De Signum

2 Nel linguaggio visuale il segno è definibile come:

L’espressione più immediata di comunicazione di un pensiero

3 Il teorico del Disegno come linguaggio è:

Ludwig Wittgenstein

4 Le prime pitture rupestri risalgono a:

40.000 – 35.000 anni fa

5 I pigmenti utilizzati per le pitture preistoriche erano ottenuti:

Attraverso la macinazione di sostanze vegetali e minerali

6 Per funzione opotropaica della pittura si intende:

Il potere delle immagini di allontanare le influenze negative

7 La matrice geometrica di Abu Dhabi è:

Il rettangolo

8 La parola archetipo deriva dal:

Greco arché tìpos

9 Il simbolo è:

Una forma di archetipo

10 Nella lettura di un territorio l’archetipo si legge:

Nella matrice geometrica di fondazione

1 Per Leonardo l’arte è:

Un metodo idi indagine e di conoscenza della realtà

2 Michelangelo nelle Rime dice che:

La mano ubbidisce all’intelletto

3 La scienza della misura si chiama:

Metrologia

4 Misurare i luoghi significa:

Riappropriarsi dell’identità come valore patrimoniale alla base della

competitività dei luoghi stessi

5 Discretizzare e misurare permette:

Il passaggio da una conoscenza naturale ad una culturale

dell’ambiente indagato

6 Dire che “La forma è forma del Tempo” significa che:

La rappresentazione di una singola opera non va valutata solo

contestualizzando i segni datati alla sua fondazione ma al processo

dinamico della memorizzazione, al sistema dei valori conservati e

trasmessi

7 Il punto in architettura è rappresentato da:

“n” vettori

8 Secondo Leonardo il Disegno è:

Lo specchio figurativo dell’elaborazione mentale del suo autore

9 “Vorrei fare come i matematici, misurare la sabbia a grano a grano”. Con

questa frase:

Leonardo anticipa il DIGITALE

10 Il PIXEL quale nuovo strumento di rappresentazione:

Non è più elemento indivisibile, ma dotato di struttura interna, nel

quale poter penetrare ed esplorare le informazioni

1 L’Ecogeometria consente:

Di generare un modello dell’ambiente e del costruito, discretizzato,

misurato e re-istituito in tutte le sue componenti materiali e

immateriali

2 L’ecogeometria pone le basi per la:

Knowledge economy e lo sviluppo sostenibile del territorio

3 Le specific core competence rappresentano:

Le specificità locali di un’area territoriale

4 L’analisi multicriteri@ è:

Un processo di accumulazione dinamica delle conoscenze che si

fonda sul concetto di misura come gestione delle risorse del

patrimonio complesso

5 L’ideatore del metodo della partita doppia è:

Luca Pacioli

6 L’analisi multicriteri@ permette di condurre un’indagine:

Alle diverse scale

7 L’opera del rilevatore, in un’ottica ecogeometrica di rappresentazione

complessa del territorio:

Deve essere orientata alla rappresentazione di un modello virtuale

dal quale estrarre tutte le informazioni incorporate del territorio

8 Il layer è:

È uno strumento che ci consente una lettura sincronica e diacronica

del territorio indagato

9 GIS è un acronimo per:

Geographic Information System

10 Il GIS è:

Un sistema informativo su base geografica in grado di gestire

organicamente la multidimensionalità dell’ambiente

1 Un metodo è:

Un supporto intelligibile all’insieme delle nostre azioni

2 Con il termine Destino si sottende:

La conoscenza che guida le scelte

3 Il BioDIsegno è:

Una Eco geometria della realtà nel suo senso genomico

4 Nel Rinascimento il concetto di “disegno” :

Viene definito come categoria formale e mentale della “visione”

5 Secondo Levi-Strauss l’artista:

È la figura intermedia che si colloca tra il bricoleur e l’ingegnere

6 Il concetto di potenza:

Possiede un’accezione dinamica e predittiva e prospetta uno

scenario che sulla base della conoscenza governa la modificazione

7 Uno degli aspetti più innovativi negli affreschi di fine ‘200, rispetto al

passato, è rappresentato:

Dalla cornice architettonica dipinta come se facesse parte

dell’architettura reale della Chiesa

8 L’invenzione della prospettiva a punto unico di fuga, o “prospettiva lineare

centrica”, si deve a:

Filippo Brunelleschi

9 Le leggi prospettiche hanno trovato ispirazione ed applicazione innanzitutto

nelle: Vie cittadine

10 La Trinità, in Santa Maria Novella a Firenze, è una celebre opera di:

Masaccio

1 Le immagini provenienti dall’esterno vengono proiettate sulla retina:

Rovesciate

2 L’occhio si comporta, con i raggi luminosi che lo colpiscono come:

Una camera oscura

3 L’immagine sulla retina, viene captata dalle cellule sensorie e, dopo una prima

elaborazione, inviata al cervello attraverso:

Il nervo ottico

4 Le cortecce visive di sinistra e di destra sono in grado di comunicare tra loro

attraverso:

Il corpo calloso

5 Gli occhi riescono a percepire distintamente circa:

Un 1/1000 dell’intero campo visivo

6 La piccola zona del campo visivo che si proietta sulla retina nel centro della

visione distinta prende il nome di:

Punto di fissazione

7 La legge della vicinanza afferma che nel campo percettivo:

Gli elementi più vicini tendono ad unificarsi

8 Le illusioni percettive dipendono dal fatto che:

Gli oggetti tridimensionali, che si proiettano sulla retina, formano

un’immagine piana la quale può essere il frutto della proiezione di

oggetti anche assai diversi tra loro

9 La teoria di Hofmann, secondo la quale l’apparato visivo effettuerebbe sulle

immagini retiniche una sorta di partizione delle linee che la costituiscono nei

punti concavi a curvatura minima, prende il nome di:

Regola della trasversalità

10 L’architetto che ha realizzato la famosa galleria prospettica di palazzo

Spada a Roma è:

Francesco Borromini

1 L’ente nazionale che si occupa della codificazione delle convenzioni grafiche

è: UNI

2 Il formato dei disegni e la squadratura sono normati dalla:

UNI 938

3 Secondo le norme UNI, il riquadro delle iscrizioni deve essere collocato:

Nell’angolo inferiore destro

4 Un rapporto di scala 2:1 significa:

Che l’oggetto disegnato è il doppio di quello reale

5 Una carta in scala 1:25.000, rispetto ad una 1:50.000:

è in genere più dettagliata

6 Nella scala di rappresentazione la relazione Dd e Dr è:

Dd/Dr

7 Con il termine ‘grossezza’ di una linea si intende:

La dimensione trasversale

8 Nella scala 1:50, una linea continua spessa si rappresenta con uno spessore

che varia tra:

0.8 – 1.0

9 La norma UNI che regola la designazione simbolica del senso di chiusura e

delle facce delle porte, finestre e persiane è :

UNI 7895

10 Le quote sono composte da:

Una linea di misura e un numero

1 La nascita della Geometria descrittiva e proiettiva si fa risalire alle opere di:

G. Monge e J-V. Poncelet

2 Per disegnare un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza:

Traccio un arco di raggio pari a quello della circonferenza puntando

il centro nel punto opposto al vertice del triangolo

3 La sezione aurea:

Rappresenta la media proporzionale tra l’intero segmento e la parte

minore della sua partizione

4 L’unica figura capace di produrre aggregazioni senza lasciare spazi vuoti è:

Il cubo

5 Gli unici poligoni aggregabili senza lasciare spazi vuoti sono:

Quelli che hanno angoli sottomultipli di 360°

6 Una curva policentrica:

È una curva formata da più archi di cerchio raccordati in modo da

non formare mai discontinuità nel punto di passaggio tra un arco e il

successivo

7 La geometria proiettiva:

È il fondamento della geometria descrittiva

8 Le operazioni di proiezione da un punto e sezione con un piano a cui si

sottopongono le figure:

Lasciano immutate le proprietà proiettive delle stesse

9 Il punto improprio:

È un punto all’infinito

10 Le proiezioni il cui centro di proiezione è a distanza finita si chiamano:

Proiezioni centrali (prospettiva)

1 Nel metodo della doppia proiezione ortogonale, la proiezione effettuata sul

piano orizzontale prende il nome di:

Prima proiezione

2 La distanza intercorrente tra un punto P e il primo piano di proiezione prende

il nome di:

Quota del punto

3 Data una retta r disposta in posizione generica nel primo diedro, i punti in cui

la retta interseca i piani di proiezione si definiscono:

Tracce della retta

4 Si definisce poliedro:

Quella parte di spazio delimitata da poligoni piani

5 La linea, o spezzata, che si ottiene inviando, da un punto di vista (proprio o

improprio), un fascio di rette tangenti un solido si definisce:

Contorno apparente di un solido

6 Il tetraedro è un poliedro formato da:

Quattro facce

7 Per prisma si intende:

Un solido ottenuto proiettando un poligono piano da un centro posto

all’infinito

8 La superficie che si ottiene proiettando tutti i punti di una curva, detta

direttrice, da un punto improprio, non appartenente al piano della direttrice, detto

vertice, è definita:

Cilindro

9 In una superficie di rotazione le sezioni ottenute con piani passanti per l’asse

determinano curve uguali fra loro dette:

Meridiani

10 Le rigate sono superfici:

Generate da una retta che si muove nello spazio, appoggiandosi a tre

rette non complanari

1 I primi contributi teorici allo studio della rappresentazione assonometrica

furono apportati intorno al 1630 da:

Girard Désargues

2 Uno dei motivi principali della scarsa diffusione dei principi alla base della

rappresentazione assonometrica prima del XVIII sec. Fu:

L’imporsi della tecnica della prospettiva

3 Nella rappresentazione assonometrica, il piano di rappresentazione sopra il

quale si proietta l’oggetto è definito:

Quadro

4 Il piano delimitato dagli assi x e y prende il nome di:

Piano verticale

5 Nella rappresentazione assonometrica, i lati e le superfici di un oggetto

paralleli al quadro si proiettano sul quadro stesso:

In vera grandezza e forma

6 Stabilita l’inclinazione dei raggi proiettanti, le proiezioni sul quadro di un

determinato oggetto possono variare soltanto se varia:

L’orientamento dell’oggetto stesso rispetto al quadro

7 Le tre rette orientate x’, y’ e z’, proiezioni di x, y e z, vengono chiamate:

Assi assonometrici

8 Quando le dimensioni lineari parallele ai tre assi subiscono tutte e tre la

stessa variazione si dice che l’assonometria è:

Isometrica

9 Nella rappresentazione assonometrica, se i raggi di proiezione sono

perpendicolari al quadro l’assonometria è definita:

Ortogonale

10 Se i tre assi formano tra loro angoli di 120°, e le tre unità di misura

mantengono lo stesso rapporto di deformazione sui tre assi assonometrici,

l’assonometria è detta:

Ortogonale isometrica

1 La Prospettiva nasce per iniziativa di:

Filippo Brunelleschi

2 La prospettiva in cui il quadro, pur mantenendosi verticale, assume una

posizione generica rispetto all’oggetto si definisce:

Accidentale

3 Tra gli enti fondamentali della rappresentazione prospettica si definisce

geometrale:

Un piano ausiliario

4 Nelle costruzioni grafiche, all’elemento che evidenzia la distanza principale

viene dato il nome di:

Cerchio di distanza

5 Il punto di misura:

È quel punto della retta di interesse che consente di individuare,

sull’immagine prospettica della retta, segmenti di misura nota

6 Nella prospettiva con il metodo di ribaltamento:

Tra l’immagine prospettica e il ribaltamento della pianta intercorre

un’omologia

7 Nella prospettiva a quadro orizzontale:

Il piano di quadro assume una posizione orizzontale e coincide con

il geometrale

8 Nella prospettiva con il metodo diretto:

Si utilizza il disegno a mano libera per eseguire schizzi prospettici

9 Nella prospettiva a quadro inclinato:

Il piano di quadro viene inclinato per avvicinarlo o allontanarlo

dall’osservatore

10 La rappresentazione prospettica in cui la pianta conserva la sua forma

naturale è:

La prospettiva a quadro orizzontale

1 La “teoria delle ombre” è lo studio geometrico che consente di costruire:

L’andamento delle ombre proprie e di quelle portate di un

determinato oggetto

2 Secondo la teoria delle ombre, utilizzando il sole come sorgente luminosa

esso va immaginato come:

Una sorgente puntiforme e disposta all’infinito

3 La quasi totalità delle rappresentazioni utilizza come tipo di sorgente

luminosa:

Il sole

4 Un oggetto sottoposto all’azione dei raggi luminosi presenta alcune facce

illuminate e altre in ombra, alla quale si suole assegnare il nome di:

Ombra propria

5 Gli spigoli che separano la parte in luce da quella in ombra di un oggetto

costituiscono la cosiddetta:

Separatrice d’ombra propria

6 La proiezione, dalla sorgente luminosa, degli spigoli che separano la parte in

luce da quella in ombra di un oggetto determinano il contorno della:

Ombra portata

7 Osservando la figura 2 in dispensa, l’ombra portata è definita in prima

proiezione dalla linea congiungente il punto V1* con:

I punti di tangenza alla base del cono

8 Osservando la figura 2 in dispensa, per trovare l’ombra portata sul secondo

piano di proiezione si congiunge il punto V2* con:

I punti 1 e 2 della linea di terra

9 Osservando la figura 3 in dispensa, i separatori d’ombra corrispondono ai

segmenti:

A’B’ e B’C’

10 Osservando la figura 4 in dispensa, per trovare l’ombra portata del punto

A’: Si congiunge il punto E’ con Fl1 e il punto A’ con la fuga Fl

1 I dettagli degli interventi da eseguire in fase di realizzazione dell’opera sono

contenuti nel:

Progetto esecutivo

2 Per ottenere i titoli abilitativi alla realizzazione dell’opera è necessario

preparare un:

Progetto definitivo

3 Quando Vitruvio nel De Architectura parla di Scaenographia si riferiva a:

Vista prospettica

4 Le scale di rappresentazione usate per descrivere la relazione che si crea tra

l’opera progettata e il contesto circostante sono solitamente:

1:1000 – 1:500

5 La quota convenzionale a cui si fa passare il piano di sezione per la redazione

di una pianta è:

1,20 – 1,40

6 Nell’ideazione del progetto il disegno utilizzato come strumento di lettura

dell’esistente si definisce:

Metalinguaggio

7 Le prime forme di sistemi CAD risalgono:

Agli anni 60

8 I sistemi Computer Aided Drafting:

Supportano principalmente le attività di disegno

9 Nel linguaggio del CAD con il termine layer ci si riferisce alla funzione di :

Stratificazione in livelli

10 La funzione scalatura appartiene alla classe di:

Trasformazione del disegno

1 I primi prototipi di software BIM risalgono :

Alla fine degli anni 80

2 Parlare di BIM come Building Information Model significa:

Riferirsi al modello in sé, contenitore digitale di tutte le

informazioni inerenti il manufatto

3 ICT è l’acronimo di:

Information and Communication Technology

4 I sistemi OOCAD:

Hanno sostituito i simboli 2D con elementi parametrici

5 I modelli CAD 3d possono:

Estrarre manualmente dati relativi al volume e all’area del solido

geometrico

6 Utilizzare un software BIM a Livello 3 significa:

Utilizzare un processo completamente integrato, compatibile con lo

standard IFC e che utilizza il 4D, 5D e 6D

7 Il progetto 4D è la pianificazione e destione:

Dei tempi

8 Il Software BIM che ha come interfaccia principale un disegno 2D su cui

avviene la maggior parte della modellazione è:

Archicad

9 Gli oggetti parametrici BIM:

Consistono in una definizione geometrica con associate

informazioni e regole

10 Il software BIM che utilizza la tecnologia NOI per consentire a software di

progetto e analisi di altre case di interfacciarsi con gli oggetti nel modello è:

Allplan

1 L’analisi multicriteria e pluridisciplinare:

Consente una lettura degli aspetti materiali e immateriali del

patrimonio

2 La Convenzione UNESCO del 1972 richiede:

Di trasmettere il Patrimonio Mondiale alle generazioni future

3 Le fasi di analisi e di rilievo multidimensionale del patrimonio nel metodo

conoscitivo della rappresentazione complessa del patrimonio culturale e

paesaggistico:

Sono direttamente collegate all’azione di progetto

4 Quanta più Conoscenza si mette n

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disegno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Gambardella Carmine.
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