1 La medicina del lavoro è una disciplina a carattere elettivamente:
preventivo
2 Oggetto di studio della medicina del lavoro sono:
le tecnopatie
3 Paracelso descrisse le malattie riguardanti:
minatori
4 Bernardo Ramazzini da Carpi fu il primo a introdurre:
l’anamnesi lavorativa
5 Luigi Devoto fonda la prima cattedra universitaria di medicina del
lavoro:
nel 1910
6 Tra gli anni 60 e 70 le principali malattie professionali a diffondersi
furono:
le polineuropatie
7 La forza del lavoro è distinta:
in tre settori
8 Tra le patologie professionali odierne più frequenti ci sono:
le patologie posturali
9 La malattia professionale è:
un evento che determina danno alla persona (morte o invalidità
permanente totale o parziale), che si verifica per ragioni di
lavoro nell’ambiente di lavoro determinato da una causa lesiva
diluita nel tempo
10 La medicina del lavoro è:
multidisciplinare
1 Nel 1929 si assiste a:
all’istituzione della prima assicurazione nei confronti di alcune
malattie professionali
2 L’art. 2087 del codice civile stabilisce che:
l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le
misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la
tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la
personalità morale dei prestatori di lavoro
3 L’art. 9 della legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori) stabilisce:
possibilità del controllo dell’ambiente di lavoro da parte delle
rappresentanze dei lavoratori
4 Il D.lgs 626 risale al:
1994
5 La 626 prevede:
misure organizzative ed operative
6 La sorveglianza sanitaria è una:
misura operativa
7 Il servizio di prevenzione e protezione è organizzato:
all’interno dell’azienda
8 Il medico competente collabora alla predisposizione di:
servizio di pronto soccorso all’interno dell’azienda
9 L’RLS è:
il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
10 La formazione e l’informazione sulla sicurezza del lavoro è
realizzata:
durante l’orario di lavoro a carico del datore di lavoro
1 Il rischio è:
la probabilità che si produca un’alterazione dello stato di salute
in seguito all’esposizione ad una sostanza chimica
2 Il rischio dipende:
dalla natura della sostanza, dalla modalità di esposizione, dalla
possibilità di assorbimento e dalle condizioni individuali
3 I tipi di rischio sono:
di tre tipi
4 I rischi da agenti fisici sono:
rumore, vibrazione, radiazioni ionizzanti e non, elettricità,
pressione barometrica e microclima
5 Il burn-out è:
fattore relazionale
6 La valutazione del rischio coinvolge:
tutte le risorse dell’impresa
7 Il metodo di studio dell’ambiente comprende:
solo la somministrazione di questionari
8 I sistemi di valutazione del rischio ambientale comprende:
sia quelli qualitativi che quantitativi
9 L’osservazione del posto fa parte:
del monitoraggio ambientale
10 La postura come agente di danno può essere:
statica e incongrua
1 L’attuale organizzazione dei servizi per la tutela della salute sui
luoghi del lavoro risale alla legge:
833/78
2 La legge 833/78 persegue due obiettivi fondamentali:
prevenzione ed educazione alla salute
3 L’ENPI è:
unte di diritto pubblico con lo scopo di promuovere, sviluppare
e diffondere la prevenzione degli infortuni sul lavoro e malattie
professionali, nonché l’igiene del lavoro
4 L’ANCC è:
un ente di diritto pubblico con funzionari con qualifica di
ufficiali di polizia giudiziaria
5 I laboratori di igiene e profilassi eseguivano:
analisi di tipo chimico-tossicologico su campioni diversi
6 Gli istituti universitari di medicina del lavoro sono:
una struttura di tutela della salute del lavoratore successiva alla
legge 833/78
7 I servizi di medicina del lavoro delle ASL:
si occupano anche di prevenzione
8 L’ARPA è:
un’emanazione periferica del Ministero dell’Ambiente
9 L’Ipesl è:
un centro nazionale anche di documentazione
10 Le banche dati online di medicina del lavoro comprendono anche:
quelle dell’INAIL
1 Per monitoraggio si intende:
ogni forma di indagine ricorrente e sistematica, di natura
biologica, patologica, epidemiologica, o di altro genere
2 Il monitoraggio biologico:
rappresenta insieme al monitoraggio ambientale e alla
sorveglianza sanitaria una metodologia di prevenzione
3 Il monitoraggio biologico è:
la misura degli agenti tossici e dei loro metaboliti in vari
campioni, allo scopo di valutare l’esposizione, in rapporto a un
appropriato riferimento
4 Il monitoraggio biologico consente:
una valutazione dinamica dell’esposizione
5 La dose interna di un tossico:
comprende la farmacodinamica dello xeno biotico
6 La relazione dose-effetto:
è la relazione tra livelli crescenti di esposizione a un tossico
(concentrazione) in un certo periodo di tempo osservate in
ciascun individuo del gruppo studiato
7 La relazione dose-risposta è:
misura la relazione tra frequenza di un effetto in un gruppo di
individui al crescere della dose
8 Il monitoraggio biologico si effettua attraverso il dosaggio:
dei biomakers
9 Gli indicatori biologici di effetto si suddividono in:
indicatori di effetto subcritico e critico
10 I risultati ottenuti dal monitoraggio biologico:
vanno confrontati sempre con i valori di riferimento
1 Il monitoraggio ambientale è:
la misura e la valutazione degli agenti lesivi per la salute negli
ambienti di lavoro e la valutazione della esposizione e dei rischi
per la salute ad essa associati utilizzando appropriati limiti di
riferimento
2 Il monitoraggio ambientale include:
la verifica della efficacia di eventuali misure ambientali
3 Tra le finalità del monitoraggio ambientale ci sono:
controllo dei vari sistemi di abbattimento e verifica di eventuali
variazioni
4 Il monitoraggio ambientale:
ha come limite il fatto che considera come unica via di
penetrazione del tossico quella respiratoria
5 L’OEL è:
la concentrazione nell’aria di una sostanza nociva che, se le
norme vengono rispettate, non ha generalmente effetti dannosi
sulla salute dei lavoratori esposti da 8 a 10 ore al giorno, 40 alla
settimana
6 Secondo l’OMS esistono:
due tipi di limite di esposizione
7 Il TLV è:
la concentrazione atmosferica di sostanze alle quali si ritiene
che pressoché tutti i lavoratori possono essere ripetutamente
esposti, giorno dopo giorno, senza andare incontro ad effetti
nocivi
8 Il TLV-STEL indica:
un’esposizione media ponderata
9 Le fasi per la determinazione delle sostanze disperse nell’aria sono:
due
10 Il monitoraggio ambientale permette di realizzare una prevenzione
ambientale attraverso:
un intervento trasversale
1 L’infortunio è:
una lesione o danno da causa violenta in occasione di lavoro
2 I rischi lavorativi sono suddivisi:
in tre categorie
3 Tra le cause di infortunio sul lavoro ci sono:
impianti elettrici non idonei
4 La protezione degli organi di avviamento può essere:
un rischio da carenza di sicurezza su macchine e
apparecchiature
5 La disattenzione è:
una frequente causa di infortunio legata al fattore umano
6 L’etichettatura è:
una misura obbligatoria di sicurezza
7 Le frasi di rischio indicano:
pericoli particolari
8 Nel registro infortuni:
viene riportata anche la data e la sede dell’infortunio
9 I postumi permanenti dell’infortunio sono:
la riduzione permanente dell’attitudine al lavoro
10 La gravità seria dell’infortunio comporta:
un’inabilità temporanea con effetti reversibili
1 L’articolo della costituzione che afferma il diritto del lavoratore alla
propria assicurazione in caso di infortunio è:
Art. 38
2 La gestione della legge assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali è affidata:
all’ INAIL
3 Il premio assicurativo in caso di infortuni sul lavoro e di malattie
professionali è pagato dal:
Dal datore di lavoro
4 La responsabilità penale in caso di infortunio è a carico:
del datore di lavoro
5 Le cure mediche del lavoratore infortunate sono a carico:
del Servizio Sanitario Nazionale
6 Il danno biologico è:
la lesione dell’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione
medico-legale della persona
7 Le lesioni gravi comportano:
una rendita annuale composta da una quota relativa al danno
biologico uguale per tutti e una quota aggiuntiva calcolata in
base al reddito percepito e in base alla possibilità o meno della
ricollocazione lavorativa
8 Per infortuni con prognosi superiore a 40 giorni scatta l’obbligo di:
referto
9 Nella gestione degli obblighi assicurativi, il medico non deve mai
violare:
il segreto professionale
10 I dati INAIL in riferimento all’anno 2012, segnalano come – per il
fenomeno infortunistico complessivo – la presenza di un:
andamento decrescente
1 Il rischio chimico è:
la probabilità di comparsa di effetti avversi (danni) in seguito
all’esposizione ad agenti chimici
2 Rispetto alla normativa il rischio chimico è:
condizione efficiente ad inficiare la sicurezza e/o salute nei
luoghi di lavoro per la presenza, nell’ambito di lavorazioni di
agenti chimici pericolosi
3 Il rischio chimico è regolato:
dal titolo IX del D. Lgs 81/08
4 Per attività che comporta la presenza di agenti chimici si intende:
ogni attività lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, in
ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la
manipolazione, l’immagazzinamento, il trasporto o
l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti
5 I tipi di esposizione ad agenti chimici sono:
quattro
6 La variabile necessaria alla determinazione del rischio chimico è:
la pericolosità degli agenti
7 Gli agenti chimici pericolosi possono avere sull’uomo:
anche effetti cancerogeni
8 L’effetto teratogeno di un agente chimico dannoso è:
l’insorgenza e l’aumento di malformazioni congenite
9 L’acetilene si presenta sottoforma di:
gas
10 L’assorbimento egli agenti chimici può avvenire in:
tre modi
1 L’amianto o absesto è:
un minerale con struttura fibrosa
2 L’esposizione professionale ad amianto:
coincide con l’inizio della lavorazione industriale dell’amianto
3 L’amianto è un materiale:
indistruttibile
4 L’amianto è utilizzato nel settore dei trasporti:
come materiale isolante di rivestimento di treni e navi
5 Le malattie derivanti da esposizione all’amianto possono essere:
flogistico-degenerative e neoplastiche
6 Il mesotelioma pleurico è:
una neoplasia dovuta a esposizione all’amianto
7 La dose cumulativa è:
una misura di rischio da esposizione all’amianto
8 La legge 12 aprile 1943 n. 455:
stabilisce l’estensione dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie professionali alla silicosi e asbestosi
9 La legge n. 257 del 1992 ha come oggetto:
norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto
10 L’Ispesl:
realizza sistemi di monitoraggio dei rischi occupazionali da
esposizione all’amianto
1 Il medico competente è:
dipendente dal datore di lavoro
2 Il medico competente ha come obiettivi:
la prevenzione delle malattie professionali e la promozione
della salute dei lavoratori
3 Il medico competente:
si interessa anche della sorveglianza ambientale
4 I titoli e i requisiti richiesti per poter esercitare la funzione di medico
competente sono stabiliti da:
D.lgs 81/08
5 Il medico competente:
è responsabile della sorveglianza sanitaria
6 Il medico competente:
si avvale di consulenze specialistiche
7 La sorveglianza sanitaria:
prevede anche accertamenti medici alla cessazione del rapporto
lavorativo
8 Il medico competente informa:
per iscritto del giudizio di idoneità sia il datore di lavoro che il
lavoratore
9 Il protocollo sanitario è redatto da:
da medico competente
10 Il medico competente visita gli ambienti di lavoro:
almeno una volta ogni anno
1 La radioprotezione mira a:
ridurre i rischi della popolazione all’esposizione da radiazione
ionizzante e non
2 Tra gli obiettivi della radioprotezione vi è:
la verifica sul rispetto formale e sostanziale della normativa
3 In Italia la normativa vigente sulla radioprotezione è:
Dlgs 230/95
4 Tra gli effetti patologici dovuti ad esposizione di radiazioni ionizzanti
e non: ci sono quelli genetici
5 Tra i principali compiti dell’esperto di sorveglianza fisica c’è:
la segnalazione mediante contrassegni delle sorgenti di
radiazioni
6 La visita medica prevista dal D.lgs 230/95 prevede:
Anche quella periodica e straordinaria
7 L’art. 61 del Dlgs 230/95 individua gli obblighi a carico:
del datore di lavoro
8 Il D.lgs 230/95 prevede degli obblighi anche a carico del lavoratore
che devono:
segnalare immediatamente le deficienze dei dispositivi di
sicurezza
9 Per le donne gestanti c’è obbligo:
di notificare al datore di lavoro il proprio stato di gestazione
appena accertato
10 Il lavoratore deve essere istruito:
sulle procedure di decontaminazione
1 Uno sport con impegno più elevato:
espone a maggiori fattori di rischio biologico
2 L’influenza è:
un fattore di rischio biologico per lo sportivo
3 Una classificazione “sicura” della attività sportive:
deve tenere conto dei fattori biologici
4 La non idoneità sportiva può essere:
permanente e temporanea e selettiva
5 Le malattie croniche dell’apparato respiratorio ad andamento
ingravescente rendono:
impossibile l’esercizio fisico per sempre
6 L’asma bronchiale:
permette livelli di prestazione elevati
7 Il BIEF:
è una crisi asmatica da sforzo
8 La prevenzione non farmacologica dell’asma prevede:
tipo di allenamento
9 La morte improvvisa è:
il decesso improvviso di un’atleta in salute
10 La vaccinazione:
è una fondamentale azione di tutela per la salute dello sportivo
1 Il medico del lavoro pone al centro della sua attività:
anche gli aspetti tecnologici del lavoro
2 Nell’ambiente di lavoro ci sono:
variabili riproducibili e uniche
3 La suscettibilità individuale è una variabile:
intrinseca
4 La attività usuranti sono:
variabili estrinseche
5 Le visite mediche del lavoro sono:
uno strumento di prevenzione e valutazione del potenziale
rischio
6 Un soggetto paraplegico è:
compatibile con alcune attività lavorative
7 L’idoneità lavorativa è:
riferita alla mansione specifica
8 Il giudizio di idoneità può essere:
anche parziale
9 Il giudizio di idoneità emesso dal medico competente:
può essere contestato sia dal datore di lavoro che dal lavoratore
10 Il pregiudizio verso altri:
è una variabile intrinseca
1 I disturbi da lavoro a carico dell’arto superiore possono essere:
capsulari, articolari, compressione, stiramento nervi periferici
2 Tra i segni dei disturbi da lavoro a carico dell’arto superiore ci sono:
affaticamento muscolare, infiammazione delle strutture
tendinee, capsulari, articolari
3 I disturbi da lavoro dell’arto superiore:
comportano richieste di danno biologico
4 I disturbi a carico dell’arto superiore riguardano maggiormente:
le donne
5 In Italia:
sono riconosciute come malattie professionali
6 La sindrome del tunnel carpale:
è una malattia professionale
7 I guanti:
se inadeguati possono essere un fattore di rischio
8 Gli strumenti vibranti:
causano disturbi a carico dell’arto superiore
9 La selezione degli attrezzi:
la misura preventiva assai importante per questa forma di
disturbo lavoro correlato
10 Le braccia devono lavorare:
mai per tempi prolungati all’altezza delle spalle
1 Lo stress è:
una complessa reazione del nostro organismo a qualunque
stimolo esterno
2 Lo stress può essere:
eustress e distress
3 Le fasi di stress sono:
di allarme, resistenza, esaurimento
4 Il mobbing si realizza:
solo in ambito lavorativo
5 I sintomi dello stress psicofisico:
comportano disturbi dell’umore anche gravi
6 Tra gli eventi che possono provocare lo stress del lavoratore c’è:
ambiente di lavoro troppo caldo o troppo freddo
7 Lo stress provoca:
il 50% dell’assenteismo
8 Ad essere più colpiti dallo stress tra i lavoratori sono:
le donne
9 Il contenuto del lavoro secondo Hacker è costituito da:
da 4 fattori che comprendono anche il ritmo del lavoro
10 Prevenire lo stress lavorativo prevede il miglioramento soprattutto:
della comunicazione tra il datore di lavoro e il su
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