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La storia economica

La storia economica studia il succedersi degli avvenimenti economici e delle politiche economiche dei diversi paesi e delle diverse aree geo-economiche mondiali nella loro evoluzione nel tempo e nello spazio.

Metodologia e obiettivi

La storia economica assume una propria metodologia che deriva dall'essere in grado di comporre e valutare diversi elementi a partire da un approccio fortemente interdisciplinare. Aspira a una lettura integrata dei processi economici-sociali attraverso analisi di breve o di lungo periodo.

Analisi di breve e lungo periodo

L'interpretazione di breve periodo prende in considerazione una variazione congiunturale. Le interpretazioni di lungo periodo considerano i mutamenti strutturali dei fattori della produzione.

Fonti e nascita

La storia economica si nutre della interdisciplinarietà del metodo e delle fonti. Nasce dall'applicazione del metodo induttivo all'economia politica, ovvero dal tentativo di analizzare i casi specifici e le esperienze storiche e a partire da queste definire le interpretazioni economiche di carattere generale.

Rivoluzione industriale e teorie dello sviluppo

Storia economica nasce con la diffusione e l'espansione della rivoluzione industriale. Nella seconda metà del Novecento si diffondono le teorie dello sviluppo. Nel corso degli anni Duemila, gran parte della pubblicistica ha rivalutato i concetti di “sistema-paese” o “sviluppo di lungo periodo”, alla base delle interpretazioni di ampio respiro degli storici economici.

Sistemi economici e bisogni

Il sistema economico può essere definito come l'insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici, delle relazioni sociali ed economiche, storicamente determinate, di cui gli individui si servono per corrispondere ai bisogni. La “determinazione” storica dei sistemi presuppone il loro essere frutto della complessità dei processi sociali di medio o lungo periodo.

Funzioni e remunerazione

I bisogni possono essere suddivisi in bisogni primari e secondari. Le principali funzioni del sistema economico sono produzione, distribuzione, consumo, scambio. La remunerazione dei fattori della produzione contribuisce a spiegare la funzione di distribuzione del sistema. L'analisi dei rapporti di produzione rappresenta una condizione necessaria (anche se non sufficiente) per capire il funzionamento del sistema e la sua evoluzione storica.

Capitalismo industriale e mutamenti strutturali

L'avvento del capitalismo industriale tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento ha determinato, oltre che un'ulteriore apertura dei commerci, anche una progressiva specializzazione e divisione del lavoro, così da rendere ancora più urgente l'esigenza dello scambio. I mutamenti di un sistema economico possono essere di carattere inter-sistemico e intra-sistemico.

Transizioni tra sistemi economici

Le fasi di transizione tra sistemi economici possono essere di carattere rivoluzionario o graduale.

Crisi del 1929 e capitalismo industriale

Dopo la crisi del 1929, il capitalismo industriale ha conosciuto alcuni mutamenti che non hanno cambiato la natura del modello, ma ne hanno modificato in maniera rilevante una parte significativa del modo di funzionare. È possibile leggere i mutamenti di un sistema economico attraverso lo studio incrociato delle funzioni del sistema, dei rapporti di produzione, dei fattori della produzione e della loro remunerazione.

Economia medievale e feudale

L'economia medievale assume la centralità del fattore terra quale elemento intorno al quale ruota non solo la capacità del sistema di riprodursi e di generare ricchezza, ma anche l'intera struttura sociale e giuridica di riferimento. In una visione di lungo periodo, il sistema feudale, seppure segna alcune importanti differenziazioni con il passato, non riesce però a determinare una crescita sostenuta della ricchezza paragonabile a quella che si realizzerà nei secoli successivi, in particolare nell'epoca del capitalismo industriale.

Mercantilismo e capitalismo

L'espansione del mercantilismo è favorita e in parte preparata dalle prime scoperte geografiche che modificano la struttura e l'organizzazione dei commerci mondiali e dalla nascita dei grandi stati nazionali moderni. Il capitalismo mercantile assume la centralità del fattore capitale quale elemento intorno al quale ruota la capacità del sistema di riprodursi e di acquisire ricchezza rallentando la concorrenza internazionale.

Capitalismo industriale

Il capitalismo industriale assume la centralità del fattore capitale quale elemento intorno al quale ruota la capacità del sistema di riprodursi e di produrre ricchezza. Nel capitalismo industriale, i mutamenti strutturali rispetto al passato risiedono, tra le altre cose, negli incrementi di produzione e produttività, nelle modificazioni nelle forme organizzative, nella specializzazione del lavoro. I mutamenti introdotti dal capitalismo industriale sono accompagnati da un analogo mutamento nella teoria economica che vede proprio tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento la nascita del cosiddetto pensiero liberale classico di matrice inglese.

Cicli economici

Il ciclo economico può essere utilizzato come chiave per indagare le ragioni e le cause che stanno alla base delle variazioni economiche di medio-lungo periodo. La “scoperta” da parte degli studiosi del concetto contemporaneo di ciclo economico coincide con la nascita e, soprattutto, con l'espansione del capitalismo industriale nell'Europa della metà dell'Ottocento.

Interpretazione dei cicli economici

L'interpretazione di lungo periodo presuppone un'analisi delle modificazioni strutturali presenti in un dato intervallo di tempo nel processo di riproduzione del sistema economico. Ogni ciclo economico è composto da una fase "A" di espansione e da una fase "B" di caduta a loro suddivise al proprio interno ciascuna in due sotto periodi.

Teorie dei cicli economici

Clement Juglar propone un'interpretazione dei cicli economici di breve durata (5/10 anni) basati sulle evoluzioni delle crisi commerciali e dalle fluttuazioni finanziarie legate all'espansione del credito e del tasso di interesse. Nikolai Kondrat'ev propone una nuova interpretazione dei cicli basata su un'analisi di lungo periodo di 40/60 anni determinati da un incremento della quantità di oro e materie prime e da una crescita dei prezzi.

Teoria organica dei cicli economici

Secondo la teoria organica dei cicli economici elaborata da Schumpeter, è l'innovazione tecnologica a consentire la crescita quantitativa e qualitativa della produzione. L'innovazione può presentarsi attraverso varie forme, come l'applicazione su scala industriale dell'invenzione scientifica o una modificazione delle modalità di gestione della produzione. La crisi economica può essere, molto schematicamente, interpretata come la conseguenza della progressiva estensione a tutto il sistema delle innovazioni e della riduzione del saggio di profitto dell'imprenditore-innovatore.

Fasi di espansione del ciclo economico

A ogni fase di espansione del ciclo corrisponde un incremento delle risorse e l'affermazione di nuovi paradigmi tecnologici, spesso, ma non sempre, accompagnati da innovazioni anche nel modello energetico di sostegno.

Primo ciclo economico del capitalismo industriale

Il primo ciclo economico del capitalismo industriale si afferma in contemporanea con la rivoluzione industriale inglese. Nel secondo ciclo economico della prima rivoluzione industriale, collocato tra il 1850 e il 1890, la fase “A” di espansione si struttura a partire dalla fine delle guerre europee del 1848 e dal contemporaneo processo di diffusione del capitalismo industriale sul continente.

Ciclo economico della seconda rivoluzione industriale

Nel ciclo economico della seconda rivoluzione industriale, la fase “A”, detta anche di espansione, si registra a partire dalla fine dell'Ottocento ed è basata su: nuova espansione coloniale europea; apertura internazionale dei commerci; scoperta di nuovi giacimenti di oro; sviluppo dell'industria pesante; utilizzo dell'elettricità e del petrolio. La fase 'B' di caduta del ciclo economico della seconda rivoluzione industriale si avvia con lo scoppio e le conseguenze della prima guerra mondiale e conosce un'accelerazione a seguito della crisi del 1929.

Ciclo economico dell'«età dell'oro»

Il ciclo economico dell'«età dell'oro», compreso tra il 1945 e la fine degli anni Ottanta, segna la fase di massima espansione delle economie occidentali o, quanto meno, il periodo nel quale si registrano i maggiori tassi di crescita medi annui della ricchezza e del Pil. Nel ciclo economico dell'«età dell'oro», la fase “A” di espansione è strutturata sulle implementazioni delle innovazioni avviate durante la seconda rivoluzione industriale (elettricità, petrolio, industria chimica, meccanica, siderurgica, ecc.) ma si nutre di un contesto internazionale e di un'organizzazione dei fattori della produzione profondamente modificato.

Fase 'B' della «età dell'oro»

La fase 'B' di caduta del ciclo economico dell'«età dell'oro» è contraddistinta dalla cosiddetta crisi di stagflazione, ovvero dalla contemporanea presenza di stagnazione produttiva e aumento dell'inflazione.

Ciclo della “terza rivoluzione industriale”

La fase 'A' di espansione del ciclo della “terza rivoluzione industriale” consente di registrare a partire dagli anni Novanta del XX secolo una crescita che coinvolge i nuovi protagonisti sulla scena economica internazionale e, in misura differente, i paesi tradizionalmente leader dello sviluppo.

Concezione dinamica dell'economia e dei processi di sviluppo

La costruzione di una concezione dinamica dell'economia e dei processi di sviluppo si afferma in particolare con l'avvio dell'industrializzazione e con la cesura storica determinata dalla “prima rivoluzione industriale”. Le società pre-industriali sono generalmente caratterizzate da una centralità del fattore "terra" per la riproduzione del sistema economico e da un diverso comportamento dei cicli economici rispetto all'epoca contemporanea.

Teorie dello sviluppo e crisi

La costruzione di una concezione dinamica dell'economia è basata, tra le altre cose, sullo stretto collegamento tra le “teorie dello sviluppo” e le “teorie della crisi” come parte dell'alternanza di fasi cicliche di crescita e caduta del sistema economico e come categorie utili a spiegarne i movimenti di fondo.

Approccio di Marx

Secondo l'approccio di Marx allo studio dei processi di sviluppo, il materialismo storico e la “dinamica capitale/lavoro” sono alcuni degli elementi che consentono di indagare i meccanismi di funzionamento del capitalismo industriale.

Pensiero marginalista

La costruzione del pensiero marginalista si basa su un approccio metodologico di tipo deduttivo-normativo, ovvero sulla ricerca di quelle norme teoriche di funzionamento del sistema di carattere universale che consentono di spiegare i meccanismi fattuali storicamente determinati. Secondo il pensiero marginalista, il sistema economico è dotato di un unico punto di equilibrio quale espressione della piena efficienza del sistema e dei fattori della produzione.

Teoria keynesiana della domanda effettiva

Secondo la teoria keynesiana della domanda effettiva, non esiste un solo punto di equilibrio del mercato. L'intervento temporaneo e congiunturale dello Stato può sostenere un maggiore utilizzo dei fattori portando il sistema a un nuovo punto di equilibrio.

Rivoluzione industriale e demografia

Contemporaneamente all'avvio della prima rivoluzione industriale, si registra una rottura nel modello demografico pre-industriale e si avvia il processo di «dualismo demografico». La curva demografica e le variazioni del tasso di crescita naturale della popolazione dipendono da una pluralità di fattori legati, tra le altre cose, alle condizioni storiche e sistemiche presenti nelle diverse aree geografiche e nelle diverse epoche che si intende analizzare.

Rottura del modello demografico pre-industriale

Durante la "rottura" del modello demografico pre-industriale alla fine del settecento, non tutti i paesi che contribuiscono a comporre la curva generale della popolazione mondiale seguono le stesse variazioni, percentuali e assolute, della crescita demografica.

Modello demografico pre-industriale

Il modello demografico delle società pre-industriali riflette innanzitutto gli andamenti ciclici del rapporto tra variazione della popolazione e pressione sulle risorse. Il modello Maltusiano appare per molti aspetti ancora legato a una concezione di carattere pre-industriale del rapporto che lega elementi come tecnologia, produttività, risorse e popolazione.

Rottura della “trappola maltusiana”

La rottura della “trappola maltusiana” delle società pre-industriali è figlia sia delle innovazioni prodotte in campo agricolo e industriale con la rivoluzione industriale, sia delle trasformazioni secolari e di lungo periodo che consentono alle società europee di modificare la piramide della popolazione attraverso un'iniziale abbattimento del tasso di mortalità.

Evoluzione del tasso di accrescimento della popolazione

L'evoluzione del tasso di accrescimento della popolazione nelle società industriali prevede tre diverse fasi: una sostenuta crescita in contemporanea con l'avvio del processo di industrializzazione; un incremento massimo del tasso negli anni del boom economico e della società dei consumi di massa; una decelerazione nel periodo della società dei servizi o del terziario avanzato.

Aumento del tasso di accrescimento naturale

L'aumento del tasso di accrescimento naturale della popolazione nella prima fase della transizione demografica dipende dal crollo della mortalità (in particolare infantile) e dal mantenimento costante dei livelli di natalità.

Terza fase della transizione demografica

La terza fase della transizione demografica, quella del terziario avanzato o della società dei servizi, è caratterizzata da un progressivo riallineamento delle due curve dovuto alla forte diminuzione della natalità imposta dai mutamenti degli stili di vita e dell'organizzazione sociale.

Transizione demografica

Durante la “transizione demografica”, non tutti i paesi industrializzati registrano una contemporanea rottura della “trappola maltusiana”.

Paradigma energetico

La presenza di un paradigma energetico non presuppone il suo utilizzo assoluto o monopolistico; al contrario, nel corso della storia si sono ampiamente verificati modelli di organizzazione della produzione che prevedevano la compresenza di diverse forme energetiche, spesso tra loro complementari. Il processo di sostituzione di un paradigma rispetto a un altro avviene in misura graduale e richiede evidentemente un periodo di adattamento e di riconversione del sistema economico.

Risorse energetiche e competitività

Secondo alcuni storici, la particolare ricchezza di legno avrebbe favorito un vantaggio competitivo degli europei in età moderna rispetto ad altre aree geo-economiche mondiali, pure in assenza di altri prerequisiti sistemici. Nell'Inghilterra del secondo Seicento e del Settecento comincia a determinarsi il passaggio dall'uso estensivo del legno a quello del carbone.

Carbone come risorsa energetica

Il circolo virtuoso deriva essenzialmente dall'essere il carbone una risorsa energetica utile per diversi settori e una materia prima necessaria per completare alcuni processi industriali. Il binomio carbone/vapore diventa il paradigma della prima rivoluzione industriale, aderendo alle caratteristiche dei settori chiave dell'industrializzazione britannica.

Binomio carbone/vapore

Il binomio carbone/vapore è accompagnato dalla permanenza e dalla complementarietà con gli altri sistemi energetici precedenti utilizzati nelle manifatture (il legno e l'energia idraulica su tutti).

Utilizzo dell'elettricità

L'utilizzo dell'elettricità su scala industriale rivoluziona i tempi della fabbrica, non solo sotto il profilo del prolungamento dell'orario, ma anche eliminando le diseconomie e incrementando la produttività dei fattori.

Espansione del petrolio

Il petrolio riesce ad affermarsi grazie al contemporaneo processo di espansione dei nuovi settori industriali (chimica, automobilistica, aviazione, ecc.) che saranno trainanti nel corso del Novecento e sono strutturati sull'uso della materia.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeoMe10x di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Palermo Stefano.
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