Introduzione ai tumori
Tumore/neoplasia: popolazione cellulare di nuova formazione, originante da una sola cellula somatica (origine monoclonale) colpita da alterazioni genomiche, trasmissibili alla progenie cellulare.
Alterazioni genomiche: di tipo strutturale (mutazioni) o di tipo funzionale (disregolazione della trascrizione genica). Effetti fenotipici: comparsa di funzioni abnormi e perdita/riduzione di altre funzioni.
Termini per indicarlo:
- Tumore: tumefazione, prende in considerazione l’aspetto macroscopico della massa.
- Neoplasia: neoformazione, prende in considerazione il contenuto cellulare della massa.
- Cancro: granchio, prende in considerazione l’aspetto morfologico della massa dei tumori maligni; le cellule neoplastiche periferiche formano delle propaggini che avvolgono e distruggono le cellule sane vicine.
La storia naturale dei tumori
Storia naturale dei tumori divisa in periodo di latenza (fase preclinica, molto lunga) e periodo postdiagnostico (fase clinica).
Tumore clinicamente evidenziabile: 109 -1010 cellule tumorali, peso 1-10 g.
Tempo di raddoppio: tempo necessario perché un tumore duplichi il proprio volume; molto rapido durante la fase clinica in assenza di terapia.
Eziologia e patogenesi dei tumori
Eziologia
- Cause esogene (ambientali):
- Agenti chimici: composti chimici organici e inorganici
- Agenti fisici: radiazioni
- Agenti biologici: virus oncogeni e batterio Helycobacter Pylori
- Cause endogene:
- Mutazioni trasmesse dai genitori alla prole
- Mutazioni causate da errori nella duplicazione del DNA
- Agenti mutageni (si formano nell’organismo e non vengono eliminati): Reactive Oxygen Substance (ROS)
Tutti gli agenti cancerogeni agiscono causando alterazioni a carico del DNA.
Processo di cancerogenesi
- Iniziazione: una o più mutazioni/disregolazioni geniche trasformano una cellula somatica in una cellula neoplastica latente (priva di autonomia moltiplicativa).
- Promozione: ulteriori danni genomici o stimoli proliferativi inducono la moltiplicazione della cellula iniziata, che forma un clone di cellule portatrici le stesse alterazioni, dando forma ad un tumore clinicamente visibile.
- Progressione: accumulo di mutazioni nel genoma di alcune cellule neoplastiche, che prendono il sopravvento riproduttivo. Il tumore diventa un’entità dinamica, non omogenea, con cellule di diversi livelli di eterogeneità e dotate di grande aggressività.
Fragilità genomica: coinvolge sia i geni codificanti per proteine del metabolismo e della replicazione del DNA sia geni codificanti per enzimi che riparano i danni a carico del DNA; nei tumori benigni non si manifesta.
Tumori benigni e maligni
Tumori benigni
- Autonomia replicativa
- Inalterate caratteristiche morfologiche e funzionali
- Crescono più lentamente
- Sviluppo di tipo espansivo
- Rimangono localizzati
- Sfuggono ai meccanismi omeostatici
- Non danno recidive
- Non sono invasivi
Tumori maligni
- Cellule polimorfe (deviazione forma e dimensione)
- Accrescimento rapido
- Invasività neoplastica (infiltra e distrugge i tessuti limitrofi)
- Possono metastatizzare
- Possono dare recidive
- Possono dare cachessia neoplastica per liberazione di composti tossici
Metastasi: tumori secondari distanti dal tumore primario, formatisi con il raggiungimento del circolo linfatico e sanguigno delle cellule tumorali.
Diagnosi dei tumori
La diagnosi di tumore avviene a seguito dei seguenti esami:
- Diagnostica per immagini
- Indagine istopatologica
- Metodologie immunometriche
- Metodologie citofluorimetriche
- Metodologie di biologia molecolare
- Tecniche endoscopiche
- Diagnosi intraoperatoria (esame istologico eseguito nel corso di un intervento chirurgico)
- Esame citologico (tumori di apparato genitale femminile, stomaco, intestino, vescica, polmone)
- Citodiagnostica (tumori dell’apparato genitale femminile Pap-Test)
Carcinoma in situ: neoplasia asintomatica localizzata nell’epitelio in cui è insorta, non ne supera la membrana basale. La sua asportazione porta alla completa guarigione. Se non asportato, può rimanere non invasivo oppure superare la membrana basale e diventare invasivo.
Criteri di nomenclatura e di classificazione dei tumori
Criterio istogenetico: identificazione istologica del tessuto da cui prende origine il tumore.
Tumori altamente anaplastici o altamente indifferenziati: non si riesce a identificare il tessuto di origine.
Tumori epiteliali
- Tumori dell’epitelio di rivestimento
- Benigni: protuberanza che emerge dalla superficie del tessuto
- Polipi: costituiti da una parte centrale connettivale (in cui ci sono vasi sanguigni, linfatici e nervi) rivestita da cellule epiteliali.
- Papilloma: il peduncolo vascolo-connettivale si ramifica in varie direzioni; recidivano dopo l’asportazione; se non asportati diventano maligni. Papilloma vescicale chiamato carcinoma allo stadio zero, perché è una neoplasia potenzialmente maligna.
- Verruca: struttura fibroepiteliale rivestita da epitelio molto ricco di strato corneo.
- Maligni: epiteliomi/carcinomi. Consistenza dura; associati a fenomeni emorragici e necrotici e a ulcere
- Epitelioma basocellulare (basalioma): invasivo, non metastatizzante, originante da una cellula staminale dello strato basale.
- Epitelioma spinocellulare o squamoso: origina da una cellula dello strato spinoso; presenta agglomerati concentrici di cellule epiteliali corneificanti; ha potere metastatizzante.
- Benigni: protuberanza che emerge dalla superficie del tessuto
- Tumori dell’epitelio ghiandolare
- Benigni: adenomi. Riproducono la struttura della ghiandola di origine.
- Cistoadenoma: strutture ghiandolari formano cisti nelle quali si possono immettere proliferazioni papillari provenienti dall’epitelio (in questo caso si chiama cistoadenoma papillifero).
- Fibroadenoma della mammella: proliferazione dell’epitelio ghiandolare e del connettivo (tumore misto).
- Adenoma delle ghiandole salivari (parotide): tumore misto.
- Maligni
- Adenocarcinomi: molto differenziati, hanno struttura che ricorda la ghiandola di origine.
- Carcinomi: più indifferenziati, sono isole cellulari.
- Benigni: adenomi. Riproducono la struttura della ghiandola di origine.
Tumori connettivali
- Benigni: tumori mesenchimali; struttura microscopica simile alla struttura del connettivo di origine. Nomenclatura: tessuto connettivale di origine – oma (es. osteoma).
- Maligni: sarcomi; struttura dipende dal grado di differenziazione:
- Sarcomi blastici (differenziati): si può individuare il connettivo di origine. Nomenclatura: tessuto connettivale di origine – sarcoma (es. osteosarcoma).
- Sarcomi anaplastici (indifferenziati): elevato grado di malignità; la loro composizione non è simile ad alcun tipo di connettivo. Nomenclatura: sarcoma – forma delle cellule neoplastiche (sarcoma rotondocellulare, fusocellulare o pleomorfo).
Tumori del sistema melanoforo
- Benigni: nevi; presenti alla nascita;
- Nevo nevocellulare: regressione del nevo.
-
Tumori
-
Tumori polmonari benigni epiteliali
-
Oncologia medica - Tumori ovarici
-
Chirurgia - i tumori vescicali