La trombosi venosa: in cosa consiste e come può essere trattata
Introduzione
La trombosi venosa è l'occlusione di una vena per la formazione di un trombo occlusivo del suo lume. Nella pratica clinica si definiscono come tromboflebiti. Un tempo si distingueva tra:
- Flebotrombosi: in cui l'evento iniziale è la trombosi venosa cui seguiva l'interessamento della parete (trombo poco adeso e maggiore incidenza di embolie);
- Tromboflebiti: in cui l'evento iniziale è l'infiammazione della parete con successiva trombosi (maggiore adesione del trombo alla parete e minore incidenza di embolie).
Oggi sappiamo che la flogosi parietale può essere innescata dall'infiammazione acuta, con attivazione dei macrofagi e seguente secrezione di interleuchine e citochine che fanno calare le proprietà anti-trombotiche dell'endotelio e incrementano le attività pro-trombotiche del plasminogeno che interessa. La flogosi parietale può anche essere innescata dalla stessa formazione del trombo, con coagulazione ematica che porta a generare enzimi ad alta attività flogogena e ad attivare la via intrinseca della coagulazione e la fibrinolisi.
Per cui, eccettuati i casi di tromboflebite settica (secondarie a salpingiti, infezioni pelviche puerperali, tromboflebiti dei seni venosi cerebrali da otiti o sinusiti), non dipende da fattori batterici; da ciò deriva come la terapia antibiotica nelle trombosi venose sia limitata rispetto alla terapia anticoagulante.
L'infiammazione indotta porta a segni di varia intensità (dolore, limitazione funzionale, febbre) ma la sua importanza è relativa se paragonata agli effetti della trombosi sulla circolazione venosa. Attualmente pertanto non si parla più di tromboflebiti o flebotrombosi ma di trombosi venosa o, meglio, di malattia trombo-embolica indicando così la più temuta delle complicanze possibili. Resta invece valida la distinzione tra trombosi superficiale e trombosi profonda, perché importante da un punto di vista clinico.
Patogenesi della trombosi venosa
Il sistema emostatico ha una duplice funzione: arrestare le emorragie (formazione del coagulo) e impedire l'estensione del coagulo. Inoltre consente la sostituzione del coagulo fibrinico con un tessuto di riparazione uguale al tessuto originario. Il sistema emostatico coinvolge oltre trenta proteine e vari tipi cellulari, che possiamo riunire in cinque sottosistemi integrati: piastrine più sistema della coagulazione (funzione emostatica), endotelio vasale più anticoagulanti fisiologici più sistema fibrinolitico (funzione protettiva dalla trombosi e di riparazione tessutale).
Le cause della trombosi furono individuate da Virchow nel 1850 circa in tre momenti:
- Stasi;
- Ipercoagulabilità;
- Alterazione parietale.
Naturalmente questi fattori non hanno la stessa importanza: ad esempio, nel torrente arterioso l'alta velocità elimina la stasi e rende difficile il raggiungimento di concentrazioni critiche di trombina fluida, ma genera una intensa tensione di slaminamento (shear stress) parietale che provoca lesioni dell'endotelio e quindi induce all'arteriosclerosi. Pertanto nelle arterie la trombosi si ha solo nelle zone ad endotelio leso e tutti i fattori lesivi (ipercolesterolemia, diabete, ipertensione, fumo) hanno come fattor...
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Trombosi venosa
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Trombosi Venosa Profonda (TVP)
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Patologia clinica - la trombosi
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Patologia clinica - la trombosi venosa