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• Spesso associata a lesione del collaterale interno e spina tibiale intercondiloidea

Sports tipici: calcio, sci, rugby, tenni

Diagnosi : rx del ginocchio, esclude fratture associate

Trattamento :

Lesione parziale

– Riposo atletico agonistico per 1 mese

– Esercizi di potenziamento del quadricipite e stretching dei flessori della coscia

Lesione completa

– Età >50 anni, soggetto sportivo – Ricostruzione del legamento con tessuti provenienti

dai tendini del rotuleo, semitendinoso e gracile

– Mobilizzazione passiva dopo 24 ore

– Deambulazione a 2 settimane (con stampelle)

– Nuoto e cyclette dopo un mese

– Attività sportiva agonistica a 6/ 9 mesi

Lesioni al legamento collaterale mediano

Trauma: distorsioni del ginocchio con deviazione in valgismo, flessione e rotazione

esterna, dolore intenso ed immediato arresto dell’attività fisica.

Legamento collaterale esterno

Trauma in varismo o rotazione interna del ginocchio

Diagnosi: clinica ed ecografia

Complicanze: paralisi transitoria del nervo

Instabilità rotulea

Avviene per displasia della rotula o displasia della troclea femorale , dovuta a cedimenti

improvvisi del ginocchio come una caduta, corsa discesa dalle scale o fine di un salto

Distorsioni dei ginocchio

• Movimenti abnormi rispetto alla naturale escursione

articolare

• Molto frequenti e frequenza in aumento

• Sports tipici: calcio, pallavolo, rugby, tennis

• Distorsioni semplici:

–, senza danneggiamenti delle strutture meniscali e legamentose

• Distorsioni complicate:

– Interessamento delle strutture menisco legamentose

• Sport ad alto rischio

– Calcio, judo, sci, pallanuoto

Meccanica incidente

– Trauma violento, piede bloccato

Due tipi di distorsioni del ginocchio, primo grado e secondo grado.

Trattamento Primo grado: risposo sportivo 10-15 giorni , crioterapia

Trattamento secondo grado: immobilizzazione del ginocchio con ginocchiera articolata,

successivamente per almeno 3 mesi per ridare stabilità, lavoro analitico e propriocettivo (1

Piatto di Casting 2 piatto di Freeman 3 giroplano 4 altalena di Dotte)

Lesione menischi

• Trauma al passaggio dalla semiflessione alla estensione del ginocchio con piede fisso al

suolo. Trauma in valgo-rotazione esterna

• Passaggio dalla semiflessione alla estensione del ginocchio.Trauma in varorotazione

interna

• Nel passaggio dalla posizione accosciata a quella di estensione con piede fisso al suolo

Brusco passaggio dalla posizione di flessione a quella di estensione. Calcio a vuoto

TERAPIA

Esame clinico rx del ginocchio

LESIONI MENISCALI DIAGNOSI:

• Esame clinico

• RX ginocchio

• RNM

Artroscopia con asportazione della parte lesa con il massimo atteggiamento conservativo

Ritorno alla vita normale dopo 3- 4 giorni, dopo 10-15 giorni all’attività sportiva

Lussazioni rotula

Favorite da una deviazione dei ginocchio in vago.

SINTOMATOLOGIA

Dolore, tumefazione, impotenza funzionale.

Terapia : conservativa, immobilizzazione in gesso per 25-30 giorni.

GAMBA E CAVIGLIA:

Periostiti tibiali, fratture da fatica della gamba , tendinopatia del tendine d’Achille,

distorsione distorsione della caviglia.

Dati: 25% delle lesioni da sport riguardano il piede e la caviglia, il 45% di queste sono

distorsioni della caviglia, negli sport come nel calcio questi traumi causano un perdita

attività del ginocchio

Periostiti tibiali

Sport tipici: maratona- jogging

Fisiopatologia: forze anomale a livello dell’osso provocate da una ipersollecitazione delle

inserzioni del tibiale posteriore

Fattori favorenti: ripresa dell’allenamento, caratteristiche del terreno, calzature no adatte,

tecnica di corsa errata.

Sintomatologia

• – DOLORE

• Terzo medio tibiale, margine interno nel 50% dei casi bilaterale

• Alla pratica sportiva, scompare con il riposo.

– TUMEFAZIONE

Faccia antero interna della tibia, ben delimitabile

• Diagnosi

– Clinica: sintomi, piede piatto, valgo, cavo

– Esami ematochimici: Negativi

– RX: normali o segni di apposizione periostea

– Esclusione di altre cause: fratture da fatica, Sd. compartimentale, Tendinite del tibiale

anteriore, Tumore osseo

• Terapia

– Riposo Assoluto 15 giorni- 2 mesi

– Crioterapia

Frattura da fatica della tibia

Primo periodo: Segni negativi o tenui immagini di condensazione.

Secondo periodo: Bande di condensazione a margini sfumati perpendicolari alle travate

ossee.

Segni radiografici:

Stadio I: segni negativi o presenza di una sottile rima corticale.

Stadio II: apposizione periostale lineare da una parte all’altra della frattura con

rigonfiamento leggermente fusiforme della corticale.

Stadio III: ossificazione endostale e periostale. La rima di frattura e l’osteocondensazione

appaiono nettamente.

•Stadio IV: la corticale è affusolata in corrispondenza dell’addensamento osseo.

Sports tipici

Ginnastica, scherma, danza, corsa

• Sintomatologia

– Dolore meccanico – Zoppia

– Tumefazione

• Trattamento

– Riposo per 6 settimane

– Sospensione attività sportiva della marcia e della stazione eretta prolungata

Tendine d’Achille

• Il tendine di Achille è il più spesso (5-6mm) e robusto dei tendini del corpo umano, lungo

circa 15cm, origina dall’unione tendinea dei muscoli che costituiscono il complesso del

tricipite della sura: muscolo gastrocnemio e muscolo soleo. Termina alla metà della faccia

posteriore del calcagno.

• Le fibre superficiali giungono fino all’aponeuresi plantare: sistema suro- achilleo-

calcaneo-plantare

All’area inserzionale sono associate due borse:

– borsa retrocalcaneare profonda, detta anche preachillea o di

Bowis, situata tra il decorso del tendine ed il calcagno

– borsa retrocalcaneare superficiale, detta anche del tendine di Achille, situata tra la cute

ed il ventre tendineo.

• Più forte e il più largo tendine del corpo umano.

In grado di sopportare carichi che possono arrivare ai 500 kg.

Tendinopatia del tendine d’Achille

• Cause

Sovraccarico funzionale negli sport ad impatto elevato (sforzi eccedenti le capacità

rigenerative), rapido incremento dei km o delle intensità, stretching inadeguato

dell’achilleo, ripresa troppo rapida dopo un periodo di fermo, calzature inappropriate.

1) La tendinopatia inserzionale

La patologia inserzionale ha come sedi preferenziali: La zona di inserzione del tendine al

calcagno

2) Le tendinopatie non inserzionali (Puddu et alt. 1976)

– peritendiniti (infiammazioni del peritononio, guaine iuxtatendinee)

– tendinosi pura(degenerazione del tendine)

– peritendinite con tendinosi

3) La rottura sottocutanea

– la lesione completa o parziale del tendine.

FATTORI PREDISPONENTI

- Anomalie di allineamento dell’arto inferiore.

- Discrepanza in lunghezza delle gambe.

- Debolezza muscolare e squilibrio.

- Ridotta flessibilità muscolo-tendinea.

- Lassità articolare.

- Sesso femminile.

- Soggetti giovani.

- Soggetti anziani.

- Sovrappeso.

- Malattie predisponenti.

SINTOMATOLOGIA

• DOLORE

– Ai primi passi al mattino, sordo, ma persistente, non

remissione durante l’allenamento,.

– Sede: terzo superiore, terzo inferiore, all’inserzione calcaneale.

– Modalità di comparsa: alla ripresa dell’allenamento, esercizi di salto, durante

l’allenamento

– Alla contrazione: soggetto sulla punta dei piedi e saltellando

– Allo stiramento: posizione eretta in affondo, poi accosciata

– Test del gradino: associa la valutazione dello stiramento e della contrazione

Diagnosi

• RX standard: normali o segni di calcificazione all’inserzione

ECOGRAFIA: per valutare lo spessore e dimensione del gap dopo rottura. Permette

• valutazioni dinamiche,Operatore esperto.

Rottura tendine d’Achille

• Soggetti:Maschi nell’80% dei casi, < 35 anni, che pratica sport di spinta e scatto: tennis,

sprint, pallavolo, sci, squash. • Meccanismo traumatico: indiretto

Sintomi: dolore immediato, sensazione netta di scatto e impotenza funzionale

La caviglia

I muscoli che determinano i movimenti della caviglia sono i muscoli posteriori della gamba

(solei e gastrocnemi ) per la flessione plantare; il tibiale anteriore per la dosiflessione; i

muscoli peronieri (breve e lungo) per l’eversione o pronazione; il muscolo tibiale posteriore

per la supinazione o inversione

.• Il 45% dei traumi del piede/ caviglia è rappresentato dalle distorsioni.

La distorsione alla caviglia è il più frequente trauma muscolo-scheletrico dell’arto inferiore

• Maggiore incidenza nelle donne

• Recidivano frequentemente

Sports tipici: pallavolo (56%), basket (55%), calcio (51%) e la corsa di resistenza (40%).

SINTOMATOLOGIA

Dolore vivo

• – localizzato a livello della zona anteriore del malleolo peroneale – insorge alla

palpazione

• Tumefazione modesta o cospicua

• – periarticolare ed articolare,

• – segno di Robert-Jaspert o della rottura della piccola arteriola passante al di sopra del

• legamento peroneo-astragalico anteriore

• Limitazione funzionale causata dal dolore che il paziente avverte durante i movimenti

• dell'articolazione;

• Instabilità dell' articolazione tibio-tarsica

• Il piede

Fratture del malleolo esterno

• Fratturade lV metatarsale

Metatarsalgia , fascite plantare

• • Fratture da fatica del piede

Le fratture che riguardano il piede e il collo piede rappresentano degli eventi traumatici

molto comuni. Frequenza maggiore negli uomini.Si intende per fratture malleolari tutte le

fratture che interessano l’estremita’ distale del perone e della tibia.Molto comuni, associate

a lesioni capsulo legamentose .Frattura del malleolo peroneale più frequente rispetto a

quello tibiale.

Meccanismo del trauma

• Movimento di torsione violenta del corpo su un piede

appoggiato con forza

• Distorsione grave

Trauma diretto

FRATTURE MALLEOLARI, Classificazione:

• Fratture monomalleolari

– che interessano o solo il malleolo interno o solo quello esterno

• fratture bimalleolari

– che interessano entrambi i malleoli e possono associarsi a

sublussazione del piede

• fratture trimalleolari

– interessano i due malleoli e il margine posteriore dell’epifisi distale della tibia, possono

associarsi a lussazione laterale o posteriore del piede

• fratture malleolo-sopramalleolari

– frattura del malleolo tibiale associata alla frattura del perone in sede sopramalleolare

cioè a 5-7 cm dal suo apice distale.

Sintomi di fratture malleolari

• Dolore diffuso al collo piede• impossibilita’ al carico.• deformita’ in una frattura-

lussazione,

tumefazione ed ecchimosi peri e retro malleolare.

• La diagnosi: si basa sui sintomi e sulla modalita’ del trauma.• Esame clinico• Eventuali

• lesioni vascolo nervose periferiche.• RX nelle tre proiezioni

Terapia: relativa alla gravità delle lesioni ossee.

Nelle fratture composte del malleolo peroneale, fasciatura alla colla di zinco per tre giorni.

Gambaletto in resina o ad un tutore per circa 30 giorni. Il carico con il gesso dopo 15

giorni.

Terapia II

Nelle fratture scomposte

Intervento chirurgico: riduzione e sintesi con placche e viti in titanio.

Il carico non prima dei 10 giorni.

Nelle fratture del malleolo tibiale

Un programma chirurgico, che prevede la sintesi metallica con viti o fili, revisione e

stabilizzazione dell’apparato legamentoso quasi sempre lesionato.

Frattura del quinto metatarso

Si dividono in fratture da strappamento della base del quinto metatarso e fratture della

diafisi.

Quali sintomi?Dolore in regione della base del quinto metatarso alla pressione

al movimento di inversione della caviglia. L’impotenza funzionale è modesta e il soggetto

può continuare a caricare, ma con dolore. Impossibile il proseguimento dell’attività sportiva

Diagnosi:Esame clinico-Sintomi riferiti dal paziente, RX allargato dalla tibiotarsica al piede.

Terapia:Nell’immediato, si consiglia di effettuare terapia col ghiaccio.Nelle fratture

composte, il trattamento è per lo più incruento attraverso l’applicazione di uno stivaletto

gessato per circa 4 settimane. L’intervento chirurgico trova indicazione nei casi di frattura

scomposta, utilizzando mezzi di sintesi metallici.

Fascite plantare

La fascite plantare è la più comune causa di dolore calcaneare.LA FASCIA PLANTARE

SUPERFICIALE comprende 3 parti: Esterna Interna Media.

MECCANISMO LESIVO

In seguito ad una forte azione di spinta sull'avampiede può verificarsi una rottura di alcune

fibre che formano la fascia (a causa dell'eccessivo allungamento).

Cause predisponenti:• Piedi piatti o cavi,• Scarpe inadeguate (troppo larghe o troppo

strette, troppo morbide o troppo rigide),• Sovrappeso, obesità• Allenamenti inadeguati.

Metatarsalagia

La metatarsalgia e’ un dolore che colpisce le teste metatarsali nella regione

dell’avampiede. Sports Tipici: Calcio, atletica (podisti e maratoneti), basket, e

pallavolo.

Fratture da fatica del piede

Fratture da fatica del metatarso • Fratture da fatica del calcagno

• Frattura da fatica del metatarso

Questa è la più classica delle fratture da fatica,

inizialmente descritta nell’esercito, nelle giovani reclute, in seguito a marce prolungate.I

metatarsi interessati, in ordine di frequenza, sono il secondo, poi il terzo, il quarto ed

eccezionalmente il quinto e il primo, e la localizzazione rimane di solito unica.Clinicamente

questa frattura si manifesta con un dolore meccanico localizzato alla faccia superiore del

piede in corrispondenza del metatarso interessato, a comparsa dopo una marcia

prolungata o una corsa di fondo di inconsueta intensità e su suolo duro (strada).Le

radiografie iniziali sono negative ma, in un secondo tempo, permettono di mettere in

evidenza immagini caratteristiche.

Fratture da fatica del calcagno

Si tratta di una delle più frequenti fratture da fatica del piede 20-75% delle fratture del

piede a seconda delle casistiche.Compaiono spesso negli sport di salto (paracadutismo) o

di corsa con una localizzazione spesso bilaterale.

Diagnosi:L’aspetto radiologico abitualmente riscontrato è quello di un addensamento

lineare, perpendicolare alle travate ossee posteriori del calcagno, situato in

corrispondenza della grande tuberosità. (tra il 1°e il 3°mese di evoluzione)

CAPITOLO 4

SINDROMI DA SOVRACCARICO DELL' ARTO SUPERIORE ED INFERIORE

Tendinopatia della cuffia dei rotatori

In che sport?di lancio: giavellotto, disco

Sintomi:

Dolore antero superiore, a riposo e sotto sforzo, nel pettinamento.

di palla: pallamano, pallanuoto,pallavolo, di appoggio: cavallo, ginnastica al suolo

Decubito sul lato sano

Diagnosi

Tests clinici: Jobe, Palm-up ed extrarotatori ECO, RNM: calcificazioni e rotture cuffia

Trattamento:Riposo funzionale e sportivo-Masso-kinesi terapia Onde d’urto

Epicodilite

Infiammazione dei tendini epicondiloidei alla loro inserzione sull’epicondilo omerale.

Cause: macrotrauma , microtraumi ripetuti

• Patologia molto frequente e di difficile trattamento

Sports tipici: tennis, giavellotto, golf, baseball, scherma

Dolore: durante la pratica sportiva, ma anche per manovre della vita quotidiana.

DIAGNOSI

Storia del dolore

• Esame clinico

– Dolore alla pressione del condilo

– Dolore alla flessione o estensione del polso e del III dito contro resistenza

• Indagini radiologiche

– RX, ECO: possibili calcificazioni, ma poco diagnostiche – RNM: valutazione della gravità

della patologia Epitrocleite

Tendinite dei muscoli che si inseriscono sull’epitroclea. Rappresenta il 10% delle tendiniti

del gomito.SportsTipici:golf,tennis,lanciatori di giavellotto .Sintomatologia e segni clinici:

– dolore alla regione mediale gomito, faccia interna,che si irradia al margine ulnare

dell’avambraccio

– dolore ai movimenti di flessione del polso

– dolore all’epitroclea

– dolore alla flessione del polso contro resistenza

– dolore all’adduzione dell’avambraccio contro resistenza.

DIAGNOSI

• Storia del dolore

LESIONI TRAUMATICHE DELL’ARTO SUPERIORE

• Esame clinico

– Dolore alla pressione della faccia anteriore dell’epitroclea – Dolore alla flessione del

polso ed alla pronazione

• Indagini radiologiche

– RX, ECO: non evidenziano elementi patologici.

PREVENZIONE DELLE TENDINOPATIE

• Preparazionetecnico-atletica

– Gesto tecnico corretto

– Riscaldamento

– Allungamento (stretching passivo) e potenziamento muscolare

• Presidi

– Tutori a contropressione – Bendaggio funzionale

DITO A SCATTO

• Caratteristiche: – Tendinite

– Sports di presa: tennis, golf, scalata • Meccanismo:

– Nodulo sul tendine flessore profondo che precede la puleggia articolare prossimale

dell’articolazione metacarpo falangea

• Quadro clinico:

– Scatto doloroso durante l’estensione

– Da intermittente a costante fino alla necessità di riportare il dito in sede con l’altra mano

Pubalgia

– Malattia degli adduttori

– Osteoartropatia pubica

– Patologia parietale addominale

Sindrome dolorosa del carrefour pubico osservata nello sportivo e che comprende entità

anatomo-cliniche distinte, a volte compresenti e con eziologia comune:

– malattia degli adduttori,

– osteo-artropatia pubica

– patologia della parete addominale.Patologia da sovraccarico funzionale.Sports tipici:

Calcio, salto triplo, corsa ad ostacoli, sci, equitazione, danza, scherma e nel tennis

Malattia degli adduttori

Colpisce il medio adduttore a livello del corpo, della giunzione muscolo tendinea,

dell’inserzione sull’osso. inserzionale •Tendinite •Danno della giunzione muscolo-

Danni anatomici:•Tendinopatia

tendinea. Dolore basso, sottopubico, irradiato alla faccia interna della coscia (passo

laterale, tiro interno nel calcio, salto dell’ostacolo)

segni clinici principali:• Palpazione dolorosa all’inserzione o sul tragitto degli adduttori •

Contrazione isometrica dolorosa degli adduttori •Dolore allo stiramento •Dolore

all’adduzione contrastata delle anche

Osteoartropatia pubica

DANNI ANATOMICI

Artropatia microtraumatica della sinfisi pubica. Vera affezione articolare legata al

surmenage dell’articolazione e allo squilibrio fra addominali ed adduttori.

SEDE DEL DOLORE

Dolore pubico localizzato, a volte irradiato alla coscia, insorge all’inizio del gesto sportivo

ma anche durante i momenti correnti.

SEGNI CLINICI PRINCIPALI

Palpazione dolorosa della sinfisi

Dolore provocato alla mobilizzazione della sinfisi

Scatto pubico in appoggio monopodalico alternato (raro)

Scarsa correlazione tra immagini radiologiche e sintomatologia clinica

Evoluzione: Alla guarigione le immagini possono rilevare una ”restitutio ad integrum” delle

facce sinfisarie. Patologia parietale addominale

Danni anatomici:Deficienza parietale, Dolore sovrapubico, alla flessione contrastata del

tronco (tipica degli esercizi addominali). Segni clinici principali:– Palpazione dolorosa

dell’inserzione degli obliqui e dei retti – Palpazione di una situazione pre-ereniaria della

parete o del canale inguinale – Dolore esacerbato dalla tosse o da uno starnuto.

SEGNI RADIOLOGICI

– Rx generalmente normale – Addensamento della sinfisi

TRATTAMENTO: – Medico, conservativo

– Chirurgico se fallisce il medico

Terapia delle pubalgie:

I FASE: RIDURRE LO STATO DI INFIAMMAZIONE • Sospensione dei movimenti che

sovraccaricano muscoli e tendini e che provocano dolore – Scatto, calciare la palla di

piatto.

Fisioterapia:Laser, ultrasuoni, ipertermia .

II FASE: RICONDIZIONAMENTO FISICO E MUSCOLARE

Cicli di potenziamento dei muscoli addominali e adduttori

• – Isometrici: sotto la soglia del dolore

• – Dinamici

• • Esercizi di stretching dei gruppi muscolari e degli adduttori

• • Lenta e graduale ripresa degli allenamenti

• Frattura da fatica del collo del femore

Patologia rara, tipica del giovane (21 anni), segue un aumento dell’ attività fisica e

sportiva. meccanico durante la marcia e la corsa – radice dell’arto inferiore, inguinale

Dolore–

profondo, trocanterico, gluteo o al ginocchio

Peratrite dell’anca

Si intendono le lesioni delle borse sierose e dei tendini situate intorno al grande trocantere

(medio gluteo, piccolo gluteo, piramidale), del grande gluteo e dello psoas.

• Sports tipici: sci, pattinaggio sul ghiaccio

• Lesioni associate: displasia dell’anca, sublussazione

ghiaccio FANS FKT

Terapia:Riposo, Patologie della colonna

• Distorsioni cervicali

• Disturbi statici del rachide nel bambino sportivo

• Rachialgia, ernia discale

• Spondilolisi, spondilolistesi

Fratture del rachide

Il rachide:7 cervicali 12 toraciche 5 lombari5 sacrali4 coccigee

Distorsioni cervicali: Queste lesioni si riscontrano più frequentemente in discipline sportive

quali il rugby, il football americano e il tuffo dalla piattaforma.Meno frequentemente sono

riscontrabili in altri sport a rischio quali il ciclismo, il motociclismo e l’equitazione.Le

distorsioni del rachide cervicale interessano più spesso il rachide cervicale Inferiore.

Nel rachide cervicale superiore invece è frequente la frattura del dente dell’epistrofeo.

Meccanismo del traumaMovimenti forzati di iperflessione, di iperestensione, isolati o

associati a colpo di frusta(coup de fléau dei francesi o whiplash degli anglosassoni).

Lesioni legamentose che vanno dal semplice stiramento alla rottura, escludendo le rotture

legamentose associate a fratture instabili e le lussazioni complete immediate delle apofisi

articolari.

Sintomatologia: in seguito ad un trauma in estensione (sfondamento

di mischia nel rugby, scontro frontale nel football americano), in compressione (scontro di

testa) o inflessione (brusca decelerazione), lo sportivo lamenta cervicalgie posteriori

intense, associate raramente ad un’impressione di instabilità o di insicurezza cervicale che

sono in generale indice di lesioni gravi.

Segni clinici:•Dolore vivo al rachide cervicale.Possibili irradiazioni agli arti superiori, alla

regione• •interscapolare o al capo.Contratture riflesse dolorose intense.

•Sindrome cervico-cefalica postraumatica. Segni neurologici periferici o centrali.

L’esame radiologico standard richiesto in urgenza dovrà comprendere 5 proiezioni: rachide

cervicale in antero-posteriore e laterale, obliqua destra e sinistra, antero-posteriore a

bocca aperta.

Fino a prova contraria, il rachide cervicale traumatizzato deve essere considerato come

affetto da lesione potenzialmente instabile.

Si deve quindi immobilizzare il rachide in collare cervicale e trasferire il paziente supino

per effettuare l’esame radiologico radiologico e indagine clinica approfondita.

DISTURBI STATICI DEL RACHIDE NEL BAMBINO DEFORMITA’ DEL RACHIDE

Scoliosi:Deviazione laterale della colonna vertebrale, persistente e non modificabile

spontaneamente che si accompagna ad una rotazione e una torsione dei corpi vertebrali

con conseguente interessamento di tutte le strutture anatomiche che si articolano con

essi.

Esame obbiettivo:• Allineamento delle spalle• Simmetria dei triangoli della taglia• Presenza

di gibbosità alla flessione del busto• Protrusione di una scapola rispetto all'altra•

Allineamento delle creste iliache (attenzione che non dipenda da una asimmetria degli arti

inferiori SPONDILOLISTESI e SPONDILOLISTESI

Si intende la sublussazione di un corpo vertebrale su quello più in basso.

Può interessare tutti i livelli spinali, ma nella maggior parte dei casi interessa la quinta

vertebra lombare che si sposta in avanti rispetto alla base sacrale.

classificazione di Wiltse

VI tipi

• Le prime due sono caratteristiche dei bambini: displastica e istmica

Taillard sostiene che nei bambini una localizzazione in L5 constitutes 86% dei casi, L4

• 10% e L3 4%. Sintomatologia

Traumatologia dello sport

• LA COLONNA VERTEBRALE

• • Spesso asintomatiche

• • Il dolore lombare: Correlato ad una eccessiva

• stimolazione delle articolazioni e legamenti posteriori • Meno frequente dolore sciatico.

incidenza:

Micheli e Wood dell Children's Hospital di Boston su 100 atleti al di sotto dei 18 anni che

lamentano lombalgia, il 47 % avrebbe una spondilolisi.

Sports tipici:

– Gesto atletico prevede una iperestensione del rachide lombare come la ginnastica

artistica, i tuffi, la pallavolo, il salto in alto

– Ripetuti traumi come il rugby, il motocross, l’equitazione.

Gruppi muscolari lombare di trattamento

Muscoli ipolordizzanti, che riducono cioè la lordosi lombare: il retto addominale, il grande

gluteo e gli ischio- crurali

Muscoli iperlordizzanti, che aumentano cioè la lordosi ileo-psoas, quadrato dei lombi,

lunghissimo del torace e ileocostale lombare

Muscoli neutri, stabilizzatori del rachide lombare obliquo interno e trasverso dell’addome.

Trattamento:

Correggere le alterazioni posturali, iniziando col ridurre la lordosi lombare potenziando la

muscolatura ipolordizzante (sia in modo isometrico che isotonico) e aumentando la

lunghezza dei muscoli iperlordizzanti attraverso esercizi di stretching statico lento e

graduale.

Metodo Pilates svolge un ruolo fondamentale nell'aumentare la stabilità del "core", oltre a

rinforzare e allungare ileopsoas, rinforzare la muscolatura intra, extrarotatoria ed

estensoria dell’anca. Benefici alla statica di colonna, addome, anca e ginocchio con una

riduzione del dolore in 4-6 settimane. Lombalgia

Manifestazione dolorosa localizzata alla regione lombare.

Effetti sfavorevoli dello sport: Microtraumi ripetuti, per molte ore al giorno, sia su un

rachide in pieno sviluppo,sia su una colonna vertebrale non più giovane.

I traumatismi inevitabili della pratica sportiva aggiungono ulteriore effetto nocivo.

Cause:Patologia Discale-Patologia Articolare-Patologie Legamentose, Fasciali Patologie

Muscolari-Patologie Nervose Infiammatorie- Patologie Infettive-Patologie Postraumatiche.

LOMBOSCIATALGIA ED ERNIA DISCALE

Diagnosi

Clinica

dolore, irradiazione, deficit , sensibilità, riflessi. RX colonna

TC se patologia scheletrica associata

RNM patologia disco-articolare.

Intervento chirurgico:

Emilaminectomia, nucleoaspirazione percutanea(discectomia percutanea).

FRATTURE DEL RACHIDE

Costituiscono il 4% delle fratture dello scheletro,Maggiore incidenza negli uomini,Età

tipica: 30-40 anni.Tratto interessato: dorso-lombare, cervicale, lombare, toracico.Si

distinguono:Mieliche Amieliche.

Meccanismo traumatico:

Lesione mielica: Compressione diretta o lesione da taglio sulle formazioni nervose

midollari e radicolari,Ematoma intra o extradurale.

Lesioni anatomiche:fratture del corpo,fratture degli archi,fratture totali.

Quadro clinico

Amieliche:

Dolore locale, impotenza o limitazione funzionale, deviazione della colonna in cifosi e

scoliosi, contrattura di difesa, dolore locale alle vertebre (pressione e percussione).

Mieliche:

Lesione nervosa in rapporto al tipo di trauma e alla sede

4 quadri: commozione midollare, contusione midollare, compressione midollare, sezione

midollare.

Shock midollare.

Terapia:Fratture instabili, mieliche: intervento chirurgico di decompressione –

stabilizzazione entro 4-6 ore

Fratture stabili: incruento, riduzione e corsetto gessato.

Primo soccorso: chiamare il 118,Proteggere il collo con posizione neutra Chiedere

all’atleta di rimanere fermo Coprire con una coperta,Non spostare l’atleta,Non flettere,

estendere, ruotare la colonna.

TRASPORTO

Il collare cervicale non è un accessorio d'immobilizzazione ma un presidio necessario a

garantire la sopravvivenza dei pazienti traumatizzati.

E' fondamentale che questo presidio venga applicato a tutti i pazienti prima di procedere al

loro spostamento e subito dopo le manovre di verifica dei parametri vitali.

La stabilizzazione meccanica è quello rende uniforme e solidale tutto il corpo

dell'infortunato per impedire il movimento delle articolazioni naturali e quelli innaturali

prodotte dalle lesioni all'apparato scheletrico.

La riabilitazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la riabilitazione come “l’uso di

tutti i mezzi volti alla riduzione dell’impatto della disabilità e della condizione di handicap

allo scopo di permettere a persone disabili di ottenere una integrazione sociale”.

Il personale riabilitatore: Gli specialisti in MFR lavorano in diverse strutture dalle unità

acute di cura a istituzioni comunitarie. Usano tecniche di valutazione diagnostica

specifiche e conducono trattamenti che includono interventi farmacologici, fisici, tecnici,

educativi e vocazionali.

Fasi della medicina riabilitativa:

• Prevenzione del danno

• Riabilitazione intensiva

• Completamento del processo di recupero e del progetto riabilitativo

Mantenimento del recupero motorio

Livello di strutture:PRIMO LIVELLO

Strutture ambulatoriali, domiciliari residenziali:

lungodegenze, post acuti

SECONDO LIVELLO:

Presidi ospedalieri ed extraospedalieri: disabilità

gravi

TERZO LIVELLO: disabilità molto gravi

Progetto riabilitativo individuale:• E’ l’insieme delle proposizioni, elaborate dall’equipe

riabilitativa e coordinato dal medico responsabile che deve tener conto dei bisogni globali

del paziente, delle sue menomazioni, disabilità e, soprattutto, delle abilità residue e

recuperabili.

• Definisce gli esiti desiderati del paziente e dell’equipe riabilitativa.

Definisce gli obiettivi a breve, medio e lungo termine nonché tempi e modalità di

• erogazione degli interventi e loro verifica.

Il lavoro del riabilitatore: Il fisiatra si occupa della valutazione, diagnosi, prognosi e terapia

dei deficit funzionali secondari a menomazioni, disabilità, handicap.

Diagnosi:Esame elettrodiagnostico Elettromiografia-Elettroneurografia-Valutazione

isocinetica-Valutazione dinanometrica della mano Baropodometria-Pedane

Dinamometriche-Analisi del cammino e del movimento.

Esercizio terapeutico:• Statici o isometrici• Dinamici isotonico o isocinetico• Catena

cinetica aperta o chiusa• Stretching• Rieducazione propriocettiva• Idrochinesiterapia.

Terapia

• Protesi: Apparecchi che sostituiscono parti del corpo mancanti vicariandone in parte la

funzione

• Ortesi: Dispositivi terapeutici che facilitano, migliorano, controllano, il funzionamento di

parti del corpo lese o alterate funzionalmente

Ausili tecnici: Strumenti tecnologici volti a compensare funzioni che non possono essere

• più svolte o lo sono in modo anormale.

ICIDH

"handicap" come la "condizione di svantaggio conseguente a una menomazione o a una

disabilità che in un certo soggetto limita o

Importante distinzione fra "menomazione" (impairment) che veniva definita come "perdita

o anormalità a carico di una struttura o di una funzione psico-logica, fisiologica o

anatomica“

• "disabilità" (disability) come "qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a

menomazione) della capacità di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati

normali per un essere umano"impedisce l’adempimento del ruolo normale per tale

soggetto in relazione all’età, al sesso e ai fattori socioculturali”.

ICF - Funzioni corporee

ICF - Strutture corporee

ICF - Attività e partecipazione ICF - Fattori ambientali

IL NUOVO DOCUMENTO DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' (ICF)


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di traumatologia dello sport basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Galbusera, dell'Università degli Studi Università San Raffaele Roma, facoltà di Scienze motorie.
-indice
lesioni traumatiche
-definizione traumatologia
-lesioni traumatiche dello scheletro
-patologia a carico dell'arto superiore
-sindromi da sovraccarico dell'arto superiore
-lesioni traumatiche arto inferiore
-sindromi da sovraccarico dell'arto inferiore
-patologie della colonna vertebrale
-generalità radiologia
-diagnostica per immagini
-riabilitazione


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albertobert95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Traumatologia dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università San Raffaele Roma o del prof Galbusera Cinzia.

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