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Traumatologia dello sport

Genialità apparato locomotore

Apparato locomotore: Insieme di ossa, articolazioni e muscoli scheletrici che svolgono alcune funzioni tra cui la funzione locomotoria. La si realizza per il movimento reciproco di segmenti ossei determinato dalla contrazione dei muscoli e consentito dalle articolazioni. Le ossa e le articolazioni rappresentano parti passive del movimento, i muscoli ne rappresentano gli organi attivi. La contrazione muscolare è sotto controllo del sistema nervoso.

Ossa

Componente cellulare:

  • Osteoblasti: produzione della sostanza fondamentale e fibre collagene.
  • Osteoclasti: orientati alla distruzione della matrice ossea.
  • Osteociti: probabile funzione di meccanocettori.

Matrice:

  • Fibre collagene
  • Sostanza fondamentale

Classificazione ossa: corte, piatte, lunghe.

Articolazioni

Le articolazioni uniscono le ossa dell’apparato scheletrico, sono definite organi giunzione tra capi ossei, sostengono il corpo umano e proteggono gli organi delicati. Il nome di un’articolazione deriva tipicamente dalle due ossa coinvolte. Le possiamo dividere in 4 categorie; articolazioni ossee, fibrose, cartilaginee, sinoviali. Le sinoviali sono le più familiari e ci sono 6 classi fondamentali di queste articolazioni distinte tra loro dai tipi di movimento: enartrosi, condiloidee, a sella, piane, a ginglimo angolare, a perno.

Definizioni traumatologia dello sport

Studio dei traumi, dei loro effetti, del trattamento delle lesioni, della successiva terapia riabilitativa.

Lesione traumatica

Corpo esterno o forza interna.

Agenti traumatici: esogeni o endogeni.

Azione del trauma: acuta (diretta e indiretta), cronica (sovraccarico funzionale prolungato e ripetuto nel tempo).

Contusioni

  • Ecchimosi: piccole emorragie.
  • Ematomi: raccolte ematiche in una cavità. Terapia: Ghiaccio, compressione, riposo.

Contusioni

I grado: modeste emorragie interstiziali.
II grado: rottura di vasi più importanti con raccolte.
III grado: rottura di vasi arteriosi e venosi.
IV grado: gravi lesioni arteriose e venose con lacerazioni muscolari.

Ferite

  • Abrasioni: strati superficiali dell’epidermide.
  • Escoriazioni da taglio: cute e derma.
  • Ferite da punta: superficiali e profonde, tramite interno tutte potenzialmente infette.

Contusioni muscolari

Quando il muscolo colpisce oppure è colpito da un agente esterno:

I grado: infiltrazione emorragica interstiziale, lesioni di fibre muscolari.
II grado: ematoma infiltrante con ventre muscolare.
III grado: interruzione completa del grave rottura muscolare tendente alla necrosi.
IV grado: con mortificazione tissutale.

Allungamento muscolare

Non lesioni, discreta distensione del muscolo – macroscopiche. Dolore e fastidio all’interno muscolo.

Stiramento

Eccessiva distensione del muscolo, interruzione di fibre muscolare. Dolore improvviso, acuto, a “colpo di scudiscio”. Impotenza funzionale. Ghiaccio, bendaggi elastici, riposo.

Strappo muscoli lunghi

Lesione tipica di sforzo di grande entità e violenta contrazione del muscolo. Rottura parziale o completa delle fibre.

Affezioni muscolari senza lesione anatomica

  • Crampo (lesione da sovraccarico)
  • Indolenzimento
  • Contrattura (sovrautilizzazione del muscolo durata 5-10 giorni)

Traumi tendini

Fattori predisponenti: squilibrio agonista-antagonista, scorretta esecuzione del gesto atletico, equipaggiamento errato, fattori esterni. Forme croniche: rottura tendine d’Achille.

Generalità lesioni traumatiche dello scheletro

Fratture: interruzione della continuità di un segmento. Dolore: intenso, spontaneo ed al movimento. Deformità: spostamento frammenti ossei. Impotenza funzionale: limitazione della funzione. Tumefazione: ecchimosi o ematoma.

Fratture terapia

4 fasi:

  • Immobilizzazione provvisoria
  • Riduzione
  • Contenzione o mantenimento della riduzione
  • Rieducazione

Distorsioni

Perdita parziale e temporanea dei normali rapporti tra superfici articolari contigue di un’articolazione che avviene per un’escursione articolare superiore ai limiti fisiologici. Giovani adulti sportivi: art. tibiotarsica, ginocchio, gomito, polso, mano e piede. Semplici: senza danni funzionali importanti. Complesse: con lesioni delle strutture articolari e periarticolari

Sintomi: dolore alla pressione ed al movimento, tumefazione articolare, perdita della funzione.
Terapia: Ghiaccio, sottrazione al carico.

Lussazione

Perdita definitiva dei rapporti reciproci normali tra capi ossei di un’articolazione. Congenita, acquisita progressivamente, traumatica. Tra i sintomi abbiamo un dolore violento.

Generalità di radiologia

Cosa sono i raggi X: La radiologia sfrutta l'interazione del corpo umano con fasci di particolari onde elettromagnetiche, dette raggi X, la cui lunghezza d'onda, inferiore a quella della luce, appartiene alla banda compresa fra 0,001 e 1 nm. Questo spiega perché i raggi X non sono visibili. I raggi X vengono prodotti in appositi tubi radiologici, ampolle di vetro sotto vuoto spinto, applicando una elevata differenza di potenziale elettrico (decine di migliaia di volt). Un fascio di elettroni, emessi da una spiralina incandescente, vanno così a colpire ad alta energia un bersaglio formato da un metallo pesante (tungsteno), portando alla formazione dei raggi X. La generazione dei raggi X negli apparecchi radiologici è quindi un fenomeno strettamente governato dall'uomo (intensità e durata). I raggi X escono dal tubo solo nel momento in cui si dà il via al flusso di elettroni. Il tubo e l'apparecchio radiologico spenti o inattivi non sono radioattivi.

Formazione delle immagini radiografiche

Diagnostica radiologica richiede la creazione di immagini radiografiche, che rendano visibili le modificazioni indotte dal corpo umano sul fascio di raggi X. Le immagini vengono ottenute da rivelatori, capaci di convertire il segnale dei fotoni X, non visibili, in una immagine visibile. Le immagini radiografiche si suddividono in: statiche e dinamiche. Immagini cinetiche o dinamiche: rappresentano in tempo reale l'esame eseguito e il movimento degli organi. Immagini statiche forniscono un documento stabile del quadro interno del corpo umano. Possono essere acquisite anche durante una indagine dinamica.

Radiologia digitale

Sistemi di rivelazione delle immagini basati sull'uso del computer e di sensori ad esso collegati ("radiologia digitale").

Esame radiografico

Indispensabile per patologie del sistema scheletrico osseo. Fornisce indicazioni su morfologia e densità del tessuto osseo.

Capitolo 2: Lesioni traumatiche dell’arto superiore

Lesioni legamentose

Spalla, Gomito, Polso.

Tendinopatie

“Sindromi da conflitto”.

Fratture

Clavicola, Omero, Polso, Scafoide.

Articolazioni coinvolte

Nel movimento della spalla:

  • Gleno-omerale o scapolo-omerale: movimento del braccio rispetto al torace.
  • Acromion-claveare: aggancio.
  • Sterno-claveare: alcuni movimenti della clavicola nello spazio.

Stabilità della spalla

Stabilizzatori geometrici: cavità glenoidea. Statici: cercine glenoideo, capsula articolare. Stabilizzatori dinamici: cuffia dei rotatori.

Lesioni della spalla

Trauma diretto caduta (ginnastica, sci, calcio, rugby). Sollecitazione microtraumatica (pallavolo, pallanuoto, tennis, attività di lancio).

Lesioni acute e croniche

Acute: cadute in ginnastica, sci alpino, calcio, rugby.
Croniche: sollecitazione microtraumatica legata ad un gesto specifico in sport come pallavolo, tennis, giavellotto.

Lesioni della spalla

  • Lussazioni della spalla
  • Lesione capo lungo del bicipite (SLAP)
  • Lussazione acromion-claveare
  • Sindrome da conflitto acromion-claveare

Lussazioni spalla

La testa omerale esce dalla cavità glenoidea per portarsi in una posizione differente ad esempio in sede anteriore. Trauma diretto o indiretto: caduta, trasmesso dalla mano atteggiata a difesa. Situazione anatomo-funzionale e microtraumi ripetuti.

Sintomatologia lussazione spalla

Dolore violento ed impotenza funzionale, il braccio pende lungo il tronco, addossato al torace, gomito flesso a 90°, sostenuto dall’arto controlaterale sano. Storia: sensazione fuoriuscita ossa dalla spalla.

Lussazione scapolo omerale

La testa omerale esce dalla cavità glenoidea. Lussazione scapolo omerale sottocoracoidea anteriore.

Sintomatologia

Dolore, impressione di svuotamento articolare.

Lussazione della spalla, condotta da seguire

Immobilizzazione con semplice bendaggio e condotta in un centro medico al più presto (entro due ore).

Lussazione scapolo omerale trattamento ortopedico standard

Immobilizzazione per 3 settimane con gomito flesso a 90 gradi.

Lussazione scapolo omerale complicata

Trattamento ortopedico chirurgico, con possibile innesto osseo.

SLAP

Spostamento della parte superiore del cercine glenoideo. Slap, tipici sport di lancio e ginnastica artistica. Causa: violente e ripetute trazioni e compressioni del muscolo bicipite sulla inserzione glenoidea.

Sintomatologia

Vago dolore alla spalla.

Lussazione acromion claveare

Lesione del sistema capsulo legamentoso di stabilizzazione. Tipici sport: judo, rugby, ciclismo e motociclismo. Causa: colpo indiretto posteriore con direzione verso il basso sull’apice della spalla. Caduta della spalla con braccio accostato al torace.

Sintomatologia

Deformazione del profilo della spalla, dolore che interessa tutta la spalla.

Diagnosi

Rx standard spalla, Tc spalla.

Trattamento

Bendaggio contenitivo e fisioterapia per 2-4 settimane ed esercizi isoginici ed isometrici.

Sindromi da conflitto

Compressione dei tendini della cuffia dei rotatori (sottoscapolare, capo lungo bicipite, sopraspinoso, sottospinoso e piccolo rotondo) contro la superficie forma da acromion, articolazione acromion-claveare, legamento acromio-coracoideo, coracoide.

SDCAS

Spalla dolorosa conflitto antero superiore.

SDCAI

Spalla dolorosa da conflitto antero interno.

Stadi

  • I stadio: borsite, edema e microemorragie.
  • II stadio: tendinosi, tendinite, calcificazioni.
  • III stadio: perforazioni e rotture degenerative.

Sintomi: dolore durante il movimento specifico. Diagnosi: clinica, Rx, eco, Tc.

Il gomito

  • Complessa articolazione tra tre ossa: omero, ulna e radio.
  • Si costituisce in due articolazioni ed un sistema di legamenti.

Articolazioni

  • Articolazione omero ulnare
  • Articolazione omero radiale

Legamenti

  • Legamento collaterale esterno (LCE)
  • Legamento collaterale interno (LCI)

Movimenti: flessione, estensione, rotazione.

Meccanismi fisiopatologici negli sport

  • Cadute frequenti: lotta, judo
  • Sollevamento di un peso: giavellotto
  • Microtraumi ripetuti: baseball, tennis, pallamano

Lussazione del gomito

Seconda in frequenza dopo la scapolo omerale. Sports tipici: judo, pattinaggio, sci. Meccanismo di lesione: caduta con mano in iperestensione con dislocazione all’indietro o all’infuori di radio e ulna rispetto all’omero. Sintomatologia: sensazione del braccio disconnesso, impotenza funzionale.

Diagnosi

Rx gomito per fratture associate.

Trattamento

Da immobilizzare per 3 settimane e trattamento chirurgico.

Fratture del gomito

  • Frattura dell’omero
  • Frattura del capitello radiale
  • Frattura dell’olecrano
  • Fratture miste
  • Frattura dell’ipafisi distale dell’omero

Caduta sul palmo della mano con gomito esteso o sull’avambraccio con gomito flesso. Riduzione e stabilizzazione della frattura.

Frattura del capitello radiale

Sintomi: dolore e limitazione della pronosupinazione dell’avambraccio. Terapia: gesso 25 giorni.

Frattura del polso

Caduta sulla mano: sul palmo o sul dorso. Sintomi: gonfiore, tumefazione, impotenza funzionale, dolore al polso, mano a forchetta. Diagnosi: rx mano. Trattamento gesso 35-40 gg. Chirurgico: mezzi di sintesi (fissatori esterni, placche viti).

Lesioni della mano

  • Distorsioni e lussazioni metacarpo falangee
  • Frattura dello scafoide
  • Fratture delle falangi
  • Fratture dei metacarpi

Anatomia di polso e mano

  • Carpo: 8 ossa brevi su due file.
  • Metacarpo: ventaglio di 5 ossa lunghe.
  • Falangi: falangi prossimali, intermedie e distali, sono 3 per dito escluso pollice (2).

Mano e falangi

  • Carpo fila prossimale: Scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme.
  • Fila distale: Trapezio, trapezoide, capitato, uncinato.

Lussazione del pollice

Trauma violento che devia lateralmente e allontana il pollice dalle altre dita. Disinserzione/lesione del legamento collaterale ulnare del pollice (LCU). Portieri, sciatori, giocatori di rugby.

Sintomi

Dolore e tumefazione, abnorme mobilità, “pinzamento” difficile (I-II dito).

Trattamento lussazione pollice

  • Conservativo: immobilizzazione del dito per 4 settimane con gesso, ortesi.
  • Chirurgico: Intervento chirurgico differito (fino a venti giorni) se articolazione instabile o frattura scomposta associata. Gesso od ortesi per 25 giorni.

Bendaggio funzionale

Distorsioni interfalangee e metacarpofalangee

Caratteristiche: Profilo anatomico conservato, stiramento della capsula, lesioni legamentose. Frequenza: articolazione interfalangea prossimale. Sports tipici: pallavolo, pallacanestro.

Trattamento in palestra

Ghiaccio, immobilizzazione.

Trattamento ospedaliero

  • Rx della mano e visita specialistica
  • Immobilizzazione con tutore rigido per 21 giorni
  • Intervento chirurgico
  • Bendaggio funzionale
  • Antidolorifici
  • FKT

Un trattamento inadeguato può peggiorare un quadro inizialmente non complicato.

Lussazione metacarpo falange

Caratteristiche: perdita dei normali rapporti articolari. Meccanismo: traumi ad alta energia. Quadro clinico: deformità dell’articolazione.

Trattamento in palestra

Solo ghiaccio.

Trattamento definitivo

  • RX mano e visita traumatologica precedenti alla manovra di riduzione della lussazione.
  • Immobilizzazione con tutore rigido per tre settimane
  • Bendaggio funzionale per tre settimane
  • FANS ed analgesici
  • FKT: Priorità assoluta al recupero della mobilità per prevenire la rigidità residua.

Fratture metacarpali

Trattamento specialistico:

  • Per fratture composte: immobilizzazione con gesso per 28 giorni e FKT a seguire.
  • Per fratture scomposte (meccanismo di torsione): stabilizzazione chirurgica.

Fratture falangi

Meccanismo: trazione tendine non bilanciata. Quando clinico: alterazione del profilo del dito. Dolore in sede. Impotenza funzionale.

Trattamento in palestra

Ghiaccio.

Fratture falangi

Trattamento specialistico:

  • Fratture composte: immobilizzazione e gesso.
  • Fratture complicate o scomposte: riduzione e sintesi chirurgica con sistemi a placche, viti, fili di Kirschner.

Frattura scafoide

Prima diagnosi a cui pensare dopo trauma che abbia interessato il polso.

Meccanismo

  • Caduta sul polso iperesteso, deviato in senso radiale
  • Trauma diretto assai più raro

Quadro clinico

  • Gonfiore del polso, riduzione del movimento
  • Dolore in sede e successivamente algie a fine estensione ed in appoggio, dolore del polso in flesso estensione
  • Dolore alla pressione del pollice della tabacchiera anatomica
  • Dolore alla trazione e compressione della colonna del pollice

Diagnosi

RX in 4 proiezioni anche 10-20 giorni dopo il trauma per evidenziare la linea di frattura, la sede e l’eventuale dislocazione.

Trattamento specialistico

  • Immobilizzazione gessata a gomito flesso, polso in asse, pollice in massima abduzione con falange prossimale inclusa (6 settimane)
  • RX controllo, nuovo gesso a gomito libero fino a 3 mesi
  • Trattamento chirurgico: per fratture instabili e fratture del polso associate allo scafoide

Dito a scatto

Caratteristiche: sport di presa come tennis e golf o tendinite.

Meccanismo

Nodulo sul tendine flessore profondo che precede la puleggia articolare prossimale dell’articolazione metacarpo falangea.

Frattura dell’omero

Caratteristica fratture. Epifisi: coinvolgono testa omerale, collo anatomico, collo chirurgico. Diafisi: la rima di frattura rispetto sovra/sotto deltoidea. Terzo medio-distale: Sovracondiloidee, Condiloidee, Intercoindiloidee.

Meccanismo

Trauma diretto o indiretto molto violento.

Diagnosi

RX, esame clinico, TC se complicanze.

Complicanze

  • Compressione della vena o arterie omerali e sindrome compartimentale (retrazione ischemica di Volkmann)
  • Lesione dei nervi periferici: mediano ed ulnare

Trattamento delle fratture

Dal bendaggio, eventualmente gessato, tipo Desault alla sintesi chirurgica con fili di Kirshner. FKT

Frattura clavicola

È una delle lesioni più frequenti dello scheletro causata da un trauma diretto. Diagnosi: Rx, esame clinico. Trattamento delle fratture: bendaggio, trattamento chirurgico raro.

Capitolo 3: Lesioni traumatiche arto inferiore

Il ginocchio

Lesioni legamento ginocchio

  • Legamento crociato anteriore
  • Legamento collaterale mediale
  • Legamento collaterale esterno
  • Instabilità rotulea

Lesioni capsulo legamentose del ginocchio

  • Distorsioni del ginocchio
  • Lesioni meniscali del ginocchio
  • Lussazione di rotula

Ginocchio costituzione

  • Compartimento interno: Legamento collaterale interno e posteriore obliquo, tendine semimembranoso.
  • Compartimento esterno: Legamento collaterale esterno.
  • Menischi: mediale e laterale.
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Scienze mediche MED/33 Malattie apparato locomotore

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albertobert95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Traumatologia dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università San Raffaele Roma o del prof Galbusera Cinzia.
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