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Transizioni e cambiamenti nel corso della vita – Glossario Appunti scolastici Premium

Transizioni e cambiamenti nel corso della vita – Glossario.
Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Adolescenza, Anni di mezzo, Apprendimento osservativo, Arousal, Atti linguistici, Autopercezione di competenza e adeguatezza, Autostima globale, ecc.

Esame di Transizioni e cambiamenti nel corso della vita docente Prof. M. Barbieri

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Le ricerche possono identificare concezioni :

 

Corrette possibili basi di partenza per l’insegnamento, cioè idee , credenze che rispetto a quelle scientificamente accreditate che la scuola

si propone di trasmettere o fare acquisire si caratterizzano per incompletezza oppure per la mancanza di collegamenti con altre idee o altre

credenze il compito dell’insegnante è quello di arricchirle e di operare i collegamenti mancanti.

 

Errate da correggere o prevenire, quando si può pensare che l’insegnamento stesso, venendo frainteso possa contribuire alla loro

formazione.

Organizzazioni Meccanicistiche relazioni vincolanti e facilitanti tra i componenti sono di tipo rigidamente determinato e meccanico. (ad es la

temperatura del frigorifero è rigidamente predeterminata fin dall’inizio, anche nella persona umana noi possiamo avere dei comportamenti di

natura meccanicistica, ad es i riflessi che portano la pupilla a reagire in modo automatico e meccanico a determinati stimoli ambientali). Si

contrappongono alle organizzazioni sistematiche.

Organizzazioni Sistemiche Il funzionamento di ciascun componente è, almeno in parte, controllato dallo stato globale del sistema. Le org

sistemiche funzionano in modo unitario ed hanno come caratteristica quella di rispondere alle perturbazioni che provengono dall’esterno. (ad es se

l’ossigeno che arriva al ns sangue non è sufficiente anche alcune funzioni biologiche ne vengono compromesse o rallentate, come gli alpinisti in alta

quota) . Si contrappongono alle org meccanicistiche

Persona Biologica: Componenti strutturali: scheletro, articolazioni, muscoli, Componenti funzionali: processi digestivi, Confini: pelle.

Persona in azione: La pers. in az. e le attività che la persona compie sull’ambiente e cioè attività transazionali che consistono in: - Az. sull’ambiente

(muoversi, agire con gli altri,…)- Raccolta di info (per farsi rappresentaz.)- Az. di ingestione e di eliminaz. (persona biologica)- Az. motorie – Az.

comunicative (posso convincere le pers. comunicando con loro)- Schema di episodi comportamentali (script andare al supermercato, al

ristorante,…)

Persona Psicologica: 1) Processi cognitivi (ed elaborazione delle informazioni). PROCESSI COGNITIVI DIRETTIVI (definiscono lo scopo di una

persona): Lo scopo è una rappresentaz. di uno stato futuro che riteniamo desiderabile e sulla base di questa rappresentaz. Agiamo; nell’agire,

attraverso proc. di feedback cerchiamo di diminuire la discrepanza tra lo stato attuale e quello futuro desiderato. *Specificaz. degli scopi

(rappresentaz. stato futuro: su questa base agiamo cercando di dim. la discrepanza). *Gerarchizzaz. degli ob. (superare gli esami per laurearsi).

*Formulaz. di anticipaz. preparatorie (porsi degli scopi intermedi). PROCESSI COGNITIVI DI REGOLAZIONE preposte a tutte le attività

valutative: *Valutaz. della prestaz. (scelta degli standard) quanto distante sono dagli obiettivi? *Valutaz. bontà/malvagità di un’az. *Valutaz. di

efficacia. *Valutaz. di auto efficacia. PROCESSI COGNITIVI DI CONTROLLO (specificano i piani per raggiungere gli ob., controllano e

coordinano i piani come soluz. dei probl.): *Ragionam. *Soluz di probl. *Assunz. di decisione. *Pianificaz. *Coordinam. dei piani di az. Per agire

devo inoltre poter disporre di rappresentaz. o mappe del contesto nel quale mi muovo e devo poter essere in grado di interpretare ciò che accade nel

contesto. Questo possibile grazie a proc. cognitivi e di elaboraz. delle info. che mi consentono di costruirmi delle rappresentaz. generali. 2) Costruz.

di rappresentaz. gen. Basate sul flusso delle proprie percez., o sui propri costrutti cognitivi per impiegarle nell’interpretaz. di specifici precetti.

Ovvero io vedo un ogg. e lo devo riconoscere e solo sulla base di rappresentaz. riesco a farlo. Tali rappresentaz. si manifestano in tre tipi di codice:

Rappresentaz. immaginative, astratte (conoscenze di natura concettuale), linguistiche. 3) funzioni di AROUSAL (asp dinamico, è il livello di attivaz.

della pers.): *Arousal di attività (sonno/attività). *Arousal emotivo (fuga/azione). *Arousal attentivo (liv. di attenzione agli stimoli ambientali).

Politica ingenua: he sia presente nei bambini la Nozione di STATO inteso come un territorio abitato con sistema giuridico e un governo, cioè

un’organizzazione gerarchica e ramificata (da cui dipendono insegnanti, poliziotti e varie altre figure). La nascita della politica ingenua A 10/11

anni: emergere della politica ingenua.Distinzione e collegamento tra cariche centrali (capo del governo) e locali (come sindaco) sulla base del potere

e dei territori su cui si esercita. I bambini cioè, non attribuiscono più le stesse funzioni a tutte le cariche politiche ma attribuiscono gradi e poteri

diversi. Attraverso la rappresentazione di questa gerarchia di comando i bambini possono farsi un’idea di come le decisioni prese ad un livello

centrale diventano operative a livello periferico.Unione e separazione tra stati descritti in termini politici (attraverso leggi e governo comuni o

distinti)

 Capitale : città in cui hanno sede le autorità politiche

 Insegnanti, giudici e poliziotti dipendono dallo stato.

Limiti:

 È frainteso il ruolo del sindaco ( mancanza di differenziazione tra decentramento politico e amministrativo)

 Visione restrittiva delle leggi (i giudici decidono solo su colpevolezza e innocenza)

 Confusione tra partiti politici e camere.

Partiti politici:

 Hanno a che fare con il governo o il parlamento

 Partecipano alle elezioni

 Sono in competizione reciproca

Pragmatica saper usare il linguaggio nel contesto per compiere atti linguistici o azioni comunicative. Con la pragmatica si introduce il

concetto della comunicazione come forma di azione.

Gli ATTI LINGUISTICI (ogni azione sociale compiuta attraverso il linguaggio) possiedono:

 Contenuto proposizionale (ciò che si dice)

 Intenzione comunicativa (ciò che si intende)

 Effetto prodotto sull’interlocutore

Es. “passami il sale”

Gli atti linguistici possono essere suddivisi in diverse tipologie utilizzati con maggiore o minore raffinatezza nel corso dello sviluppo:

- assertivi: descrivono la realtà

- verdettivi:esprimono giudizi e valutazioni (ritengo, valuto, riconosco colpevole,…)

- esercitivi: atti legati all’esercizio del potere (ordino, chiedo, rivendico, nomino,…)

- commissivi:impegnano chi parla ad una certa condotta (prometto, minaccio, mi propongo

- comportativi: reazione al comportamento o all’atteggiamento di altre persone (scusarsi, ringraziare,…)

- espositivi:atti metacomunicativi, riguardo alla chiarificazione di ragioni, argomenti e comunicazioni (ora ti spiego, ora ti comunico,…)

Nel corso del tempo bisogna imparare ad usare gli atti linguistici, ad es per ordinare deve esserci dislivello di potere tra colui che produce l’atto

linguistico e colui che ne è destinatario. Quali sono le direttrici dello sviluppo pragmatico?

1. dalla produzione di frasi alla produzione di testi (percorso di apprendimento scolastico, correzioni,…)

2. dalla produzione di atti linguistici diretti alla produzione di atti linguistici indiretti (se ho caldo posso dire “Apri la finestra” –diretto-

oppure “fa un gran caldo qui dentro” –indiretto-). Il passaggio da una comunicazione diretta ad una indiretta comporta una

comunicazione più sofisticata e la salvaguardia delle relazioni sociali, se non chiedo direttamente non mi espongo neanche ad un

altrettanto diretto rifiuto.

3. dalla produzione di forme letterali di linguaggio alla produzione di forme non letterali ( ironia, metafora, idiomi). Si passa ad un livello

superiore di comprensione della lingua, non ci si ferma solo a ciò che è stato detto ma si comprendono anche le intenzioni comunicative

del parlante. Ad es nell’ironia il parlante intende dire esattamente il contrario di ciò che dice; Un buon comunicatore deve intendere

queste forme non letterali del linguaggio!

Tutte queste capacità si sviluppano dai 4 anni in poi, ma tipicamente, nel corso del periodo scolare e fino all’adolescenza.

Prescrizioni morali O Regole morali: prescrizioni morali : fondate su fattori intrinseci alla tipologia dell’azione e su fattori relativi alla relazione

sociale fra le persone (le conseguenze per la vittima). Un’azione viene giudicata immorale se comporta conseguenze dannose per una vittima e

questo è fattore intrinseco al tipo di azione e al tipo di relazione che si genera fra le persone pertanto le prescrizioni morali sono considerate:

 Non arbitrarie

 Non alterabili per consenso

 Non fondate sull’autorità

Fare del male è sempre giudicato negativamente anche se non ci sono regole che vietino tale comportamento; le prescrizioni morali hanno valore

universale e riguardano :

Il benessere delle persone, i diritti delle persone, la giustizia nel trattamento delle persone e nella distribuzione delle risorse.

Prima Fanciullezza Prima fanciullezza (2-6 anni):

- i bambini si descrivono soprattutto in termini di caratteristiche concrete, osservabili; Vale a dire il loro aspetto fisico, sono alto, sono basso, grasso,

ho i capelli castani, oppure su attività che possono essere viste anche da un osservatore esterno, vado all’asilo, so disegnare, mi piace giocare con gli

altri bambini.

- i bambini hanno una visione poco sfumata ed eccessivamente positiva di sé; possono attribuirsi delle capacità che non possiedono, ad es dire sono

molto forte, sono forte come il mio papà.

Origine di questa visione ottimistica consta nella difficoltà a :

 distinguere realtà e desideri (attribuita ai bambini prima da Freud e poi da Piaget)

 effettuare un confronto sociale (autori contemporanei)

I bambini si confrontano con un altro coetaneo o con sé quando erano più piccoli. Dal confronto deriva il progresso avvenuto e quindi il

rafforzamento dell’immagine positiva che costituisce una spinta ed un aiuto per affrontare i compiti dello sviluppo.

Perché i bambini di questa età non sono capaci di fare un confronto con diversi bambini contemporaneamente? 

Le operazioni mentali coinvolte nel confronto sociale sono quelle operazioni che Piaget ha definito SERIAZIONI ADITTIVE coordinazione di

più relazioni asimmetriche transitive, come ad esempio quelle indicate da espressioni contenenti “più” e “meno”.

Es: ordinamento dei bastoncini

Ai bambini venivano dati dei bastoncini di diversa lunghezza, sparpagliati sul tavolo, con la richiesta di ordinarli, di metterli in modo da fare una

scaletta dal più piccolo al più grande.

I bambini più piccoli (4/5 anni) non riescono a fare la scaletta ma riescono a identificare questa relazione tra più piccolo e più grande tra singole

coppie che non riescono a coordinare con altri e così coordinano gli elemento due per volta.

Gradualmente (6/7anni ca) riescono a costruire la scaletta perché riescono a confrontare un elemento con tutti gli altri.

Possiamo quindi dire che i bambini più piccoli coordinano due elementi per volta e solo gradualmente, al procedere dell’età, arrivano a confrontare

un elemento con tutti gli altri.

Proc.cognitivi di controllo: (specificano i piani per raggiungere gli obiettivi, controllano e coordinano i piani come soluzione dei problemi)

 Ragionamento

 Soluzione di problemi

 Assunzione di decisione

 Pianificazione

 Coordinamento dei piani di azione

Per agire devo inoltre poter disporre di rappresentazioni o mappe del contesto nel quale mi muovo e devo poter essere in grado di interpretare ciò che

accade nel contesto. Questo possibile grazie a processi cognitivi e di elaborazione delle informazioni che mi consentono di costruirmi delle

rappresentazioni di natura generale.

Processi cognitivi di regolazione: preposte a tutte le attività valutative: 

 Valutazione della prestazione (scelta degli standard) quanto distante sono dagli obiettivi?

 Valutazione bontà/malvagità di un’azione

 Valutazione di efficacia

 Valutazione di auto efficacia

Processi cognitivi direttivi: (definiscono lo scopo di una persona) : Lo scopo è una rappresentazione di uno stato futuro che noi riteniamo

desiderabile e proprio sulla base di questa rappresentazione noi agiamo, nell’agire, attraverso processi di feedback noi cerchiamo di diminuire la

discrepanza tra lo stato attuale e quello futuro desiderato.

 Specificazione degli scopi (rappresentazione stato futuro ed è su questa base che noi agiamo cercando di diminuire la discrepanza).

 Gerarchizzazione degli obiettivi (superare gli esami per laurearsi)

Formulazione di anticipazioni preparatorie (porsi degli scopi intermedi)

Psicologia ingenua: TEORIA DELLA MENTE (psicologia ingenua): spiega e prevede il comportamento delle persone attraverso intenzioni,

credenze, percezioni, desideri, decisioni, emozioni. Tutti la possediamo in una forma anche elaborata e la utilizziamo continuamente per spiegare,

prevedere il comportamento di quegli oggetti del mondo che per noi sono più interessanti : le altre persone. Facciamo un esempio: siamo per la

strada, incontriamo un amico, lo salutiamo e questo passa dritto senza guardarci. La cosa ci lascia perplessi e ci chiediamo perché, cerchiamo cioè di

spiegare il suo comportamento. Forse non ci ha visto, era distratto, spieghiamo quindi il suo comportamento attraverso una mancanza di percezione.

Se la spiegazione non ci soddisfa pensiamo se l’ultima volta che ci siamo incontrati abbiamo fatto o detto qualcosa che potrebbe essere stato

equivocato, e quindi averci evitato deliberatamente, abbiamo dunque spiegato il comportamento di una persona richiamandoci a percezioni,

intenzioni, credenze o emozioni ( il fatto di essere arrabbiati). Questi sono processi non osservabili.

Lo sviluppo cognitivo (secondo l’approccio dominio-specifico) consiste in buona parte in cambiamenti di tali strutture (nelle teorie ingenue)

I bambini possiedono già nei primi anni di vita due distinte teorie:

1)Psicologia ingenua ( o teoria della mente), che consente di spiegare in parte il comportamento delle altre persone e anche a volte di manipolarlo

( ad es il bambino che si lagna di avere mal di pancia per trattenere la madre che sta uscendo)

2)Fisica ingenua: riguarda le proprietà e il movimento degli oggetti inanimati

Grazie a queste 2 teorie i bambini possono interagire in maniera diversa con gli oggetti fisici e con le persone.

Lo Sviluppo delle teorie ingenue avviene in due direzioni:

 Arricchimento e la revisione delle teorie

 Formazione di nuove teorie rivolte ad altri ambiti di fenomeni: parallelismo tra lo sviluppo individuale del pensiero e la storia del pensiero

scientifico

Rappresentazioni generali Costruzione di rappresentazioni generali

 Basate sul flusso delle proprie percezioni, o sui propri costrutti cognitivi per impiegarle nell’interpretazione di specifici

precetti. Ovvero io vedo un oggetto e lo devo riconoscere e solo sulla base di rappresentazioni riesco a farlo.

Tali rappresentazioni si manifestano in tre tipi di codice :

 Rappresentazioni immaginative

 Rappresentazioni astratte (conoscenze di natura concettuale)

 Rappresentazioni linguistiche

Relazioni intime: gli uomini continuano a imparare su di sé nelle relazioni intime sino ai 30 anni. Una donna speciale può facilitare la realizzazione

del sogno considerando il suo compagno un eroe.

Il bisogno maschile di una donna speciale diminuisce con la mezza età (caratterizzata da alto livello di autonomia e competenza).

Se le relazioni intime hanno successo avremo MATRIMONIO e FAMIGLIA.

Situazioni o tappe successive:

 lasciare la famiglia di origine

 vivere soli (si possono comunque avere relazioni intime)

 vivere in coppia (sposati o no) : questo richiede grandi quantità di negoziazioni perché ci sono molte decisioni da

prendere

 decisioni di fiducia, fedeltà, stabilità

Responsabilità: La responsabilità è funzione dell’intenzione con cui l’atto è stato commesso. Una opportuna valutazione dell’intenzione funge da

aggravante o attenuante nel valutare la gravità dell’atto. Si richiede una TdM ben sviluppata poiché si collega alla capacità di leggere la mente altrui;

possiamo valutare danni meno pesanti come più gravi qualora l’intenzione dell’atto sia negativa (es. l’hai fatto apposta!!).

I domini della moralità e delle convenzioni sociali sono distinti per :

1. esperienze significative in ciascun dominio: importanti per le reazioni che ciascuna trasgressione suscita nel contesto. In particolare le

trasgressione alle convenzioni sociali suscitano una reazione da parte degli adulti, le trasgressioni nel dominio morale sono seguite da

reazioni dolorose della vittima e per tanto la risposta del contesto è diversa.

2. criteri di categorizzazione: relazione tra trasgressione ed esistenza o meno di autorità o punizione. Mentre le trasgressioni morali sono

valutate negativamente in modo universale, le trasgressioni delle convenzioni sociali sono valutate negativamente all’interno dei singoli

contesti e in presenza di una norma.

3. giustificazioni pertinenti: le trasgressioni morali fanno riferimento al malessere della vittima, le trasgressioni socio-convenzionali fanno

riferimento all’ordine sociale.

La distinzione fra questi due domini è invalicabile?

No, ci sono trasgressioni miste e trasgressioni di secondo ordine.

Ricerche sullo sviluppo: Obiettivi delle ricerche sullo sviluppo di vari tipi di nozioni (sociali, fisiche, biologiche, …):

 Comprendere lo sviluppo del pensiero (e i suoi rapporti con il comportamento) come abbiamo fatto parlando del concetto di sé e delle idee

sulle differenze fra i sessi.

 Porre le basi per un insegnamento efficace, obiettivo che si pone quando le nozioni che vengono studiate riguardano argomenti che sono

oggetto di insegnamento scolastico, assunto alla base di questo obiettivo : gli allievi hanno delle concezioni che influiscono

sull’interpretazione di quanto viene loro insegnato; assunto che si pone in contrapposizione all’idea dell’allievo come tabula rasa.

Le ricerche possono identificare concezioni:

 

Corrette possibili basi di partenza per l’insegnamento, cioè idee , credenze che rispetto a quelle scientificamente accreditate che la scuola

si propone di trasmettere o fare acquisire si caratterizzano per incompletezza oppure per la mancanza di collegamenti con altre idee o altre

credenze il compito dell’insegnante è quello di arricchirle e di operare i collegamenti mancanti.

 

Errate da correggere o prevenire, quando si può pensare che l’insegnamento stesso, venendo frainteso possa contribuire alla loro

formazione.

Ridurre le diff. tra i ruoli sessuali: negli stereotipi sessuali e nelle caratteristiche di personalità, nelle preferenze e nelle attività a cui si dedicano i

maschi e le femmine, allo scopo di :

 Consentire ad ogni individuo di realizzare le sue potenzialità e le sue qualità umane, senza sentirsi incanalato in binari precostituiti che

potrebbero costituire una limitazione delle inclinazioni che la persona sente dentro di sé.

 Ampliare la flessibilità dei comportamenti e di dare delle maggiori capacità di adattamento.

 Adeguare i ruoli sessuali ai cambiamenti avvenuti nella società. (Ingresso delle donne nel mondo del lavoro non accompagnato dai

cambiamenti in ambito della vita domestica)

Ed allora, come poter far questo?

a) Evitare di trattare in modo diverso bambini e bambine

b) Mostrare ai bambini modelli non stereotipati. ( soprattutto nell’ambito domestico)

c) Coinvolgerli in attività gestite sia autonomamente dai bambini ( per acquisire la capacità di essere autonomi e di essere dei leader) sia

strutturate da adulti ( per acquisire la capacità di ubbidire)

Cercare dunque di contrastare la segregazione sessuale? Su questo esistono diversi dubbi. Bambini e bambine tendono ad esercitare diversamente

l’influenza all’interno di gruppi sessualmente segregati, i maschi attraverso l’imposizione, il comando a volte con maniere piuttosto brusche, le

bambine invece attraverso un modo gentile di chiedere, e quando si formano dei gruppi misti, i maschi rischiano di prevalere e le bambine rischiano

di essere relegate in una condizione di passività che porta ad un aumento delle differenze tra i sessi! Il tentativo di coinvolgere bambini/e in attività

comuni dovrebbe essere guidato dalla presenza di un adulto che intervenga e assicuri una certa armonia.

Ruoli sessuali: comportamenti e attività considerati appropriati per maschi e femmine.

Un aspetto importante del sé è costituito dal sesso a cui una persona appartiene. Il sesso viene nominato, nelle descrizioni che le persone danno di sé,

e inoltre molte delle caratteristiche che le persone si attribuiscono, fanno parte degli stereotipi sessuali.

I bambini manifestano una precoce conoscenza del sesso proprio e delle altre persone. Lo si nota dal fatto che usano correttamente i termini marcati

sessualmente (bambine, bambini, nonna, nonno, ecc)

Con il procedere dell’età avvengono nel bambino dei cambiamenti a livello :

 

cognitivo conoscenza del sesso (cosa vuol dire essere un maschio o una femmina), stereotipi sessuali

 comportamentale tipizzazione o caratterizzazione sessuale del comportamento ( i bambini/e cominciano ad acquisire quei gusti e

preferenze, quel modo di comportarsi e dedicarsi a quelle attività che vengono considerate come appropriate all’uno o all’altro sesso).

Sesso e genere: Alcuni autori usano “sesso” per indicare le differenze biologiche tra maschi e femmine, “genere” per quelle dovute a pressioni

culturali. Altri usano i due termini intercambiabilmente. Anche in questo corso sono usate intercambiabilmente.

Sistema aperto: La persona come sistema aperto fuso nel proprio contesto

Per comprendere la persona come sistema aperto… bisogna distinguere diversi tipi di organizzazione:

Organizzazioni meccanicistiche le relazioni vincolanti e facilitanti tra i componenti sono di tipo rigidamente determinato e meccanico. (ad es la

temperatura del frigorifero è rigidamente predeterminata fin dall’inizio, anche nella persona umana noi possiamo avere dei comportamenti di natura

meccanicistica, ad es i riflessi che portano la pupilla a reagire in modo automatico e meccanico a determinati stimoli ambientali)

Tuttavia il funzionamento di una persona (unità biologiche)corrisponde ad un altro tipo di organizzazione cioè:

Organizzazioni sistemiche Il funzionamento di ciascun componente è, almeno in parte, controllato dallo stato globale del sistema. Le org

sistemiche funzionano in modo unitario ed hanno come caratteristica quella di rispondere alle perturbazioni che provengono dall’esterno. (ad es se

l’ossigeno che arriva al ns sangue non è sufficiente anche alcune funzioni biologiche ne vengono compromesse o rallentate, come gli alpinisti in alta

quota)

Un sistema può essere può essere distinto in:

APERTO se scambia materiali, energia, e/o informazioni con i contesti in cui è inserito.

CHIUSO se non scambia…essi sono destinati in generale alla disorganizzazione, (es cubetto di ghiaccio)

I sistemi aperti viceversa, grazie a questo scambio di energia possono

 Mantenere il loro stato attuale ( lavoro di mantenimento della stabilità)

 Aumentare in :Dimensioni (i bambini per crescere hanno bisogno di mangiare), Organizzazione ( es. assumendo informazioni dal

contesto), Complessità (attraverso l’integrazione di funzioni diverse, es gioco rappresentativo di un bimbo di 5 anni rispetto a quella di

un bimbo più piccolo)

 Alterare il contenuto e l’organizzazione dei loro contesti ( modificazione del proprio contesto fisico, es città, e sociale da parte della

specie umana, inoltre anche il bimbo che cresce può alterare attraverso la propria azione il proprio contesto di vita generando nuove

possibilità di sviluppo).

Le persone quindi sono SISTEMI VIVENTI AUTOPOIETICI cioè sistemi che si auto-costruiscono

 Sul piano energetico-materiale (la crescita fisica)

Sul piano delle informazioni (sviluppo cognitivo e psicologico in generale

Sistemi viventi autipoietici Le persone sono SISTEMI VIVENTI AUTOPOIETICI cioè sistemi che si auto-costruiscono

 Sul piano energetico-materiale (la crescita fisica)

 Sul piano delle informazioni (sviluppo cognitivo e psicologico in generale)

Come viene rappresentato in questo tipo di concezione l’attività di autocostruzione?

Procede attraverso dei processi di componentizzazione e processi di organizzazione poi delle componenti

Stabilità: 1.MANTENIM. DELLA STABILITA’: i proc. omeostatici, cioè che tendono a mantenere il sist. nello stato in cui si trova; richiedono un

lavoro, energia (es:imparare a fare operazioni a 5 cifre) per mantenere la stabilità a dispetto delle perturbaz. provocate dall’amb. Fanno riferim. Al

mantenim. della stabilità i seguenti concetti:- Abitudine (eseguire det. Comportam. secondo schemi fissi).- Assimilaz. (Per Piaget, rientra nei proc. o

sch già conosciuti). –Mecc. di difesa (sul piano emotivo, eliminare parti della realtà per mantenere equilibrio psicologico – es: rimoz.). Per generare

il mantenimento della vediamo come operano i Feed: Utilizzo feedback negativo (come opera per mantenere la stabilità?):- Confronto tra stati attuali

e altri stati preferiti: quando lo stato stazionario, nel quale ci troviamo, viene perturbato, il sistema fa scattare una serie di processi, già esaminati,

come ad es quello di controllo, operativi, di arousal e transazionali, che hanno lo scopo di ripristinare lo stato preferito. Solo quando lo stato

stazionario viene perturbato, il sistema fa scattare attività di controllo, di arousal e di tipo transazionale volte a ripristinare lo stato preferito. Utilizzo

feedforward (anticipatori del futuro, sempre nel mantenimento della stabilità): - Processi proattivi :operano in modo da preparare in maniera selettiva

il sistema all’azione (es:imparare una lingua prima di andare a vivere in un determinato paese).

Stereotipi sessuali: credenze sulle caratteristiche fisiche, psicologiche e sulle attività tipiche dei due sessi.La ricerca sugli stereotipi sessuali

posseduti dagli adulti è iniziata negli anni ’30.

Iniziamo parlando degli stereotipi presenti negli adulti: La ricerca sugli stereotipi sessuali posseduti dagli adulti è iniziata negli anni ’30. Ha messo in

evidenza tratti di personalità diversi attribuiti ai due sessi.

Uomini (strumentali) Donne (espressivi)

Competenza Emotività

razionalità Calore

assertività Tendenza a prendersi cura degli altri

indipendenza Passività

ambizione Bisogno di approvazione

competitività

aggressività

Strumentali: perché funzionali al ruolo che gli uomini occupano nella sfera pubblica, nel mondo del lavoro o della politica.Espressivi: perché

funzionali al ruolo che la donna riveste nella famiglia, di prendersi cura dei bisogni emotivi delle persone. Questa dicotomia si trova in paesi e in

periodi diversi. E’ emersa in ricerche precedenti e anche in ricerche più recenti in cui la donna svolge un ruolo molto diverso nel mondo del lavoro e

nella sfera pubblica Anche caratteristiche fisiche e attività lavorative sono associate in modo diverso ai due sessi. Certe attività, come l’insegnate

della scuola elementare e materna sono appannaggio quasi esclusivo delle donne, mentre invece certe attività sono prevalentemente maschili, come

ad es ingegnere, camionista, ecc.

Cambiamenti con l’età degli stereotipi sessuali

A 3 anni :

Attribuzione di abiti, giocattoli, arnesi, inclinazioni, preferenze e attività differenziate ai due sessi.

Es: due bambole rappresentanti un bambino ed una bambina.

I bambini devono stabilire chi pronuncia varie frasi, riferite al presente o al futuro, come : “ da grande voglio fare l’infermiera” oppure “il pilota

d’aereo”, “pulire la casa”, “mi aiuti?”, “sono forte”, “ti picchio”, “aiuto il papà”,…

A 3/5 anni :

Sterotipizzazione di attività ed occupazioni caratterizzata da una visione rigida : “una donna può fare l’insegnante e non può fare il poliziotto”

oppure “ un uomo non può fare l’insegnante”

Ad es se si racconta un episodio in cui vi è una donna poliziotto e poi gli si chiede a loro di raccontarlo, la donna viene trasformata in un uomo.

Media fanciullezza :

I sessi vengono caratterizzati anche con attributi psicologici e non solo comportamentali.

Vengono utilizzate delle liste di aggettivi che descrivono tratti di personalità, chiedendo di indicare se questi corrispondono a una donna o un uomo o

se possono essere presenti sia nei maschi che nelle femmine.

Progressivo avvicinamento allo stereotipo adulto (raggiunto verso gli 11 anni).

Si pensa che i maschi riescano meglio in alcune materie (matematica, meccanica, atletica) e le femmine in altre ( lettura, arte) e questo viene

rispecchiato nelle preferenze. Con il loro ingresso nella scuola, i bambini fanno proprio lo stereotipo circa la corrispondenza delle materie scolastiche

all’uno e all’altro sesso, queste convinzioni si rispecchiano anche nelle preferenze, i bambini dicono di preferire le scienze e la matematica e le

bambine l’italiano, la lettura, ecc.

Vediamo lo sviluppo di comportamenti sessualmente tipizzati

 18 mesi : giochi e scelta di giocattoli sono già distinti per sesso. Le bambine giocano più volentieri con le bambole mentre i maschietti

preferiscono le macchinine o i blocchi per le costruzioni.

 2/3anni: segregazione sessuale, cioè la formazione di gruppi omogenei per sesso. I bambini tendono a giocare preferibilmente con bambini

dello stesso sesso. La segregazione sessuale aumenta drammaticamente fino a raggiungere l’apice nella preadolescenza. Cessa

nell’adolescenza, grazie alla spinta dell’interesse per l’altro sesso che si ha con la maturazione puberale, in cui si formano delle compagnie

miste e delle coppie.

La segregazione sessuale ha probabilmente radici biologiche perché :

 si riscontra in tutte le culture e nei primati non umani

 i maschi preferiscono attività più turbolente, da cui le femmine si sentono frastornate.

 Esistono anche modi diversi tra maschi e femmine di esercitare la loro influenza sociale, i bambini sono più prepotenti , le bambine

sono più gentili.

 Nella scuola elementare emergono preferenze per le materie scolastiche :

 femmine : lingua (materie umanistiche)

 maschi : matematica e scienza

 durante gli anni scolastici c’è una certa androginia nelle femmine tra gli 8 e gli 11 anni, in questa fascia di età le bambine manifestano

interessi per attività che fanno parte dello stereotipo maschile, ad es bambine che si interessano alle scienze, al calcio; mentre è

estremamente raro osservare il fenomeno opposto, cioè maschi che si mettono a giocare con le bambole..

 crescente corrispondenza con i ruoli prescritti a partire dall’adolescenza, dovuto dallo sviluppo puberale cioè dalla comparsa di caratteri

sessuali secondari che rende il corpo maschile e femminile molto più diversi tra loro di quanto non lo fosse negli anni precedenti. Quindi

l’immagine del proprio sé fisico induce i bambini/e a comportarsi di conseguenza, anche per rendersi più attraenti per l’altro sesso e per le

pressioni che possono venire dalla famiglia e dall’ambiente circostante.

Studiare lo sviluppo: come è opportuno studiare lo sviluppo? Si può studiare lo SVILUPPO in termini di - RISULTATI:descrivere diverse capacità

in base a diversi livelli di sviluppo - PROCESSI CHE HANNO CONDOTTO AI RISULTATI

Studio delle concezioni: sono sostanzialmente 2: 1)COGNITIVO-EVOLUTIVO ( cognitive-developmental)-Si richiama alla teoria stadiale di

Piaget-Si propone di delineare sequenze parallele agli stadi piagetiani cercando di vedere come le concezioni che i bambini hanno su un certo

argomento esprimono delle caratteristiche tipiche dello stadio preoperatorio, operante concreto, operatorio formale.Ricapitolazione della TEORIA DI

PIAGET :Lo sviluppo cognitivo avviene attraverso una sequenza di stadi Ogni stadio è caratterizzato da abilità (o limiti) di portata generale (ovvero

“generali per dominio”), si tratta cioè di abilità o limiti che si manifestano nell’ambito di attività, di problemi e di contenuti tra loro diversi

Consideriamo una nozione centrale per Piaget ossia l’egocentrismo intellettuale cioè l’incapacità nei bambini in età prescolare di distinguere il

proprio punto di vista da quello degli altri, prendendo quindi il loro punto di vista come assoluto. Questa caratteristica del pensiero dei bambini si

manifesta in una miriade di attività cognitive e non. L’egocentrismo intellettuale si manifesta: - Comunicazione verbale: i bambini, attribuendo

all’interlocutore le conoscenze che essi possiedono possono avere una comunicazione poco efficace perché omettono, dandole per scontate, delle

informazioni che sono invece essenziali o usano, ad esempio, dei pronomi personali o dimostrativi che nel contesto non è possibile capire il

referente.- Gioco: i bambini hanno scarsa capacità collaborazione, e quindi non sono in grado di partecipare a giochi con regole e quando sembra che

lo stiano facendo, in realtà stanno giocando ognuno per conto loro - L’egocentrismo intellettuale si manifesta anche nelle concezioni che i bambini

hanno della realtà fisica, cioè nell’animismo ( tendenza ad attribuire vita, sensibilità e coscienza ad oggetti inanimati) artificialismo ( tendenza a

credere che entità naturali, come le montagne, i fiumi, sassi, nuvole, ecc siano il prodotto di un attività umana) - realismo: tendenza a materializzare

i prodotti dell’attività psichica come ad es l’idea che i sogni entrino dall’esterno della stanza e possono essere visti non solo dal dormiente ma anche

da un’altra persona che in quel momento si lì.- giudizio morale: cioè nel criterio che i bambini in età prescolare adottano per giudicare un’azione

buona o cattiva e per stabilirne la gravità, basandosi sui risultati di un’azione e non delle intenzioni che l’hanno guidata.- mancanza di nozioni di

conservazione: una trasformazione che cambi l’aspetto percettivo di un oggetto né cambi anche la quantità, ad es della pallina di plastilina che una

volta schiacciata a forma di salsicciotto diventa anche di più. mancanza di operazioni di seriazione: cioè l’incapacità di ordinare un insieme ad es di

bastoncini di lunghezza diversa o di confrontare le proprie prestazioni o le proprie capacità con quelle degli altri - formazione dei concetti : meno

stabili e meno organizzati gerarchicamente di quelli che troviamo nei bambini più grandi 2) APPROCCIO DOMINIO-SPECIFICO Si è affermato a

partire dagli anni ’80. Si focalizza sui contenuti del pensiero, cioè sulle idee e le loro relazioni, anziché sulle strutture logiche sottostanti ( o su

caratteristiche pervasive come egocentrismo intellettuale). Assunti che caratterizzano questo approccio :a) i bambini (anche gli adulti) possiedono

delle strutture cognitive : - Largamente indipendenti le une dalle altre -Con tempi ed itinerari di sviluppo diversi ( che dipendono dall’opportunità di

fare certe esperienze, dagli interessi, dai tempi di maturazione dei circuiti cerebrali ad esse deputati) - Simili a teorie Queste strutture vengono

chiamate “DOMINI CONCETTUALI” o “TEORIE INGENUE” o “ TEORIE INTUITIVE”, per distinguerle dalle teorie scientifiche. Definizione DI

TEORIA: insieme di credenze interconnesse, che consentono di formulare spiegazioni e previsioni. Comprendono nozioni che si riferiscono ad entità

e processi non osservabili. Es: TEORIA DELLA MENTE (psicologia ingenua): spiega e prevede il comportamento delle persone attraverso

intenzioni, credenze, percezioni, desideri, decisioni, emozioni. Tutti la possediamo in una forma anche elaborata e la utilizziamo continuamente per

spiegare, prevedere il comportamento di quegli oggetti del mondo che per noi sono più interessanti : le altre persone. Facciamo un esempio: siamo

per la strada, incontriamo un amico, lo salutiamo e questo passa dritto senza guardarci. La cosa ci lascia perplessi e ci chiediamo perché, cerchiamo

cioè di spiegare il suo comportamento. Forse non ci ha visto, era distratto, spieghiamo quindi il suo comportamento attraverso una mancanza di

percezione. Se la spiegazione non ci soddisfa pensiamo se l’ultima volta che ci siamo incontrati abbiamo fatto o detto qualcosa che potrebbe essere

stato equivocato, e quindi averci evitato deliberatamente, abbiamo dunque spiegato il comportamento di una persona richiamandoci a percezioni,

intenzioni, credenze o emozioni ( il fatto di essere arrabbiati). Questi sono processi non osservabili. Lo sviluppo cognitivo (secondo l’approccio

dominio-specifico) consiste in buona parte in cambiamenti di tali strutture (nelle teorie ingenue) I bambini possiedono già nei primi anni di vita due

distinte teorie: 1)Psicologia ingenua ( o teoria della mente), che consente di spiegare in parte il comportamento delle altre persone e anche a volte di

manipolarlo ( ad es il bambino che si lagna di avere mal di pancia per trattenere la madre che sta uscendo) 2)Fisica ingenua: riguarda le proprietà e il

movimento degli oggetti inanimati Grazie a queste 2 teorie i bambini possono interagire in maniera diversa con gli oggetti fisici e con le persone. Lo

Sviluppo delle teorie ingenue avviene in due direzioni:

 Arricchimento e la revisione delle teorie

 Formazione di nuove teorie rivolte ad altri ambiti di fenomeni: parallelismo tra lo sviluppo individuale del pensiero e la storia del pensiero

scientifico

Esempio di come avviene la differenziazione delle teorie, attingendo al lavoro di S. Carey (1985) I bambini in età prescolare non possiedono ancora

una biologia ingenua, ma interpretano il comportamento degli animali nei termini della psicologia ingenua. ( es la morte è paragonata al sonno) Una

biologia ingenua si sviluppa gradualmente tra i 5 e i 10 anni; man mano che i bambini si formano l’idea di un complesso di organi interno tra loro

collegati che trasformano le sostanze provenienti dall’esterno (cibo, aria) ricavandone energia per diffonderla a tutto il corpo. Mangiare = portare

dentro e trasformare del cibo e i bambini possono attribuirlo anche ad animali che non rassomigliano agli esseri umani e nei quali non vedono una

bocca. Idea astratta di vita, capire cosa accomuna animali e piante.

Studio intensivo sullo svil. del giovane adulto: vd. Levinson

Sviluppo nel dominio delle convenzioni sociali: Tappe di sviluppo all’interno del dominio delle convenzioni sociali: 1.A 6/7 anni, le convenzioni

vengono comprese solo come uniformità comportamentali e a 8/9 anni se ne riconosce l’arbitrarietà. (I bambini più piccoli riconoscono che bisogna

fare così perché così ci è stato detto, A 8/9 anni capiscono che la regola è arbitraria e che potrebbe essere cambiata a seconda del contesto o delle

scelte dell’adulto-autorità) 2. A 10/11 anni si afferma una prima concezione del sistema sociale. L’aderenza alle regole è basata sulle attese

dell’autorità. A 12/13 anni è molto forte l’idea delle regole come arbitrarie e modificabili. Dal primo a secondo stadio che cambia intorno ai 10 anni

viene mostrata la relazione tra sistema sociale e norme che sono uniformità comportamentali e che si collocano all’interno di un sistema sociale di

regole; dopo, vi è una presa di coscienza che le norme sociali sono modificabili e fondate più su convenzioni morali che su reale necessità: infatti

sono frequenti atti, trasgressioni , in relazione a questo stadio dello sviluppo (preadolescenza e adolescenza). 3.Fra i 14 e i 18 anni comprensione

della società come sistema sociale. Le convenzioni sono standard sociali codificati, ma solo a 20 anni si comprende la loro funzione nel mantenere il

sistema sociale. La progressiva comprensione del sistema sociale ci porta a comprendere la funzione di mantenere ordinato e coordinato il sistema

sociale attraverso le regole.

Sviluppo nel dominio morale: All’interno del dominio delle norme morali troviamo uno sviluppo meno precisamente delineato, anche perché il

dominio non si costruisce progressivamente nel tempo, ma esiste già come tale fin dal primo momento dello sviluppo. Possiamo tuttavia individuare

alcune aree di cambiamento evolutivo. a)Il concetto di giustizia (Damon, 1977) nella distribuzione delle risorse Primo livello:

A 7 anni uguaglianza rigida

o A 8 anni vengono presi in considerazione anche fattori retributivi, a patto che vi sia lealtà

o

Damon chiedeva ai bambini di valutare come dovevano essere premiati o retribuiti un gruppo di bambini che avevano compiuto un certo lavoro. A 7

anni decidono che indipendentemente da quanto hanno fatto tutti devono avere lo stesso premio, a 8 anni vi è una richiesta di lealtà.

Secondo livello A:

Spostamento di prospettiva dal prodotto alla persona (bisogno) per serie di compromessi (si prende in considerazione non solo ciò che il

o bambino ha effettivamente fatto ma anche il bisogno della persona, si raggiungono pertanto una serie di compromessi)

Secondo livello B:

Presi in considerazione gli scopi dell’attività, la situazione, il contributo dei singoli.

o

b)Le “vittime” impersonali: per comprendere questo tipo di trasgressione è necessario avere concettualizzato la società come sistema di cui si è parte

(se non pago il biglietto del bus, chi è il danneggiato?) Se mi riconosco come parte del sistema e il danneggiato è la società di cui io stesso ne sono

parte! c)Il danno psicologico Mentre il danno fisico provoca immediate reazioni ( dare un pugno) il danno psicologico no. Spesso la reazione della

vittima è meno visibile, e occorre, perché si capisca il tipo di danno arrecato,

Interpretazione simbolica degli atti

o Comprensione delle intenzioni

o Possibile assenza di conseguenze visibili

o

Questo è un livello più avanzato di comprensione perché deve fare riferimento alla comprensione della mente altrui. d)Intenzione e responsabilità La

responsabilità è funzione dell’intenzione con cui l’atto è stato commesso. Una opportuna valutazione dell’intenzione funge da aggravante o

attenuante nel valutare la gravità dell’atto. Si richiede una TdM ben sviluppata poiché si collega alla capacità di leggere la mente altrui; possiamo

valutare danni meno pesanti come più gravi qualora l’intenzione dell’atto sia negativa (es. l’hai fatto apposta!!).

Sviluppo nell'arco della vita: lo svil. non finisce con la maturaz. fisica: siamo essere sociali e questo implica che notevoli adattam. ci siano

necessari anche da adulti per adeguarci alle molteplici richieste del contesto sociale.

Sviluppo umano: Implica processi incrementali e di trasformazione che attraverso il flusso delle interazioni tra gli aspetti attuali della persona e dei

suoi contesti producono una successione di cambiamenti relativamente duraturi e tali da incrementare o rendere più complessa l’articolazione dei

tratti strutturali e funzionali della persona e i paradigmi delle sue interazioni con l’ambiente mantenendo al t.po stesso 1 organizzaz. coerente e 1

unità strutturale e funzionale della pers. come un tutto inscindibile.

Tappe della vita adulta: Entrare nel mondo del lavoro-Lasciare la famiglia di origine-Formare una nuova famiglia-Farsi strada del mondo del

lavoro-Cambiare i nostri rapporti con la famiglia di origine (prenderci cura degli anziani)-Uscire dal mondo del lavoro-Affrontare la vecchiaia.

Ognuno di questi momenti rappresenta una transizione evolutiva e per essere superato richiede che vengano messe in atto risorse cognitive, emotive,

sociali. A queste transizioni che sono in qualche modo “previste” se ne aggiungono altre , non sempre desiderabili, ma “probabili” : separazioni e

divorzi, incidenti, imprevisti nel mondo lavorativo. Capire queste transizioni richiede una concezione sistemica della persona e una comprensione

delle sue relazioni di “fusione” con il contesto. 1) GLI ANNI DI MEZZO (o mezza età): esaminiamo ciò che accade sul piano personale durante

questi anni, le persone mostrano: - grande competenza e conoscenza di sé: maggiore stima, maggiore consapevolezza delle proprie risorse e limiti,

dei propri bisogni, è quindi aumentata il livello di autonomia e di sicurezza in sé stessi - maggiore facilità a prendere decisioni (in tutti gli ambiti,

lavorativi e personali) - mondo professionale :generazione al potere (persone che assumono una posizione dirigenziale, politica, culmine carriera)

Necessariamente quindi l’età di mezzo è un età di bilanci, proprio perché l’individuo avendo acquisito una maggiore conoscenza di sé e consolidato

una propria posizione professionale, necessariamente riflette su di sé e sulle proprie acquisizioni. - Che cosa si è ottenuto? Il sogno che ha guidato la

ns vita è stato realizzato fino a che punto? - Molto spesso il raggiungimento sul piano professionale di certi obiettivi ha altri prezzi su atri fronti, e

quindi le persone si chiedono se ne valeva la pena? (Si valutano i propri risultati e li si paragona al sogno che li aveva ispirati) - E’ possibile

cambiare se si è insoddisfatti di quanto ottenuto? Il contesto nel quale viviamo può offrici delle possibilità di cambiamento oppure no. - Delle volte le

scelte non derivano dai sogni dell’individuo ma da pressioni del contesto, può accadere che diffronte a riorganizzazioni aziendali le persone siano

invitate a pensionarsi , l’azienda non ha più bisogno di noi (senso di inutilità, spreco di risorse), da cui deriva una crisi nella propria identità. - E’

giusto l’imperativo “Una vita, una carriera” di Sarason (1977)? Nel ns percorso professionale l’impegno di una persona dura tutto l’arco della vita

lavorativa! Gli anni di mezzo: I RAPPORTI CON LA FAMIGLIA In questo periodo si ristrutturano e si riorganizzano tanto i rapporti con i figli

quanto i rapporti con la famiglia - I rapporti con i figli : sempre più autonomi, minori responsabilità verso di loro - Rapporti con i genitori : si inverte

il rapporto, ora sono i figli che devono prendersi cura dei genitori, questo genera dei momenti di riflessione circa il ns destino. Gli anni di mezzo: LE

RELAZIONI INTIME - Possibilità di perdere il coniuge (morte o divorzio) - Importanza dell’amicizia: può dare conforto emotivo in periodi di

solitudine Caratteristiche dell’amicizia in generale è la reciprocità, esperienze comuni, facilità a comunicare, in età avanzata l’amicizia diventa più

complessa e più capace di apprezzare le differenze altrui. Mentre in età giovanile cerchiamo amici che siano simili a noi, in età adulta apprezziamo

anche l’amicizia di persone diverse da noi. Gli anni di mezzo: INTELLIGENZA E CAPACITA’ COGNITIVE - Capacità intellettuali: il QI con

l’avanzare dell’età declina? Risultati discordanti fra studi trasversali e longitudinali: necessità di analisi a gruppi sequenziali, cioè a gruppi di età di

persone diverse seguite nel tempo, facendo rientrare ad ogni momento successivo dell’analisi nuovi gruppi di età, pari al primo gruppo che è stato

preso in considerazione, in modo da poter distinguere i fattori dovuti all’età e all’invecchiamento dai fattori dovuti dal periodo storico nel quale si è

cresciuti. - Distinguere fra intelligenza fluida e cristallizzata. L’int. fluida si riferisce alla rapidità dei processi cognitivi e decresce con il tempo,

mentre l’int. cristallizzata si riferisce alla capacità di ricordare ed elaborare informazioni con le quali noi siamo venuti a contatto nel corso delle ns

esperienze passate e cresce nel tempo.- Stile cognitivo rimane stabile, è una qualità personale, ci sono persone analitiche o sintetiche, maggiormente

portate a crearsi problemi o a risolvere problemi. Gli anni di mezzo: CAPACITA’ FISICHE - Forze fisiche leggermente ridotte - Segni evidenti

dell’invecchiamento compaiono più evidenti ( capelli bianchi) - Intorno ai 50 anni climaterio maschile e femminile (problemi emotivi e fisici ) -

Malattie cardiovascolari, cancro, diabete, compaiono più facilmente - Stress, tipo di personalità e malattia Gli anni di mezzo: SVILUPPO

PERSONALE (compiti evolutivi) PECK (1968) propone un ampliamento degli stadi di Erickson ( il compito fondamentale della mezza età è quello

di risolvere il conflitto fra generatività, impegno verso i più giovani o la società, e autoassorbimento, concentrazione su noi stessi) Nel corso della

vita i cambiamenti possono rendere nuovamente attuali problemi prima risolti. (ad es la persona che ha perso la moglie deve risolvere il problema

dell’affettività) I problemi della vita adulta possono riportarci a vivere problemi che avevamo in qualche modo risolto o non risolto in passato. Gli

stadi della vita adulta sono descritti troppo semplicisticamente. Compiti importanti secondo Peck : 1)Differenziazione dell’ego contrapposta alla

preoccupazione per il ruolo (pensare a se stessi come persona e non vivere la propria identità in termini di ruolo. Se le persone si riconoscono

unicamente in merito al ruolo svolto, il momento del pensionamento sarà un disastro esistenziale, il venir meno di questo ruolo sarà vissuto come una

grossa perdita di identità Es: sono un professore universitario, sono un medico, ecc, importante è l’investimento sulla comprensione di sé!!)

2)Trascendenza dal corpo contrapposta alle preoccupazioni per il corpo (la comparsa inevitabile di qualche malattia : eccessiva preoccupazione per

la propria salute limita il vivere al meglio questo periodo) 3)Trascendenza dell’ego contrapposta alla preoccupazione per l’ego (non farsi assorbire

dalla paura della morte, dalla paura che non rimanga traccia di sé, pensare che comunque una parte di ognuno di noi rimane nelle generazioni future

e perciò darsi da fare affinché ciò sia possibile: lasciare dietro di noi un eredità sociale, culturale, materiale per fare in modo di continuare a vivere

negli altri e nel loro ricordo) Tutto questo richiede che nella mezza età si mettano in atto risorse sia di flessibilità emotiva facendo fronte ai vari

eventi che cambiano la ns vita, così come una flessibilità cognitiva e comportamentale, la necessità di saper cambiare, dove è opportuno le ns

abitudini.

Teoria: insieme di cred interconn, che consent di formul spiegaz e prev . Comprend noz che si riferisc ad entità e proces non osservab.

Teoria atomistica: la ritrov nel metamod meccanicist e consid l’organ come l’ins di parti da analiz separat (ci rimanda alla concez dell’uomo macch

di Cartesio);è una vis atom in quanto non vi sono all’int di questa concez dell’organ proprietà emerg, il funzion dell’ins corrisp al funzionam della

somma delle parti;

Teoria biologica Le differenze tra i sessi descritte negli stereotipi sessuali corrispondono (o amplificano) differenze effettivamente esistenti, dovute

alla costituzione biologica, che a sua volta è il prodotto dell’evoluzione della ns specie e che ha fatto sì che i ns antenati acquisissero quello

caratteristiche che avevano il maggior valore adattivo per essi, nell’ambiente in cui vivevano. Dati a sostegno dell’importanza della biologia :

a)Somiglianze trans-culturali negli stereotipi e nei ruoli sessuali:

Le ricerche hanno dimostrato una notevole uniformità nelle società più diverse, e anche i ruoli maschili e femminili presentano delle somiglianze sia

che si considerino società industriali che società agricole o di cacciatori. Le donne sono essenzialmente dedite alle attività domestiche mentre gli

uomini alle attività extra domestiche.

b)effetti noti degli ormoni sessuali su :

-differenziazione fisica negli uomini e negli animali che si esercitano già nel periodo prenatale, sono infatti gli ormoni sessuali maschili che

determinano la comparsa dei genitali maschili.

-sul comportamento degli animali

che è stato studiato attraverso degli esperimenti, non fattibili sugli umani, somministrando alti dosaggi di ormoni androgeni. Tali ricerche hanno

dimostrato la somministrazione di ormoni maschili (androgeni) negli animali aumentano i comportamenti aggressivi, il gioco movimentato, il livello

di attività e comportamento sessuale di tipo maschile; mentre invece diminuiscono il comportamento materno. Sono state studiate delle bambine

sottoposte ad elevati dosaggi di androgeni (ormoni maschili) prima della nascita di farmaci che la madre aveva dovuto prendere per contrastare delle

minacce di aborto e si è visto che questi provocavano una mascolinizzazione dei genitali esterni,la prevalenza di giochi maschili, poco interesse per

abiti e pettinature e altre attività o fantasie femminili e un elevato livello di attività. E’ interessante sottolineare come tra questi effetti non si sia

invece riscontrato quel aumento di aggressività che si era invece trovato nelle ricerche condotte negli animali. Dati che limitano la portata delle

differenze biologiche vengono fornite dallo studio delle differenze nei ruoli e negli stereotipi sessuali in culture diverse:

a)Società preindustriali (Kenya) :diversa tipizzazione in bambini e bambini, a seconda della collaborazioni in attività domestiche. Ci sono dei

villaggi in cui le madri, che si dedicano all’agricoltura, affidano ai figli più grandi le incombenze do,mestiche e la cura dei bambini più piccoli,

senza fare distinzione fra maschi e femmine, cosicché bambini e bambine contribuiscono allo stesso modo; in questi casi si assiste nelle bambine una

maggiore assertività ( che è una caratteristica maschile) e nei bambini una maggiore sollecitudine e un maggior atteggiamento di cura nei confronti

degli altri. b)Svezia (società industriale): si vede che i padri sono più coinvolti nelle attività domestiche e si riflettono in adolescenti con stereotipi

sessuali meno rigidi.

Teoria dei sistemi evolutivi: nella vita e nello svil umano sono coinvolte variabili appartenenti a molti livelli di organizzaz. Il funzionam. e lo svil.

degli individui sono il risultato di un’interaz. dinamica fra variabili che possono situarsi allo stesso liv. a liv. diversi di organizzaz.Ogni essere umano

differisce da ogni altro sia per il patrimonio gen. che per gli amb. nei quali è inserito. I singoli individui influenzano il proprio svil. in modo diverso

attraverso il proprio agire. Gli individui cercano di instaurare e conservare strutture organizzative coerenti fra pers. e contesto.

Teoria della mente (tdm): capac di attrib stat ment ad altri (e a se stes) e di cap come sia poss modif tali stati. Dobb in 1° luogo rappresentarci gli

altri come portat di stai ment. Noi tend alla manipolaz degli stati ment e conseguentem alla manipol del comport tram la comunic.Poiché il comport è

guid dalle rappresent (poiché le rappresent hanno un potere caus sul comport) serve una TdM x poter infl/manip la mente altrui, utilizzando il ling a

questo scopo.Nel corso dello sv comunic, svil della TdM e svi ling interag. (comprens delle emoz e attrib delle emoz, compr di stati ment e attribuz

di stati ment, comprens di intenz comunic x comprend le forme non letter del ling).L’acquisiz di varie cap ling consente giochi comunic + sott, e, a

sua volta, lo svil della TdM può rend + sofistic l’uso del ling x scopi comunic.- (psic ing): spiega e prev il comport delle pers attrav intenz, cred,

percezi, desid, decis, emoz. Tutti la possed in una forma anche elabor e la utilizz continuam x spieg, preved il comport delle altre pers.

quali stati mentali ?

 

volitivi intenzione

 

emotivi gioia, piacere, disgusto,…

 

rappresentativi cognitivi, legati alla rappresentazione della realtà e all’attribuzione di rappresentazioni della realtà anche ad altre persone.

Come si sviluppa la TdM e come interagisce con la capacità dei bambini di usare il linguaggio per influenzare gli altri? A 2 o 3 anni si capiscono

intenzioni ed emozioni, ma solo a 4 anni si capisce il concetto di rappresentazione mentale. Pertanto se un bambino di 2 anni vede un altro

avvicinarsi all’altalena capirà che il bambino vuole andare sull’altalena, un bambino di 3 anni può capire che ricevere un regalo indesiderato nono è

ragione di contentezza ma di scontentezza, ma solo a 4 anni si capisce che altri possono avere rappresentazioni della realtà diverse dalle nostre. Le

rappresentazioni possono essere di vario ordine. Per attribuire rappresentazioni ad altri bisogna almeno raggiungere la capacità di formare


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Transizioni e cambiamenti nel corso della vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Barbieri Maria Silvia.

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