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Alain Touraine

Touraine fa parte dei sociologi contemporanei più conosciuti e tradotti. La vasta opera è dedicata all'intersecarsi di tre temi: la sociologia del lavoro, i movimenti sociali e il soggetto individuale. La sua interpretazione della modernità si sviluppa in un primo tempo attraverso la riflessione intorno all'azione collettiva e alle sue potenzialità di cambiamento sociale e solo attraverso la figura dell'attore sociale, poi definito come soggetto, in lotta per la definizione della sua autonomia. In questo percorso, la sociologia di Touraine ha sempre sottolineato la centralità della nozione di azione sociale, rifiutando però di riconoscere ogni priorità alla forma strumentale dell'agire e dunque qualunque riferimento a un'ispirazione di stampo economicista.

Teoria sociologica

Per Touraine, da un lato va sottolineata l'appartenenza dell'agente a un determinato contesto storico-culturale e dall'altro va specificata la sua capacità, creativa e non solo riflessiva, di prenderne distanza, di produrre critica e cambiamento. Per questa sua fiducia nelle capacità dell'attore collettivo prima e nel soggetto individuale poi, Touraine è stato talvolta criticato da una sociologia tutto sommato mainstream, fortemente centrata sulla descrizione delle capacità del sistema sociale a controllare l'azione individuale, tramite fattori di interiorizzazione o di dominazione.

Caratteristiche della teoria di Touraine

Quella di Alain Touraine è stata definita come una teoria sociologica dinamica, ovvero ispirata all'analisi del cambiamento sociale e pertanto lontana dalle ricerche orientate allo studio delle permanenze strutturali. Per situare l'opera di Touraine all'interno del panorama sociologico contemporaneo occorre tenere presente alcune caratteristiche: nell'arco della sua produzione intellettuale Touraine è stato poco coinvolto dal dibattito creato dall'influenza della filosofia analitica del linguaggio e si è tenuto a distanza non solo dallo strutturalismo francese ma anche dal linguistic turn; i margini di libertà e di dominazione in cui si muove l'attore sociale, che sono sempre stati al cuore della sociologia touraniana.

Infatti, il tema della critica alla dominazione è stato sostanzialmente monopolizzato da altre correnti teoriche come il post-strutturalismo ispirato a Foucault o le teorie critiche della cultura emerse dai cultural studies ispirati a Gramsci. Va tenuto presente che la distanza della nozione touraniana di soggetto rispetto alle variegate correnti della sociologia critica non è mai stata importante della presa di distanza rispetto alle idee di attore di tipo rational choice.

Il "nemico" originario dell'opera di Touraine è però stato tradizionalmente il funzionalismo, con la sua idea di socializzazione e di assimilazione dell'individuo alle norme sociali, che domina la sociologia americana e non solo fino agli anni '70. La specificità della posizione di Touraine può essere individuata nella presenza di alcune particolari influenze culturali che fanno parte della sua formazione intellettuale o che hanno caratterizzato il dibattito francese nel momento in cui i principi cardine della sua opera sono stati elaborati: i filosofi della tradizione illuminista e democratica francese, il richiamo alla necessità di una lotta contro l'alienazione di Rousseau e Marx, l'influenza della Scuola di Francoforte.

La sociologia di Touraine può essere considerata dinamica ma anche critica, sensibile al tema della dominazione, ma al tempo stesso attenta alle risorse che i soggetti possono mobilitare nei confronti delle forme di dominio che inevitabilmente subiscono. L'impostazione che Touraine ha costantemente dato alle sue opere è quindi sempre stata quella di mettere in evidenza la presenza di forme di condizionamento. In "Critica della modernità" egli può essere considerato come uno degli autori francesi più sensibili a questo tipo di eredità (tema individuo e autonomia) e soprattutto al suo contenuto critico, dal momento che egli fa della lotta del soggetto per l'autonomia uno dei punti cardine del suo pensiero.

Rousseau e Marx

Come è noto, Rousseau riteneva che la civilizzazione e il vivere in collettività avessero allontanato l'uomo dall'autenticità del rapporto con la natura e lo avessero privato della sua libertà originale, obbligandolo a impegnarsi in giochi di distinzione. In Rousseau troviamo una critica originaria delle forme di dominazione che impediscono all'individuo di vivere "en lui meme". La perdita dell'autenticità nel rapporto a se stessi appare come il risultato del processo di civilizzazione e del vivere in comunità. L'influenza di questa posizione di Rousseau è stata probabilmente mediata dall'opera di un altro autore con cui inevitabilmente tutti i sociologi si sono confrontati: Marx (concetto di alienazione).

Touraine legge queste tematiche marxiane attraverso il tema del soggetto che realizza se stesso principalmente attraverso il lavoro, che pertanto deve essere il più possibile autodeterminato. I primi lavori empirici di Touraine sul lavoro nell'industria sono influenzati da queste riflessioni, sebbene il capitalismo non sia mai stato presentato nelle sue opere come una patologia sociale. Il mondo del lavoro è il primo terreno di ricerca in cui Touraine comincia a costruire la sua teoria dell'attore sociale, concentrandosi sulle sue capacità di azione all'interno di uno spazio sociale fortemente vincolato.

Critica della modernità

In queste opere che vanno dagli anni '60 agli anni '80 comincia a porre in filigrana il problema della razionalizzazione, tema che diventerà poi centrale a partire da "Critica della modernità". Da questa opera in poi egli si richiamerà spesso ai concetti di ragione e di razionalità della Scuola di Francoforte ma Touraine preferirà mantenere l'attenzione sulle potenzialità della ragione del soggetto, piuttosto che sugli effetti della ragione come risorsa e vincolo del sistema sociale.

Complessivamente la posizione del soggetto forte da sempre difesa da Touraine e la sua critica della modernità, intesa come fase storica segnata dalla razionalità e dal mercato, appaiono tendenzialmente ostili a interpretazioni nichiliste di qualunque natura e hanno posto in primo piano il tema della liberazione del soggetto attraverso l'azione, tendendo però ad avere come sfondo, più o meno ammesso, proprio quell'idea di "vita buona" intesa come serie di criteri di base a cui appoggiarsi per costruire la critica della società presente.

Da questa posizione deriva la specificità della critica touraniana della dominazione, basata sul riferimento a un ideale ipotetico di soggetto libero e autodeterminato, che appunto riecheggia le posizioni di molti filosofi dell'illuminismo, pur riconoscendo i vincoli della socializzazione. D'altra parte Touraine rimane saldamente legato alla tradizione universalistica francese e alla convinzione che gli ideali di autonomia individuale e di uguaglianza siano comunque universalmente accessibili in uno stato democratico.

Influenza di Sartre e della fenomenologia

Touraine ha preferito aderire a quelle posizioni che ritengono che per potersi opporre alla dominazione occorre sempre un qualche riferimento formale all'etica e alla natura del soggetto libero. Per comprendere la specificità della posizione touraniana bisogna fare riferimento anche a un altro importante filone di influenza culturale, quello sartiano e della tradizione fenomenologia francese.

Come Touraine stesso ha ammesso, l'influenza di Sartre è presente nella sua elaborazione teorica; più evidente rispetto alla sua idea di soggetto è l'influenza del "primo Sartre", dal momento che la coscienza e la riflessività vengono viste come parti di un'intenzionalità legata al desiderio di libertà del soggetto. Sartre appartiene a quella corrente filosofica che vede la libertà di scelta dell'individuo come una condanna ed l'individuo è definito innanzitutto dalle sue mancanze e tormentato dal desiderio inesauribile di colmarle.

Il processo di individualizzazione, di Beck, viene visto da Touraine non come una causa di ansie, ma al contrario occasione per sfuggire alle molteplici forme di dominazione a cui siamo sottoposti. Nell'ottimismo della volontà di essere soggetti ritroviamo quindi l'influenza della tradizione illuminista e dell'umanesimo cui Touraine si richiama con evidenzia a partire dagli anni '90. La soggettività si sviluppa dalla conflittualità e il cammino per la liberazione è un percorso individuale. Il costante rifiuto di Touraine per la tradizione strutturalista.

Da un lato Touraine rimane vicino al paradigma dinamico marxiano dall'altro cerca di coniugare le idee di conflitto e di giustizia sociale alla tradizione tedesca della fenomenologia e della centralità del soggetto. La sociologia dinamica, orientata allo studio del mutamento sociale, è evidente anche nell'interesse per la dimensione storica tradizionalmente presente nei lavori di Touraine, nell'influenza che su di lui ha avuto il concetto di storicità caratteristico delle scienze storico-sociali tedesche.

In questa prospettiva storica le società sono insiemi in continua trasformazione che per definizione non possono mai essere considerati come finiti e definiti, anche se questo non significa che tale mutamento continuo abbia uno scopo. Touraine si avvicina ad altri intellettuali come Balandier, Moscoviti o Morin che propongono una serie di riflessioni e studi e orientati ad analizzare i fenomeni macrosociali del cambiamento: dalle grandi trasformazioni urbane, alla decolonizzazione...

Nel caso specifico di Touraine si tratta di una sociologia fortemente orientata all'indagine sul campo, con la vocazione a creare teoria a partire dall'indagine empirica e con l'ambizione di rendere la sociologia una scienza influente, capace con la sua azione critica di rendersi essa stessa partecipe del mutamento sociale. L'interesse per il mutamento piuttosto che per la struttura è evidente anche nella nozione di azione sociale che via via pre...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Muzzetto Luigi.
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