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Anatomia della TC encefalo

Normalmente una TC encefalo viene eseguita con protocolli standard, per FCP, con mdc (angio tc) e si fa per valutare traumi, ictus o ischemie, esa, vasculopatie, idrocefalo, calcificazioni, neoplasie, mav, post intervento ecc. Generalmente utilizzo una scansione sequenziale a strati multipli coprendo dal forame magno al vertex così da potermi posizionare parallela al POT (inclinando il gantry), ma anche per limitare gli inevitabili artefatti da indurimento del fascio dati in prossimità della FCP, ma anche perché il POT è parallelo al palato duro, facilmente riconoscibile e di conseguenza facilmente riproducibile in maniera fedele.

Punto 1: il bulbo oculare

Come si vede dall’immagine possiamo riconoscere al punto 1 il bulbo oculare, accolto in due cavità pari e simmetriche dalla forma quadrangolare e speculari tra loro, poste tra neuro e splancnocranio, sono separate medialmente dal nasion e mettono in comunicazione tramite la fessura orbitaria superiore la fossa cranica media con la parte esterna. Inoltre, in tale immagine non visibile è presente il foro ottico, che dà passaggio al II paio di nervi cranici, appunto il nervo ottico che viene anche definito “finestra con l’esterno” perché mette in comunicazione la parte interna del cervello (FCM) con l’esterno. Esso decussa a livello del chiasma ottico in modo particolare in base ai fasci da cui è composto:

  • Maculari: a livello del chiasma in parte decussano, mentre altre proseguono in modo dritto.
  • Nasali: decussano totalmente.
  • Temporali: non decussano.

Il bulbo oculare è attorniato da una parte pressoché muscolare poco visibile con le immagini TC. Generalmente si studiano per traumi, corpi estranei, neoplasie, flogosi con una ricostruzione volumetrica a spessore 0,625 e finestra sia per osso sia per tessuti molli in base a ciò che si vuole andare a studiare.

Punto 2: il seno sfenoidale

Al punto 2 vediamo invece il seno sfenoidale, che come dice il nome troviamo in prossimità dell’osso sfenoide, dalla forma cubica e la cui parete superiore accoglie l’ipofisi o ghiandola pituitaria all’interno della sella turcica, ghiandola regina del sistema neuro-endocrino perché connessa all’ipotalamo tramite l’infundibolo e la suddividiamo in neuro (posteriore) ed adeno (anteriore) ipofisi. Il seno sfenoidale è irrorato dal ramo interno dell'arteria sfenopalatina da cui stacca un ramo che penetra nell'ostio del seno, altre arterie che vi giungono sono la vidiana e la pterigopalatina, anche esso può essere studiato per patologie di carattere flogistico o per neoplasie.

Punto 3: il lobo temporale

Al punto 3 si nota il lobo temporale destro, esso comprende l’ippocampo (inserito nel sistema limbico, e svolge un ruolo importante nella formazione delle memorie esplicite (dichiarativa e semantica), nella trasformazione della memoria a breve termine in memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Può essere studiato perché è una delle prime componenti che subisce danni in caso di Alzheimer), l’amigdala (contribuisce al sistema limbico; gioca un ruolo chiave nella formazione e nella memorizzazione dei ricordi associati a eventi emotivi; è responsabile del cosiddetto condizionamento della paura; partecipa all'elaborazione di stati emozionali) e l’area di Wernicke.

Punto 4: le celle mastoidee

Al punto 4 notiamo le celle mastoidee, particolari cavità, comunicanti con il cavo del timpano e contenenti aria, che sono principalmente accolte nell’apofisi mastoidea dell’osso temporale. Questa è infatti costituita da una massa di tessuto osseo spugnoso, rivestita in superficie da uno strato di tessuto osseo compatto: nell’ambito dell’osso spugnoso sono accolte numerose cellule mastoidee, cavità, le cellule mastoidee comunicano direttamente o indirettamente con l’antro timpanico; la mucosa che le riveste, strutturalmente identica alla mucosa del cavo del timpano, continua con questa a livello dell’aditus ad antrum. Esse mettono in comunicazione la parte interna dell’orecchio il quale lo dividiamo in orecchio esterno, medio ed interno. Nell’orecchio medio riconosciamo 3 ossicini:

  • Il martello prende il nome dal latino "martello", l'incudine deriva il suo nome dal latino "incudine" da "incudere" ovvero "battere con un martello", e la staffa deriva dal latino moderno probabilmente un'alterazione del tardo latino "stapia" ovvero "stare in piedi", così chiamata perché l'osso è a forma di staffa - questa è un neologismo del latino moderno: il termine non esisteva nella fase classica della lingua in quanto gli antichi non usavano le staffe.
  • Il martello si articola con l'incudine ed è attaccato alla membrana timpanica che trasmette il moto alla catena degli ossicini.
  • L'incudine è collegata ad entrambi gli altri ossicini.
  • La staffa è articolata con l'incudine ed è collegata alla membrana della finestra ovale, l'apertura ellittica od ovale esistente fra l'orecchio medio ed il vestibolo dell'orecchio interno (che si divide in coclea, parte prettamente legata all’udito) e vestibolo (legato all’equilibrio).

Punto 5: il ponte di Varolio

Il punto 5 riguarda invece il Ponte di Varolio, fa parte del tronco encefalo ed è posto tra bulbo (separato dal solco bulbo-pontino, lateralmente al quale emergono i nervi faciale, vestibolococleare e glossofaringeo) e rostralmente al mesencefalo. Il ponte lo troviamo in posizione mediale rispetto alle rocche petrose nella sua faccia mediale viene accolta l’arteria basilare che passa sopra al clivus (che fa parte dell’osso occipitale). Così chiamato perché ha la forma di un ponte che si restringe lateralmente fino a ridursi in due peduncoli che sono collegati al cervelletto posto sopra ad esso: la sua funzione è proprio quella di collegamento tra cervello e cervelletto.

Punto 6: il IV ventricolo

Al punto 6 troviamo invece il IV ventricolo, che è compreso tra il tronco encefalico e il cervelletto, rostralmente si collega con l’acquedotto cerebrale e caudalmente col canale centrale del midollo spinale tramite due recessi laterali definiti fori del Luscka e del Magendie.

Punto 7: gli emisferi cerebellari

Al punto 7 troviamo gli emisferi cerebellari, il cervelletto occupa la fossa cranica posteriore ed è separato dai lobi occipitali tramite il tentorio del cervelletto; è posto dietro al ponte e al bulbo, dai quali è separato per mezzo del IV ventricolo, già precedentemente studiato. All'interno il cervelletto è costituito da sostanza bianca che accoglie vari nuclei tra cui quelli del fastigio, emboli forme e dentato ma la maggior parte delle efferenze si fermano alla corteccia del cervelletto ed esso è implicato nella regolazione dell’equilibrio e nella coordinazione dei movimenti oltre che nel controllo dei riflessi.

Punto 1: le cellule etmoidali

Al punto 1 troviamo le cellule etmoidali cioè cavità paranasali formate da molte cellette comprese nelle masse laterali dell’etmoide tra le cavità nasali e orbitarie e separate tramite piccoli setti ossei. Generalmente si studiano, così come la maggior parte dei seni paranasali, per sinusite, poliposi, cisti, setto deviato, valutazione pre operatoria o ancora per neoplasie. Si utilizza un’acquisizione spirale con uno spessore di 0,625. Posso utilizzare un milliamperaggio più basso dal momento che queste strutture hanno un loro contrasto intrinseco.

Punto 2 e 3 già visti

Punto 4: il verme

Il punto 4 consiste nel cosiddetto “verme” ovvero una struttura che può essere assimilata per funzione al corpo calloso infatti serve a suddividere gli emisferi cerebellari, esso riceve le informazioni dal midollo spinale per quanto riguarda la percezione della posizione spaziale del corpo, ma anche riguardo all’udito, alla vista ed all’equilibrio, aiutando i muscoli a muoversi in maniera corretta e con la giusta forza.

Punto 5: il mesencefalo

Il punto 5 corrisponde al mesencefalo, collega il ponte di Varolio e il cervelletto con il proencefalo. Costituisce il segmento più corto (<2 cm) del tronco encefalo e come possiamo capire dal nome tale struttura serve principalmente per connettere quello che è il midollo spinale alle parti più superiori degli emisferi cerebrali. È contenuto prevalentemente nella FCP ed ai suoi lati si trova il giro paraippocampico. Sulla superficie dorsale del mesencefalo (chiamato anche tetto mesencefalico) troviamo i collicoli (o tubercoli quadrigemini) superiori ed inferiori, i collicoli superiori, più voluminosi, sono centri per i riflessi visivi che ricevono informazioni visive da corpo genicolato del talamo mentre quelli inferiori sono parte della via acustica ascendente, e ricevono informazioni uditive dal bulbo.

Punto 6: le circonvoluzioni temporali

Il punto 6 corrisponde alle circonvoluzioni temporali (o circonvoluzioni di Heschl, che prendono il nome dall’austriaco che le scoprì). Esse occupano l’area 41 di Broadmann (dal neurologo tedesco che le scoprì) e sono deputate ad elaborare le informazioni uditive che vengono percepite. Verosimilmente una certa vulnerabilità a sviluppare allucinazioni uditive potrebbe essere dovuta a interazioni anomale tra le circonvoluzioni di Heschl ed altre aree corticali coinvolte nella percezione ed elaborazione dei discorsi, del linguaggio e della memoria.

Punto 1: il nucleo caudato

Al punto 1 troviamo il nucleo caudato, (che insieme al putamen e al corpo striato ventrale formano il corpo striato) è una componente sottocorticale del telencefalo. Il nucleo caudato è attraversato da fasci di fibre prevalentemente mieliniche che formano connessione efferenti o afferenti col corpo striato. Tali fibre definite anche “fibre di Wilson” originano o convergono nel globus pallidus. Esso è un voluminoso insieme di nuclei composto da un alternarsi di fibre di sostanza bianca e grigia che gli conferiscono appunto questo aspetto detto “striato”. Esso è formato da una testa che ha forma arrotondata e forma l’estremità anteriore, da un corpo che sormonta il talamo per tutta la sua lunghezza e da una coda che curva infero-lateralmente terminando con l’amigdala (che gestisce le emozioni, in particolar modo la paura).

Punto 2: la capsula interna

Al punto 2 troviamo la capsula interna formata da sostanza bianca formata da fibre nervose che partono o arrivano alla corteccia cerebrale. Queste mettono in connessione la corteccia con regioni del diencefalo, del tronco e del midollo spinale, ed hanno principalmente la funzione di comandare la motricità volontaria e ricevere la sensibilità del corpo. In una sezione orizzontale del cervello (Taglio di Flechsig) si può distinguere la capsula interna come una fascia bianca al centro di ciascun emisfero: questa ha un andamento curvo con una concavità verso l'esterno. In particolar modo il braccio anteriore va dalla concavità verso la fronte ed ha fibre talamo-corticali (che connettono talamo anteriore, parte dell'ipotalamo ed altri nuclei del sistema limbico alla corteccia frontale) e fronto-pontine (dal lobo frontale).

Punto 3: il nucleo lenticolare

Al punto 3 troviamo il nucleo lenticolare, che si divide in tre parti:

  • Putamen: la parte più esterna, che per funzioni possiamo paragonarlo al nucleo caudato.
  • Globus pallidus: la parte interna controlla e corregge il tono muscolare, inoltre può essere poi suddiviso in due ulteriori sezioni per l'interposizione di una seconda lamina bianca, detta lamina midollare mediale, che individua un pallido esterno ed un pallido interno, si trova medialmente al putamen e lateralmente alla capsula interna. È considerata la via efferente finale dei nuclei della base, ovvero tutte le efferenze devono partire da qui.
  • Claustro: lateralmente a questo vi è una sottile striscia grigia detta (potrebbe essere la sede della coscienza e delle emozioni secondo recenti studi e ha connessioni con la neocortex. È coinvolto nell'elaborazione delle informazioni visive).

In generale tutti i nuclei della base sono coinvolti nella regolazione del movimento e sono quindi intercalati nell’ambito delle vie extra-piramidali. Sono responsabili dell’avvio e svolgimento del movimento, della motivazione al movimento e delle sequenze motorie. Grazie alle strette interconnessioni con il talamo e la corteccia motoria primaria sono in grado di regolare il movimento in maniera più fine e adeguata integrando le informazioni provenienti dalla periferia e informando la corteccia. Possiamo inoltre dire che:

  • Nucleo caudato: nucleo neo striato + putamen.
  • Nucleo lenticolare: pallidus + putamen + caudato.

Punti 4 e 5: i seni sagittali

Ai punti 4 e 5 troviamo i seni sagittali rispettivamente superiori ed inferiori:

  • Il seno superiore decorre sul margine superiore aderente della falce cerebrale e raggiunta la protuberanza occipitale interna si getta nella confluenza dei seni (o Torcolare di Erofilo). Origina a livello del forame cieco del frontale per confluenza delle vene del forame cieco ed eccorre all'indietro nella doccia sagittale formata da frontale, parietali e occipitale. Riceve le vene cerebrali superiori, vene diploiche e meningee, inoltre è connesso alla circolazione venosa superficiale dalla vena emissaria parietale.
  • Il seno inferiore invece decorre sotto il margine inferiore della falce del cervello e si congiunge al seno retto. Origina a livello del forame cieco e riceve piccole vene della falce e del corpo calloso;
  • Il seno retto è la continuazione del seno sagittale inferiore e decorre nel punto di attacco della falce cerebrale al tentorio del cervelletto fino a confluire nel seno trasverso o nel confluente dei seni, riceve la grande vena cerebrale di Galeno e vene del tentorio del cervelletto.

Ci sono comunque altri seni tra cui il trasverso, cavernoso, petroso ecc. Nei seni durali scaricano il seno sagittale (in cima alla falce) e quello retto (sopra al tentorio) che si divide in longitudinale inferiore e vene interemisferiche e questi due si riuniscono nel torcolare di Erofilo. Da qui originano i seni trasversi che confluiscono nel seno sigmoideo (che riceve anche sangue venoso dai seni cavernosi e petrosi) e poi riversano nella giugulare interna.

Punto 6: la falce cerebrale

Al punto 6 c’è la falce cerebrale, la quale è un'estroflessione della dura posta tra i due emisferi cerebrali all’interno della scissura interemisferica ed al suo interno decorre il seno venoso. Essa termina a livello delle clinoidi posteriori.

Punto 7: il talamo

Al punto 7 troviamo il talamo, dalla forma ovalare e lungo circa 4 cm, posto tra il terzo ventricolo ha una forma ovoidale e nel 70% degli individui le due parti si uniscono a livello della linea mediana. È presente l’adesione intertalamica di sostanza grigia che dalle parti laterali dello stesso si porta verso il terzo ventricolo. Esso è una “stazione” che elabora le informazioni provenienti dal MS e dai nervi cranici (ad eccezione del I NC, l’olfattivo).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher spacewhispers di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuroanatomia TC e interventistica neuroradiologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Santucci Gioele.
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