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THE WIFE’S LAMENT

Book

Manoscritto molto studiato, tratto dall’Exeter (conservato nella biblioteca della cattedrale di

Exeter). Ha origine sconosciuta. Nell’ultimo quarto del X secolo (nel 975) fu probabilmente redatto.

Leofric

Sappiamo che il vescovo (vescovo tra 1050 e 1070) che ne era evidentemente in

possesso, lo regalò alla cattedrale di Exeter. Si riesce ad identificare la data di assemblaggio di un

manoscritto perchè veniva conservato nei monasteri. Poi gli umanisti collezionisti ne vengono in

possesso e li tengono finché spariscono nuovamente verso il 1700 finché vengono acquisiti dai

vari Stati(dalle biblioteche nazionali). Abbiamo una lista fatta da Leofric (1° proprietario noto del

libro) delle donazioni che aveva fatto. Aveva donato una serie di cose, tra cui libri, e l’aveva scritto

tra il 1069 e il 1072. In tale elenco scrive ‘’mycel englisc boc be gehwilcum þingum on leođwsan

geworht’’ (un grande libro inglese a proposito di varie cose composto in forma di poesia). I fogli di

131 fogli

questo libro sono di circa 14 cm x 22 cm. Originariamente (non pagina) fatti da ‘recto’ e

oltre 100

‘verso’ (avanti e dietro il foglio) quindi le pagine sarebbero il doppio. L’exeter Book riporta

componimenti poetici di vario genere (contenuto e lunghezza) nel dialetto sassone occidentale.

Tendenzialmente di contenuto religioso, ma anche di contenuto secolare (non religioso o misto),

come ‘’the wif.lam’’. È molto probabile che questi fogli siano stati scritti da un unico copista.

figure esemplari.

Tratti comuni di molti di questi testi è quello di rappresentare

1. Nei primi fogli (50 circa) i testi presentano storie di giusti (figure che hanno vissuto giustamente

secondo la religione cristiana). Liriche religiose, l’ascensione di Gesù, Cristo, e poi la vita di un

santo ‘’Guthlac’’.

2. Il secondo gruppo cosiddetto ‘’fascicolo 2’’ dell’Exeter Book comprende testi di natura più

eterogenea dove il tema centrale è l’esilio.

3.Il terzo fascicolo è il più tardo e contiene indovinelli tra cui varie elegie, tra cui ‘’the wife’s lament’’

Uno dei temi presente nella gran parte di questi testi è un messaggio sulla transitorietà della vita

terrena. Qualunque sia l’argomento c’è sempre un riferimento alla transitorietà della vita terrena,

che è basato su uno sfondo germanico, è incentrato ad un forte riferimento sul fatto che la vita

terrena sia effimera e transitoria, fornendo sempre un filo di speranza sulla vita eterna.

Contenuti vari:

Epica cristiana; versi pagani del IV e VI secolo (come il Deor, The Wanderer =viandante,

Seafarer=navigante; elementi classici (The ruin=la rovina; Widsith=viaggiatore lontano; si ricorda il

periodo delle grandi migrazioni quindi la ribalta dei Goti sull’impero romano, Longobardi, Vandali,

Ostrogoti, grandi capi e popoli delle migrazioni germaniche, si cita un certo ‘Aelfwine’ che era tra i

più valorosi ed era coraggioso a dare anelli, bracciali scintillanti, Ermanarico, Attila (re degli Unni).

Ci soffermeremo sulle Elegie che nell’Exeter Book sono 9 (ma alcuni non sono d’accordo).

Sui 9 titoli sono d’accordo tutti:

1. The Wanderer

2. Seafarer

3. Riming-poem = poesia in versi

4. Deor

5. Wulf and Eadwacer

6. The Wife’s Lament

7. Resignation = rassegnazione

8. The husband’s Message

9. The Ruin

Sono in ordine di successione ma non sono per forza consecutive.

Elegia-> non è una struttura metrica/tipo di versi particolare, MA tale termine identifica testi

caratterizzati da un tono peculiare, il tono elegiaco-> esso consiste in osservazioni che

scaturiscono dalla necessità di venire a termini/patti, in qualche modo, con un senso di perdita.

Con questo tipo di dolore l’essere umano deve venire a patti, e ciascuno trova un modo per

uscirne. Il tono elegiaco è questo tono dato dal distacco/disincanto, è una strategia di salvezza

dell’anima dolente per cercare di venire a patti con il dolore che consegue al senso di perdita.

Definizione standard di elegia anglosassone fatta dallo studioso Greenfield: ‘’componimento

poetico drammatico, relativamente breve, che si realizza nell’opposizione tra perdita e

consolazione. Componimenti apparentemente basati su esperienza specifica e personale.’’ Quindi

l’elegia parte sempre dal racconto fittizio di un’esperienza personale e dall’insegnamento che da

essa si può trarre in uno schema cosmico. Questi 9 componimenti sono tenuti insieme da questo

tono.

Un altro elemento delle elegie sono degli scenari particolari: il mare, mare in tempesta, pioggia,

bufere, eco della sala dell’Idromele (luogo dove si celebravano le feste, cuore del mondo eroico

germanico) con i suoi signori, guerrieri, cavalli, brocche. C’è il ricordo di queste cose perché il

protagonista dell’elegia è l’esule. Esilio=perdita della propria collocazione all’interno della società.

Esilio e instabilità.

Sottotema dell’elegia anglosassone-> ELEMENTO DI SEPARAZIONE inteso come distanza

spaziale/temporale che separa qualcuno dalla cosa che desidera. Questo senso di separazione è

in tutte le elegie anglosassoni ed è particolarmente lacerante nelle cosiddette ‘tre elegie d’amore’.

Due di queste hanno tale lacerazione particolarmente forte dove l’io narrante è femminile (il poeta

fa finta di essere una donna). Una è The Wife’s Lament e l’altra Wulf and Eadwacer (voce narrante

femminile e tono iroso). L’altra ‘The Husband’s Message si conclude con una speranza e tutti

allacciamo a questo filo positivo: il messaggio del marito viene inviato tramite un runa kefli da un

uomo alla moglie che era stato costretto ad allontanarsi dalla patria, e ricostituitosi le dice tornare

perché lì era tutto a posto.

La separazione non è mai solo sentimentale ma anche sociale, è la perdita di ruolo nella società.

Ciò che si perde è come persona ma anche come sicurezza sociale. Nel Wanderer l io narrante è

smarrito dopo la morte del capo. Il Seafarer viaggia in cerca del calore di un capo

Deor esilio del cantore che ha perso in…

Riming poem-> cacciato dopo aver perso il favore del capo

Wulf and Eadwacer -> due amanti costretti a vivere su due isole diverse: l io femminile si lamenta verso un

terzo uomo per cui prova sentimenti contrastanti (odio e piacere per la sua compagnia); l io femminile dice

che il suo tormento è infinito.

Nel wife's lament l unica consolazione deriva da una conclusione di tipo gnomico = consapevolezza generale

ad accettare il destino e ad essere forte anche quando stai soffrendo.

POESIA: Già da subito fa capire il tono elegiaco, fin dalla nascita. Non è mai stato male come ora.

A molti studiosi non tornava il fatto che la voce narrante del componimento fosse una donna-> non

perché una donna fosse protagonista, ma era strano che una donna anche per finta potesse

parlare in 1° persona. Quindi molti studiosi hanno immaginato che non fosse un’elegia amorosa,

ma un uomo che aveva perso il capo; altri dicono che a parlare sia un altro; le desinenze sono

femminili quindi doveva essere una donna; altri dicono che era avverbio non aggettivo con

desinenza femminile; altri che i primi due versi facevano parte dell’indovinello precedente e che

iniziasse con il v.3 ’’accidenti io patisco il dolore da quando sono nato..’’ per altri: se era una donna

eorđscrafu

era una donna morta/uomo morto-> quindi uno spirito perché la parola v.36 (caverna

eorđscraefe=caverna

nella terra)= specie di grotta ricorda una persona chiusa lì dentro. v.28 nella

eorđsele=sala

terra; v.29 nella terra.

Oppure poteva essere il luogo di venerazione di una divinità pagana cacciata con il Cristianesimo

(sciocchezze). Era una donna che parlava e si lamenta che nel suo passato qualcuno l’ha

separata violentemente dal marito. E’ possibile che il marito non fosse vittima del complotto e

siccome lei ha atteggiamenti ambigui nei confronti del marito è possibile che l uomo fosse

d’accordo con chi ha provveduto a separarli. Lui è vivo. Ciò diede origini a discussioni sulle ragioni

di quest’allontanamento forzato. Secondo alcuni è il risultato di una faida tra i parenti dell’uomo e

l’uomo stesso, altri pensano che lui abbia allontanato la moglie a fin di bene. E’ possibile che

questi siano personaggi secondari di vicende più famose (temi di intertestualità. Parole come

‘eorđscræfe’ vengono studiate, il filologo vede se questo termine esiste in altre poesie inglesi.

Parola attestata in maniera generica come luogo sotterraneo nella genesi anglosassone e nel

Beowulf. In altre 3 opere che sono il Wanderer, Soul and Body e nell’’Andreas’ questa parola è

attestata e vuol dire ‘tomba’. Si può fare anche un altro ragionamento: il pubblico ags che

conosceva queste opere perché gli venivano declamate, conosceva la polivalenza semantica di

questo composto quindi si creava una specie di allusione poetica: è possibile che il poeta la usi in

maniera metaforica per richiamare l’idea di ‘tomba, ma non la usa in senso letterale.

Gran parte di queste parole fa parte di un linguaggio aulico/poetico. Ci sono noti i repertori lessicali

dell’inglese e di altre lingue e molte di queste parole non sono attestate nei testi in prosa né nelle

‘glosse’. Questo componimento ha diversi problemi interpretativi in più versi: sono problemi diffusi

nella poesia germanica-> il fatto che noi non abbiamo nel manoscritto segni di interpunzione, se li

abbiamo li abbiamo sporadicamente e vanno interpretati in modo diverso rispetto alla funzione che

hanno oggi.

Testo che leggiamo:

-scansione in versi;

-segni di interpunzione;

-lettere maiuscole

cose non presenti nel manoscritto o sporadici. Ciò è un problema per lo studioso perché se si ha

continua)

una sequenza di parole (scriptio il cui senso non è coadiuvato da elementi

paragrafematici (=interpunzione), ciò può diventare uno scoglio nell’interpretazione.

Uno dei primi compiti dell’editore dei testi medievali è quello di stabilire l’interpunzione. L’editore è

il filologo che adottando un metodo scientifico attua il passaggio dal manoscritto al testo critico

(passaggio al testo tramite uno studio/ragionamento). Aldilà di queste difficoltà, ci sono situazioni

‘actreo’=quercia

di difficoltà lessicali e morfo-sintattiche. V. 28-v.36 -> fonte di studio perché se

un poeta parla di una cosa specifica c’è una ragione. Sulla quercia ci furono varie interpretazioni:

si trattava sicuro di un albero ‘non comune’ che aveva una certa considerazione presso varie

popolazioni (non solo germaniche).

E’ importante anche nella cultura celtica, in cui quest’albero simboleg

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dance_manu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Digilio Maria Rita.
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