Prassi ortopedica
Collo e nuca
Instabilità cervicale: condizione che può essere dolorosa in particolare in determinati movimenti come la flessione. Ci possono essere anche altri sintomi come torcicollo, mobilità limitata e sintomi neurologici (es. vertigini). Può essere associata a AR, spondiloartriti, traumi e anomalie genetiche.
- Sharp Purser test: paziente seduto con capo in flessione di 20°-30°. Indice o pollice appoggiato al processo spinoso di C2 e l’altra mano posta sulla fronte del paziente. Si esegue una coppia di forze: una con l’indice anteriormente e l’altra con il palmo della mano posteriormente, cioè verso l’estensione. Se il capo trasla posteriormente il test è positivo. Testa il legamento trasverso dell’atlante.
- Side bending test (test dei legamenti alari): paziente supino, fisso C2 con una mano e con l’altra mano fletto lateralmente il capo da un lato e dall’altro. Eseguo la stessa manovra ma in rotazione. Il test è positivo se vi è asimmetria, se vi è end-feel morbido, se vi è ipermobilità.
Ernia cervicale/radiculopatia cervicale: ricordare che il GS è la RM.
- Spurling test modificato: paziente seduto. Estensione (è l’aggiunta che lo rende “modificato”) e inclinazione dal lato che si vuole esaminare con compressione dall’alto al basso. Il test è positivo se i sintomi di radiculopatia si riproducono. È importante eseguire il test da ambo i lati.
- Distraction test: è necessario eseguirlo in presenza di sintomatologia. Il paziente deve essere supino e viene effettuata una trazione cervicale. Se il paziente nota una riduzione o eliminazione dei sintomi radiculopatici il test è positivo.
- Arm squeeze test: usato per la diagnosi differenziale tra patologia di spalla e radiculopatia. Paziente seduto, si esegue una presa a livello del terzo superiore del braccio eseguita con il pollice sul tricipite e le altre 4 dita sul bicipite e si effettuano 3 compressioni. Si effettuano poi 3 compressioni a livello acromionclavicolare e 3 a livello subacromiale. Durante le manovre si chiede al paziente il dolore nella scala VAS. Il test è positivo se il dolore a livello del bicipite supera di 3 punti VAS il dolore nelle altre 2 manovre.
Spalla
Instabilità di spalla: si intende una condizione patologica caratterizzata dall’eccessiva traslazione della testa dell’omero rispetto alla glenoide. Si manifesta con dolore, sublussazione o lussazione dell’omero soprattutto anteriormente, a volte posteriormente, mentre più raramente inferiormente.
- Anterior drawer test (test del cassetto anteriore): paziente supino. Il fisioterapista flette il braccio tra i 0 e i 20°, lo abduce tra gli 80 e i 120°, con extrarotazione tra i 0 e i 30°. Con una mano stabilizza la scapola con il pollice nella coracoide e le dita sulla spina della scapola. Mentre con l’altra afferra il braccio sotto la testa dell’omero ed effettua spinta in senso antero-mediale di tutto il braccio. Si confronta con la spalla controlaterale ma non c’è un grado specifico della differenza di traslazione oltre il quale l’instabilità è certa.
- Posterior drawer test (test del cassetto posteriore): paziente supino. Il fisioterapista afferra il braccio sotto la testa omerale, o su gomito o avambraccio. Con l’altra mano afferra la testa dell’omero con pollice posto anteriormente e le altre dita posteriormente. Il braccio viene abdotto di 80-120° e flesso di 45-60°. A questo punto il fisioterapista con la mano sul braccio intraruota leggermente e flette il braccio verso i 90°. Contemporaneamente con l’altra mano spinge la testa dell’omero in direzione postero laterale. Il test è positivo se si stimola dolore o comunque moderato grado di apprensione.
- Test dell’apprensione anteriore: paziente seduto sul lettino. Gomito flesso a 90° e braccio abdotto di 90°. A questo punto il fisioterapista, stabilizzando la testa dell’omero posteriormente con una mano, extraruota lentamente fino al massimo ROM. Analogamente il test si può effettuare con il paziente supino con la spalla sul bordo del lettino. In questo caso la stabilizzazione posteriore della testa dell’omero è data dall’appoggio sul lettino. Il test è positivo se compare apprensione, cioè sensazione di lussazione durante extrarotazione, o comunque dolore. La forzatura dell’extrarotazione del braccio spinge la testa dell’omero a lussarsi anteriormente. Quindi il test è indicato per valutare l’instabilità anteriore dell’articolazione gleno-omerale. La lussazione anteriore della spalla avviene classicamente con braccio in abduzione.
- Test dell’apprensione posteriore: paziente supino, il fisioterapista flette il gomito e flette la spalla a 90°, quindi, stabilizzando la scapola con una mano, spinge l’omero posteriormente, cioè spinge sul gomito verso il basso, con l’altra mano e contemporaneamente intraruota la spalla. Il test riproduce il meccanismo più frequente di lussazione posteriore della spalla.
- Fulcrum test: test per instabilità anteriore. Paziente in decubito supino con arto abdotto ed extraruotato di 90°. L’esaminatore pone un pugno sotto l’omero prossimale a fare da fulcro mentre con l’altra mano esegue una spinta verso il basso del gomito. Questa manovra, provocando una traslazione anteriore della testa omerale sulla glenoide determina una reazione di allarme nel paziente, simile a quella del test di apprensione.
Tendinite del capo lungo del bicipite: è una infiammazione, spesso invalidante che coinvolge l’articolazione della spalla con un dolore situato prevalentemente sulla parte anteriore della stessa.
- Test di Speed: l’arto viene posto in flessione con il gomito esteso e l’avambraccio spinato, l’esaminatore facendo resistenza a livello del polso chiede di spingere l’arto verso il soffitto. La positività al test è data dalla comparsa di dolore sulla faccia anteriore della spalla. Questo test è sensibile ma non specifico per le lesioni SLAP.
- Segno di Yergason: definito anche come segno della supinazione da Yergason stesso, è un test ideato per evidenziare lesioni del tendine del capo lungo del bicipite (tendinite, tenosinovite, lesioni parziali). Al paziente con l’omero in posizione neutra, il gomito flesso a 90° e l’avambraccio pronato, viene chiesto di supinare, mentre l’esaminatore con la presa al polso effettua la resistenza. La positività al test è data dalla comparsa del dolore a livello della faccia anteriore della spalla.
Lesione SLAP: si intende una lesione al cercine della spalla, l'anello cartilagineo che come una guarnizione circonda l'articolazione della spalla poggiandosi nella glena. In una lesione tipo SLAP, la parte superiore del labbro glenoideo è rotta zona dove il tendine del bicipite si inserisce proprio nel labbro. Una lesione SLAP si verifica sia nel punto di attacco frontale (anteriore) che in quello posteriore.
- O’Brien test: è considerato il test migliore per la lesione SLAP. Al paziente viene chiesto di portare l’arto da esaminare in flessione a 90°, adduzione di 10-15° completa intra-rotazione (pollice verso il basso). L’esaminatore effettua una spinta verso il basso a cui il paziente deve resistere, quindi si ripete il test nella stessa posizione ma in completa extra-rotazione. Il test è considerato positivo se il dolore provocato dalla prima parte del test viene eliminato o ridotto nella seconda parte del test. Se il dolore è riferito dal paziente come superficiale indicherà l’interessamento dell’articolazione acromioclaveare, mentre se il dolore è profondo, di difficile individuazione sarà sospettata una lesione SLAP.
- Cranck test: il paziente è seduto, il braccio da testare è portato in abduzione di 160° sul piano scapolare, il gomito viene flesso. Con una mano l’esaminatore spinge l’omero contro la glena in diversi gradi di rotazione (RE e RI). La positività al test è data dalla comparsa di dolore con o senza rumori articolari, oppure dalla riproduzione dei sintomi del paziente. Il razionale di questi test è di «pinzare» il lembo lesionato del cercine tra le 2 superfici articolari.
Lesione della cuffia: la rottura di un’unità muscolo-tendinea dell’articolazione della spalla può provocare debolezza, dolore, instabilità o la combinazione di questi sintomi.
- Test di Jobe: valuta il muscolo sovraspinato. Paziente con spalla abdotta a 90°, anteposta di 30° ed intraruotata con pollici orientati verso il basso, il paziente deve resistere ad una spinta verso il basso esercitata dall'esaminatore; è in realtà un test considerato al limite tra i test per il conflitto e quelli per la cuffia; la sua positività è determinata dalla comparsa di dolore e da una diminuzione della resistenza alla spinta ricevuta, ma talvolta la valutazione della debolezza muscolare può essere resa difficile dalla sintomatologia dolorosa.
- Drop sign: questo test esamina l’integrità del sottospinoso. Paziente seduto, spalla abdotta a 90° e massima extrarotazione possibile con gomito a 90°; se l'esaminatore, posto dietro, abbandona la mano e vi è una evidente perdita dell'extrarotazione (>5°) è indicativo di una lesione della parte posteriore della cuffia.
- Lift off test o test di Gerber: il test è stato ideato per evidenziare la rottura isolata del tendine del sottoscapolare. Il paziente in stazione eretta deve portare la mano, dal lato da esaminare, dietro la schiena a livello lombare e quindi riuscire a staccare il dorso della mano. Il paziente con rottura del sottoscapolare non è in grado di eseguire il compito, se il paziente riesce a eseguire il lift off posso aggiungere una resistenza mano-mano. In questa posizione abbiamo la massima attività EMG del sottoscapolare mentre è minima l’attività degli altri intra-rotatori.
Impingement subacromiale: è una patologia legata alla cuffia dei rotatori. I tendini di questi muscoli passano attraverso uno spazio tra l'acromion della scapola e la testa dell'omero. Quando questo spazio è ristretto, essi vengono compressi e ciò genera una sofferenza che si traduce in dolore.
- Test di Neer: l'esaminatore si pone alle spalle del paziente ed esegue una elevazione passiva del braccio intraruotato mantenendo con l'altra mano la scapola abbassata; è il classico segno del conflitto tra il trochite (tubercolo maggiore) ed il bordo antero-inferiore. La comparsa di dolore può indicare un conflitto sub-acromiale.
- Test di Yocum: il paziente in posizione seduta pone la mano della spalla esaminata sulla spalla controlaterale. Spinge in alto il gomito contro la resistenza offerta dall'esaminatore; si produce un conflitto tra trochite e la parte esterna del legamento coraco-brachiale e la manovra genera dolore.
- Arco doloroso: è manifestazione quasi certa di conflitto subacromiale. L’esaminatore chiede al paziente di effettuare un’abduzione attiva sul piano scapolare a gomito esteso. Un arco doloroso positivo è documentato quando vi è dolore tra i 60° e 120° gradi di abduzione. Il dolore insorge intorno ai 60/70° poiché da qui in poi avviene il conflitto tra il trochine e la parete superiore della glena e del cercine glenoideo. Dai 120° la sintomatologia dolorosa si riduce o scompare poiché negli ultimi gradi di abduzione, la scapolo-toracica contribuisce sempre più al movimento rispetto alla gleno-omerale. Il test è eseguito in rotazione neutra, ma il soggetto può minimizzare o ridurre il dolore eseguendo la manovra con l’arto in extrarotazione. In tal modo viene svincolata la grande tuberosità e si ha appunto meno dolore.