TECNICHE ESPRESSIVE ITA
RAPPORTO TRA SENSO E TESTO
il meccanismo della comunicazione è dato da interazione tra mittente/locutore e destinatario/ricevente.
Il mittente vuole comunicare, ha una “intentio dicendi”=intenzione di dire o comunicativa, che è globale ovvero
che si compone di un'intenzione semantica (ciò che si vuole dire) e pragmatica (perchè lo si vuole dire, quindi lo
scopo della comunicazione). →
L'intenzione prende forma nel testo, che il ricevente decodifica/interpreta e risale così al senso tecniche
espressive (una ambia scelta di strumenti linguistici, modalità espressive che mediano lo stesso senso).
antifrasi= forma più precisa e attenuata dell'ironia.
Litote= negare il contrario
il ricevente decodifica tramite competenze, personalità e conoscenze culturali; si potrebbe non riuscire bene ad
interpretare sul piano comunicativo pragmatico e questo potrebbe portare difficoltà.
Il concetto alla base di ogni teoria della comunicazione: il senso oscilla tra il polo dell'intenzione e il polo del
destinatario: lo stesso senso può realizzarsi in testi diversi, lo stesso senso può avere sensi diversi.
PASSAGGIO DAL SENSO AL TESTO
intervengono più fattori:
l'intenzione comunicativa del mittente
fattori esterni: capacità espressiva locutore; condizionamento codice (in base alla lingua che si vuole usare;
caratteristiche intrinseche o storiche).
Condizioni esterne oggettive: spazio (lingua scritta; es. lo spazio nei giornali) e tempo (lingua orale);
situazione sociale della comunicazione (comunicare con destinatari magari bambini o adulti, con persone
→
colte o meno, se sono in una situazione formale o familiare registri linguistici); canale (differenza tra
modalità scritta e orale).
Il passaggio dal senso al testo è la prima traduzione.
Traduttologia= scienza della traduzione. →
Nel 500 si inizia a pensare alla traduzione, ma nasce in particolare nel 700 si discuteva se bisognava tradurre “ad
verbum” ovvero parole per parole oppure una traduzione libera come oggi.
Per tradurre si deve partire da un testo A, si risale al senso e si arriva al testo B.
traduzione:
interlinguistica: da una lingua all'altra.
semiotica: si passa da un codice di linguaggio ad un altro. Codici storico-culturali: linguistico verbale,
mimico (gestualità), postura del corpo, iconico, musicale. Codici artificiali: creati per convenzione, dalla
segnaletica stradale alle istruzioni per l'uso, simboli. Il descrivere un quadro anche.
Endolinguistica: opera all'interno di uno stesso codice linguistico (nella stessa lingua). es.il nostro parlare
quotidiano, le parafrasi dei testi poetici, lirici (es. da verso a prosa e poi spiegazione e chiarimento dei loro
termini).
langue=patrimonio mnemonico virtuale o potenziale di una lingua, è una struttura fissa: insieme di tutti i
meccanismi/regole che fanno funzionare una lingua, è un fenomeno sociale ovvero comune alla comunità dei
parlanti una data lingua. Chomsky definisce la langue come competence virtuale. Viene compreso nella langue
anche ciò che non ha molto senso es. violastro.
Parole= attualizzazione della langue; atto concreto, individuale della comunicazione; è l'aspetto creativo, variabile
del linguaggio, soggetta a oscillazioni a livello fonetico, semantico, stilistico. Chomsky la definisce performance
(ovvero la messa in atto).
Il primo importante linguista che ha iniziato a parlare dello schema di linguaggio è buler che identifica mittente,
destinatario e messaggio.
Jackobson dice: mancano fattori senza i quali non si può parlare di comunicazione ovvero contesto (referente),
→
canale (contatto) fatto fisico o psichico psicologico, mezzo attraverso cui passa una comunicazione orale o
scritta, codice. →
Al mittente corrisponde la funzione emotiva/soggettiva interpretazione soggettiva della realtà, un proprio modo
di vedere e giudicare la realtà, esprimere un proprio pensiero. Il peso della comunicazione cade sul mittente, il
centro della comunicazione è l'io, parlo di me. Il modo congiuntivo è il modo della possibilità e della soggettività
per creare anche ipotesi. es. purtroppo oggi piove =esprimo il mio stato d'animo rispetto alla
realtà climatica, il purtroppo fa parte della mia realtà interiore, è una mia reazione
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Al contesto/referente corrisponde una funzione referenziale il peso della comunicazione cade tutto sul contesto
reale, riferisce in modo neutro e oggettivo la realtà. Modo indicativo è il modo della realtà. In testi che raccontano,
fatti, avvenimenti, cronache, testi di storia
es. oggi piove = è un testo informativo, dichiarativo che descrive la realtà. Il pronome personale di terza persona è
al centro del messaggio (realtà terza rispetto all'io e al tu).
Al destinatario corrisponde una funzione conativa (=costrizione o quasi, testi di comando e divieto) o suasorio (=
volontà di immettere qualcosa e smuovere il destinatario, persuadere, indurre a, invitare a, far capire qualcuno a
qualcosa) c'è anche una funzione performativa, un fare es. potrebbe chiudere la porta?. Fulcro della comunicazione
è il tu. Può essere un libro di ricette, di istruzioni che spiega come bisogna fare. Il modo è l'imperativo (in
particolare per la conativa) e il congiuntivo esortativo (esortare qualcuno a fare qualcosa, comportarsi in un certo
modo.
Queste 3 funzioni sono compresenti negli enunciati.
L'agricoltore “credo che domani pioverà”: funzione emotiva, con dose referenziale. Ho però dei segnali della
natura che mi dicono che domani pioverà.
Il malato “credo che domani pioverà”: funzione emotiva, con una buona dose oggettiva. Il malato ha dei segnali,
ovvero sente dei dolori che gli indicano che domani sarà brutto
Il meteorologo “domani pioverà”: funzione referenziale referenziale sorpassa la funzione emotiva ma che c'è
sempre.
Il cambiamento del mittente cambia anche le funzioni.
Funzioni che non sempre sono presenti nei testi come le prime 3:
→
Al codice corrisponde una funzione metalinguistica Il testo non parla della realtà, ma della lingua stessa. Nel
dizionario di una lingua, libri di grammatica.
es. oggi piove è una frase affermativa
es. per così dire, sarebbe meglio: uso di aggiustamenti nel testo
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Al canale corrisponde una funzione fàtica il peso del messaggio cade sul canale, i messaggi servono per valutare
il funzionamento del canale. Il “pronto” di quando si risponde al telefono: si apre il canale. Il canale può anche
essere psicologico: il caro/cara delle lettere, gentile signor nelle mail.
es. ma funziona? Prova prova: riferito al microfono
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Al messaggio corrisponde una funzione poetica jackobson la definisce come la proiezione del principio di
equivalenza dall'asse della selezione (paradigmatico) all'asse della combinazione (sintagmatico). Scelgo gli
elementi in base a ciò che c'è già sulla linea sintagmatica
es. giulio cesare ha scelto veni, vidi, vici (=sono venuto, ho visto, ho vinto) per risolvere un problema/ribellione in
asia minore: 3 verbi al passato bisillabi quasi uguali letteralmente, allitterazione della “v”, vidi vici sono
foneticamente uguali se non per una consonante, è armonico. Il vidi è un avvertimento, fa capire a roma chi è lui. Il
messaggio parla di sé in un modo compiaciuto, come una carta d'identità della propria figura morale.
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es. i like ike (=io preferisco, mi piace) slogan del 1952 negli stati uniti d'america in campagna presidenziale di
heisenower; si sostituisce il nome del presidente con il suo soprannome che usavano famiglia e amici stretti ovvero
“ike”. →
es. volere è potere proverbio. Due infiniti creano rima desinenziale/grammaticale, rimanda ad un senso
referenziale, consiglio di tipo etico che si basa sulla volontà: quando vuoi davvero qualcosa trovi gli
strumenti/modi per realizzarla. Funzione suasoria sempre presente nei proverbi, in una norma morale o sapienza.
→
es. sano e salvo, dalle stelle alle stalle (paronomasia), detto fatto: modi di dire di tipo poetico fenomeno di
ricorsi fonetici. Allitterazione e uso di stesse lettere.
L'italia oggi ha ancora molti modi di dire e proverbi di una società contadina. La lingua muta nel tempo ma è anche
conservativa.
Dante all'inizio della divina commedia usa un linguaggio allegorico. C'è funzione poetica es. smarrita-vita.
Un esempio di comunicazione referenziale: “crescita positiva dell'unicatt è testimoniata anche dai dati sulle
immatricolazioni che registrano un notevole aumento”
funzione emotiva data anche grazie agli aggettivi che spesso indicano la soggettività di chi parla, “positiva” è
segnale soggettivo, “notevole” non dice di quanto in preciso.
Un esempio di comunicazione emotiva (da “diario di un dolore” di lewis): “tra me e il mondo c'è una sorta di coltre
invisibile. Fatico a capire il senso di quello che mi dicono gli altri, o forse, fatico a trovare la voglia di capire...”. Io
isolato dal mondo. Coltre= strato, coperta. L'io narrante riferisce ad altri della realtà del suo animo quindi c'è anche
della funzione referenziale.
Un esempio di comunicazione conativa (da manuale d'uso del pc): “ collegamento al computer deve essere
effettuato tramite cavo seriale. Prima di effettuare l'operazione assicurarsi di aver tolto l'alimentazione a tutto il
sistema”.
un esempio di comunicazione suasoria (slogan pubblicitario del libro storia d'italia di indro montanelli): “lasciate
che vi racconti una storia” che magari affascinerà.
Un esempio di funzione metalinguistica: “tanti secoli fa il latino dell'uso innovò il lessico delle parlate germaniche
che furono alla base dell'inglese antico: così era latina l'espressione via strata, che diede street e da discus uscì dish,
piatto (esempio etimologico).” →
un esempio di funzione fatica: pronto? Pronto? Mi senti?. Accidenti, non si sente niente... accidenti ha funzione
emotiva.
Nella comunicazione c'è compresenza di funzioni ma è gerarchica ovvero che una funzione è sempre dominante
sulle altre e determina la struttura profonda del testo.
→ →
Accidenti anche oggi piove fastidio dato dalla continuità della pioggia, essendo che pioveva anche ieri
compresenza di funzione emotiva e referenziale.
Dentro un testo ci può essere un continuo passaggio di funzioni diverse:
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liceo parini, il preside, i sospesi contesto, funzione referenziale
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tornano in classe dopo 42 giorni gli studenti sospesi funzione referenziale
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ora basta polemiche, si pensi a studiare funzione suasoria
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non vedevamo l'ora di tornare funzione emotiva
la funzione dominante di questo articolo di cronaca sul giornale cittadino è quella referenziale perchè informa.
Govoni scrive una lettera a marinetti: “caro marinetti” (forma di saluto topica che stabiliscono un inizio di
→
comunicazione, oggi genere un po' in disuso) funzione fàtica; funzione emotiva quando il caro esprime un
sincero sentimento. →
Prevalenza della funzione emotiva “speravo proprio, ma purtroppo, con vivissimo rincrescimento” dispiacere,
rammarico. Costringono a rimanere qui = voglio fare diversamente ma la realtà mi porta a fare altro.
Funzione referenziale: “ti spedisco il manoscritto con le tre pitture per la copertina”.
Passiamo da una funzione dominante emotiva a una dominante referenziale:
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speravo proprio di poter essere oggi a milano avevo programmato di essere oggi a milano
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ma purtroppo interessi di famiglia ma interessi di famiglia →
con vivissimo riconoscimento che te lo scrivo perchè contavo di salutare gli amici così non potrò salutare gli
amici.
Togliendo totalmente la funzione emotiva viene fuori un telegramma: impossibilitato a venire a milano causa
impegni familiari, spedisco manoscritto con tre pitture per la copertina. →
Altro esempio: dominante poetica nel proverbio “chi al caso s'affida prende un cieco per guida” è indicazione
morale, comportamentale.
La funzione poetica è dominante solo nei testi poetici; in slogan, proverbi... anche se ci sono rime la funzione
dominante di solito è suasoria, la funzione poetica serve a rafforzare.
In funzione dominante referenziale diventa: “chi prende decisioni affidandosi al caso è come se prendesse per
guida un cieco”
dominante suasoria: non affidarti/non ci si deve affidare al caso quando devi prendere una decisione, perchè è come
se ti facessi guidare da un cieco.
STRUTTURE INTERMEDIE DEL CODICE
componenti/strumenti che servono per far funzionare una lingua, intermedie fra suono e senso (rendono possibile il
passaggio da un suono ad un senso testuale).
Comparate ad un semilavorato o a un reparto. Sono:
lessico: riguarda i lessemi=parole. I lessemi possono essere invariabili (sempre, oggi, adesso...) e invariabili
(hanno maschile, femminile, modo...). La radice dei lessemi è l'elemento fisso invariabile duraturo nel
tempo che contiene di fatto il nucleo di significato della parole. es. credere, credenza, creduto, credito,
credenziali.
Morfologia: riguarda la forma delle parole: morfemi. Prefissi, suffissi, infissi. Storicizzano.
sintassi e ordine parole: regole che combinano le parole in strutture più ampie
intonazione: fenomeni prosodici utilizzati per manifestare diverse dimensioni del contenuto; lo scritto è un
parlar pensato perchè richiede una maggior elaborazione, nello scritto si usano segni diac
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Tecniche Espressive Dell'Italiano Esame Completo
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Programma tecniche espressive
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Riassunto esame tecniche espressive
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Tecniche espressive della lingua inglese