SVILUPPO DEI DENTI
Il dente è un tessuto eterotipico, cioè presenta differenti origini embriologiche; infatti è uno dei tessuti i cui
processi di sviluppo prevedono interazioni fra epitelio e mesenchima.
FASI DI SVILUPPO DEL DENTE
• Comparsa di ispessimenti epiteliali: 2 su processi mascellari + 2 su processi frontonasali + 2 su
processi mandibolari.
• Formazione della benderella epiteliale primitiva o cresta dentaria
• Lamina dentale e lamina vestibolare
• Stadio di gemma
• Stadio di coppa (o di cappuccio)
• Stadio di campana
• Dentinogenesi ed amelogenesi
• Formazione dei tessuti duri e della radice Lo sviluppo del dente comprende numerosi
processi morfogenetici come l’evoluzione dei
rapporti epitelio/mesenchima. Le interazioni
che si verificano tra epitelio e mesenchima
sono attualmente considerate il più
importante meccanismo nella regolazione sia
delle varie fasi della morfogenesi del dente
sia del differenziamento cellulare.
Durante l’inizio dello sviluppo dentario l’epitelio, mediante una serie di segnalazioni, fa da guida al
sottostante mesenchima provocandone delle modificazioni; tale capacità durante lo stadio di gemma passa
al mesenchima, tessuto che conseguentemente detiene il potenziale di regolare la morfogenesi del dente
fino allo stadio di campana.
Tali interazioni hanno un ruolo importante anche nelle fasi terminali del differenziamento degli
odontoblasti e degli ameloblasti.
I markers mesenchimatici più precoci per la formazione del dente sono i fattori di trascrizione Lhx-6 e Lhx-7.
I geni che li codificano sono i geni omeobox LIM (Lhx). Questi geni sono espressi molto precocemente
nell’ectomesenchima della porzione orale del primo arco branchiale. I segnali che controllano questa
espressione provengono dall’ectoderma (cioè dall’epitelio orale). Tra questi: Fgf-8
Anche l’espressione del gene pax-9 è molto precoce e si localizza esattamente nei siti di formazione dei
germi dentari. Anche pax-9 è indotto da Fgf-8 ma è represso da BMP.
Shh, espresso nell’ectoderma ha un ruolo nella proliferazione delle cellule epiteliali.
Inoltre l’espressione nel mesenchima del fattore di trascrizione Cbfa1 è associata con la precoce cascata di
segnali che regola le interazioni epitelio-mesenchimatiche che a loro volta controllano la progressione della
morfogenesi e del differenziamento dei tessuti. La mancata espressione di Cbfa1 è responsabile displasia
cleidocraniale, sindrome caratterizzata da difetti ossei e denti soprannumerari.
Mediante un gioco di induzione/repressione si sviluppano i denti.
La cavità orale primitiva dell’embrione è rivestita da ectoderma che si presenta come epitelio pavimentoso
stratificato, separato dal mesenchima dalla membrana basale.
Nell’ambito dell’epitelio di rivestimento della cavità orale
(ectoderma) è possibile distinguere l’EPITELIO
ODONTOGENICO, cioè quello da cui deriveranno in parte
i denti. Questo epitelio intorno alla 6°/7° settimana inizia
ad ispessirsi, “invadendo” l’ectomesenchima sottostante:
si formano degli ispessimenti ectodermici, 2 sui margini
inferiori dei processi mascellari, 2 sulle superfici laterali
dei processi frontonasali mediali (PLACODI) e 2 sul
margine superiore dell’arcata mandibolare. In seguito questi ispessimenti si fondono fra di loro, 4
superiormente e 2 inferiormente, formando due singole lamine di epitelio odontogenico a forma di ferro di
cavallo: la BENDERELLA EPITELIALE PRIMITIVA o CRESTA DENTARIA, una superiore nell’abbozzo della
mascella ed una inferiore nell’abbozzo della mandibola.
Durante la proliferazione dell’ectoderma, l’ectomesenchima sottostante alla futura cresta dentaria va
incontro ad un processo locale di condensazione, dovuto alla proliferazione cellulare che porta ad accumulo
di cellule. La cresta dentaria si approfonda progressivamente
nell’ectoderma sottostante e va incontro ad una
divisione che provoca la formazione di due processi
distinti: la LAMINA VESTIBOLARE, quella esterna verso il
futuro vestibolo della bocca, e la LAMINA DENTALE,
quella interna.
Dalla LAMINA VESTIBOLARE si originerà il solco
vestibolare, mentre dalla LAMINA DENTALE si originerà
la componente ectodermica del futuro dente.
L’addensamento ectomesenchimatico si raccoglie intorno alla lamina dentale.
Sulla LAMINA DENTALE si formano ad intervalli regolari dei rigonfiamenti rotondeggianti dovuti alla
proliferazione di cellule epiteliali, i quali costituiscono l’ORGANO DELLO SMALTO.
È un gioco di bilancio fra segnali inibitori e di stimolo: se prevalgono i segnali di sviluppo si ha sviluppo
dell’organo dello smalto, se prevalgono gli inibitori non si ha sviluppo.
Dagli organi dello smalto origineranno le componenti ectodermiche dei denti decidui o prima dentizione. I
primi abbozzi dentari che si formano sono quelli del settore mandibolare anteriore e durante il 2° mese di
sviluppo si formano i restanti abbozzi decidui. Gli abbozzi dei denti definitivi derivano
in maniera diversa a seconda che
possiedano un predecessore caduco o
meno. I denti permanenti che
sostituiranno i reciproci decidui si
formano da abbozzi posti su di un
prolungamento che si origina dal lato
linguale (o mediale) di ciascun organo
dello smalto (LAMINA DENTALE
SECONDARIA). I denti permanenti che invece non hanno un corrispettivo deciduo si sviluppano da abbozzi
che proliferano da un prolungamento distale della lamina dentale (LAMINA DENTALE ACCESSORIA).
La determinazione spaziale della formazione delle gemme dentarie
(dove si deve sviluppare un dente) è legata alla espressione del
gene Pax9 e dei geni Pitx2 e Shh. L’espressione di Pax9 nel
mesenchima del 1° arco branchiale è stimolato da FGF-8 (prodotto
dall’epitelio) ed è inibito da BMP-2 e BMP-4 (prodotti da epitelio e
mesenchima).
Le molecole di segnale responsabili della determinazione spaziale dei denti sono le stesse che determinano
la tipologia dentaria.
Le molecole Bmp e Fgf stimolano o inibiscono l’espressione di alcuni geni che determinano l’identità del
dente. Ad esempio: l’espressione del gene Barx-1 determina la formazione di un dente molare; Bmp-4
inibisce l’espressione di questo gene, mentre Fgf-8 ne stimola l’espressione.
STADI DELL’ODONTOGENESI
Lo sviluppo del dente può essere suddiviso in tre stadi, ognuno dei quali è caratterizzato da diversi quadri
morfogenetici e da diverse caratteristiche.
I tre stadi sono: 1) Stadio di gemma 2) Stadio di cappuccio (coppa) 3) Stadio di campana
STADIO DI GEMMA
Questo stadio è caratterizzato dalla presenza sulla
LAMINA DENTALE, nel sito corrispondente alla
futura posizione del dente deciduo, dell’ORGANO
DELLO SMALTO in proliferazione, che costituisce la
GEMMA DENTARIA. La gemma dentaria è circondata
da cellule ectomesenchimatiche ben addossate le
une alle altre, le quali costituiscono la PAPILLA
DENTALE. Le cellule della parte centrale dell’organo
dello smalto assumono una forma poliedrica e
risultano più distanziate, mentre le cellule della sua
parte più periferica risultano più addensate.
La gemmazione a partire dalla lamina dentale segna il passaggio del potenziale induttivo dall’epitelio
dentale all’ectomesenchima. In altre parole finora le molecole segnale sono partite dall’ectoderma, a
partire dallo stadio di gemma le segnalazioni partiranno dalla papilla dentale, quindi da ectomesenchima.
STADIO DI COPPA o CAPPUCCIO
Nel passaggio dallo stadio di gemma a quello di cappuccio le cellule
epiteliali dell’organo dello smalto continuano a proliferare e
progressivamente circondano le cellule ectomesenchimatiche
(PAPILLA DENTALE) costituendo una struttura a forma di coppa o di
cappuccio che le sormonta.
Le cellule ectomesenchimatiche che rimangono ai lati della coppa,
quindi non inglobate dalla sua concavità, formano il SACCO
DENTALE.
Nello stadio di coppa, le cellule dell’organo
dello smalto sitate al centro cambiano la
propria forma, passando da cilindriche a
stellate. Formano così il RETICOLO STELLATO
all’interno del quale gli spazi fra le cellule
sono progressivamente riempiti da liquido,
che determina il progressivo allontanamento
delle cellule. Invece le cellule alla periferia
dell’organo dello smalto rimangono di forma
cilindrica o cubica, prendendo il nome di
EPITELIO ADAMENTINO.
Le cellule di questo epitelio sono divise in due tipologie: quelle che si trovano lungo la sua convessità
(quindi di lato, che prospettano verso il sacco dentale) costituiscono uno strato detto EPITELIO
ADAMANTINO ESTERNO, mentre quelle che si trovano lungo la parte concava (che prospettano verso la
papilla dentale) costituiscono l’EPITELIO ADAMANTINO INTERNO. L’epitelio adamantino esterno ha cellule
cuboidali e l’epitelio adamantino interno ha cellule cilindriche.
Dall’epitelio adamantino interno ed esterno deriver&agra
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