Il terrore e la rivoluzione giacobina
Maximilien Robespierre nasce ad Arras nel maggio 1758 da una modesta famiglia di giuristi. Successivamente si trasferisce a Parigi dove si laurea in diritto. Nel 1788 si apre la campagna per l'elezione degli Stati Generali e Maximilien viene eletto prima tra i rappresentanti dello stato di Arras, poi tra i deputati Generali di Parigi.
La carriera politica
La sua carriera politica è rapida: presente al giuramento della Pallacorda e iscritto al club dei giacobini, vive solo per la politica. Il 14 luglio è alla Bastiglia con la milizia cittadina che ne ha preso possesso, intervenendo sul progetto di dichiarazione dei diritti sostenendo che chi ha il diritto di dar il consenso all'imposta ha anche quello di distribuirne il peso.
Le idee e i discorsi
Nel settembre 1789 parla contro il veto reale, sostenendo che gli uomini riuniti in un organismo politico, la nazione, hanno il diritto di guidarsi con la propria volontà. In ottobre parla sui diritti della nazione: nessun potere può stare al di sopra della nazione che, a sua volta, non può imporre alcuna censura alla costituzione. Si batte contro il censo elettorale perché tutti i cittadini hanno diritto a tutti i gradi della rappresentanza, per cui devono cadere tutti i privilegi, le differenze, le eccezioni. La sua tenacia politica è radicata in una visione moralistica che sarà la sua forza, poiché Maximilien guarda soltanto alle idee.
Nel 1790 Maximilien interviene su tutti i principali problemi politici della Francia: si esprime sulla costituzione civile del clero, sull'inviolabilità dei deputati e sull'organizzazione delle guardie nazionali. È poi eletto magistrato al tribunale del distretto di Versailles e in aprile pronuncia il discorso contro il decreto sul marco d'argento che esclude dal voto i cittadini considerati passivi, a seconda della fortuna che permette loro di pagare o meno le imposte dirette.
Tutto ciò è costituzionale perché la sovranità appartiene al popolo e tutti i cittadini hanno uguali diritti, tra cui quello di essere ammessi a tutti i pubblici uffici senza altra distinzione se non quella delle virtù e dei talenti personali. Tuttavia, l'impossibilità di pagare il tributo li allontana da tutti i pubblici impieghi. Per Maximilien la vera costituzione si fonda sul principio dell'uguaglianza di tutti gli uomini, mentre uno stato in cui una porzione di cittadini è sovrana e i restanti sono sudditi si definisce aristocrazia.
Pertanto non bisogna guardare all'Inghilterra, la cui viziosa costituzione può sembrare libera; quella francese, infatti, è la migliore che esista, deve solo essere depurata da quei difetti che compromettono l'ordine sociale, perché la disuguaglianza che concentra tutte le ricchezze in un piccolo numero di mani scaturisce dalle leggi dai governi cattivi, oltre che dai vizi delle società corrotte. Insomma, il popolo chiede solo il necessario: giustizia e tranquillità, mentre i ricchi pretendono e vogliono dominare tutto; quindi l'interesse del popolo è generale; quello dei ricchi è particolare.
Per questo non si può prendere il popolo nullo e i ricchi onnipotenti. Questo discorso riprende quello contro il censo elettorale in cui Maximilien sostiene che tutti i cittadini hanno diritto a tutti i gradi di rappresentanza, per cui devono cadere tutti i privilegi, le eccezioni, le differenze.
Diritti politici degli uomini di colore
Maximilien si esprime poi sui diritti politici degli uomini di colore. Secondo lui, privare un uomo di colore dei propri diritti significa non poter influire sugli interessi della società cui appartiene e non poter scegliere le leggi che pesano su di lui; in tal modo, si diventano individui avviliti, la cui sorte è alla mercé dei capricci e degli interessi di una classe superiore; perché questi uomini sono privati della loro libertà e dignità.
La fuga del re
In giugno il re fugge e Maximilien si precipita a parlare ai giacobini, così si apre la prima delle tre battaglie politiche che porteranno Robespierre al potere: la battaglia contro il re, contro la guerra e contro la Gironda. Sulle misure da prendere dopo la fuga del re, Maximilien afferma che il re ha scelto un momento molto delicato per fuggire.
-
Riassunto esame storia moderna, prof. Imbruglia, libro consigliato Bonbon Robespierre, Luzzatto
-
Riassunto esame Storia della Riforma e della Controriforma, prof. Imbruglia, libro consigliato dal docente Profezia…
-
Riassunto esame Storia Moderna, prof. Roggero, libro consigliato Rivoluzione Americana, Abbattista
-
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Broggio Paolo, libro consigliato La storia moderna, Prodi