Totalità e infinito (1961)
Il tema fondamentale è la relazione con Altri; "saggio sull'esteriorità" è il sottotitolo: è l'alterità radicale che trascende l'interiorità del soggetto. Viene messa in luce la particolarità della natura etico-religiosa nella relazione con altri; la relazione etica è la struttura ultima dell'essere → esso è originariamente scisso in "Medesimo" e "Altro".
Il testo sembra una grande rielaborazione dei luoghi comuni della filosofia: "essere", "ragione", "verità", ecc., a cui egli però ne aggiunge altri come "volto", "dimora", ecc. Per tutte queste categorie (vecchie e nuove) cerca di mostrare come solo nella dimensione etica vi sia il vero compimento di tutte.
Critica all'ontologia occidentale
Il bersaglio critico di Levinas è l'ontologia predominante della tradizione occidentale; la sua tendenza di fondo rimanda alla "totalità" che vuole ridurre l'essere. L'infinito è ciò che rompe questa totalità e si espleta nella relazione etica tramite il "volto" dell'altro. La filosofia che, invece, Levinas abbraccia è sempre occidentale e prende le mosse da Platone (La repubblica e Fedro) e il "cogito cartesiano".
Dunque si può dire la filosofia della trascendenza occidentale dove il "cogito" ne era il cuore centrale. Si stacca però da Cartesio in quanto sostiene che, invece, il vero componimento dell'idea di Infinito si ha nel momento etico e non in quello conoscitivo.
Soggettività e morale
L'opera oscilla spesso tra l'illusorietà della morale e il problema della libertà; il concetto di soggettività che viene proposto è quello di una soggettività umana ed autentica che si costituisce come responsabilità unica ed insostituibile in virtù di un appello etico.
Suddivisione dell'opera
- "Medesimo e Altro": rapporto tra i due, come visto, che poggia su una base etica.
- "Interiorità ed economia": il Medesimo, per entrare in rapporto con l'Altro, deve avere in se stesso una propria identità separata. Introduzione del concetto neutro "Il ya".
- "Il volto e l'esteriorità": sempre relazione etico-metafisica a partire dall'iniziativa dell'altro che usa come veicolo il suo "volto".
- "Al di là del volto": la relazione etica reinvia al di là di se stessa per potersi salvaguardare dall'insignificanza.
Prefazione e metodo fenomenologico
Nella prefazione Levinas dice che procederà con metodo fenomenologico; ossia con una connessione tra concetti non analiticamente o dialetticamente, bensì fenomenologicamente.
Tematica del desiderio
Levinas differenzia tra "bisogno" e "desiderio"; il primo può essere soddisfatto, mentre il secondo no. Il desiderio viene detto "metafisico" in quanto apre alla trascendenza. Dopo aver presentato la natura della relazione metafisica a partire dal Desiderio, Levinas amplifica questo concetto parlando dell'idea di Infinito a partire dalla III Meditazione cartesiana (esistenza di Dio, idea Infinito e Cogito).
L'idea di Infinito di Levinas, però, si discosta da quella di Cartesio: egli si serve solo della natura formale di tale idea per argomentare la singolare natura della relazione metafisica tra Medesimo e Altro. È con l'idea di infinito che prende forma la vera e propria trascendenza e la vera e propria esteriorità. L'idea dell'infinito, come già detto, non è negativa (cioè non è negazione).
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