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COS’È IL LINGUAGGIO?

INTRODUZIONE E TEORIE DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO:

Il linguaggio è la capacità umana di comunicare attraverso un codice complesso e simbolico. È una delle capacità che ci

distingue dagli animali, per esempio dai primati non umani. C’è molto dibattito in letteratura: questa caratteristica

tipicamente umana si basa su processi di tipo biologico o sull’esperienza acquisita nel primo anno di vita?

Il linguaggio è un codice complesso che utilizza simboli condivisi tra individui appartenenti a uno stesso contesto.

A seconda del contesto linguistico in cui mi muovo, avremo delle etichette che denotano gli oggetti che ci circondano

e che sono diverse da contesto a contesto e da lingua a lingua.

Il linguaggio si distingue da tutte le forme di comunicazione delle altre specie.

Quali sono le componenti del linguaggio?

Per studiare lo sviluppo del linguaggio, occorre prenderne in considerazione le diverse componenti

Si distinguono diverse componenti:

- fonologia

- lessico

- morfologia

- sintassi

- prosodia

- pragmatica.

FONOLOGIA:

La fonologia studia l’uso dei suoni in una determinata lingua. Studia le proprietà dei suoni in una data lingua.

La prima distinzione che possiamo fare è fra fono e fonema.

Il fono è ogni suono linguistico. Il fonema è qualsiasi suono linguistico dotato di significato.

In altre parole, il fonema è la più piccola unità di suono che segnala una differenza di significato in una lingua (es.

“rana” e “lana”: “l” e “r” sono due diversi foni ma anche due diversi fonemi perché segnalano una differenza di

significato).

Quando si parla di fonema si parla anche di inventario fonologico. L’inventario fonologico è l’insieme dei suoni che

segnalano differenze di significato in una lingua.

Un altro esempio di differenza fra foni e fonemi è per esempio: “nota”, “panca” e “anfora”. Dal punto di vista del fono

la “n” è diversa, perché viene articolata in modo diverso a seconda del contesto in cui è inserita, ma dal punto di vista

del fonema no (la “n” è sempre la stessa, non c’è differenza di significato).

 Le caratteristiche acustiche del fonema [n] nelle tre parole sono diverse, ma [n] non denota differenze di significato

Perché la “n” in queste parole costituisce tre diversi foni? Perché uno stesso fonema può avere caratteristiche

acustiche diverse a seconda del contesto in cui è inserito. Questo è detto fenomeno di coarticolazione.

 i suoni che formano una parola sono prodotti in modo continuo

 gli organi fonatori passano da una configurazione articolatoria a quella successiva senza interruzioni

Il contesto di produzione di un determinato suono influenza il modo in cui il suono è articolato.

LESSICO:

Quando si parla di lessico intendiamo l’insieme delle parole in una determinata lingua.

Quando si parla di sviluppo lessicale invece si fa riferimento allo studio del ritmo di acquisizione delle parole (quante

parole il bambino acquisisce) e anche della tipologia delle parole che il bambino acquisisce (quali parole il bambino

acquisisce).

 ampiezza lessicale = quantità di parole che il bambino conosce

 composizione del vocabolario (tipi di parole).

 si considera il significato e la funzione delle parole.

Quando si parla di sviluppo del vocabolario si valuta sia la comprensione delle parole che la produzione delle parole e

in genere tra queste due c’è un gap. È lo stesso gap che abbiamo noi adulti quando dobbiamo imparare una nuova

lingua. Siamo più bravi a comprendere una nuova lingua che a produrre dei significati della nuova lingua.

I bambini ad esempio imparano prima a comprendere le parole che a produrle.

MORFOLOGIA:

La morfologia riguarda lo studio delle regole grammaticali per la costruzione delle parole, per legare una parola

all’altra.

La morfologia si sviluppa più tardivamente rispetto al lessico.

Ci sono due tipi di morfologia:

1) morfologia libera: riguarda l’uso dei funtori (ovvero particelle che mi permettono di legare una parola all’altra, per

esempio: articoli, pronomi, congiunzioni, ecc…). Per cui per esempio si dice “lo zio” e non “il zio”.

2) morfologia legata: riguarda le regole per la declinazione dei nomi e degli aggettivi e le regole per la coniugazione dei

verbi. Ad esempio: “Marco e Maria aprono la porta” e non “Marco e Maria apre la porta”.

1

SINTASSI:

La sintassi riguarda lo studio del modo in cui le parole vengono combinate per formare le frasi e di come le frasi si

collegano fra loro.

- Nel primo caso, ossia il modo in cui combino le parole per costruire la frase, l’ordine delle parole può far cambiare

molto il significato delle frasi. (es. “il gatto di Silvana ha fatto cadere un vaso” o “il gatto ha fatto cadere un vaso di

Silvana”.

- Per quanto riguarda l’altro aspetto della sintassi, ossia il modo in cui le frasi si collegano fra di loro, esistono regole di

coordinazione e di subordinazione fra le frasi.

Per esempio “ha divorato il panino perché era molto affamato” vs “era molto affamato perché ha divorato il panino”.

Nel primo caso il rapporto tra la subordinata e la principale è corretto, mentre nel secondo caso non è corretto.

Gli aspetti morfologici e sintattici vengono indicati come area “morfosintattica” (grammatica).

PROSODIA:

La prosodia riguarda lo studio delle caratteristiche melodiche e ritmiche della lingua (intonazione, accento, ritmo,

ecc…).

Tra queste troviamo:

- le variazioni nell’altezza tonale: ad esempio stress sulle parole

- le variazioni nell’intensità con cui il suono è emesso (volume)

- le variazioni nella velocità (durata delle sillabe)

- le variazioni nel ritmo (date dal susseguirsi di sillabe forti e deboli).

Un tipo di linguaggio in cui tutte queste caratteristiche sono particolarmente stressate è il mother talking (il modo in

cui le mamme parlano ai bambini).

 L’intonazione veicola molte informazioni:

– informazioni lessicali (ad esempio, localizzazione dell’accento: prìncipi vs princìpi)

– informazioni locutive (ad esempio, sottolineare la parte più importante dell’enunciato)

– informazioni illocutive (ad esempio, affermazione [profilo discendente] vs domanda [profilo ascendente])

– informazioni emotive (ad esempio, tono, intensità e velocità variano in relazione allo stato d’animo)

PRAGMATICA:

La pragmatica riguarda l’uso che faccio del linguaggio, che dipende dal contesto.

È importante il contesto in cui la frase viene prodotta sia per comprenderla che per capire come rispondere.

 per comprenderla: “certo che corri veloce quanto mia nonna” (tono ironico)

 per capire come rispondere “sai l’ora?”. 2

TEORIE DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO:

Le questioni teoriche sullo studio del linguaggio riguardano:

1) qual è la competenza presente alla nascita e qual è il suo ruolo nell’acquisizione del linguaggio? Quanto queste

competenze linguistiche vengono mediate da fattori innati?

2) qual è il contributo fornito dall’ambiente sociale?

3) ci sono legami fra lo sviluppo cognitivo del bambino e lo sviluppo del linguaggio?

Esistono diversi approcci teorici che tentano di spiegare in che modo nasce il linguaggio:

empirismo, innatismo, approccio innatista – modularista, emergentismo, teoria cognitivo – funzionale.

EMPIRISMO: 

L’empirismo coincide con il comportamentismo (teoria comportamentista Skinner, secondo cui il bambino alla

nascita è una tabula rasa. Per la comparsa del linguaggio è fondamentale l’esperienza. Il comportamento verbale,

come ogni altro comportamento tenderà a ripresentarsi quando viene rinforzato. Il linguaggio viene appreso

attraverso degli input ambientali, viene appreso per imitazione di ciò che il bambino sente).

Quindi si tratta di una approccio profondamente sbilanciato sull’esperienza.

Cosa significa apprendere il linguaggio?

Dobbiamo pensare al fatto che noi riusciamo a formulare delle generalizzazioni che hanno specifiche realizzazioni

nelle diverse lingue. In altre parole, io riesco a prendere determinate regole in un contesto e a generalizzarle in altro

materiale. Le specifiche che portano alla generalizzazione sono diverse da lingua a lingua.

Ci sono autori che dicono che noi nasciamo attrezzati dal punto di vista biologico ad acquisire il linguaggio, quindi nel

nostro patrimonio genetico esistono meccanismi, alcuni dei quali specie – specifici, che ci servono per acquisire il

linguaggio.

INNATISMO:

CHOMSKY: è stato uno dei maggiori innovatori per quanto riguarda le teorie sull’acquisizione del linguaggio.

È stato uno dei primi teorici che ha rinnegato ciò che sostenevano i comportamentisti: il linguaggio non può derivare

solo dall’esperienza, ma deve esistere nel nostro patrimonio biologico un meccanismo che consenta di estrarre la

struttura del linguaggio senza basarsi sull’esperienza. Quindi l’esperienza è fondamentale perché devo entrare in

contatto con l’input linguistico, ma il linguaggio si basa su un language acquisition device (LAD), che è innato e di

conseguenza consente di estrarre la struttura più profonda della lingua in cui siamo immersi (grammatica universale).

Chomsky sostiene inoltre che le lingue sembrano tanto diverse tra di loro ma in realtà sono molto simili.

Secondo Chomsky:

- il linguaggio naturale possiede le stesse caratteristiche dei linguaggi formali come l’algebra e la logica

- è caratterizzato da un insieme di regole astratte che non hanno senso se non riferite a degli elementi

- tali regole sono indipendenti dal significato degli elementi.

 Chomsky ribalta la visione sull’acquisizione del linguaggio e sostiene che esiste un meccanismo che mi consente di

estrarre la struttura più profonda del linguaggio. Questo perché tutte le lingue del mondo sono formate da regole

astratte, che sono dipendenti dal lessico, dai parametri di ciascuna lingua. Tutte le lingue del mondo sono molto simili

sul fatto di possedere una struttura grammaticale profonda, sottostante, che può essere estratta da questo

meccanismo. Il lessico, secondo Chomsky, è costituito da una serie di elementi che possono essere combinati tra loro

attraverso le regole della grammatica. Il modo in cui combino queste regole (grammatica) è comune a tutte le lingue e

Chomsky la definisce grammatica universale. La grammatica universale è un insieme di regole universali e innate che

caratterizzano il linguaggio (le altre componenti del linguaggio sono periferiche).

Secondo Chomsky apprendere una lingua significa apprendere la grammatica, ovvero le regole che la governano.

Secondo Chomsky acquisire un linguaggio significa saper cogliere la struttura profonda del linguaggio.

Questo tipo di capacità è specifica per gli esseri umani, perché fa parte della dotazione genetica che gli umani hanno e

che li distingue dagli altri animali. Se esiste questa grammatica universale esiste anche un meccanismo innato,

determinato geneticamente nella specie umana (specie – specifico) (language acquisition device LAD), che mi

permette di rilevare la struttura profonda del linguaggio. Il LAD genera la conoscenza della struttura profonda delle

frasi (competence). Il funzionamento del LAD è indipendente dal modo in cui le frasi vengono prodotte e utilizzate

(performance). Da questo punto di vista Chomsky è fortemente innatista: gli esseri umani posseggono un meccanismo

molto potente che ci consente di estrarre la struttura grammaticale della lingua cui siamo esposti e questo ci distingue

dalle altre specie animali che invece non hanno questa capacità.

Chomsky introduce dei principi. Secondo lui tutte le lingue hanno tre principi, tre modalità di funzionare:

- infinità discreta: consentono di produrre un numero infinito di espressioni a partire da pochissime unità.

- ricorsività: una volta che ho appreso una regola, questa può essere riapplicata, quindi generalizzata.

- grammatica universale: insieme di principi comuni a tutte le lingue.

Tuttavia, secondo Chomsky, non possiamo prescindere dall’esperienza. Possiamo pensare che l’esperienza faccia da

innesco della nostra capacità di comprendere e produrre linguaggio. È vero che le lingue sono molto simili tra di loro

ma sono anche estremamente diverse tra loro. 3

È chiaro che non si può negare il ruolo dell’esperienza nell’acquisizione del linguaggio perché a seconda del contesto

linguistico io apprendo una lingua piuttosto che un’altra.

Quindi secondo Chomsky lo stato iniziale del sistema linguistico corrisponde a una rete elettrica e l’esperienza

consente di fissare gli interruttori, che sono i parametri che sono specifici per una determinata lingua e che la

distinguono dalle altre lingue.

Quindi secondo Chomsky c’è sia la componente innata, sia l’esperienza, ossia il contesto linguistico in cui siamo

immersi. Secondo Chomsky il sistema linguistico è come la rete elettrica, ossia una struttura già data (innata) a cui

bisogna aggiungere gli interruttori (esperienza).

Un altro modo per spiegare tutto ciò è la distinzione tra principi e parametri.

Esistono dei principi universali e validi per tutte le lingue e invece dei parametri che sono variabili e dipendono dal

contesto linguistico. I principi quindi possono essere fatti coincidere con la grammatica universale, mentre i parametri

fanno riferimento al modo in cui combino le varie unità linguistiche tra di loro.

 universali linguistici assoluti (principi e proprietà validi per tutte le lingue)

 universali linguistici relativi (i parametri che introducono variabilità)

Esempio 1: principio: “La scimmia di Martino”.

È un’espressione composta da una testa (la scimmia) e da un complemento (di Martino). Questa struttura è comune a

tutte le lingue.

L’ordine in cui vengono messi testa e complemento è diversa da lingua a lingua (es. in italiano avrò prima la testa e poi

il complemento di specificazione, mentre nel giapponese avrò prima il complemento di specificazione e poi la testa).

Esempio 2: parametro: “Siamo andati al mare”.

Spesso in italiano si può omettere l’agente, ma in altre lingue no (es. inglese).

Quindi la struttura è la stessa per tutte le lingue, ma cambiano i parametri, ossia il modo in cui metto insieme le varie

parti della struttura, che sono vincolati al contesto linguistico.

INNATISMO: TEORIA DEI PRINCIPI E DEI PARAMETRI:

Problema: Se il linguaggio è innato, perché il linguaggio dei bambini è diverso da quello dei parlanti competenti?

1) Ipotesi maturazionale: i principi della GU emergono seguendo un programma maturazionale specificato a livello

innato. Alcuni principi sarebbero accessibili solo in seguito al raggiungimento di un livello adeguato di maturazione

biologica

2) Ipotesi dell’ordinamento: i principi della GU vengono parametrizzati secondo un ordine sequenziale. La

parametrizzazione di un principio può avvenire solo se sono stati fissati i valori di altri parametri alla base di questo

Quali sono i modi per andare a indagare se Chomsky ha ragione?

Una delle linee di ricerca che si sta portando avanti è proprio andare a vedere se esiste questa grammatica universale

che ci consente di estrarre la struttura profonda del linguaggio.

Per vedere se Chomsky aveva ragione:

a) sono stati condotti esperimenti su animali: posso esporre gli esseri umani e gli animali a una sequenza di elementi

che sono costruiti secondo una struttura che ricalca la grammatica universale del linguaggio e mi aspetto che, se

Chomsky ha ragione, gli esseri umani adulti siano in grado di estrarre questa struttura complessa che richiama la

struttura del linguaggio, mentre gli animali no.

Questi studi vengono fatti in modo particolare da Fitch. Egli indaga se gli animali sanno estrarre grammatiche

complesse a partire da elementi visivi e linguistici, costruiti tenendo presente la complessità del linguaggio umano.

Questo livello di complessità è estraibile, può essere appreso dagli adulti umani, ma non dagli animali.

b) sono stati testati i bambini molto piccoli: proporre ai bambini di 7 – 8 mesi di vita grammatiche complesse a partire

da elementi visivi, per vedere se sono in grado di estrarle. Siccome questi bambini sono molto piccoli e sono stati

esposti al linguaggio solo per 7 – 8 mesi di vita, se loro riescono ad estrarre un livello di complessità da grammatiche

artificiali che è molto vicino al livello di complessità che noi troviamo nel linguaggio umano allora significa che i

bambini di 7 – 8 mesi riescono a estrarre grammatiche complesse al pari degli adulti e adulti e bambini di 7 – 8 mesi

sono molto più bravi degli animali. Questo significherebbe che molto precocemente saremmo in grado di estrarre

strutture grammaticali molto complesse.

Come viene appreso il linguaggio secondo questa prospettiva innatista?

Ci sono due ipotesi:

- ipotesi dell’innesco: il bambino viene esposto alla lingua di appartenenza e bastano poche esposizioni al contesto

linguistico affinchè il bambino riesca ad attivare i giusti interruttori nel suo cervello, per innescare l’assegnazione del

giusto valore ai parametri [apprendimento istantaneo]

- ipotesi della verifica di ipotesi: il bambino avrebbe questo LAD che gli consentirebbe di estrarre delle regolarità e di

fissare i parametri. Quindi cerco le regolarità nel linguaggio a cui sono esposto e fisso i parametri attraverso questa

ricerca delle regolarità.

Per entrambe è necessaria l’esperienza, ma la seconda presuppone che il bambino abbia un ruolo più attivo e sia più

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ali7877 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo del linguaggio orale e scritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Gelati Carmen.
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