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3) Le funzionalità dell’imballaggio secondario sono:

1. protezione, dell’imballaggio primario da danneggiamenti o altro;

2. aggregazione, di più imballaggi primari per facilitare movimentazione/stoccaggio, vendibili sia come

raggruppamento che singolarmente.

Le funzionalità economiche sono legate ai costi (e alla loro riduzione):

1. di perdita del prodotto (protezione imbI, rendere evidenti manomissioni);

2. presso il pv (movimentazione, saturazione);

3. di distribuzione (movimentazione e trasporto ottimizzati tramite saturazione del terziario, imbII

sottomultipli del pallet).

3) Le funzionalità dell’imballaggio terziario sono:

1. protezione, degli imballaggi I e II da danneggiamenti.

Funzionalità economiche legate ai costi:

1. di handling e movimentazione (nel tentativo di ridurli si possono variare le dimensioni dell’imballaggio

III, se le dimensioni aumentano calano i costi di handling ma aumentano i costi delle attrezzature, il

contrario se dimensioni diminuisconi);

2. totali, tra cui acquisto, riutilizzabilità, smaltimento e manutenzione.

4) “imballaggio concepito in modo da costituire con il prodotto un’unità di vendita

Imballaggio primario:

per il consumatore finale. Non può essere rimosso dal prodotto senza alterarlo.”

“imballaggio concepito in modo da costituire un raggruppamento di più unità di

Imballaggio secondario:

vendita, indipendentemente che sia venduto come tale o serva solo per facilitare la movimentazione. Può

essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche.”

“concepito in modo da facilitare trasporto, movimentazione e stoccaggio di più

Imballaggio terziario:

imballaggi multipli o più unità di vendita, garantendone la protezione da manimissioni e danneggiamenti.”

5) Il è un imballaggio, proposto inizialmente dal Regolamento Topfer del 1991, costituito

monoimballaggio

da un unico materiale o esclusivamente da materiali ecocompatibili, al fine di semplificarne lo smaltimento,

il riciclo e il riutilizzo.

6) La flowchart di è la seguente:

progettazione del packaging

scelta del mezzo di trasporto dimensionamento e scelta dell’imballaggio di trasporto

dimensionamento e scelta dell’imballaggio multiplo dimensionamento e scelta dell’imballaggio di

vendita (il flusso può anche essere reverse).

7) Un è un tipo di imballaggio terziario. È definito come “una piattaforma orizzontale caratterizzata

pallet

da un altezza minima, movimentabile tramite carrelli, impiegato come supporto per raccolta,

movimentazione e trasporto di merci.”

Le funzionalità del pallet sono favorire:

1. saturazione del mezzo di trasporto;

2. formazione di udc;

3. ottimizzazione costi totali (attrezzature, tempi carico/scarico, recupero);

4. handling meccanico/automatizzato.

8) I pallet sono classificabili in base a 4 parametri. Classificazioni:

per tipologia di utilizzo:

1. a rendere (buona qualità, intercambiabili, standard tecnici, minori costi tot, costi di recupero);

2. a perdere (bassa qualità, fatturati al cliente, maggiori costi tot);

3. ad uso interno (per movimentazioni interne, no capitolati tecnici).

per mezzo di trasporto:

1. ferro/gomma pallet in legno;

2. aereo in alluminio;

per materiale:

1. legno (più usato, economico, riparabile, riciclabile);

2. legno pressato;

3. plastica;

4. metalli;

5. cartone ondulato (espositivo);

per caratteristiche funzionali:

1. a 2 o 4 vie (lati di inforcazione);

2. reversibile/irreversibile (se reversibile è sovrapponibile ma meno resistente, irreversibile il

contrario);

3. con/senza montanti.

9) I sistemi di interscambio pallet sono i seguenti:

1. il venditore consegna le merci con i rispettivi pallet al compratore e riceve in cambio

scambio alla pari,

un numero equivalente di pallet vuoti, probabilmente non gli stessi che ha consegnato, con

prerequisito fondamentale che i pallet rispettino gli standard tecnici;

2. il venditore consegna merci con pallet al compratore ricevendo in cambio un

interscambio differito,

numero inferiore di pallet vuoti, successivamente il compratore invierà pallet rimasti, con prerequisiti

pallet standard ed emissione di buono che attesti i pallet mancanti;

3. il venditore consegna merci con pallet al compratore ricevendo una cauzione che

sistema cauzionale,

verrà restituita nel momento in cui il compratore riconsegnerà i pallet ricevuti, prerequisiti: pallet

standard;

4. il venditore vende merci e pallet al compratore, fatturando quindi anche i pallet, il

fatturazione,

prerequisito è che il pallet siano a perdere.

Capitolo 4

1) Classificazione dei (material handling, MH), per materiale:

sistemi di movimentazione materiali

Fluidi Pipeline Transpallet

Carrelli a forche

Sistemi Carrelli commissionatori

di MH non

vincolati AGVs

Trasloelevatori A spinta

Non motorizzati Discensori a rulli

A gravità

Materiali Scivoli elicoidali

unitarizzati Trasportatori a rulli

Fissi

Sistemi Trasportatori a rotelle

di MH Trasportatori a vassoi

vincolati Motorizzati Trasportatori a nastro

Vincolati

Mobili Trasportatori a tapparelle

Trasportatori a catena

Non vincolati Trasportatori aerei

Elevatori a tazze

Trasportatori a nastro

Materiali sfusi Trasportatori per attrito

Trasportatori a coclea

Capitolo 5

2) I parametri di un’area di stoccaggio intensivo sono:

1. la R, che corrisponde al numero di udc stoccabili a magazzino, dipende dalle dimensioni

ricettività

dell’udc;

2. la s, rapporto fra le udc direttamente accessibili e R, misura quante udc sono direttamente

selettività

movimentabili;

3. il CS, rapporto fra R e la superficie S dell’area di stoccaggio,

coefficiente di sfruttamento superficiale

misura l’effettivo sfruttamento dell’area disponibile (R sostituibile con area effettivamente sfruttata);

4. il CV, rapporto fra R e il volume V complessivo dell’area;

coefficiente di sfruttamento volumetrico

5. il coefficienti di saturazione della ricettività, rapporto fra il numero medio/massimo di udc in giacenza

in un intervallo di tempo e la ricettività (se con max è maggiore di uno sto terzializzando);

6. la PM, udc movimentabili in un’ora, dipende dal tipo di cicli

potenzialità di movimentazione

(semplici/combinati) usati (in quelli combinati è migliore);

7. il rapporto fra il costo totale annuo della ricettività (esercizio, ammortamenti) e

costo della ricettività,

la ricettività stessa;

8. il rapporto fra il costo totale annuo dell’handling e la PM.

costo della PM,

1) Le aree di stoccaggio intensivo sono classificate in base a due criteri:

per tipo di unità di carico:

1. magazzini per udc pallettizzate (magazzini materie prime/ prodotti finiti);

2. magazzini per udc di piccole dimensioni (per operazioni di kitting/picking);

per posizione dell’unità di carico nel tempo:

9. fra i quali annoveriamo i magazzini:

magazzini statici

a. udc una sopra l’altra, no scaffalatura, udc sovrapponibile (alti CS&V, basse s, basso CR,

a catasta,

bassa PM);

b. simili a catasta ma con scaffalatura in cui carrello può entrare o da un solo

drive in / drive through,

lato (drive in, gestione FIFO), o da entrambi i lati (drive through, gestione LIFO), costi più alti,

migliore s e CS e CV, più alti CR);

c. composti da scaffale-corridoio-scaffale, con peggiori CS e CV, per via dei

a scaffalature bifrontali,

corridoi, migliori C per altezza più elevate, selettività =1, costi più elevati;

d. automatizzati con trasloelevatori e scaffalature bifrontali, hanno ottime performance (R,

AS/RS,

PM, CS, CV) ma costi elevatissimi, si usano solo se richieste performance elevate;

10. magazzini fra i quali si annoverano i magazzini:

dinamici

a. a in cui i corridoio non ci sono, vengono a crearsi spostando le scaffalature,

scaffalature mobili,

ottimi CV e CS, ma bassa PM e selettività, costi elevati;

b. con scaffalatura in leggera pendenza, merce scende per gravità lungo di essa, sono per

live storage,

gestione FIFO, buoni CV e CS, selettività bassa; variante: live storage con scaffalatura in

contropendenza, per gestione LIFO.

3) Il flowchart della è il seguente:

progettazione delle aree di stoccaggio

Aggregazione articoli e vincoli esterni

1

2 Calcolo della potenzialità di movimentazione e della ricettività [udc/h] e udc stoccabili

fattori economici, strategici e

3 Scelta della tipologia di magazzino e delle attrezzature di MH tecnici

4 Dimensionamento dell’area di stoccaggio e scelta del lay-out ottimale Modulo unitario, A, a e b [m]

5 Scelta delle politiche di prelievo Cicli semplici/combinati

Shared/Dedicated/ClassedBas

6 Allocazione merci ed Storage

Calcolo del numero di carrelli Dai tempi di ciclo

7 Verifica progetto valori medi

8 Progetto di massima GRANDEZZE DA MEMORIZZARE

Capitolo 2

MEZZI di trasporto (tra parentesi se coibentati)

Autocarro Autotreno Autoarticolato

Lunghezza 9 m 18,75 16,75

Larghezza 2,55 m (2,60 m) 2,55 m (2,60 m) 2,55 m (2,60 m)

Altezza da terra 4 m 4 m 4 m

Lunghezza utile 7,82 m 7,82 *2 m 13,6 m

Altezza utile 2,4 – 2,8 m 2,4 – 2,8 m 2,5 – 2,8 m

N° pallet 19 38 33

Carico massimo 18 – 26 t 40 t (44 t) 36 – 40 t (44 t)

CONTAINER (1 piede = 0,3048 metri)

Lunghezza 20’ 40’

Larghezza 8’

Altezza 8’6’’

Pallet contenibili 10-11 pallet 22 pallet

Tara 2-2.6 t 3,6-3,7 t

Progettazione interporti Distanza di indifferenza, .

≅ 500

Capitolo 3

PALLET (Europallet – EPAL)

Lunghezza 1200 mm

Larghezza 800 mm

Spessore 144 mm

Costo 7-10 €

Durata 7-9 anni

Carico (dinamico) 1500 kg

Tara 24 kg

Altezza massima (merce pesante/voluminosa) 0,5 / 2,5 m

SLIP SHEET

Lunghezza 1200 mm

Larghezza 800 mm

Spessore 1,5 – 2 mm

Larghezza “alette” (2) 60 mm

Costo <2 €


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Santa92

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in ingegneria gestionale
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Santa92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logistica industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Bottani Laura.

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