Successioni divergenti
Il concetto di limite di una successione è simile a quello di limite di una funzione. Tuttavia, nel caso delle successioni osserviamo che il dominio è l’insieme dei numeri naturali e non un intervallo. In particolare, questo comporta che la variabile indipendente n non può tendere a un valore finito, ma solo a +∞.
Esempio di successione divergente positivamente
limn→+∞ an = +∞
Consideriamo la successione an = 3n, ossia: 1, 3, 9, 27, 81, ... Al crescere di n, i termini diventano sempre più grandi. Diciamo allora che al tendere di n a +∞ la successione tende a +∞ e che, scelto un numero M grande a piacere, da un certo n in poi i termini della successione lo superano.
Definizione
limn→+∞ an = +∞
Data la successione di termine generale an, si dice che per n tendente a +∞ la successione ha per limite +∞ quando, fissato ad arbitrio un numero M positivo, è possibile determinare un corrispondente numero pM positivo tale che risulti: an > M per ogni n > pM. In questo caso la successione si dice divergente positivamente.
Per esempio, se M = 10 si ha 3n > M da n = 3 in poi; se M = 100 da n = 5 in poi, ... Dire che M è un numero positivo fissato ad arbitrio equivale a dire che quanto enunciato vale per ogni M > 0. Questo vuol dire che, fissato ad arbitrio M > 0, da un certo indice in poi tutti i termini che seguono sono maggiori di M.
Esempio di verifica
Verifichiamo che la successione dei numeri naturali multipli di 3 è divergente positivamente, ossia che limn→+∞ 3n = +∞.
Fissato un numero positivo M, dobbiamo trovare un corrispondente numero positivo pM per cui risulti: 3n > M ∀n > pM. Dividendo entrambi i membri per 3 otteniamo la disequazione equivalente: n > M/3. Se poniamo pM = M/3, abbiamo trovato che ∀n > pM → 3n > M, ossia tutti i termini con indice n > M/3 sono maggiori di M.
Successioni divergenti negativamente
In modo analogo diamo la definizione di successione che tende a −∞.