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Lezione 24 novembre - Prof. Clemente - Ospite: Dott. Rizzi (esperto di mercati finanziari)

Struttura e funzionamento dei mercati finanziari

Anzitutto partiamo dalla definizione dei mercati finanziari (fonte TUF): si tratta di luoghi di scambio, in quanto sono mercati, la cui merce scambiata è di natura particolare, trattandosi di strumenti finanziari, i quali vengono scambiati tramite compravendita su tali mercati.

Mercati regolamentati

(art 1. Co.1., lettera w-ter) = Sistema multilaterale che consente o facilita l’incontro, al suo interno e in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione conformemente alle regole del mercato stesso, in modo da dare luogo a contratti, e che è gestito da una società di gestione, è autorizzato e funziona regolarmente.

In passato si parlava solo di titoli e valori mobiliari; con il termine strumenti finanziari possono intendersi strumenti con caratteristiche diverse, tra i quali ritroviamo valori che hanno caratteristiche diverse: le azioni societarie, le obbligazioni societarie (strumenti di debito emessi sia dalle piccole, che dalle medie imprese per finanziare i propri investimenti), i titoli di Stato.

Azioni, obbligazioni e titoli di stato sono molto diffusi, ad esse si accompagna una nuova categoria di strumenti finanziari, detti derivati, come i future, gli swap e le opzioni, che possono essere scambiati in tutti i mercati borsistici e possono altresì essere combinati tra loro.

L’innovazione finanziaria ha portato alla diffusione di nuovi mercati, ove oltre agli strumenti derivati si scambiano anche quote di fondi comuni di investimento. Rientra tra gli OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio) che utilizza strumenti finanziari detti "quote di fondi d'investimento" e che raccoglie il denaro di risparmiatori, i quali affidano la gestione dei propri risparmi a società di gestione del risparmio (SGR), con personalità giuridica e capitale distinte da quelli del fondo, allo scopo d'investire i capitali sul mercato mobiliare diversificando l'investimento e riducendo il rischio rispetto all'investimento diretto in azioni di una singola società in un singolo settore.

I fondi comuni, essendo gestiti da professionisti del settore, permettono ai piccoli investitori, se ben consigliati, di sottoscrivere investimenti aderenti al proprio profilo finanziario, in termini di rischio/rendimento.

Evoluzione

Per comprendere appieno il funzionamento dei mercati finanziari, è utile ripercorrere le fasi evolutive che li hanno caratterizzati.

Nel Medioevo in Belgio, in Toscana, e altri Paesi dell’Europa sono iniziati i primi scambi di titoli, rappresentativi del valore delle aziende. Lo sviluppo di tali mercati è avvenuto lentamente: la vera rivoluzione è iniziata nel corso del XX secolo, soprattutto a partire dagli anni ’30, quando si è data una prima regolamentazione a tali mercati.

Negli anni ‘90 assistiamo al BOOM di tali mercati: in Italia si sono sviluppati ben 10 borse valori (luoghi tipici dove si scambiavano le azioni e obbligazioni societarie) nelle principali città mercantili come Genova, Torino, Milano (che poi è diventata l’unica borsa valori italiana), Trieste, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo. Le Camere di Commercio (Soggetti pubblici) sono proprietarie degli edifici in cui si svolgevano gli scambi degli strumenti finanziari.

Il BIG BANG dei mercati finanziari è partito nel 1986 alla Borsa di New York, dove nasce il moderno mercato borsistico sia perché sono incrementati notevolmente il numero di scambi, sia le tipologie di strumenti finanziari in circolazione. Tale Big Bang si è verificato anche a seguito dello sviluppo di nuove tecniche di scambio, che hanno permesso il passaggio dai cosiddetti scambi “alle grida”, laddove gli operatori di borsa, per conto di banche o società, si riunivano in alcune sale operative e davano luogo a rumorose trattative di compravendita di strumenti finanziari, a scambi di tipo telematico, realizzati tramite il sistema informatico.

Dopo la Borsa di New York, si sono sviluppate importanti Borse Valori nel Regno Unito, a Hong Kong, Shanghai, Sidney. In seguito al boom di USA e UK, anche in Italia si sono accelerate le pratiche di sviluppo dei mercati finanziari. Dagli anni ‘90 le Borse Valori, le società emittenti, gli operatori ammessi alla negoziazione e gli scambi stessi sono stati assoggettati ad una regolamentazione per garantire l’ordine, la trasparenza e la stabilità (i mercati siano stabili = i.e. possono esprimere valori che siano il frutto di un processo efficiente di formazione del prezzo) dei mercati finanziari, allo scopo finale di tutelare il pubblico risparmio.

A presiedere il controllo e il rispetto di tale regolamentazione è stato rafforzato il potere della CONSOB (Commissione nazionale per le società e la borsa), nata nel 1974 con la legge 7 Giugno, la quale dagli anni 80 ha iniziato a funzionare grazie alla dotazione di risorse per svolgere le proprie funzioni e raggiungere le finalità che il legislatore gli ha affidato.

La regolamentazione posta a disciplina dei mercati finanziari è rintracciabile nella legge SIM 1/91, si comincia a ragionare su come dovevano essere regolamentati i mercati, la quale ha posto fine alla categoria degli agenti di cambio ed ha altresì disposto che gli operatori della Borsa dovessero avere determinate caratteristiche per poter essere ammessi alla negoziazione, così si decise di affidare questa funzione alle banche, e alle Sim (società per azioni dotate di capitale sociale, dotate dei requisiti di professionalità e onorabilità, assoggettate alla vigilanza della Consob e della Banca d’Italia, al fine di assicurare che nel mercato operino soggetti che tutelino il pubblico risparmio).

Analoghi principi vengono sanciti nel Decreto Eurosim, recepito nel TUF → Regolamentazione 415/97, che ha implementato la precedente legge (aggiungendo la disciplina degli emittenti e la disciplina degli intermediari: SIM e BANCHE); inoltre anche una parte del TUF è dedicata ai mercati finanziari: la disciplina dei mercati. Tale disciplina riprende la regolamentazione americana di fine anni ’80, che ha consentito lo sviluppo dei mercati finanziari.

Oggi i mercati finanziari sono un aspetto fondamentale per lo sviluppo di un’economia mondiale.

Situazione oggi

Ciò che troviamo nel 2015 è il frutto di ciò che è stato pensato negli anni ‘90. Ad oggi i mercati finanziari sono assoggettati a 2 tipologie di controllo:

  • Controllo Consob (Istituzione pubblica) di vigilanza e regolamentazione.
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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilelea91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Santosuosso Daniele Umberto.
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