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Storia moderna

La rivoluzione francese

Situazione economica

Una serie di problemi economici provocarono malcontento e disordini nella popolazione. Dopo la caduta dei prezzi agricoli della viticoltura dal 1778, la produzione industriale decadde dal 1786, mentre nel 1785 una siccità aveva provocato una moria del bestiame. Nel 1788 infine un pessimo raccolto causò una grande crisi del pane, fondamentale alimento per il popolo. Il prezzo del pane aumentò continuamente; le condizioni dei lavoratori salariati decaddero fino alla miseria.

La Francia era soprattutto colpita da una gravissima crisi finanziaria che, iniziata sotto il regno di Luigi XV, si era continuamente aggravata anche a seguito delle enormi spese sostenute per la guerra d'America e che non avevano reso alcun vantaggio al paese, tranne la restituzione delle colonie del Senegal e di Tobago.

La necessità di risolvere la gravissima crisi in cui la Francia era precipitata non trovò soluzione nell'operato dei successori di Luigi XIV. Egual fallimento ebbero i tentativi di riforma al sistema giudiziario e fiscale.

L'avversione dei sudditi francesi nei confronti della monarchia aumentò grazie anche alla presenza impopolare di Maria Antonietta (figlia di Maria Teresa d’Austria) - moglie di Luigi XVI - che, troppo legata alla sua patria austriaca, veniva chiamata con disprezzo dal popolo francese "l'Autrichienne" (letteralmente "l'Austriaca" ma marcando “Chienne” che vuol dire Cagna).

Convocazione degli stati generali

Durante i regni di Luigi XV e Luigi XVI diversi ministri, tra i quali Anne Robert Jacques in primis, Turgot e Jacques Necker cercarono di risanare la situazione economica attraverso una riforma del sistema fiscale ed una riduzione delle spese improduttive; tale politica, tuttavia, incontrò la resistenza della nobiltà e del clero che provocarono le dimissioni di Turgot.

Al posto di Turgot, dunque, il parlamento scelse il banchiere ginevrino Jacques Necker, il quale cercò di coprire le spese chiedendo prestiti a banchieri olandesi ed inglesi mentre al contempo scrisse al sovrano sulla necessità di ridurre i poteri dei parlamenti e di abolire le esenzioni fiscali; a sostegno delle proprie idee, Necker pubblicò il bilancio dello Stato. Il dato che scandalizzò fortemente l'opinione pubblica fu la spesa personale sostenuta dalla corte in un periodo, per la quasi totalità della popolazione francese, di fame e miseria: 38 milioni tra feste e pensioni per i cortigiani.

Luigi XVI, furibondo per la pubblicazione del rendiconto generale dello stato e per la proposta di riduzione del potere dei parlamenti locali, rifiutò di attuare le riforme proposte e sostituì Necker con Charles Alexandre de Calonne il quale intraprese una politica di spese consistenti volta a convincere i potenziali creditori che la Francia godeva di un'ottima solidità finanziaria: sperava di ottenere dei prestiti con cui far fronte alle spese allo scopo di rilanciare la crescita economica.

Si cominciava a diffondere l'idea che solo un organo rappresentativo di tutta la Nazione, come gli Stati Generali, avrebbe potuto votare l'applicazione di nuove riforme.

  • 1788: a Grenoble, si riunisce un’assemblea formata da nobiltà, clero e Terzo Stato.
  • 1789: convocazione degli Stati Generali a Versailles.

Gli stati generali

Una campagna di stampa denunciava l’egoismo dei ceti privilegiati e si voleva che nella riunione ci fossero tutti e tre gli ordini. Seyès scrive "Che cos’è il Terzo Stato?": era sostanzialmente, la grande maggioranza della nazione, l’unica componente operosa e produttiva. Quindi la popolazione escludendo la nobiltà ed il clero. (Questi sono i tre ordini).

Raddoppio della rappresentanza del Terzo Stato, rispetto alla precedente convocazione degli Stati Generali (1600 e qualcosa).

Con i discorsi iniziali di Luigi XVI, i deputati del Terzo Stato non sentirono affatto parlare delle riforme politiche tanto attese, in quanto vennero affrontati unicamente problemi prettamente finanziari. La questione del passaggio dal voto per ordine al voto per testa non venne menzionata e il Terzo Stato capì che la rappresentanza doppia sarebbe servita a ben poco.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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