Estratto del documento

Università di Cagliari - Facoltà di Scienze Politiche

L'emancipazione delle donne in Libia

Titolo

Elaborato per il corso di Storia e istituzioni dell’Africa

Docente: Bianca Maria Carcangiu

Indice

  • L'emancipazione delle donne in Libia
  • L'opinione di Qaddafi
  • L'indipendenza
  • Le organizzazioni femminili
  • Le guardie del corpo e le suore rivoluzionarie
  • Conclusione

L'emancipazione delle donne in Libia

La donna, nella storia del mondo, è sempre stata considerata diversa dall'uomo, inferiore, perché, secondo la Bibbia, creata da una costola dell'uomo, maltrattata, oggetto sessuale, venduta, scambiata, messa al rogo come strega. Viene il dubbio che tutto questo sia stato fatto per umiliare e limitare la donna, perché avevano già capito il suo potenziale. Convincerla che era inutile era l'unico modo per impedirle di prendere il potere.

Come tutti sappiamo, nel mondo musulmano è diffusa la concezione della differenza tra uomo e donna, dove la donna è considerata inferiore all'uomo. Questa è una vera e propria ingiustizia, che dagli uomini viene giustificata dal versetto 4:34 del Corano, che male interpretato suggerisce che l'uomo sia superiore alle donne e come tale autorizzato a trattarla come meglio crede. Ma chiunque non si fermi a questa limitata spiegazione e vada oltre troverà altri versetti che spiegano meglio il precedente, come ad esempio il 30:21 che sottolinea l'eguaglianza tra i due sessi.

Negli stati dell'Africa mediterranea come Tunisia, Turchia e Libia si è raggiunto un livello di modernizzazione molto alto, e anche le donne hanno potuto usufruire di tali vantaggi, nello specifico parleremo del caso libico.

L'opinione di Qaddafi

Il leader libico Qaddafi, in occasione del 40° anniversario della rivoluzione verde, ha partecipato ad un incontro con 700 donne a Roma, presso l'auditorium della musica, dove ha esposto la sua opinione riguardo alla posizione della donna in Libia e nel mondo arabo in generale. In Libia, Qaddafi prospetta una terza via per le donne, cioè non estremista come nel mondo arabo dove vige la sharia, ma nemmeno indifferenziato come nell'occidente. Dice: “le donne sono le rose, gli uomini sono il grano, non possiamo trattarli allo stesso modo” e con questo non intende dire che gli uni sono superiori agli altri, ma che sono eguali per diritti, ma per i doveri sarebbe meglio di no.

Lui afferma che ci sono lavori per uomo e lavori per donne, esse possono comunque scegliere quale fare, ma sarebbe meglio che non facessero lavori pesanti come lavorare in miniera o guidare un treno, notoriamente lavori pesanti. Egli associa l'emancipazione femminile in occidente alle due guerre mondiali, durante le quali le donne hanno dovuto prendere il comando con gli uomini in guerra. Secondo lui far fare alla donna lavori da uomini “è aggredire la sua natura per riconoscere i suoi diritti, ma questa è un’ingiustizia”.

Dalla carta verde: “non vi è differenza tra i diritti umani tra l’uomo e la donna e fra l’adulto e il bambino, ma non vi è eguaglianza completa fra loro per i doveri cui devono assolvere”.

Denuncia la situazione estrema nei paesi del golfo, dove la “donna è un pezzo di mobilio” scambiata come un oggetto e senza diritti. In Africa la situazione è ancora differente, la questione uomo-donna non esiste proprio, per questo 40 anni fa con la rivoluzione verde iniziò una Repubblica araba-socialista, di cui egli fu il fautore, abbattendo la monarchia di re Idris e instaurando la repubblica, scrivendo il libro verde, che è la migliore sintesi del pensiero islamico e del socialismo.

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Scienze politiche e sociali SPS/13 Storia e istituzioni dell'africa

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pally20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e Istituzioni dell'Africa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Carcangiu Bianca.
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