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La Libia ha raggiunto l’unità e l’indipendenza nel 1951 con la creazione della monarchia

costituzionale, pur essendo islamizzata ha al suo interno un bel po’ di etnie diverse che ne fanno un

sottomessa all’uomo. E’ quindi un paese di forti

caso particolare. La donna anche lì era

contraddizioni, anche a livello di evoluzione, da una parte la colonizzazione francese e

l’amministrazione britannica avevano dato il via ad una trasformazione, ma allo stesso tempo c’era

una miseria intellettuale notevole, per questo motivo il re aveva formulato un programma che

prevedeva l’istruzione in scuole primarie e secondarie, per sopravvivere invece, prima si

accettarono sovvenzioni finanziarie, essendo un paese ben posizionato geograficamente era

appetibile, poi si cedettero le concessioni petrolifere agli americani, evento che portò molti esuli che

si erano allontanati di nuovo a casa, ma con una visione culturale totalmente diversa, per esempio le

loro donne avevano avuto la possibilità di studiare, o avevano visto il movimento di liberazione

femminile, e non potevano quindi accettare la concezione libica. Questo sconvolgimento portò il

primo ministro Fekini a richiedere il diritto femminile al voto che fu concesso l’anno successivo.

Questo porta ad un quadro di modernità in contrasto con le tradizioni, le donne infatti passarono da

una situazione abitativa all’altra che si arricchì di tecnologia, ma le tradizioni sopravvissero, donne

moderne in grado di lottare per le loro idee ma allo stesso tempo fortemente legato alla religione

della shar-ia. La legge del 1968 formalizzò il piano di alfabetizzazione diffusa, fortemente voluta

dal sovrano, ma questo ebbe un rovescio della medaglia, ovvero per via dell’inadeguatezza del

importare dall’estero, dopo poco tempo si arrivò alla consapevolezza

corpo insegnanti si dovettero

di gestire tutto all’interno della Libia stessa, e per via della scarsa popolazione non si poteva proprio

escludere la donna da questo piano. Cristine Souriau ricorda delle donne esemplari morte in

battaglia o sulla via dell’esodo, o ancora nei campi di raggruppamento italiani, che devono essere

ricordate, in modo da non cadere nella consuetudine che l’uomo è il centro e l’eroe della storia. La

forte ondata occidentalizzante creò un divario tra antico e moderno che portò alla destabilizzazione

sociale e al golpe, nel 1969 il leader Qaddafi sovvertì la monarchia e instaurò la repubblica araba il

5 settembre. Egli predicava sull’unità della Libia, sull’uguaglianza tra i sessi, e sull’unica lingua che

doveva rendere unito il già omogeneo popolo libico unito dalla religione musulmana e dalla

personalità araba, di fatto alla fine dello stesso anno si era praticamente tornati alla normalità, si era

dato precedenza alla costruzione di un apparato amministrativo utile a sviluppare le idee

rivoluzionarie. L’uguaglianza si presupponeva anche di fronte alla legge, ma in effetti questa non

c’era ancora.

Le organizzazioni femminili:

Negli anni ’70 ci fu una svolta notevole, per la questione femminile, nella Jamahiriyya nacquero

delle associazioni femminili, nel novembre del ’75 fu promulgata la legge che regolamentava

l’organizzazione, essa si strutturava in 10 punti fondamentali, tra i più importanti:

1. La propagazione della coscienza politica, grazie a cicli di conferenze e seminari a

esposizioni e all’utilizzo dei mezzi d’informazione.

L’appello delle donne per l’approfondimento della conoscenza delle armi.

2. e l’incoraggiamento

3. Il consolidamento dei costumi e delle tradizioni della civiltà del paese

ad esse a non occuparsi di compiti non confacenti alla loro natura.

4. Il legame con le associazioni delle donne arabe al fine di propagare i principi ai quali le

associazioni libiche erano legate.

L’appello per il cambiamento rivoluzionario

5. con tutti i mezzi, su scala nazionale su scala

araba.

6. La partecipazione attiva alla salvaguardia del regime nato dalla rivoluzione del 1 settembre.

Questa associazione che sembrava un fantastico passo avanti in realtà aveva una motivazione, i

libici temevano i modelli egiziani e tunisini di emancipazione femminile, per questo fondarono

l’organizzazione definendola con delle leggi, in modo che non prendesse troppo potere, infatti le

donne seppur partecipando alle associazioni, che furono fondate in ogni municipalità con un tetto

minimo di partecipanti, in realtà al loro interno discutevano più dei loro problemi e delle questioni

domestiche che interessarsi di politica o rivoluzione, anche perché fortemente sconsigliate da mariti,

fratelli e padri, che vedevano la politica e la guerra come una cosa tipicamente maschile. La

reazione di Qaddafi fu inaspettata e prorompente infatti egli ribaltò la situazione, perché come

previsto dalla legge esse dovevano occuparsi anche di politica e rivoluzione, arrivò a fondare nel

’79 addirittura l’accademia militare femminile, e circondarsi di guardie del corpo donne.

Le guardie del corpo e le suore rivoluzionarie:

Intervistate esse hanno dichiarato la loro totale devozione al loro leader, e che se sono lì a

proteggerlo, e perché lui così facendo ha dimostrato al mondo che la sua non è una rivoluzione solo

di parole ma anche e soprattutto di fatti. Un’altra figura importante è la suora rivoluzionaria che al

contrario delle guardie del corpo difendono la rivoluzione ideologicamente e non fisicamente e che

ci si dedicano anima e corpo per tutta la loro esistenza. Ma come ha giustificato il leader libico la

presenza di donne nubili, in un paese la cui religione ha come valore centrale la famiglia e il

dicendo che se la donna è libera ed eguale all’uomo, anch’essa ha

matrimonio? Semplicemente

diritto di scegliere di sposarsi e dedicarsi alla famiglia, o non farlo e dedicarsi all’ideale della

rivoluzione. Qaddafi ha anche richiesto di regolarizzare il divorzio, vietare la poligamia e alzare

l’età da matrimonio alle donne, rifiutata la ripropose con maggiore veemenza argomentando con la

3 . Nel 1984 fu promulgata una legge “disposizioni in materia di matrimonio divorzio e loro

sura 4.3

effetti” che ratificava buona parte delle sue richieste, la poligamia non fu abolita ma ridotta da 4 a 2

mogli con l’accordo della prima, il divorzio non fu accettato, rimase il ripudio, ma se giudicato

arbitrario il marito doveva un risarcimento alla moglie. Nel 1999 si riaccese il dibattito riguardo

questa legge che cambiò i termini della poligamia, da sempre rimasti indigesti ai conservatori, che

toglieva l’obbligo di accordo della prima moglie per poterne sposare una seconda; la reazione di

Qaddafi fu violenta, accusò si i conservatori che le rivoluzionarie, dicendo che era inutile lottare per

la loro emancipazione se loro stesse non erano capaci di difendersi. Due parole riguardo due donne

importantissime nel panorama libico, Aisha Qaddafi, figlia delle guida, e presunta futura presidente,

in quanto molto simile al padre, rispettosa delle tradizioni, molto intelligente, svolge incarichi

importanti a livello politico, ma allo stesso tempo si interessa di opere di carità. Najat-al-Hajjaji

presidente della commissione dei diritti umani all’ONU, ha svolto il suo incarico in maniera

encomiabile, e difendendo il suo paese dagli attacchi esterni che lo giudicavano un paese ingiusto,


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pally20

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pally20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e Istituzioni dell'Africa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Carcangiu Bianca.

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