Storia delle relazioni internazionali B 24/09/18
Stato: è per secoli l’attore protagonista delle Relazioni Internazionali; vi erano anche altri attori ma
rivestivano un ruolo secondario rispetto a quello che rivestono oggi gli attori non statuali: oggi infatti le
multinazionali, le organizzazioni non governative, le organizzazioni terroristiche, le mafie internazionali;
hanno un grande peso nelle relazioni internazionali.
Lo stato è un’organizzazione collettiva di una popolazione stanziata su un territorio la cui
caratteristica organizzativa è il monopolio del potere coattivo (Weber). È un mezzo per
garantire il benessere e la sicurezza ai cittadini e per fare ciò, è l’unico che ha il potere
legittimo di utilizzare la forza per fare rispettare la legge.
Lo stato moderno è
Sovrano: nasce tra il 1200 ed il 1600; nasce dall’uscita del medioevo (dove vi era una
pluralità di poteri locali e con due autorità che reclamavano il potere universale, ossia
l’Impero ed il Papato) quando lo stato, dall’alto, reclamava la sua sovranità contro le
autorità universali dell’Impero e del Papato; e, dal basso, riunisce in sé tutti i poteri
prima dispersi nelle singole autorità locali (coniare moneta, le tasse, la giustizia,
l’esercito). In politica internazionale non riconosce niente sopra di sé. Per risolvere le
questioni tra stati, in assenza di diritto internazionale, si fa ricorso alla guerra. Nel caso di
discussioni tra stati sovrani, le relazioni internazionali si sviluppano all’ombra della
guerra dove lo stato si fa giustizia da sé non riconoscendo nessuno sopra di sé.
Ragion di Stato:
nel XVI secolo l’Europa si configura come unione di stati sovrani che tra di loro si
comportano, come dice Machiavelli, secondo la Ragion di Stato. Il comportamento
secondo ragion di stato indica il fatto che lo stato moderno ha come esigenza primaria
quella della sopravvivenza. Il Governo deve garantire la sicurezza da invasioni e da tutto
ciò che può mettere a rischio l’esistenza dello Stato e per fare ciò si può e si deve ricorrere
a tutti i mezzi, compresi quelli illeciti come l’inganno, le politiche protezionistiche, violare
le leggi morali. La sicurezza va sopra ogni cosa ed è indipendente dalla personalità di chi
governa e dalle ideologie politiche (sia essa una dittatura o uno stato liberale, devono
garantire la sicurezza con ogni mezzo).
→
la gerarchia tra stati gli stati sono tutti equamente sovrani dal punto di vista giuridico anche se si crea
una gerarchia tra essi basata sulla dimensione e si suddividono grandi stati, medi e piccoli. Una grande
potenza è uno stato in grado di difendersi da solo e non ha bisogno di alleati. Il potere di dichiarare guerra
grazie a questa gerarchia è possibile solo per le grandi potenze. La gerarchia fra stati regola il rapporto
verticale tra gli stati grandi e piccoli
→
Principio equilibrio regola il rapporto tra le grandi potenze basandosi sull’equilibrio di potere. Viene
rotto da una potenza che ritiene di aver raggiunto un potere tale da sbagliare le altre, in quel cado questa
sovrasta le altre e tanta un’egemonia, questo termina quando gli altri si alleano tra di loro e tentano di
contrastarlo (es. coalizioni anti napoleoniche). La coalizione tende di ripristinare un equilibrio ne sono un
esempio i trattati internazionali che tentano di mantenere un equilibrio tra i grandi stati presenti. 1
Un sistema internazionale è un insieme composto da più unità interagenti che si influenzano
reciprocamente. Sistema bipolare le grandi potenze sono due quindi come durante l guerra fredda ma
anche l’epoca napoleonica tra Francia e potenze anti napoleoniche oppure ancora Atene e Sparta. E’ un
sistema rigido nel senso che le piccole e medie potenze non possono passare da una parte all’altra, se
accadesse si modifica l’equilibrio; le potenze più potenti quindi controllano anche gli stati satelliti fino
addirittura alla sua politica interna.
• Sistema multipare le grandi potenze sono più di due dove le piccole potenze sono più libere di
spostarsi tra le coalizioni.
• Sistemi omogenei quando le super potenze si accordano sugli stessi valori mentre sistemi diversi è
quando uno stato si scontra con i principi generali.
• Stati insulari e stati continentali la differenza è anche geopolitica.
Stato Insulare: è un isola, ma non solo nel senso geografico del termine. Sono insulari tutti gli stati che
hanno una scarsa pressione militare ai confini. In questi tipi di stato vi sono le seguenti conseguenze:
o Politica Interna: la società non è militarizzata. Si sviluppano i diritti civili ed il
parlamentarismo. Si realizza la libertà e si ha un decentramento amministrativo. Le caste
militari hanno scarsa importanza. Non si ha la leva obbligatoria ma solo il volontariato. È
il tipico caso del Regno Unito, di Venezia, o degli Stati Uniti all’inizio del XX secolo.
o Politica Estera: non ha un esercito permanente di terra. Si sviluppa il commercio e
quindi ha i soldi per pagare i suoi alleati affinché facciano la guerra per conto loro.
Stato Continentale: ha dei confini da difendere. La società è centralizzata ed è strutturata per la difesa. Si
ha l’assolutismo. Si sviluppa l’esercito e le caste militari hanno importanza dentro il sistema sociale. La
società è militarizzata e si sviluppano i mezzi offensivi seguendo la filosofica per cui la migliore difesa è
l’attacco. o Prussia: che era minacciata a nord dalla Svezia, a est dalla Polonia e dalla Russia, a sud
dall’Austria e ad ovest dalla Francia. Per difendersi si sviluppa il militarismo. Nasce lo
stato Caserma dove l’Esercito è lo specchio della società. La società è militarizzata.
o USA: sono uno stato insulare fino alla fine delle seconda guerra mondiale per poi
diventare uno stato continentale visto lo scontro contro l’Unione Sovietica; da
quel momento lo stato di centralizza e assume una dottrina interventista al fine di
contenere il comunismo.
Storia delle relazioni internazionali:
• 1500 – 1650: periodo contraddistinto dai tentativi egemonici degli Asburgo in Austria e Spagna.
Si forma il Sistema Europeo degli Stati e si delineano delle tendenze permanenti nelle relazioni
internazionali che ci fanno capire anche il contesto attuale. Gli Asburgo sono contrastati dalla
coalizione di altre potenze che non volevano la loro egemonia. È un periodo dove, per il principio
dell’Equilibrio, chi vuole l’egemonia viene contrastato.
• 1669 – 1815: crolla la Spagna ed emerge la Francia di Luigi XIV, si arriva alla Rivoluzione
Francese, al tentativo egemonico di Napoleone e alla sua sconfitta (sempre per il principio
dell’Equilibrio) per arrivare al congresso di Vienna.
• 1815 – 1914: è un periodo di relativa pace, dove emerge l’egemonia economico –
commerciale del Regno Unito.
• 1914 – 1945: è il periodo delle due Guerre Mondiali dove le potenze europee crollano e non
hanno più l’egemonia sul resto del mondo. L’Europa è dominata e divisa dalla cortina di ferro
ed inglobata in alleanze vincolanti. 2
• 1945 – 1991: è il periodo del Bipolarismo, dove l’Europa inizia il processo di integrazione.
L’Europa si unisce. Finisce il mondo bipolare e inizia il disordine attuale. 01 ottobre 2018
PRIMO PROCESSO EGEMONICO IN EUROPA: CARLO V
Carlo V avvia il primo processo egemonico in Europa.
Eredita i territori del padre Filippo d’Austria e della madre Giovanna la pazza. La sua dinastia deriva da:
• Nonni Paterni:
o Massimiliano d’Asburgo: cui eredita tutti i territori austriaci
o Maria di Borgogna: cui eredita le Fiandre (una delle zone più ricche d’Europa) e i territori
francesi settentrionali
• Nonni Materni:
o Ferdinando d’Aragona e Isabella di Pastiglia dai quali eredita la Spagna e le sue colonie
oltreoceano cui prende i metalli preziosi sempre utili per coniare monete.
Partendo da questo immenso territorio ereditato grazie alle strategie asburgiche dei matrimoni dinastici; si
fa eleggere, nel 1519 Imperatore del Sacro Romano Impero corrompendo gli elettori. A tale elezione si
propose anche il re di Francia Francesco I che era preoccupato dal fatto che Carlo V, con i suoi territori,
circondava la Francia. La sua elezione è stata precedente alla riforma luterana del 1517. Una volta al
potere, l’imperatore deve affrontare tre problemi:
1. Trasformazione del Sacro Romano Impero in uno stato moderno
2. Sconfiggere i luterani perché dividono la Germania e lui è un cattolico
3. Eliminare i Turchi che sono alle porte di Vienna e razziano per il Mediterraneo
→il
Fallirà su tutti i fronti conflitto infraimperiale , tra cattolici e protestanti, può essere fatto iniziare con la
formazione della Lega di Smalcalda tra i Principi protestanti ( 1531) con il suo massimo nella battaglia di
Muhlberg ( 1547), vinta da Carlo, ma una vera e propria pace religiosa sarà siglata soltanto ad Augusta nel
1556.
Carlo abdicherà nel 1556 per poi morire nel 1558. Ma prima divide il suo immenso impero:
• Ferdinando: a suo fratello affiderà il controllo dell’Austria, della Germania e del Sacro Romano
Impero
• Filippo II: a suo figlio affiderà invece la Spagna con tutti i possedimenti coloniali.
1559 pace di Cateau-Cambrésis , che segna per la diplomazia europea la brusca fine di un’era e l’inizio di
→
una nuova, raccogliendo intorno al tavolo delle trattative soltanto Spagna , Francia e Inghilterra dura
fino al 1595.
Pagina 2-4 Bonanante
Il costo delle guerre è immenso e che i problemi finanziari posti dalla lunga conflittualità che Carlo V
dovette affrontare finirono per essere i principali nei quali si dibatté, il continuo prelievo deciso a ogni
nuova fase del conflitto è occasione di ribellioni e di contrasti , mentre le conseguenze inattese delle grandi
→
ricchezze scoperte nelle Americhe, incidono drammaticamente sull’andamento dei prezzi aprendo novi
immensi divari tra ricchi e poveri.
SECONDO PROCESSO EGEMONICO IN EUROPA: FILIPPO II DI SPAGNA
Durante il regno di Filippo II si vede chiaramente la debolezza del sistema economico spagnolo basato solo
sulle ricchezze delle colonie: per ben tre volte la Spagna dichiarerà bancarotta. Aveva una concezione dello
stato basata su di un solo Dio, un solo Re, un solo Popolo iniziando così una pulizia etnica verso tutti i
diversi mettendoli al rogo. L’inquisizione lavorò a pieno ritmo contro tutti i non cattolici. Con questa politica
3
eliminò tutti gli arabi e gli ebrei che costituivano la borghesia che andò quindi distrutta.
Poteva contare sull’esercito più forte d’Europa
Deve affrontare 3 problemi in politica estera:
1. Turchi (l’Impero ottomano preme verso l’Europa centrale e anche dalla costa mediterranea
dell’Africa, da cui partono i pirati sull’Europa cristiana – pirati barbareschi). Il papa spinge per una
crociata verso i Turchi e paga. Si costruisce una coalizione cristiana con: Spagna, Venezia – che
alterna tra guerra e negoziato con l’Impero ottomano. Il 7 ottobre 1571 si sconfigge a Lepanto la
flotta turca: l’Europa sta sopra avanzando il resto del mondo (evoluzione, progresso). Si tratta di un
arresto temporaneo dell’avanzata dell’Impero ottomano che continua a minacciare l’Europa fino a
metà ‘800.
2. Crisi dinastica in Portogallo: dove il re viene ucciso in Africa e Filippo si propone come erede visto
che era sposato con Maria di Portogallo. Divenne il regnante del Portogallo, colonie comprese che
poi perderà nella guerra contro gli olandesi. Quando il Portogallo ritornerà indipendente nel 1540
non avrà più colonie
3. La rivoluzione nei Paesi Bassi (1576)
Le Fiandre sono una delle zone più ricche d’Europa (banchieri, mercanti). L’Olanda è una provincia dei Paesi
Bassi: gli olandesi sostituiranno i veneziani nel monopolio del commercio mondiale. Grossa potenza come
ricchezza, ma non come potenza militare (anche se con grandi generali: Guglielmo il Taciturno). Grande
forza economica, finanziaria, commerciale. Nei Paesi Bassi ha anche attecchito la Riforma: parte cattolica,
parte protestante (con sette riformate: calvinismo, anabattismo). Sono dominio di Filippo II con
impostazione cattolica fondamentalista. Non gli sta bene che i suoi sudditi siano riformati quindi: aumenta
le tasse e distrugge le chiese riformate (persecuzione religiosa). Le Fiandre sono composte da Belgio, Paesi
Bassi e Lussemburgo. Belgio e Lussemburgo sono cattolici, ma vanno tassati perché sono ricchi. I Paesi Bassi
del Nord sono riformati e vanno perseguitati. I mercanti, dunque, mandando una delegazione per trattare e
Filippo II li liquida definendoli “pezzenti”. Gli Olandesi cominciano la rivoluzione dei pezzenti: non vogliono
pagare tasse così esorbitanti. In un primo momento, Filippo II pensa di risolvere il problema con la guerra
(persecuzione massiccia, Duca d’Alba), ma non ne viene a capo ed invia Alessandro Farnese, il quale adotta
una politica diversa: guerra e diplomazia. In questo modo, riesce a spaccare la coalizione delle Fiandre
staccano i Paesi Bassi del Sud (cattolici) da quelli del Nord; Lussemburgo e Belgio rimangono attaccati a
Filippo II, mentre i Paesi Bassi del Nord fondano la Repubblica delle 7 province, con cui la guerra continua.
Essa riceve aiuto dai protestanti d’Europa e la guerra dura per 80 anni, al termine dei quali Filippo II ha
dovuto riconoscere l’autonomia della Repubblica delle 7 province.
• Questo scontro rappresenta la prima rivoluzione dell’Europa moderna: rappresenta lo scontro tra
Medioevo – il mondo del latifondo e della nobiltà - e lo sviluppo della borghesia – sta crescendo il
nuovo ceto che ha come valore il lavoro.
In Spagna il lavoro è un disvalore (“vile meccanico” – Promessi Sposi); mentre nei Paesi Bassi è esattamente
il contrario (etica calvinista): arricchirsi lavorando è un segno del valore divino, la ricchezza accumulata non
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va sprecata, ma reimpiegata per produrre ulteriore ricchezza (progresso) si sta formando la mentalità
capitalistica, non si vive più della rendita fondiaria, ma del proprio lavoro. L’Olanda rappresenta tutto
questo, il mondo nuovo: fanno la rivoluzione e la vincono (borghesia al potere). Nel ‘600 i Paesi Bassi sono
una grandissima potenza finanziaria e commerciale, con tolleranza religiosa (chi prega dio diversamente
non va perseguitato: moderna idea di libertà). Tutto questo giungerà a compimento con le paci di Vestfalia.
In Olanda, il diverso (ebreo, protestante) diventa un valore: non va eliminato. Mentre Filippo II non si fidava
nemmeno dei convertiti (marrani, moriscos) e manda al rogo la ricchezza della Spagna. Ecco lo scontro tra i
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2 mondi. Filippo II non sconfigge la rivoluzione e gli costa un sacco di soldi (le uscite superano le entrate).
Gli Asburgo hanno nel loro dominio le zone più ricche del mondo ma non riescono a prevalere.
4. Inghilterra
Filippo II si sposò con Maria la Sanguinaria, ma alla sua morte ci sono dei problemi di successione tra
l’anglicana Elisabetta (figlia di Enrico VIII e Anna Bolena) e la cattolica Maria Stuart regina di Scozia e
sposata con il re di Francia. L’ascesa al trono di Maria avrebbe permesso alla Francia di prendersi anche
l’Inghilterra storcendo gli equilibri europei. Ecco quindi che il cattolico Filippo II, per ragion di stato,
appoggia Elisabetta e chiede anche di sposarla, cosa che lei rifiuterà. Il feeling che si crea tra Spagna e
Inghilterra si interrompe presto per diversi motivi:
• egli ha i galeoni spagnoli che trasportano oro e argento dal Sudamerica in Spagna e vengono assaliti
dai corsari (pirata: bandito, corsaro: privato cui il re/regina concede la lettera di corsa che autorizza
a rapinare le navi di un Paese da cui ritiene di aver subito torti, agisce per conto del proprio stato). I
corsari inglesi saccheggiavano i galeoni spagnoli.
• Elisabetta aiutava i ribelli olandesi
Allora Filippo II aiuta i ribelli Irlandesi (colonia protestante ma con gente cattolica, perseguitata
dall’Inghilterra) fino a quando Mary Stuart torna in Scozia da cui deve scappare poiché si è diffusa la
rivoluzione protestante (presbiterianesimo) e si rifugia in Inghilterra; viene scoperto un complotto e
condanna a morte Mary. Per Filippo II è intollerabile e decide l’invasione.
• Fa costruire un’immensa flotta: invincibile armata (1588). Tuttavia, la flotta spagnola è basata sui
galeoni (navi grandi e pesanti): la Manica è stretta. Inoltre, il comando della flotta spetta a un
nobile (Duca di Medina Sidonia – non era mai salito su una nave) e va contro la flotta inglese
comandata da comandanti esperti (Francis Drake) e le navi inglesi sono più piccole e maneggevoli.
La flotta spagnola non arriva neanche nei Paesi Bassi e la metà viene affondata nella Manica.
Inoltre affondano anche tutti i ducati spesi: la Spagna fallisce. I sopravvissuti non possono tornare
indietro (venti contrari) e devono circumnavigare tutte le isole inglesi, tornano in Spagna meno
della metà delle navi partite.
L’Inghilterra diventa una potenza internazionale e falliscono i sogni di riportarla sotto il cattolicesimo.
Filippo II va incontro ad una vittoria, provvisoria, a Lepanto; ma anche a due disastri (Paesi Bassi,
Inghilterra). Sotto il suo regno dovette dichiarare banca rotta per 3 volte. Nel 1580, muore il re del
Portogallo e Filippo II prende il suo posto; fino al 1640 è sotto di lui.
L’ASCESA DELL’INGHILTERRA ELISABETTIANA
In Inghilterra c’è il Parlamento, che nasce per controllare come vengono spesi i soldi di chi paga le tasse
(origine finanziaria): è il controllore delle spese del re. Nel Parlamento sono rappresent
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