Forme vocali
- Cantus planus
- Canzone trobadorica
- Lauda
- Teatro religioso
- Organum
- Mottetto
- Messa
- Forme fisse Ars Nova
- Chanson
- Frottola
- Madrigale
- Melodramma
- Aria
- Recitativo
- Oratorio
- Cantata
Forme strumentali
- Improvvisazione
- Imitazione contrappuntistica
- Danza
- Toccata, Ricercare, Fuga
- Suite
- Sonata barocca
- Da chiesa
- Da camera
- A 2 e a 3
- Solistica
- Concerto barocco
- Grosso
- Solistico
- Sonata preclassica e sonata classica
- Sinfonia tra fine XVIII e inizio XIX secolo
- Forme nel primo Romanticismo
- Preludio
- Ciclo pianistico
- Studio
- Ballata
Monodia
La monodia è una forma musicale sviluppata nel medioevo in cui è presente un'unica linea melodica prevalente. L'esecuzione era solistica o corale, accompagnata o non accompagnata, vocale o strumentale. Il canto (sia vocale che strumentale) nacque:
- Dal linguaggio (logogenesi: dal greco logos, parola)
- Dall'esigenza di esprimere pensieri e sentimenti (patogenesi: dal greco pathos, sentimento)
Monodia sacra
Cantus planus
Canto monodico, solo vocale (l'accompagnamento strumentale era fuorviante e profano: distoglieva l'attenzione dall'oggetto liturgico e religioso), con escursione limitata e ritmo legato al testo. Trattava temi sacri, liturgico-spirituali con testo in latino.
Lauda
[da XII sec.] Canto religioso monodico non liturgico a scopo devozionale, caratteristico di processioni. Cantato in lingua "italiana" (volgare). Si sviluppa maggiormente nell'Italia centrale (Umbria, Toscana). La struttura poetica era quella della ballata, che si prestava all'esecuzione alternata tra solista e coro. "Altissima Luce"
Cantigas de Santa Maria
[da XIII sec.] Attribuite ad Alfonso X "El Sabio" (cioè sapiente) Oltre 400 canti spirituali dedicati a Maria in lingua Gallega Antica (parlata in Galizia, Nord-Est Spagna). Forma poetica affine a quella del Virelai francese, formato da ritornello e strofe. La musica risente di influenze trovadoriche (ultimi trovatori soggiornarono proprio presso la corte di Re Alfonso X) "Como poden por sas culpas"
Teatro religioso
Primi spettacoli teatrali, mettevano in scena episodi tratti dalle Sacre Scritture:
Uffici drammatici
[a partire da X sec.] Nati da canti degli Uffici delle Ore o della Messa. Formati dall'interpolazione di nuovi testi e nuove musiche all'interno di brani del repertorio liturgico. All'originario nucleo, si aggregarono successivamente altre scene, largamente inventate sia nel testo che nella musica. "Visitatio Sepulchri"
Drammi liturgici
[XI-XIII sec.] I testi erano in latino. L'esecuzione avveniva in chiesa e l'azione si svolgeva davanti l'altare con essenziale apparato scenico e costumi. Mescolate in un linguaggio omogeneo si trovano:
- Citazioni e parafrasi di melodie gregoriane
- Prestiti da sequenze e tropi
- Derivazioni da melodie dei trovieri
In alcuni dei codici che ci hanno tramandato drammi liturgici, sono riportate minuziose didascalie, quasi note di regia, che prescrivono i movimenti che devono compiere gli attori. "Ludus Danielis" - Ilario
Messa
La monodia sacra veniva impiegata per:
- Ordinarium (parti fisse) Missae:
- Kyrie
- Gloria
- Credo
- Sanctus
- Agnus Dei
- Proprium (parti che variano con anno liturgico) Missae:
- Introito
- Alleluia
- Offertorio
- Communio
Uffici delle ore
Letture e altre formule distribuite per tutta la giornata:
- Mattutino
- Laudi
- Prima
- Terza
- Sesta
- Nona
- Vespro
- Compieta
Modi di intonazione
- Accentus (cantillazione, sillabico): una nota per ogni sillaba, molto vincolato al testo
- Concentus (melisma moderato): ampliare una sillaba con diverse note, possibilità molto varie
- Jubilus (canto melismatico): molto svincolato dal testo, privilegia la melodia rispetto al testo
Modi di esecuzione salmodica
- Diretta: Il coro esegue una parte comune dall'inizio alla fine del brano
- Responsoriale: Botta e risposta tra un solista e il coro
- Antifonico: L'assemblea si divide in due o più parti e si eseguono parti differenti
Tropi
Ampliamenti di un brano liturgico già dato, attraverso inserimento di un testo o di una melodia. Serviva a dare una forma particolarmente solenne a determinati elementi della liturgia. Testo o melodia venivano collocati all'inizio, in una sezione intermedia o alla fine. Tali arricchimenti potevano essere di tre tipi:
- Inserimento di melismi in alcuni punti di melodie tradizionali (tropi musicali)
- Inserimento nuovo testo in un brano su melisma esistente (tropi testuali)
- Inserimento in un brano di nuovo testo con una nuova musica
Sequenze
Componimento poetico musicale liturgico, che viene citato o cantato nella celebrazione eucaristica solenne prima del Vangelo. Appartiene al "Proprium" della Messa, il suo testo quindi varia a seconda dell'occasione liturgica celebrata. Sostanzialmente si trattava di un'aggiunta di testi allo Jubilus alleluiatico (un tropo testuale specifico per l'Alleluia). In un secondo tempo, la pratica delle aggiunte si evolse presentando una forma composta da due strofe isolate all'inizio e alla fine mentre all'interno erano appaiate e cantate con una melodia che si ripeteva in ogni coppia. "Dies Irae" - "Stabat Mater"
Monodia profana
Forma monodica in opposizione alla monodia sacra. Tutta la musica non destinata alla liturgia o alla devozione (profano: davanti/fuori del tempio).
Canzone trobadorica
Monodia profana più diffusa nel medioevo. La diffusione delle lingue nazionali diede vita a produzioni liriche di spirito cavalleresco-cortese in cui musica e poesia si univano. Questo movimento nacque nella Francia meridionale ad opera dei trovatori e si estese poi in tutta la Francia e Germania. La poesia trattava generalmente di argomenti amorosi. Il patrimonio che ci è pervenuto è notevole e raccolto in canzonieri. La vita nelle corti diventa meno rozza. Cerimonie di investitura, nuovi valori. Il castello non è solo centro difensivo, ma diventa anche centro culturale. I feudatari diventano promotori della cultura. Guglielmo IX d'Aquitania era il più potente signore della Francia meridionale e fu il primo Trovatore. L'esecuzione e diffusione delle opere di Trovatori, Trovieri e Minnesanger era affidata a Menestrelli itineranti.
Trovatori
(Francia Meridionale/Occitania) [1100-1350] La concezione dell'Amor Cortese fu elaborata nei castelli della Francia Meridionale e diffusa dalla lirica trovadorica in Lingua D'Oc (provenzale). Non erano intrattenitori girovaghi, ma restavano in un posto per un lungo periodo di tempo, sotto la protezione e mecenatismo di un ricco nobile. Le melodie erano vicine a formule del gregoriano, con prestiti dalla musica popolare. I temi trattati erano quelli dell'amor cortese e dell'ideale aristocratico. La forma più diffusa era la Cansò, la cui struttura era simile a quella di un inno con varie strofe ("coblas"). Varie erano le tematiche trattate:
- Liriche:
- Canso: canzone d'amore
- Sirventese: satira politica o morale
- Ennui: satira
- Planh: lamento funebre
- Narrativi o drammatici:
- De toile: narrazione al femminile
- Aube: distacco tra due amanti all'alba
- Pastorella: corteggiamento cavaliere-pastorella
- Lai: origine bretone, in ottonari
- Dialogiche:
- Jeu parti (tenso): discussione poetica su amore, politica o morale
- A ballo:
- Ductia
- Estampida
- Virelai
- Ballade
- Carole
Vi erano anche gli stili:
- Trobar Plan: diretto e semplice
- Ric: complesso e con allusioni misteriose
- Clus: con frequente ricorso a metafore ed espressioni oscure
Esponenti:
- Guglielmo IX d'Aquitania (1° trovatore) [1071-1127] "Pos de chantar"
- Marcabru (trovatore umile, non aristocratico) [XII sec.] "Pastorela"
- Arnaut Daniel Dai suoi versi prese ispirazione Dante Alighieri
Trovieri
(Francia Settentrionale) [1160-1280] Poeti musicisti in lingua d'Oil (antico francese), molto simili ai trovatori, sia nei soggetti che nelle forme. La loro posizione sociale era nobile e borghese. La Chanson è composta da strofe ripetute 2 volte:
- La prima in forma aperta
- La seconda in forma chiusa (a conclusione)
I temi trattati erano: amore cortese, cicli cavallereschi, "attualità", autobiografia, devozione religiosa. Melodie: libertà e naturalezza nel canto
Esponenti:
- Riccardo Cuor di Leone "Je nul hons..."
- Adam de la Halle "Le jeu de Robin e Marion"
- Thibaut IV de Champagne
Minnesanger
(Germania) [1150-1230] Il matrimonio tra Federico Barbarossa con Beatrice di Borgognona segnò la penetrazione degli ideali cavallereschi in Germania e la nascita dell'equivalente del Trovatore ovvero: i Minnesanger. I temi trattati sono sempre amorosi. La lingua era un Alto Tedesco medio. Le forme più impiegate hanno i loro modelli nella lirica provenzale:
- Lied: si svolge in più strofe (modello: Cansò)
- Leich (modello: Lai)
- Spruch (modello: Sirventes)
- Tagelied (modello: Alba)
Esponenti:
- Walter von der Vogelweide [1170-1230] "Sotto il tiglio"
- Wolfram von Eschenbach [1170-1220]
- Tannhauser (modeste origini) [1220-1270]
Carmina Burana
[XIII sec.] Testi poetici, in lingua prevalentemente latina, contenuti in un importante manoscritto del XIII sec. proveniente dal convento di Benediktbeuern. Scritto dai Clerici Vagantes: corrente contraria alla mondanizzazione degli uomini della Chiesa. 315 componimenti poetici dei quali possiamo ricostruire l'andamento melodico solo di 47. Il codice è suddiviso in:
- Carmina Moralia: argomento satirico e morale
- Carmina Veris et Amoris: argomento amoroso
- Carmina Lusorum et Potatorum: canti bacchici e conviviali
- Carmina Divina: argomento moralistico
Teatro profano
In contrapposizione con il teatro religioso trattava temi comuni al popolo in chiave comica. La prima opera rappresentata è stata: "Le jeu de Robin et Marion" - Adam de la Halle (metà XIII sec.) in cui erano presenti varie forme musicali: mottetti, rondeau, brani strumentali, ecc..
Polifonia sacra
Il desiderio di rinnovare il canto liturgico, senza alterarne la purezza melodica favorì il diffondersi dell'uso di accompagnare il canto sacro con altre melodie. (a partire dal IX sec.) Esse procedevano parallelamente, nota contro nota, seguendo la tecnica del contrappunto. A partire dal X sec. fino ad arrivare al XVI sec. ci fu la prevalenza di forme polifoniche e del contrappunto. Gli storici suddividono questo ampio ciclo in 5 periodi:
- Inizi della polifonia [X sec - prima metà XII sec.]
- Ars Antiqua [seconda metà XII - XIII]
- Ars Nova [XIV sec.]
- Età Fiamminga [XV - inizi del XVI sec.]
- Polifonia Rinascimentale [XVI sec.]
Inizi della polifonia
Organum
Dal cantus planus si passò all'Organum: la più antica forma polifonica (IX - X sec.). Nelle prime fasi l'Organum coinvolgeva solo 2 voci: una melodia gregoriana sovrapposta a se stessa, spostata di un intervallo consonante (quarta o quinta giusta). Le note della voce bassa vennero dilatate e allungate, mentre la voce più alta, in forma melismatica (un gruppo di note ad altezze diverse per una sola sillaba testuale), cantava una melodia sotto le note lunghe tenute. Spesso la composizione cominciava e finiva con un unisono, mentre la trasposizione era mantenuta solo nel corpo centrale. Originariamente l'Organum era improvvisato. Mentre un cantore eseguiva la melodia scritta (vox principalis), un altro ad orecchio forniva la melodia trasposta (vox organalis).
Diversi tipi di Organum
- Organum Parallelo (IX - XI sec.):
- Vox Principalis: voce superiore
- Vox Organalis: sotto di un intervallo giusto serviva da accompagnamento
- Organum Melismatico (XII sec.):
- Vox Principalis: esecuzione melodia gregoriana al grave (cantus firmus)
- Vox Organalis: esegue liberamente melodie ricche di fioriture
- Discanto (fine XI sec.):
- Vox Principalis: al grave
- Vox Organalis: procede per intervalli misti e moto contrario
Ars Antiqua
[seconda metà XII - XII] La polifonia vocale sacra esce dalla fase delle origini per affermarsi compiutamente. Diffusione del canto a più voci e creazione di molte composizioni polifoniche favorite da:
- Affermazione notazione sul rigo (indicazione altezza reale suoni)
- Assunzione di convenzioni e regole per determinare durata note e rapporti relativi tra di loro.
La Scuola di Notre-Dame
[1150-1350] Scuola polifonica al servizio della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, centro europeo di musica polifonica. Notizie su musica dell'epoca ci sono fornite da un editto del 1198 del vescovo Oddone di Sully che dettava i criteri per le composizioni polifoniche da eseguirsi nella cattedrale. La cappella musicale acquistò grande forma grazie all'opera dei suoi 2 primi grandi maestri:
- Leonin [1135-1201] Raccolse il "Magnus Liber Organi" Introdusse l'Organum Duplum dove la voce superiore (Duplum) e quella inferiore (Tenor) svolgevano a tratti melodie separate
- Perotin [1160-1230] Rielaborò composizioni presenti nel "Magnus Liber Organi" e creò nuove composizioni a 3 o 4 voci (Organum Triplum/Quadruplum)
Conductus
[X-XI sec.] Tipo di composizione vocale di uso paraliturgico, per una o più voci con testo in latino. L'origine e lo sviluppo del Conductus è da situare con ogni probabilità nella Scuola di Notre-Dame intorno al 1150.
Clausula
Particolare tipo di composizione. Si tratta di una sezione di Organum costruita su un frammento melismatico di un Tenor. Non è una composizione autonoma, viene inserita per questo all'interno di un Organum e potevano essere sostituite da un'altra Clausula partendo dallo stesso Tenor.
Mottetto
XIII sec.: Sviluppatosi nel XIII sec. era la più importante forma polifonica in ambito sacro. La distinzione tra organum e mottetto era la politestualità di quest'ultimo: spesso il mottetto era scritto con testo in greco e latino, in francese, oppure combinando le tre lingue. Era composto da 3 o 4 voci:
- Tenor: muoveva a valori larghi, ma metricamente (voce inferiore) definiti. A volte eseguita anche da un
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