Lezione 1
04/02/2019
Morte di Canova e fine convenzionale del Neoclassicismo
1822 morte di Canova, fine convenzionale del Neoclassicismo.
Completamento della Pala Pesaro di Tiziano
1526 Completamento della Pala Pesaro di Tiziano a Venezia.
Firenze nel primo Rinascimento - Parte I
Cantieri e artisti del tempo di Arnolfo di Cambio
Cantieri iniziati al tempo di Arnolfo di Cambio e andati avanti nel 1400.
De Pictura
Primo testo di Leon Battista Alberti (1404-1472), pieno XV secolo. Alberti, appartenente a una famiglia di esuli fiorentini, nasce a Genova ma per caso. Il De Pictura è scritto tra il 1435-1436, in latino, ma Alberti ne fa un'autotraduzione in volgare. Vengono nominati i più importanti artisti del tempo, tra cui Lorenzo Ghiberti, Donatello e Luca della Robbia, e viene citato questo Masaccio, che però probabilmente non è Tommaso Masaccio, ma potrebbe essere lo scultore Maso di Bartolomeo, ipotesi avanzata nel 200 da Mary Pardo. Sia che si tratti di uno o dell'altro, sono nominati più scultori ed è significativo. Alberti sembra parlare di scultori e del cantiere del Duomo. Massimo elogio della cupola che nel '36 era stata completamente voltata. (1550 I edizione di Vasari, 1568 II edizione di Vasari che è quella comunemente letta. I parte 1200-1300 fino al 1568. II età 1400, III età fino al 1568 che Vasari considera maniera moderna). Vasari ha una visione evoluzionistica della storia dell'arte moderna. Vasari crea una climax nel lettore. Donatello, Brunelleschi e Masaccio erano amici. Brunelleschi e Donatello si formano quasi insieme. Fanno insieme il viaggio a Roma.
Premesse in scultura
Porta della Mandorla: porta che si trova nel lato nord. Così chiamata perché la Madonna si trova incorniciata in un rilievo a forma di mandorla. È l'unica porta a essere così riccamente decorata, ci parteciparono due o tre generazioni di scultori, più grande cantiere pubblico di scultura. Grazie ai restauri abbiamo una leggibilità piena. Il mosaico sotto la lunetta è stato aggiunto nel tardo 1400, è fuori contesto infatti, oggi si trova al Museo dell'Opera del Duomo. Decorazioni a marmi policromi. Ci sono 3 fasi di realizzazione:
- 1391-97: cornice del portale a sguanci, gruppo di statue accanto agli archivolti e i due tabernacoli
- 1404-1409: Fregio a girali nel timpano, archivolto a due statue accanto al frontone del portale
- 1414-1421: Nanni di Banco lavora al rilievo del frontone
- 1422: Donatello esegue le due grandi teste nei pennacchi della cornice del frontone.
- 1423: sulla sommità del frontone viene collocata una statua presa dal deposito dell'Opera del Duomo
- 1489-90: viene aggiunto il mosaico di David Ghirlandaio.
Giovanni d'Ambrogio scultore più importante del cantiere del 1300. Angelo Ercole 1405-08. Annunciante e Vergine Annunciata e Attribuzione per base stilistica, a volte viene attribuito (l'Ercole) a Nanni di Banco, i documenti non dicono nulla. All'inizio a dx e a sx in alto nella porta (sui pinnacoli) c'erano due profetini, uno è di Donatello (1406) e uno di Nanni di Banco (1406 ca). Sono alti un metro e venti. Giovane profeta. (Donatello (?), Giovane profeta, 1406 ca, Firenze, Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore (in origine pinnacolo sinistro della Porta della Mandorla)). Di Donatello in questo momento si sa poco. Lo stile è un po' diverso fra i due. Ci sono cmq ancora i panneggi a sciabola poco naturalistici, vuol dire panneggi che hanno poco a che fare con la posizione dei profetini. In seguito Donatello avrà uno stile più naturalistico. Dopo il 1407 Donatello lascia Ghiberti, e dal 1410 è sotto l'orbita di Brunelleschi. Entro il 140 abbiamo visto i due crocifissi lignei, uno di Donatello e uno di Brunelleschi. Il Vasari ce ne parla. Vasari dice che Brun. Disse che Don. Mise in croce un contadino (per i muscoli del Cristo). Quello di Donatello -> Santa Croce quello di Brunelleschi -> Santa Maria Novella - Donatello scolpisce il panno, Brunelleschi no lo mette vero. Vir dolorum (Porta della Mandorla) e Profetta-Crocifisso (CONFRONTO CON.: panneggi: affinità stilistica notevole).
Nell'arte rinascimentale la scultura viene prima della pittura e dell'architettura.
Cantiere del Battistero
Le formelle che ci sono giunte, solo due sono del 1401, di quando ci fu il concorso. Hanno una forma circolare mistilinea, perché ci sono linee tonde e anche rette. Quadriloba. Sono rilievi in bronzo dorati, di circa 30 cm in altezza. Il soggetto è il sacrificio di Isacco, episodio dell'Antico Testamento. L'angelo interrompe il sacrificio e mette al posto di Isacco un caprone. 4 figure umane e 1 divina 2 animali e dietro montagna. Possiamo dire che c'è stato un committente comune perché ci sono gli stessi particolari, la richiesta era quella. Fonti: fonte di Lorenzo Ghiberti, nei Commentari riporta i nomi di coloro che parteciparono al concorso, ci sono 3 fiorentini: Ghiberti, Lamberti, Brunelleschi.
“Non dimeno, in questo istante, da miei amici mi fu scritto come i governatori del tempio di sancto Giovanni Battista mandano pe' maestri i quali siano docti, de' quali essi vogliono vedere pruova. Per tutte le terre di Ytalia moltissimi docti maestri vennono per mettersi a questa pruova e questo conbattimento. Chiesi licentia dal signore e dal conpagno. Sentendo el signore il caso, subito mi diè licentia. Insieme cogli altri scultori fumo innanzi agli operai di detto tempio. Fu a ciascuno dato quattro tavole d’ottone. La dimostratione vollono i detti operai e governatori di detto tempio, ciascuno facesse una istoria di detta porta, la quale storia elessero fusse la immolatione di Ysaach e ciascuno de’ conbattitori facesse una medesima istoria. Condussonsi dette pruove in uno anno e quello vinceva doveva esser dato la victoria. Furono e combattitori questi: Filippo di Ser Brunellesco, Symone da Colle, Nicholo d’Arezo, Iacopo della Quercia da Siena, Francesco di Valdombrina, Nicholò Lamberti. Furono sei a fare detta pruova, la quale pruova era dimostratione di gran parte dell’arte statuaria. Mi fu conceduta la palma della victoria da tutti i periti e da tutti quelli si provorono mecho. Universalmente mi fu conceduta la gloria senza alcuna exceptione. A tutti parve avessi passato gl’altri in quello tempo, sanza veruna exceptione, con grandissimo consiglo et examinatione d’uomini dotti. Vollono gli operai di detto governo el giudicio loro scritto di loro mano. Furono huomini molto periti, tra pictori e scultori, d’oro e d’argento e di marmo. I giudicatori furono 34, tra della città e delle altre terre circustanti: da tutti fu dato in mio favore la soscriptione della victoria, e consoli et operai e tutto il corpo dell’arte mercatoria la quale à in governo il tempio di sancto Giovanni Battista. Mi fu conceduto e determinato facessi detta porta d’ottone pel detto tempio, el quale condussi con grandissima diligentia”. Commentari Ghiberti
Per confronto: Ci sono nelle predelle riferimenti all’arte classica es Spinario, visti uno in marmo che è agli Uffizzi e uno in bronzo che si trova invece ai musei capitolini a Roma. Le due formelle, che sono le uniche a esserci rimaste sono al museo del Bargello. Arte romana: Torso di Centauro.
Il gotico internazionale arriva a Firenze - Fonte Cennino Cennini
La pittura rinascimentale arriverà con Masaccio.
“Il libro dell’arte”, inizio XV secolo. Cita Giotto, l’arte di Giotto era ancora influente. Si sono poi fatti esempi di arte prima di Masaccio, Lorenzo di Niccolò Incoronazione della Vergine, 1401-02. Cortona San Domenico. Madonna col bambino e quattro santi, 1404. Empoli, Museo della - Lorenzo Monaco, Collegiata. Annunciazione, 1410-15. Gallerie dell’Accademia, Firenze. Lo stile è ancora molto decorativo.
Confronto porte
La formella quadriloba viene presa dal Pisano, L’iconografia è diversa, una è la storia di Cristo una del Battista. Nel Pisano i due sportelli della porta sono separati, nel Ghiberti la narrazione va oltre alla porta. È citato Donatello in entrambe.
Le origini del Rinascimento
Abbiamo parlato di Nanni di Banco (1408) -> viene poi portato dentro al Duomo. E del David di Donatello (1408-09). Primo esempio di statua che ha valore in sé ed è slegata dall’architettura. TESTO DI ARTUR ROSEAUER.
Lezione 2, 05/02/2019
Non fare Luca della Robbia. Destra Brunelleschi e sinistra Lorenzo Ghiberti. Sono rilievi bronzi, formelle quadrilobe, segna l’anno di inizio dello stile rinascimentale. Il tema era unico era un concorso di arte di Calimala. Delle tre porte solo una era stata completata da Andrea Pisano, in via calzaiola. Questa porta si trova sul lato meridionale del battistero, era una porta del 1830. Ne mancavano due: settentrionale e in fronte al Duomo, cioè la più importante. Fu fatto un concorso, la tipologia di un concorso è comune in arte fiorentina fra 3 e 400. Sappiamo pochissimo su questo concorso ma sappiamo testimonianze di due partecipanti. Gli scultori dovevano essere almeno sette e sono rimaste conservate solo queste due formelle.
Perché? a. perché Ghiberti vince e la sua viene conservata, di Brunelleschi viene conservata per la sua notorietà. b. In Brunelleschi ci sono fori in alto. perché era stata inserita in un altro contesto, chiesa di san Lorenzo, sopra altare (?), ecco perché si è conservata. c. Alla fine la fonte (di parte quindi non attendibile) è quella di Ghiberti, che intorno al 1450 scrive i Commentarii, che sono da una parte autobiografia artistica e dall’altra storia dell’arte e tecniche a lui precedenti e contemporanee.
TESTO Giberti dice i maestri fanno concorso, a ognuno 4 tavole di ottone cioè di bronzo. Ogni arte aveva responsabilità di patrocinio su un edificio, l’arte più ricca, Calimala, aveva patrocinio sul Duomo e sulle opere. Furono combattitori Filippo di Ser Brunellesco, Symone da Colle (non abbiamo catalogo di opere loro), Nicholo d’Arezo (non abbiamo catalogo di opere loro), Iacopo della Quercia da Siena, Francesco di Valdombrina (scultore senese del legno), Nicholò Lamberti: lune cita sei, altri invece sette. Brunelleschi per ora è segnato solo come orafo e scultore. Manetti invece ci dice in un’altra testimonianza che non ci fu un vero vincitore ma che ci fu un compromesso che venne rifiutato. Vasari invece dice che Donatello convince Brunelleschi a rinunciare e alla fine vince Ghiberti (ma Vasari vive dopo quando Brunelleschi è mitizzato ed è difficile andarci contro).
FOTO retro delle opere d’arte. vediamo i quattro fori per l’altare di san Lorenzo. Mentre Ghiberti è sorta di fusione unica, e quindi c’è svuotamento dal retro nella tecnica di fusione che porta ad un abbassamento della quantità di bronzo necessario per la fusione (utilizza un terzo di bronzo in meno 18 kg vs 25 di Brunelleschi, Calimala dovevano pagare dunque di meno per la porta). Mentre Brunelleschi ha soluzione molto più pesante, che dimostrava una perizia minore.
In termini stilistici tre categorie
- Espressività
- Narrazione
- Spaziale
Espressività: dei soggetti. Spaziale come sono disposti. Narrazione cioè dell’azione è apparizione dell’angelo che interrompe. Quella di Ghiberti è più risolta da tutti e tre i punti di vista. Sfrutta elemento naturalistico della montagna, cosa che non riesce a fare Brunelleschi. Citazioni dall’antico sono assolte da entrambi i contendenti.
Foto torso di Isacco di Ghiberti, preso da arte romana, mentre servitore che si toglie la spina da sculture ellenistiche. Quindi primo grande cantiere che poi porta a realizzazione della porta. Qual è il contesto di riferimento? Da 1404 viene messa in opera la porta che richiederà 20 per essere eseguita da Ghiberti. È stagione del gotico internazionale fiorentino.
TESTO Situa della pittura fotografata bene da questo testo: riconosce linea rossa che si era formato da Agnolo, figlio di Taddeo, che era allievo di Giotto (quindi è come se lui lo fosse da Giotto). Ancora non ci sono tentativi nuovi in pittura. In questa situazione stagnante arriva a Firenze nuovi elementi di gotico internazionale, Gherardo Starnina rinnova la cultura del tempo puntando su colori dissonanti fra loro e forti che devono rinnovare la pittura fiorentina ormai tardo giottesca. Alla sua bottega si forma più grande pittore fiorentino, Lorenzo Monaco, che si confronterà con Gentile da Fabriano. Annunciazione con rosa forte in veste angelo. Mentre scultura: protagonista è ancora una volta Ghiberti, vedi i reliquiari, ali angeli diventa motivo decorativo a se stante, vesti assomigliano all’annunciazione di Lorenzo Monaco, a questo stile nuovo.
Battistero: porta meridionale, nord di Ghiberti, orientale o del paradiso
Porta meridionale, cioè la prima, poi a nord di Ghiberti, poi orientale o del paradiso (per la sua bellezza), di fronte al Duomo, che veniva aperta solo in circostanze particolari. Il concorso era stato per realizzare quella orientale. FOTO a sx Pisano (sud), a dx Ghiberti (nord). L’uso della quadriloba non è invenzione ma imposizione dal fatto che porta dovesse accordarsi con quella già eseguita. Quindi quadriloba è gotica, tipica del 300. 2 battenti, sette fasce e 28 formelle. Gli stipiti sono successivi, le scene narrative cominciano dal terzo livello dal basso: prima ci sono delle singole figure, poi ci sono quelle del battista. Due fasce per figure singole e cinque fasce per figure narrative in entrambe le porte. Quella di Pisano (foto a sx) stava a sud, porta di accesso come quella a nord, stavano aperte. Quindi Pisano ragiona su battente di destra e sinistra. Terzo da giù c’è battesimo in fiume Giordano. Cioè narrazione prima su battente di sinistra e poi dopo tutto destra, perché stava aperta la porta. Mentre Ghiberti a dx, storie del nuovo testamento che comincia da annunciazione: invece lui fa a fila orizzontale, doveva stare quasi sempre chiusa, era concepita per stare a nord, ui ragiona sui due battenti perché sa che sarà sempre chiusa. Ora questa porta di Ghiberti dove sta? AL museo delle opere del Duomo per motivi conservativi. Altra foto dopo numerazione: sono le ultime storie di Giovanni Battista nella porta di Pisano. Usa dei fiori, elementi a rombo geometrici e protomi leonine per dividere le diverse scene. Mentre Ghiberti usa teste dei profeti, foglie e fauna. Porta di Ghiberti è inizio rinascimento inteso come convivenza con gotico internazionale: nella cornice infatti è simile a cornice pittorica di Fabiano.
Porta Ghiberti: scena tentativo di creare una spazialità prospettica, Gesù al tempio, figura fine di Maria, e Giuseppe. Pieghe lunate di Ghiberti nella prima fase. Foto disegno preparatorio di idea compositiva per scena flagellazione. Porte di Ghiberti ebbero successo immediato: ci sono infatti citazioni di questa porta in arte genovese ed in altre arti (croce astile di s.giovanni evangelista di Nicola da Guardiagrele). Confronto del trattamento dei panneggi, e con la cappella salibeni di Lorenzo monaco affrescata negli anni 20: ghiberti e artisti del gotico internazionale fanno blocco unico e si confrontano.
Le origini del Rinascimento
Due correnti incarnate da due artisti. Rosenhower parte parlando di Donatello non da profetici della porta della mandorla. Sono Nanni di Banco e Donatello, che elaborano stile nuovo che chiameremo Rinascimento. Banco morirà molto giovane, nel 35 (controlla) mentre Donatello morirà a ottantenne nel 1486, la competizione fra loro la vince lui, pieno di onori. Opere a sinistra nel museo delle opere nel duomo, mentre David di Donatello sta nel (controlla?). Erano figure alti circa 190cm in origine dovevano stare in facciata duomo, tribuna sottostante la cupola a circa 25 m di altezza. Ma non ci arrivarono mai. Da considerare ancora una volta il luogo. In realtà il destino delle due sculture sarà diverso. Inizialmente Donatello la fece di terracotta (?). Quella di Nanni di banco va in cappella secondaria del duomo ad altezza terra (è ancora li), piega a scimitarra. Sono due giovani profeti, iconografia rinnovata perché dissoluto erano re o barbuti. Mentre in Donatello c’è cambiamento (culturale e simbolico) notevole.
Infatti statua di Donatello: Nel 1416, pochi anni dopo sua esecuzione, viene inserita in stanza del palazzo pubblico con scritta sottostante, latina in cui assume un carattere politico: Firenze si autoritrova nella figura del David e one tale soggiogata e minacciata da figure potenti confida nell’aiuto divino. È una statua che nasce in ambiente gotico, in cui statua è sottoposta all’architettura. Diventa in ambiente a se stante, ci si può girare attorno: è destino diverso, che sarà tipico rinascimentale: viene rotta subordinazione dell’elemento scultoreo ad architettonico.
Questo ci fa capire Orsanmichele in via Calzaiuoli. Leggi anche capitolo terzo di Campbell e Cole. Pianta lato su via calzaiuoli. Diventa poi una chiesa. Sculture ancora dentro il tabernacolo, quindi in servitù dell’architettura. Lo spazio della nicchia è abbastanza ristretto, perché tabernacoli sono possenti per reggere le volte e piani soprastanti. Dove ci son statue di s. Giorgio e s. Matteo, di Donatello e Ghiberti, specialmente s. Giorgio era tutta frontale. Perché lì si doveva scavare la scala che portava al piano superiore della chiesa. La decorazione di queste vengono realizzate fra 1400 e 1434. Alcune di queste hanno poi seguito alcune variazioni nel corso del tempo. Allo stesso modo il n.10, san Luca, non è statua.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia dell'arte moderna - Controriforma
-
Storia dell'arte moderna - Neoclassicismo
-
Storia dell'arte moderna - Rinascimento
-
Storia dell'Arte Moderna - Appunti