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STORIA DEL PENSIERO CINESE

ANNE CHENG

道 DAO

significa:

“strada”, “cammino”, e per estensione “metodo”, “modo di procedere”, ma può anche significare,

“camminare”, “avanzare”, “parlare”, ”enunciare”.

- Ogni corrente ha il proprio DAO, in quanto propone un insegnamento fondato su un insieme di pratiche.

- L'importante non è attingere al fine quanto piuttosto saper procedere.

- La Via non è mai tracciata in precedenza, ma si traccia mano a mano che vi si cammina.

- Il movimento stesso del DAO è vita.

- il mondo come unità in cui non è intervenuto il linguaggio a distinguere le cose

- l'uomo col linguaggio pensa di poter intervenire sul mondo; Confucio cerca di trovare un sistema di valori

che enfatizzasse il linguaggio attraverso il perfezionamento dei riti

- “guida , solco” via per raggiungere un obiettivo massima espressione di ciò che si è

- “assoluto” unità primordiale prima del linguaggio. Posso solo esprimerlo e dire cosa non è , sennò lo

limiterei e mi contraddirei; fondamenta visibili, analogico- correlativo, logico-analitico (Han

本 正名 刑名

Feizi)

气 QI

significa:

flusso, energia vitale che anima l'universo intero.

- Né al di sopra né al di fuori della vita, ma dentro la vita il pensiero ne è la stessa corrente. Poiché ogni

realtà, fisica o mentale, non è nient'altro che energia vitale, lo spirito non opera staccato dal corpo.

- Spirito e materia insieme, il soffio assicura la coerenza organica dell'ordine dei viventi a tutti i livelli. In

quanto il flusso vitale, è in costante circolazione fra la sua fonte indeterminata e la sua molteplicità infinita

delle suo forme manifeste.

- Il QI è percepito fin nel più profondo di un essere e della sua carne.

- È uno, ma non compatto essendo essenza vitale è sempre in movimento e in circolazione.

中 ZHONG

significa:

mezzo, centralità e la via giusta intesa come il luogo appropriato e momento propizio.

- Mezzo inteso come polo che ci attrae verso l'alto.

- Il mezzo non è altro che la LEGGE DEL DAO.

- IL DAO, INTESO COME L'ORDINE DI VITA, NON SI POTREBBE CREATE SENZA IL ZHONG.

I. LA CULTURA ARCAICA DEGLI SHANG E DEI ZHOU

L'antichità cinese comprende tre grandi dinastie: Xia (la più o meno mitica risalente al III millennio a. C.),

Shang (si forma verso il XVIII secolo, già molto raffinata sia dal punto di vista politico che dal punto di vista

religioso) e Zhou (che conquisteranno brutalmente la civiltà Shang, sotto l'imperatore Wu)

L'ordinamento Zhou si basava su pilastri:

- il potere regale;

- il principio della trasmissione ereditaria delle cariche e dei titoli;

- la potenza unificante di un sistema religioso incentrato sul e e sulla divinità a cui egli fa riferimento, il Cielo

TIAN.

Il sistema feudale Zhou è rappresentabile con uno schema piramidale:

la divinità suprema.

o è il solo a detenere il diritto di sacrificare agli antenati della dinastia e alla divinità suprema.

王 天子 Il delega il suo potere ai vassalli.

Culto degli antenati reali.

Iscrizioni oracolari, su ossa e gusci di tartaruga.

Zhou preferivano le iscrizioni su bronzi.

Pratica divinatoria+culto degli antenati=si rendevano culti e sacrifici a diverse potenze della natura, i punti

cardinali e determinate montagne.

Culto ancestrale originato dal culto degli antenati, gli antenati sono percepiti come spiriti che dimorano nel

mondo dei morti, e dunque sono in grado di assicurare una mediazione con le potenze soprannaturali, ma

al tempo stesso essi mantengono un legame organico con la loro discendenza vivente. In quanto membri

di una comunità familiare, continuano ad esercitare un ruolo in seno a tale comunità a di là della frontiera

tra vita e morte, e il loro rango nella parentela mantiene interamente la sua importanza.

SHANG ZHOU

Il Cielo = garante di un ordine rituale e di un'armonia

Divinità suprema (chiamata di o shangdi e

帝 上帝) prestabilita

gli spiriti antenati erano i mediatori

帝 天

Ordini del Sovrano dall'alto Mandato del Cielo 天命

Per giustificare il loro rovesciamento dalla dinastia

precedente, poiché gli ultimi sovrani Shang non

erano più degni di governare, e il Cielo avrebbe

inviato i Zhou per punirli e sostituirli

Il mandato era suscettibile di modificarsi e di

passare da un lignaggio a un altro ritenuto più

degno di governare

Offerte secondo il calendario assai elaborato, l'ordine naturale, propensione per l'ordine, che

differenziato a seconda dell'anzianità e per si conferma ad un ordinamento rituale.

generazione. LI SPIRITO RITUALE, rappresenta l' universo

Calendario per determinare il numero e la natura stesso

delle vittime da offrire ad un determinato antenato

in un giorno specifico

Cultura magico-religiosa Cultura etica con il supporto dei riti

II. LA SCOMMESSA DI CONFUCIO

Nell'VIII secolo a. C con l'epoca delle “Primavere ed Autunni” ha inizio il declino della sovranità.

Perché il Cielo ha permesso ad una casata in decomposizione di mantenere il trono.

CONFUCIO non è né un filosofo all'origine di un sistema di pensiero, né il fondatore di una spiritualità o di

una religione. maestro Kong

孔夫子

- sovrano senza corona suwang

素王

- principali fonte di notizie proviene dal libro “I Dialoghi” compilato sulla base degli appunti dei

论 语

discepoli e dei loro allievi, sono riferite, nella forma del discorso diretto, le parole dei Maestro.

- 551-479 a. C sarebbe vissuto fino all'età di 72 anni

- originario di un piccolo principato della provincia di Lu

- profondo attaccamento alla casa reale dei Zhou

- rappresentativo di un ceto in ascesa, intermedio fra la nobiltà guerriera e il popolo di contadini degli

artigiani, ovvero il ceto degli che diverrà la classe dei letterati e dei funzionari della Cina imperiale.

- Nel principato di Lu ricopriva la incarichi amministrativi subalterni e infine come ministro della giustizia

- Lascia il suo paese natale a causa del malgoverno del suo sovrano.

- Verso la cinquantina rinuncia alla carriera politica, perché i sovrani hanno perso il mandato celeste

- Verso i sessantanni si reca nuovamente a Lu e dedica gli ultimi anni della sua vita all'insegnamento

i dialoghi

论语

- prima persona

- discorso diretto

- la parola di Confucio, “il Maestro disse: ....”

- nozione di umano e incentrato sull'uomo

- 3 elementi emergono: l'apprendimento, la qualità peculiare dell'uomo e o spirito rituale.

L'apprendimento al centro del suo insegnamento, in quanto la natura umana sia perfettibile,

学,

• l'uomo ogni uomo si definisce come un essere capace di migliorare, di perfezionarsi all'infinito.

L'apprendere è il tema della frase d'apertura dei Dialoghi: apprendere = esperienza di vita che si

• condivide con altri e che è fonte di gioia, APPRENDERE DAGLI ALTRI E NON PER GLI ALTRI,

possibilità di rimanere “misconosciuto dagli uomini senza adombrarsene”.

L'educazione doveva basarsi sullo studio dei testi antichi e la conoscenza delle sue implicazioni

• concrete e pratiche. SAPERE COSA<SAPERE COME

La finalità pratica dell'educazione è quella di formare un uomo capace di servire la comunità sul

• piano politico e di diventare “uomo di valore” sul piano morale.

Servire il proprio sovrano = servire il proprio padre.

• 君子 小人

Uomo nobile, a cui Confucio attribuisce un nuovo

significato, poiché lo status di l'uomo nobile non gli

è più attribuita in base alla sua nascita, ma dal suo

valore come essere umano completo

“Uomo di qualità”, “uomo di valore”, “persona “L' uomo meschino, piccolo” in senso morale ossia

esemplare”, “uomo nobile” “l'uomo dappoco”, “uomo mediocre”

Conosce ciò che è giusto Conosce solo il proprio vantaggio

Imparziale ma mira all'universale Ignora l'universale e si occupa solo del parziale

Senso di giustizia Non pensa ad altro se non al profitto , privo di

義 利

saggezza, e cerca al di fuori di sé

Universalità 仁

Mansuetudine verso gli altri 恕

Virtù carisma di ispirare , capacità di

德 信

realizzare i propri obiettivi che sono anche quelli

degli altri. Virtù che deriva direttamente dal 天。

Pietra filiale 孝

Meta dell'apprendere è di diventare un “uomo di

valore” imparare a far di sé un essere umano

- le sei arti fondamentali per la formazione di un e sono: riti,樂 musica,射 tiro con l'arco ,

六义 士 禮

giuda alla biga,書 scrittura,數 aritmetica

IL SENSO DI UMANITA' = +

仁 人 二

- l'uomo diventa essere umano solo nella relazione con gli altri

- “qualità umana” o “senso di umanità” principio morale dell'uomo e delle sue relazioni con gli altri

- valore che Confucio no attribuisce a nessuno se non alle figure dei santi antichi

- si consegue solo quando vi è la rinuncia a se stessi in nome di una forza di amore verso la famiglia e la

comunità.

- mansuetudine = + considerare gli altri come si considera se stessi

恕 心 如

- per praticare il ren bisogna iniziare da se stessi

- mansuetudine + senso di reciprocità poterà al ren

- centralità = + esigenza di equilibrio ed equità

忠 中 心

- il ren si manifesta nelle relazioni di reciprocità e solidarietà, la relazione che si fonda naturalmente tra il

padre e il figlio, tra l'individuo e la comunità

- LA PIETRA FILIALE CHIAVE DEL REN

- risposta naturale del figlio all'amore che gli portano i genitori, nel contesto di armonia familiare e

solidarietà fra le generazioni

Figlio risponde alla bontà del padre Pietra filiale, fiducia

Suddito o ministro alla benevolenza del principe Lealtà, fiducia

Fratello maggiore e fratello minore Fiducia

Marito moglie Fiducia

Amici Fiducia

LO SPIRITO RITUALE

- COMPORTARSI UMANAMENTE = COMPORTARSI RITUALMENTE

- ren e spirito rituale legati indissolubilmente

- = radicale delle cose sacre + minestra di cereali + coppa significato per estensione il rituale

禮 示 曲 豆

del

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stu_gz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e delle religioni della Cina 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Andreini Attilio.
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