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I monti di pietà

A partire dalla fine del 300, nuclei ebraici residenti a Roma iniziarono a trasferirsi al nord come usurai. Anche l'arrivo degli israeliti scatenò l'ira del mondo ecclesiastico, ma i papi decisero di chiedere una tassa, vedendo ciò come un vantaggio per allontanare i cristiani dal mondo usuraio. A Brescia il consiglio cittadino era concorde. Nell'ottobre del 1441, affermarono che gli ebrei erano dannati. Il cardinale Giovanni Bassarione (Venezia) scriveva al doge Cristofero Moro: “Gli israeliti nei territori della Serenissima poteva portare loro una conversione”.

Il banco ebraico sopperiva all'esigenza di accrescere l'offerta di moneta rendendo più fluida la conversione. Oltre alla presenza ebraica, s'abbatteva l'offensiva dei predicatori francescani. Uno dei sostenitori, Bernardino da Siena, riceveva l'accettazione di alcuni titoli, sotto i quali era autorizzata la richiesta di interesse sul capitale prestato. Si tratta dai casi di domnum emergens e elucrum cessans:

  • Il prestatore era autorizzato a chiedere qualcosa di più del capitale inizialmente concesso;
  • L'autorizzazione scattava per il danno derivante dal mancato uso del denaro di cui si privava il prestatore: fu la base per la costruzione e la predicazione dei monti di pietà.

La fondazione dei monti di pietà

Durante i momenti forti dell'anno liturgico, i francescani sferravano un attacco violento contro gli usurai. Avviene così la fondazione dei monti di pietà: l'accumulazione del denaro risultava funzionale alla sovvenzione dei bisogni. Lo sforzo funzionario da parte dei benestanti rappresentava il passo decisivo per la formazione del capitale iniziale, in questo clima politico-religioso risultava particolarmente efficace la predicazione quaresimale di Michele da Acqui nel 1489.

Il 28 agosto una delibera consiliare sanciva la nascita del nuovo istituto. Non aveva scopi di lucro. Ogni anno si eleggevano 5 notai con la funzione di conservatori. Figura centrale era poi il massaro, impegnato a tempo pieno e pagato. Vi erano poi i conservatori che dovevano dirigere i conflitti tra notaio e massaro, mantenendo un corretto esercizio.

Di nuovo presente, Michele de Acqui a Brescia sponsorizzava l'apertura del Monte nel 1490. Venne poi fondata la Compagnia del Sacro Monte: mista tra religiosi ed ecclesiastici, i cui membri si impegnavano a regolari contribuzioni finanziarie. L'associazione si avvaleva di 3 chiese: San Giovanni, San Appollonia e San Rocco. Le operazioni di prestito avvenivano in alcuni luoghi messi a disposizione dall'Ospedale grande.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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