Gli affreschi di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio
All'esterno delle mura di Castelseprio a Varese, sorge la chiesa di Santa Maria Foris Portas. La chiesa ha la struttura di un tricono: breve navata rettangolare con tre arconi che si aprono uno spazio nelle ampie e illuminate absidi, illuminate da finestre che a sua volta sono rafforzate da dei contrafforti all'esterno.
La chiesa è preceduta da un grande fornica. La chiesa a suo tempo doveva essere molto sontuosa, tutto ciò dedotto dai lussuosi marmi da pavimento, simili alle basiliche milanesi. Sulle pareti dell'abside principale ci sono importanti affreschi dell'Alto Medioevo, riscoperti solo negli anni '40 del nostro secolo. La narrazione è senza dubbio cristiana. L'infanzia di Cristo si svolge su più registri, per la precisione due:
- Partendo dall'alto a sinistra troviamo: L'Annunciazione, la Visitazione, la Prova delle acque amare, il Sogno di Giuseppe e l'Andata a Betlemme.
- Nell'ordine inferiore, partendo invece da destra si susseguono: l'Adorazione dei Magi, la Natività, la Presentazione al tempio.
Sulla controfacciata ci sono invece due angeli in volo con in mano lo scettro. Sopra le finestre sono collocate tre tondi, di cui è rimasto intatto solo quello raffigurante Cristo benedicente. Tra gli episodi riportati ce ne sono tanti inconsueti come la Prova delle acque amare dove la Vergine testimonia l'innocenza del suo concepimento. Ogni azione ha luogo in ambienti tridimensionalmente unitari ma articolati tra di loro. I gesti come le posizioni non esprimono un vero e proprio contenuto drammatico. La tecnica pittorica è alternata da rapide e precise pennellate con ampie velature.
L'altare di Sant'Ambrogio
La chiesa di Sant'Ambrogio a Milano è il luogo dove si manifesta il programma politico e religioso che guida la città. L'altare aureo è il fulcro principale della ristrutturazione che il vescovo compie in Sant'Ambrogio. Successivamente venne aggiunta una grande abside centrale preceduta a un enorme voltato a botte. Altre due absidi più piccole sono edificate in corrispondenza delle navate minori.
L'abside è decorata da un immenso mosaico raffigurante il Redentore in trono tra i martiri milanesi Protasio e Gervasio. Inoltre vi sono raffigurati due episodi della vita di Sant'Ambrogio: il santo si addormenta a Milano mentre dice la messa e l'altro è mentre viene trasportato via dagli angeli a Tours per celebrare i funerali di san Martino.
Al di sotto del ciborio formato da quattro timpani, c'è l'altare d'oro che ha la forma di una grande cassa. Non fu però progettato per contenere i corpi dei santi; i veri sarcofagi si trovano al di sotto dell'altare, attraverso la finestra aperta nel lato posteriore dell'altare.
Descrizione dell'altare
- La faccia anteriore è divisa in tre parti, in quella centrale è inscritta una grande croce con al centro Cristo in trono e nei quattro bracci i simboli degli Evangelisti. Negli spazi angolari ci sono invece gli Apostoli raggruppati tre a tre.
- I due pannelli laterali sono divisi in sei riquadri, contenenti storie di Cristo e si leggono dal basso verso l'alto e dall'esterno verso l'interno. Nel pannello sinistro sono raffigurati: l'Annunciazione, l'Adorazione dei pastori, la Presentazione al tempio, le Nozze di Cana, la Guarigione del figlio di Giario, la Trasfigurazione.
- Nel pannello destro sono raffigurati: la Cacciata dei mercanti, la Guarigione del cieco, la Crocifissione, la Pentecoste, la Resurrezione, l'incredulità di Tommaso.
La faccia posteriore riprende la stessa tripartizione della fronte. Lo spazio centrale è occupato dagli sportelli che chiudono la finestrella. I quattro tondi raffigurano gli arcangeli Gabriele e Michele e due scene di omaggio: Ambrogio incorona il vescovo Angilberto che li presta l'altare e poi Ambrogio che incorona Vuolvino.
Storie di Sant'Ambrogio
- I pannelli laterali ai quattro tondi divisi in sei riquadri ciascuno, raffigurano le storie di Sant'Ambrogio e si leggono partendo dal basso, da sinistra verso destra.
- Gli episodi scelti sono: il Miracolo delle api, Ambrogio parte per governare l'Emilia e la Liguria, Ambrogio viene richiamato a Milano dalla voce di Dio e la sua ordinazione a Vescovo.
Il messaggio di questo altare è quello che: chi legge non deve farsi abbagliare dall'oro e dalle gemme preziose ma bensì dal vero splendore che è quello nascosto all'interno, i resti di santi. L'altare è unitario ma così non lo sono coloro che presero parte alla costruzione, ovvero numerosi artisti oggi sconosciuti. C'è molta attenzione anche al decoro del paesaggio come alle rocce o la capanna del cieco.
Rinascenza Ottoniana
Il lasso di tempo che intercorre tra il declino della dinastia carolingia e la svolta dell'anno Mille viene classificato dagli storici come periodo di crisi, travagliato da nuove invasioni barbariche: i Normanni in Francia, i Danesi in Inghilterra, gli Ungari nell'Europa centrale e i Saraceni in tutta l'area mediterranea. E bisogna ricordare che il potere politico è diviso da altri conflitti interni.
Uno degli esempi dell'architettura ottoniana è l'abbazia di Cluny, la chiesa viene ricostruita più ampia e più splendida che a sua volta era stata terminata 30 anni prima. L'arte del X e dell'XI secolo è un'arte legata alla costruzione di grandi abbazie. Ricordiamo che nel 962 Ottone I detto il Grande, già re di Germania, si fa incoronare imperatore a Roma affermando di rifondare il potere che Carlo Magno aveva esercitato su tutta l'Europa un secolo e mezzo prima di lui.
Come sappiamo l'attività edilizia è sempre stato l'interesse primario degli imperatori. Nel 955 Ottone I fonda la cattedrale di Mauburgo, ma per cercare di capire come potesse apparire la cattedrale, bisogna esaminare la chiesa di San Ciriaco a Gernrode.
Architettura ottoniana
- Lo schema strutturale: Si ha un corpo longitudinale a tre navate tra il transetto orientale e il Westwerk (costruzione di epoca carolingia o medievale), rinserrato tra due torri scalari. L'unità della navata è negata invece dall'alternanza di pilastri e colonne.
- Il capolavoro dell'architettura ottoniana in Sassonia è la chiesa abbaziale di San Michele a Hildesheim. La pianta di San Michele è tracciata dentro uno schema geometrico di tre quadrati uguali, ognuno dei quali a sua volta è tripartito. Il corpo centrale a tre navate termina con un transetto a tre absidi. Le navate sono scandite da pilastri che determinano un ritmo ripetuto di tre arcate.
- L'esterno in semplice muratura, si presenta però come un cristallino incastro geometrico definito da murature lisce e compatte.
- Per San Michele furono fuse, forse sul modello delle porte di Sant'Ambrogio, due battenti bronzei dell'Antico e del Nuovo Testamento. La porta confronta su due battenti la storia della caduta con quella della salvazione. Fatta da Maestri diversi, però guidati da un’unica mente unificatrice. Le figure sono ad alto rilievo, ovvero emergono dal piano.
Per quanto riguarda la Vergine in trono, possiamo dire che come le porte di San Michele anch’essa è molto plastica. La colonna in bronzo sempre appartenente alla chiesa di San Michele, ha una schema coclide, ovvero tortile (a giro). Su di essa si svolgono delle scene, sempre riguardanti Cristo e il suo trionfo. Altra architettura del periodo ottoniano è la chiesa abbaziale della Trinità di Essen, anch’essa s’ispira all’architettura carolingia, però sconvolta da molti punti di vista. L’abside della chiesa è una copia fedele della cappella Palatina di Aquisgrana con pianta dimezzata e l’eliminazione della cupola.
Le grandi arcate transennate hanno lo scopo di dare un esempio illustre. Altri due elementi in cui si riassume l’attività architettonica ottoniana sono Santa Maria in Campidoglio a Colonia e la Cattedrale di Spira:
- Santa Maria è una chiesa di un convento di fondazione imperiale. Un corpo longitudinale a tre navate preceduto da un atrio.
- La cattedrale di Spira è invece un edificio immenso. Consacrato nel 1061, si compone con un lungo corpo longitudinale a tre navate, di cui le minori coperte a volta e quella maggiore con soffitto piano.
Nella cripta le semicolonne sono accostate ai pilastri. Esse infatti si allungano oltre le arcate. Come nella maggior parte delle chiese paleocristiane, il muro era concepito come una superficie adatta ad accogliere grandi cicli di affreschi o mosaici.
Cicli di affreschi e di codici miniati
Le decorazioni di affreschi o di codici miniati riprendono uno schema tardo antico e ravennate. Solitamente i panneggi delle vesti si spiegano in modo delicato e gli atteggiamenti dei personaggi e dei loro atteggiamenti sono raffigurati in modo teso ed espressivo. Lo sfondo tende ad essere quasi plastico e si ha una grande attenzione agli sfondi di ordine architettonico. Gli artisti di questo periodo sono chiamati a restaurare i vecchi codici antichi e soprattutto a rinnovare la decorazione e arricchirli con nuove pagine miniate.
L'Arcivescovo Treviri Egberto commissionò ad un maestro italiano nel 983, due miniature a piena pagina per un codice che conteneva una raccolta di epistole, lettere, di Gregorio Magno. L’anonimo maestro italiano era anche un artista molto colto che conosceva il greco. Le due miniature raffigurano Ottone II in trono circondato dalle Province dell’Impero e San Gregorio ispirato dalla colomba e detta allo scrivano.
La prima miniatura rappresenta Ottone II, ovvero reinterpreta un’iconografia carolingia. Assoluta centralità dell’Imperatore e il tono cerimoniale è un’assoluta composizione geometrica. Nella seconda miniatura invece viene rappresentato San Gregorio al centro della tavola che è ispirato dalla colomba e detta allo scriba. L’architettura della stanza incornicia i personaggi e tutto ciò che c’è all’interno della stanza. In entrambe le scene la gamma dei colori è studiata e c’è l’uso di delicate luci, che danno un risalto plastico ai personaggi.
Opere significative
Nelle Vergine con il Bambino, di un artista italiano oggi conservata a Magonza, si tratta di un avorio che ci tramanda al tipo monumentale del XI e XII secolo. Per quanto riguarda i Vangeli decorati alla fine degli anni novanta per Ottone III, si hanno più rappresentazioni:
- Ottone III circondato dai grandi dell’Impero: L’Imperatore veniva rappresentato quasi sempre sul suo trono imperiale. La figura dell’Imperatore nel Vangelo di Ottone III è molto simile al Registrum Gregorii. La limpida architettura classica diventa una paradossale tettoia sorretta da due colonne, con due capitelli corinzi.
- Le Province dell’Impero: In questo miniatura sono rappresentati le quattro province dell’Impero in sequenza. Volumi plastici spezzati da una strana luce.
Altra miniatura importante è l’Evangelista Luca. Il santo è seduto in cattedra nell’atto di scrivere dentro una cornice architettonica.
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