Il giacobinismo in Italia: una fase di attuazione
Perché i temi trattati già circolavano e su di essi già si dibatteva negli anni precedenti. Dal '96 al '99 si ha la fase dell'attuazione delle idee giacobine in Italia; molti autori credono di poter parlare di "giacobinismo italiano" in quanto molto diverso da quello francese, altri autori affermano il contrario cioè sussiste una coincidenza con quello francese anche se con alcune differenze (Antimori vedeva patrioti anche nel periodo del Direttorio, che tengono presente nel loro agire il momento eroico della rivoluzione - Armando Saitta è un seguace di Cantimori e preciserà il significato del termine eroica).
Questo movimento è molto eterogeneo e la diversità delle idee convoglia nelle diverse Costituzioni giacobine, le quali sono carte che i governi si danno per fissare il loro programma. In Italia la diversità di realtà, infatti, è rintracciabile anche nelle carte costituzionali che a seconda delle situazioni avrà più o meno spinte riformiste.
Le fasi del giacobinismo
- Dal '92 al '94: Giacobinismo teorico: solo concetto!
- Dal '96 al '99: Giacobinismo pratico: istituzione delle Repubbliche giacobine; nascita delle Carte Costituzioni; la seconda del dispotismo illuminato, rivendica alle diverse realtà ma ci sono tratti comuni in tutte, alcune di esse si richiamano alle carte costituzionali francesi del 1791 e del 1795.
Tra tratti comuni comunque individuiamo la divisione dei poteri, sistema fiscale, l'istruzione obbligatoria, l'assistenza agli indigenti, la libertà di pensiero e di stampa, la sovranità popolare a partire dal 1796 (concorso indetto dall'amministrazione).
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