La rivoluzione napoletana e la rivoluzione francese
Una rivoluzione passiva
La rivoluzione napoletana è diversa da quella francese. È una rivoluzione passiva e l'unico rimedio è il consenso del popolo. È passiva in quanto non nasce da esigenze proprie ma imita e subisce gli eventi. L'ammirazione per gli stranieri aveva portato alla nascita di due realtà inappoggiate: da una parte vi è la classe colta formata sulla cultura dei classici stranieri e dall'altra coloro che non vi trovano... La rivoluzione napoletana nasce dalla spinta degli intellettuali che seguono la moda francese cioè solo pochi fanatici. Questa affermazione è stata smentita in quanto questi processi furono molto seguiti. La mania di imitare tutto e tutti poteva portare ad un immiserimento culturale, tradizionale e politico. Da tale rifiuto nasce un recupero dell'individualità; solo con esigenze specifiche si può seguire un popolo all'idea di rivoluzione.
Melchiorre Delfico e la memoria storica
Melchiorre Delfico opera: "Memoria storica di San Marino" (1804) tratta anche gli avvenimenti della Francia avvenuta a fine ‘700. Parla essenzialmente della rivoluzione di San Marino in tendenza immutata e intempestiva. Egli cerca di porre luce sull'individualità e non sull'imitazione. Se ci fosse stata una maggiore attenzione nei confronti della propria storia ci sarebbe stata moderazione e non rivoluzione.
14 dicembre 2004
La rivoluzione francese
La rivoluzione francese era stata incentivata dall'aristocrazia e non dalla borghesia comunque. Con Luigi XVI l'assolutismo entra in crisi economica che non si riesce a sanare; si propone di riunire gli “Stati Generali” (riunione dei 3 enti sociali) per trattare il problema economico, il gozzo concede prerogative politiche e l'ambito di elargizioni economiche. Si pone il problema del sistema di votazione e si...
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